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Martedì 25 Settembre 2018

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Lettere al Direttore del 25 maggio

Lettere al Direttore del 25 maggio

Governo M5s-Lega/1.
Più che ai conti si guardi ai problemi
Gentile direttore,
leggo sui giornali, ascolto alla radio e alla televisione che per attuare il programma del nuovo governo occorrerebbe, prima, verificare se ci sono le coperture finanziarie.
Io penso che il problema non sia quello di vedere se ci sono le coperture finanziarie, ma quello della disoccupazione, della povertà, delle pensioni, della emigrazione, eccetera. In sintesi, vorrei dire che occorre dare la priorità alla risoluzione dei problemi che affliggono il popolo italiano.
arch.lobuglio@libero.it

Governo M5s-Lega/2.
Gran bella illusione l’aver un avvocato
Signor direttore,
«Sarò l’avvocato del popolo... dall’Europa non si esce». Autore Conte, l'investito (nel senso di incaricato, a scanso di equivoci) presidente del consiglio. E poi, a gratis ognuno di noi avrà un avvocato!
Sarà difficile spiegare al popolo cosa fa un avvocato? Eppure quel popolo non ha poi tanto sguardi convergenti. Gran bella illusione quella sull’avvocato. Abbandoniamoci ad un sogno. Chissà se comincerà la ricreazione, chissà!
Giorgio Carnevali
(Cremona)

Governo M5s-Lega/3.
Savona anti-Ue? Come gli italiani
Gentile direttore,
il candidato al ministero dell’Economia, Paolo Savona, ha un lungo curriculum ma è poco amato dalla Ue. Niente di male. Le recenti elezioni in Ungheria ci dicono che i politici anti-Ue godono - e di molto - di maggior consenso nella popolazione. Questo è quel che conta.
Silvio Pammelati
(Roma)

Governo M5s-Lega/4.
Sarà ‘tecnico’. Elettori traditi
Signor direttore,
è ora di finirla di prendere per i fondelli chi vi ha votato. Carissimi Di Maio e Salvini, non vi rendete conto dove state andando. Ora c’è anche l’ultima notizia di premier tecnico, non politico con un curriculum di lauree incerte, non avete già esperienze del passato? Anche lui non eletto dai cittadini, i vostri elettori non si aspettavano un insulto così grave (...)
Ormai siamo agli sgoccioli stiamo perdendo la fiducia di promesse non mantenute, guidati da persone non competenti se si farà un governo tecnico. A che servono le elezioni?
Antonio Pagliarini
(Isola Dovarese)

Come cambia la destra
I voltagabbana amici sono ‘responsabili’
Signor direttore,
Anzaldi su ‘Libero’ accusa il presidente della Repubblica per il mancato incarico a premier a Salvini della Lega. E si dice certo che con la Meloni di Fratelli d’Italia sarebbero riusciti a trovare i voti mancanti in Parlamento.
Dopo averli più volte insultati e aver invocato una legge contro i ‘voltagabbana’, loro li avrebbero riabilitati chiamandoli ‘responsabili’. Destra forcaiola.
Angelo Rosa
(Viadana)

Solidarietà al giornale
Vietato criticare il Pd di Crema
Gentile direttore,
alcuni esponenti cremaschi di quel partito democratico di nome ma, a quanto vediamo non di fatto, continuano ad attaccarla per aver osato criticare un suo celebre amministratore locale. Proprio loro, che durante le scorse elezioni hanno incentrato un’intera campagna elettorale sul fascismo, la sua imminente risurrezione e sulla democrazia in pericolo oggi la bersagliano ferocemente per aver osato muovere alcune osservazioni dalle pagine del giornale che lei stesso dirige.
Nel portarle la nostra più totale solidarietà, la invitiamo a continuare tenacemente, come siamo certi che già faccia, nel suo lavoro perché il quotidiano che lei dirige continui ad essere quella fonte essenziale di informazione libera (e anche, giustamente, di critiche) che tutti noi, ogni giorno, siamo abituati a leggere e di cui, visti i tempi di crisi della carta stampata, non potremmo proprio fare a meno.
Gioventù Nazionale
(Crema)

