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Domenica 18 Novembre 2018

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Lettere al Direttore del 27 maggio

Lettere al Direttore del 27 maggio

Sinodo dei giovani
La Chiesa diventa ‘luce del mondo’
Signor direttore,
ho quasi ottant’anni e ho partecipato da cremonese alla applicazione dell’ultimo sinodo Cazzani e ai sinodi Assi-Nicolini. La nostra diocesi è preoccupata da sempre alla educazione cristiana della gioventù (negli oratori nei campi scuola tra i primi in Lombardia, negli esercizi spirituali ecc ecc...). Domenica ho partecipato in cattedrale (traboccante di giovani) alla conclusione. Era stato pensato mai un sinodo di giovani come protagonisti e attuatori della pastorale. Ero lieto di vedere i giovani che consegnavano al vescovo le loro proposte. E sono certo saranno prese in giusta considerazione. Voglio complimentarmi con i tanti che han contribuito alla realizzazione. È così che la Chiesa diventa ‘luce del mondo’ cioè sul candelabro per illuminare questa generazione spesso ingannata dalle lusinghe subdole del male. Complimenti per il vostro giornale.
don Franco Regonaschi
(Cremona)

Di Maio lo sa che...
Il centrodestra esiste. Governa tante regioni
Egregio direttore,
Di Maio continua a ripetere come un mantra che il centrodestra unito è un danno per il Paese. A parte che gli elettori che hanno dato il loro appoggio alla coalizione Lega-FI e FdI rappresetano il 37,5% dell’elettorato, lo sa il bel Giggino che il centrodestra governa la Lombardia, il Veneto e la Liguria (e tra poco il Friuli Venezia Giulia) cioè 3+1 delle regioni traino d’Italia.
Massimo Rizzi
(Cremona)

Scusate se insistiamo
Da Padania Acque aspettiamo risposte
Egregio direttore,
proprio per utilizzare al meglio la rubrica, chiediamo la pubblicazione di queste righe in merito alla iper lettera del presidente di Padania Acque che, dichiarando di prendere spunto da un intervento dell’associazione Albatros, propone uno tsunami di concetti che molto poco hanno a che fare con la presunta risposta all’associazione stessa.
Autoreferenzialità: ‘Il miglior bilancio di sempre’... È una dichiarazione che proviene dall’interno di Padania Acque, assistita da commenti finanziari. Nulla invece si legge, negli allegati ai bilanci, sulla copertura del territorio in termini di fognature e depurazione lasciate dall’azienda. Quando 5 anni fa si parlava di oltre il 20% di emissioni che non transitano attraverso una idonea depurazione o in totale sua assenza. Ciò riguardava, a quel tempo, una quantità di persone facile da calcolare da parte del lettore. Le perdite, che ancora si attestano intorno al 30%, non sono oggetto di comunicazione. Non dimentichiamo che nei vecchi centri storici esiste una situazione esplosiva relativa alla tenuta delle tubazioni ferrose, aventi date di installazione che superano il secolo come Crema per esempio. Il piano d’ambito in fase di esecuzione prevedeva all’origine 550 milioni di euro, che tradotto in cifre per abitante, è il quadruplo di Bergamo, il triplo di Varese, il doppio di Brescia e Pavia. Questo per dare una dimensione al lascito delle municipalizzate, vecchia Padania Acque compresa.
Quindi l’invito è di parlare della operatività dell’organismo e di convincersi che in questo tipo di spa domestico, gli utili che appaiono sono quanto avanza dalla tariffa, come all’amministratore del condominio può avanzare parte degli anticipi del condomini, che però è triste farselo mangiare in tasse compromettendo il livello degli investimenti.
E qui riapriamo la discussione sugli ammortamenti che beneficiando di tutte le opportunità fiscali del momento, dovrebbero portare l’imponibile a zero facendo beneficiare il flusso di cassa pari pari dell’ammontare sfuggito verso il fisco.
E qui chiediamo a tutti, presidente compreso, perché l’organismo interno addetto alla relazione col pubblico non risponde alle mail di Albatros che appunto chiedeva informazioni sul sistema degli ammortamenti adottati, proprio per sviluppare questa analisi forse troppo intima. Prima mail 11 marzo, seconda mail 9 aprile. Perchè? Vogliamo farlo adesso?
Milanesi e Capone
(Associazione Albatros)