Ho visto Jesus Christ Superstar
Il tradimento di Giuda la speranza di riscatto
Caro direttore
ero tra il numeroso pubblico di piazza duomo che ha assistito allo spettacolo Jesus Christ Superstar molto molto toccante.
Cosa ci insegna ancora oggi ciò che è successo a Gesù nel giardino del Getsemani?
«Il diavolo aveva messo in cuore a Giuda Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo» (Gv 13,2). Il tradimento si spiega, dunque, in base alla responsabilità personale di Giuda, che cedette miseramente alla tentazione del male. Gesù lo aveva trattato da amico, però nei suoi inviti a seguirlo sulla via delle beatitudini, non forzava le volontà né le premuniva dalle insidie di satana, rispettando la libertà umana. In effetti le possibilità di perversione del cuore umano sono davvero molte, l’unico modo di ovviare ad esse consiste nel rifiutare una visione individualistica ed autonoma e mettersi sempre di nuovo dalla parte di Gesù, assumendo il suo punto di vista. Giuda si pentì formalmente diciamo, ma il suo pentimento degenerò in disperazione e così divenne autodistruzione. Gesù rispetta la nostra libertà ed aspetta la nostra disponibilità al pentimento ed alla conversione, poiché Egli è ricco di misericordia e di perdono.
Nel suo misterioso piano di salvezza, Dio assume il gesto inescusabile di Giuda come occasione del dono totale del Figlio per la redenzione del mondo. Anche se nella chiesa universale non mancano cristiani indegni e traditori, spetta a ciascuno di noi controbilanciare il male da essi compiuto con la nostra limpida testimonianza a Gesù Cristo, nostro Signore e Salvatore.
Salvo Liuzzi
(Cremona)

Pandino, festa del gemellaggio
Strumentalizzazione a puri fini politici
Gentile direttore
con riferimento all’articolo apparso sul vostro quotidiano in data 21 Maggio a titolo ‘Bufera sul gemellaggio, è protesta per la piazza chiusa’, il comitato di Gemellaggio Pandino – Saint Denis en Val desidera esprimere il proprio disappunto per il taglio dato al contenuto dell’articolo in questione. Abbiamo avuto l’impressione, purtroppo, che il comune cittadino, vostro lettore, di fronte a tale titolo possa aver avuto una percezione molto negativa dell’evento.
L’eccessivo risalto dato al provvedimento di ordine pubblico richiesto per l’occasione, offusca la parte dedicata alla visita degli studenti francesi presso l’istituto comprensivo Visconteo Berinzaghi, che ha visto invece un grande coinvolgimento di studenti, genitori, insegnanti (come da foto pubblicata).
Purtroppo un lieve ritardo sulla tabella di marcia ha impedito ai ragazzi di raggiungere per tempo la piazza, per assistere alla cerimonia di commemorazione presso il monumento ai Caduti, come da programma.
Precisiamo che il lavoro svolto dal nostro comitato tende a realizzare lo scambio di gemellaggio nel rispetto delle vigenti normative, interfacciandosi quindi con le altre organizzazioni preposte, nei vari settori, allo svolgimento delle attività di loro competenza.
La nostra associazione è per sua natura apartitica, apolitica, senza scopo di lucro e realizza eventi dedicati alla cittadinanza, con la collaborazione dei residenti, delle altre associazioni ed istituzioni territoriali. Non troviamo di conseguenza corretto che, nella seconda parte dell’articolo, si sia dato spazio ad un commento puramente strumentalizzato per fini politici, a discapito nuovamente delle finalità dell’evento di gemellaggio che mirano principalmente all’accoglienza, alla conoscenza e al rispetto delle culture dei nostri due paesi.
Le iniziative che si sono poi succedute nei tre giorni di gemellaggio hanno visto la partecipazione, oltre agli 80 ospiti francesi, di ben 49 famiglie pandinesi le quali, dopo la mattinata trascorsa con gli studenti, hanno potuto visitare e conoscere il territorio, alla scoperta delle ricchezze storico culturali a disposizione, come ad esempio la visita guidata completa a Soncino (anche in occasione della ricorrenza da voi citata nel vostro articolo a pagina 18).
Al nostro comitato si unisce anche la voce delle famiglie ospitanti, che hanno recepito questa esperienza non come un momento negativo per la comunità di Pandino ma, al contrario, come straordinaria occasione di grande arricchimento personale, sia per loro che per i loro figli.
Il Comitato di Gemellaggio Pandino–Saint Denis en Val
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Il giornale ha sempre dato spazio alle iniziative del vostro comitato, che consideriamo positive: lo scambio è elemento di crescita collettiva. D’altra parte, nella mattinata di sabato si è verificato il disagio che abbiamo segnalato, come è nostro compito fare. Senza nulla togliere alla bontà delle vostre proposte.

La UE deve riformarsi
Europei convinti e italiani sovranisti
Signor direttore,
siamo o non siamo europeisti e siamo o non siamo europei amorevoli? Certamente lo siamo e lo saremo maggiormente quando l’Europa sarà espressione di un processo politico democratico chiaro e trasparente che ancora non si intravede. Saremo europeisti ultra convinti quando la sovranità del popolo italiano e di tutti i popoli appartenenti all’Unione, non sarà calpestata ma sarà valorizzata come parte integrante, come peculiarità che arricchisce l’appartenenza all’Europa. Siamo europei e cittadini del mondo? Certamente lo siamo con umana consapevolezza delle eguaglianze religiose e razziali, ma anche con la sensibilità per l’autodeterminazione dei popoli. E senza spegnere quel sorriso che giunge dalle fatiche dei nostri padri sulle nostre terre.
Una cosa non esclude l’altra. E si avrà pure il diritto di fare due risate per una barzelletta raccontata in dialetto, senza essere ghigliottinati per avere infranto l’uniformismo della globalizzazione culturale.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)

Il calcio sempre più business
Le società fatturano come grandi imprese
Signor direttore,
seguire il calcio in televisione, ma in particolare dal vivo allo stadio o, (calpestare il rettangolo verde), è tutta un’altra cosa. Oggi il calcio in Italia e nel mondo, è divenuto un business sempre più globale e sempre più industrializzato. Lo dimostra l’attivotà di squadre di club come il Real Madrid, il Chelsea, o il Milan, Juve, Inter eccetera.
Le squadre che vanno per la maggiore, generano ricavi e introiti simili a quelli di imprese. Anche se ora, molte società non riescono a sostenere, tutte le spese che comportano per gestire una società che si rispetti. La parte di marketing è diventata sempre più importante e in grado di essere equiparata alla divisione sportiva di ogni club. Volendo fare un esempio successo di recente, mi preme menzionare la grossa impresa del Leicester in Inghilterra, squadra sconosciuta, che sulla carta non aveva quotazione, ma che ha soverchiato ogni pronostico, vincendo il Campionato.
Si stima che adesso abbia oltre cento milioni di tifosi in tutto il mondo. Le regole di questo sport, sono poche e semplici a differenza di altri eventi sportivi. Vedi i Mondiali, Europei, Champions League sono oggi i più ambiti delle tv a pagamento, in grado di sfidarsi a suon di milioni per accaparrarsi i preziosi diritti tv. Però mi preme sottolineare, non per ordine d’importanza anzi, che dietro queste squadre sopra citate, ci sono, praticamente tutte hanno un vivaio, chiamato settore giovanile, che va dalla Primavera, Riserve della Squadra maggiore, per arrivare, in ordine di età in base ai ragazzi che lo praticano, ai pulcini, primi calci, eccetera. Praticamente altre otto/dieci formazioni. Con la speranza che da queste categorie, la famosa linfa del calcio, emerga un buon numero di calciatori, che sono il futuro dello sport più bello e affascinante dell’intero pianeta.
Andrea Delindati
(Cremona)