Le ‘menzogne’ dei proverbi
Siamo certi che ci sia voglia di imparare?
Signor direttore,
se è saggio il proverbio che recita: sbagliando s’impara, non è peggio il proverbio che dice: non si è mai finito di imparare.
Due mezze verità che trapelano una grande menzogna, cioè che chi sbaglia sempre ha una gran voglia di imparare.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Il 50% andrà in vacanza
Italiani esterofili. Scelgano il Belpaese
Gentile direttore,
è notizia recente che ben oltre la metà degli italiani andrà in vacanza, con un aumento di chi sceglierà le destinazioni estere. L’Italia è la migliore nazione per quanto riguarda cucina, paesaggi e bellezze artistiche. Perché gli italiani non scelgono le destinazioni italiane?
Silvio Pammelati
(Roma)

Ma di cosa ci stupiamo?
Il bullismo a scuola eredità del ‘68
Caro direttore,
visto che il Parlamento è quello che è, il ministro dell’Istruzione pure, che la scuola è stata sottoposta alla cura renziana della ‘Buona scuola’ e che inoltre quest’anno ricorre il 50esimo anniversario del ‘formidabile ‘68’, perché meravigliarsi (si raccoglie ciò che si è seminato) dei gravi e reiterati atti di bullismo che si hanno nelle scuole e se anche i docenti vengono dagli allievi e dai genitori sbeffeggiati, minacciati, presi a botte e pure sfregiati?
Lettera firmata
(Cremona)

Morirono per l’Italia
Il sacrificio dei nostri soldati va ricordato
Signor direttore,
non dimentichiamo che il 24 maggio 1915 un esercito marciava e un fiume mormorava e che sulla strada del monte Pasubio, lenta sale una lunga colonna: è la marcia di chi non torna, di chi si ferma a morir lassù... Ricordiamoli tutti perché per il loro sacrificio, dalle nevi del Cenisio ai balzi di Scilla, la stella d’Italia per sempre brilla.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

IL CASO
L’argomento aborto è ancora un tabù, il movimento per la vita non si arrende

Signor direttore,
ha ragione il lettore Gianni Toffali. L’argomento aborto è tabù. Nella nostra società attuale siamo liberi di criticare chiunque, qualunque cosa, qualunque iniziativa, siamo perfino liberi di dileggiare la religione cattolica (quella islamica no, per carità), ma ‘peste lo colga’ a chi osa criticare e mettere in discussione la legge 194.
Su ‘La Provincia’ del 4 maggio ella rispose ad una mia ironica provocazione, promettendo di dare notizia della Marcia per la Vita, svoltasi a Roma il 19 maggio, con una ragguardevole presenza di giovani, di genitori con carrozzine, di associazioni pro life da tutto il mondo e con la partecipazione ad un gruppo di cremonesi.
Non ho visto pubblicato nulla. Un caso? Una dimenticanza? Una implicita censura?
In questi giorni, in cui ricorreva (esattamente il 22 maggio) la ricorrenza del quarantesimo anniversario della legge 194, l’associazione Pro-Vita Onlus, in collaborazione con altre realtà pro life ha organizzato la più grande campagna per la vita che sia mai stata organizzata: stanno girando in tutta Italia i camion-vela con raffigurati manifesti che riportano vari messaggi in difesa dei bambini ai quali viene impedito di vedere la luce. Anche a Cremona, Crema e Casalmaggiore, in collaborazione col Movimento per la Vita di Cremona questi camion-vela sono stati presenti nelle vie e nelle piazze dal 21 maggio al 26 maggio.
Il Movimento per la Vita di Cremona, di cui faccio parte, ha inviato al giornale un breve comunicato sui camion-vela e sul quarantennale della legge 194, corredato di foto. Non ho visto pubblicato nulla. Un caso? Una dimenticanza? Una implicita censura?
Giorgio Telò
(Cremona)
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Nessuna censura. Il giorno 25 maggio nelle pagine della cronaca di Crema l’iniziativa ha avuto spazio con un articolo corredato da una fotografia. Sul giornale di oggi, nella cronaca di Cremona a pagina 3 c’è un altro articolo e la relativa immagine. Serve solo un po’ di pazienza.

Egregio direttore, una bella fioritura di papaveri ha trovato spazio sulle antiche mura di via del Sale, donando alla via, così polverosa e grigia a causa dei lavori, una nota di colore.
Ivano Spadola
(Cremona)

Commenti all'articolo

  • sergio

    2018/05/30 - 10:10

    Però, direttore, se si dà notizia oggi di un evento al quale si poteva partecipare solo ieri, è tardi.

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