IL CASO
I leoni contro il magico basket hanno tradito lo spirito del gioco

Egregio direttore,
è con molta amarezza che rispondo all’intervento di Chiara Barbieri del 22 maggio su questa rubrica. Dopo un anno sportivo , il 19º con il Magico Basket, particolarmente ricco di soddisfazioni per le continue conferme dei progressi sia atletici che relazionali dei nostri ragazzi ed entusiasta del sempre maggiore senso di responsabilità e della competenza dei giocatori senza limitazioni fisiche che, cresciuti in questa società, ora sono davvero in grado di prenderne le redini e di sostenerla con serietà, ci siamo trovati a disputare una partita dove abbiamo visti traditi tutti i principi ispiratori di questo bellissimo gioco. Probabilmente l’equivoco nasce proprio da qui: per noi i ragazzi senza handicap devono mettersi a servizio dei compagni più svantaggiati e permettere loro di giocare ed esprimersi per una autonomia emancipativa, invece, ogni volta che abbiamo giocato con i Leoni, e solo con loro, ci siamo trovati davanti un gioco esibizionista e forzatamente aggressivo dei numeri 5 che, solo allo scadere dell’azione, consegnano la palla ai ragazzi con handicap per il tiro finale. Questo atteggiamento rende il gioco squilibrato e conduce alla confusione totale i giocatori non preparati a questo spirito così lontano dalla sensibilità per chi è in difficoltà, che non dovrebbe essere assistenzialismo.
È stato uno spettacolo avvilente con azzeramento del fair play sportivo che non è stato rispettato neanche a fine partita quando i nostri ospiti dopo aver esultato per la loro vittoria anche con gestacci, se ne sono andati dalla porta secondaria rifiutando così il buffet che noi avevano preparato per loro.
Non intendo giudicare in questa sede il comportamento del pubblico perché anche nelle partite convenzionali ormai assistiamo a comportamenti poco conformi; in questo caso posso comprendere, senza comunque giustificare, l’eccessivo trasporto in certe emozioni. Un plauso invece ai nostri giocatori, soprattutto ai numeri 5 che, nonostante le provocazioni, non si sono lasciati condurre alla bagarre confermando la maturità che hanno sempre dimostrato.
Mi auguro che la signora Barbieri dopo due anni di meraviglia per questo sport possa continuare a seguirlo, così da vedere le cose con la necessaria razionalità e lucidità. Concludo con una riflessione e una domanda: dopo il Magico Basket sono nate a livello locale e nazionale tante realtà simili o diverse solo per alcune regole o cavilli, le sembra possibile che non si riesca a formulare un unico regolamento come per tutti gli altri sport? Dopo anni di sperimentazioni, non abbiamo ancora la necessaria esperienza per un confronto costruttivo che porti a questo?
Mariana Beretta
(presidente Magico Basket)
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Le sue considerazioni di carattere generale sono senz’altro condivisibili. Quanto all’episodio specifico da lei citato, non posso che prendere atto della sua ricostruzione. Se qualcuno vorrà replicare, troverà spazio su queste colonne.

LA POLEMICA
Quote latte, che pasticcio. Più sostegno all’agricoltura
Egregio direttore,
l’altra sera ho visto su Italia 1 la trasmissione ‘Le iene’. Durante la puntata hanno parlato di quote latte e, per chi come me ha vissuto in prima persona per 30 anni di questa vicenda, il vederla è stato sconvolgente, sconfortante e avvilente. Certo hanno fatto vedere cose sapute e risapute, come ad esempio la conversazione tra il colonnello dei carabinieri (Mantile) sulle indagini eseguite con l’allora capo di gabinetto del ministero dell’Agricoltura, sulla stalla in piazza Navona a Roma da parte della guardia di finanza e tantissime altre ‘invenzioni’ da parte di personaggi senza scrupoli. Hanno poi parlato della necessità di fare fare i giusti controlli, del caos di quando furono assegnate le quote, suddivise in quota A e B. Allora, se volevi aumentare la produzione dovevi acquistare o affittare queste quote creando da parte di molti agricoltori un’ importante posizione debitoria nei confronti delle banche che finanziavano questi investimenti. Qualche anno dopo senza preavviso e giustificazione venne tagliata la quota B mettendo in forte crisi moltissime aziende (passate dalle oltre 350.000 alle 30.000 di oggi, oltre a portare al suicidio molti agricoltori) e facendo diventare dei ‘fuorilegge’ persone oneste che vivevano solo del loro lavoro.
Certo che la questione ‘quote latte’ è ancora oggi un argomento intricato e molto complesso e se si vuole affrontarlo è necessario valutare con chiarezza e vedere gli errori e gli sbagli fatti da sindacati, mediatori, cooperative ma soprattutto politici e industriali del settore. L’Europa ha moltissime colpe visto che ci ha condannato a passare da nazione produttrice a solo consumatrice.
L’Agea e i ministri che si sono succeduti in questi 30 anni si sono sempre lavati le mani per paura della Ue: sono stati anni bui e il pensiero che alla fine pagheranno solamente gli allevatori la mia coscienza si ribella. Il settore agricolo � uno dei pochi fattori più promettenti dell’economia, il disinteresse dei mass-media è scandaloso. Ai pochi allevamenti rimasti non viene riconosciuto il valore aggiunto della sicurezza alimentare e sanatoria, dal latte di qualità al benessere animale eccetera.
Ora col nuovo governo è necessario che sia sostenuta questa realtà che crea nuovi posti di lavoro e fare investimenti, e, come ultima speranza scoprire e colpire chi ha commesso e coperto questi crimini.
Filippo Boffelli
(Codogno)


Ne parlo con...


La storia di via Ghinaglia
Ex contrada Picenengo e poi via Carlo Alberto
Gentile direttore,
sono stato letteralmente fulminato dall’immagine di via Ghinaglia pubblicata il 23 maggio a pagina 29.
E’ la via dove sono andato ad abitare circa quindici anni fa.
Ho fatto qualche ricerca: esisteva dal Medieoevo e si chiamava ‘Contrada Picenengo’. Divenne via Carlo Alberto nel 1931, cioè qualche anno dopo l’immagine che è stata pubblicata. Divenne in seguito, nel 1945 circa, via Ghinaglia in nome di quel povero ragazzo, studente ventenne di medicina, assassinato nel 1921 a Pavia.
Bene: se potessi incontrare il signor Gallo Gallioni, notevole collezionista di immagini riguardanti la nostra città, ne sarei felice. Ci scambieremmo opinioni e idee. La sua collezione è stupefacente.
Igor Paulinich
(Cremona)
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Fornisco al signor Gallioni il suo indirizzo di posta elettronica (i_paulinich@virgilio.it), così che possa contattarla, se lo vorrà.

Nuovi semafori e nuove code
Con «l’onda verde» il traffico scorreva
Egregio direttore,
concordo con quanto scritto dal signor Giorgio Volpi relativamente al sistema semaforico rivisto da una «efficientissima azienda specializzata nel controllo del traffico». Ha ragione su quanto scrive in effetti da quando è stato messo mano ai nuovi impianti non solo sulla via Dante, ma anche su viale Trento e Trieste, Viale Po e Via Giordano, insomma su queste vie di grande scorrimento il traffico si è rallentato. Una volta c’era l’onda verde (vai ad una certa velocità consigliata e i semafori sono tutti verdi) adesso ad ogni semaforo verde ne corrisponde subito dopo uno rosso: il traffico si rallenta e si creano code. Ora io vorrei sapere che tecnici ha mandato l’assessore Manfredini a fare le verifiche, oppure ha verificato Lei di persona. Comunque un dato di fatto signor Volpi è certo qualsiasi cosa chiedono i cittadini, dopo che i nostri amministratori hanno ottenuto un voto, poi se ne scordano e vanno avanti per i fatti loro. (...)
Michele Casana
(Cremona)



Brancere, i colori di maggio
Egregio direttore,
ancora una volta il maggio odoroso è arrivato ed il suo tocco magico risveglia pienamente il respiro degli alberi, il profumo delle robinie in fiore, il canto dell’usignolo. I fiori di campo salutano il giorno assorti nella loro bellezza e la foto che io e mia moglie le inviamo scattata pochi giorni fa in località Brancere, sulla strada che porta al Grande Fiume, ne mostra uno splendido esempio: un ‘sentiero di papaveri’ che con la loro esuberanza di colore ci regalano una immagine mozzafiato.
Antonietta e Gian Luigi Pettenuzzi
(Cremona)

Bagnara, una pianta da record
Signor direttore,
per comprendere meglio le dimensioni della pianta Bagolaro sita presso il centro sociale A.U.P di Bagnara ex asilo materno, chiuso negli anni 1970, ho fatto una foto con mia moglie, vicino alla base del tronco, per risaltare le dimensioni la pianta a detta degli anziani locali risale alla fine degli anni 1880-90 quindi ha circa 130 anni, la circonferenza misurata in loco è di 4,53 metri da cui il diametro è di 1,44 mt . Se nella provincia di Cremona esiste una pianta di circonferenza superiore sarei grato che venisse documentato dal suo giornale.
Elia Sciacca
(Cremona)