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Mercoledì 21 Novembre 2018

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Lettere al Direttore del 23 maggio

Lettere al Direttore del 23 maggio

Governo M5s-Lega/1.
Il premier non deve essere un eletto
Signor direttore,
Lega e 5 Stelle hanno impostato il governo con a capo Conte come premier. Da molte parti si contesta che Conte non è stato eletto.
Sono i soliti che vorrebbero che le regole si adattassero sempre ai loro desideri anziché essere il confine tra il lecito e l’illecito…
La Costituzione, che essi sbandierano solo quando fa loro comodo, non dice che il presidente del consiglio debba essere stato eletto dal popolo e che può essere nominato per i suoi meriti e le sue capacità, ma loro fanno finta che non sia così dimostrando malafede e scarsa intelligenza.
Sono gli stessi che amano la democrazia solo se il popolo vota per loro…
Alessandro Mezzano
(Cremona)

Governo M5s-Lega/2.
Pasticcio-Conte. Roba da ritirarsi
Signor direttore,
certo che l’inizio della nuova legislatura è più che mai arduo. Ancora prima di iniziare gli alleati si arrampicano sugli specchi per giustificare le panzane del professor Conte. Cosa significa «ha approfondito i propri studi all’università di New York»? Anch’io che ho vissuto per un anno a San Francisco frequentai la biblioteca dell’Università di Berkeley, ma non per questo sono diventata specializzanda in quella università.
In uno stato serio uno che mente ancora prima di ricevere l’incarico sarebbe scartato. Si sa però, sembra di abitare nello stato di Pulcinella. Povera Italia.
Pinuccia Brunofero
(Soresina)

Nel giro di pochissimi anni
Ha fatto fallire il Pd. Amo Matteo Renzi
Egregio direttore,
io credo di non avere mai amato così tanto un politico come amo Matteo Renzi. È un uomo splendido e mi rammarico che sia l’unico, tanto che spero che prima o poi la scienza riesca a clonarlo e ne faccia almeno una decina. È riuscito dove tutti i leader della recente sinistra hanno fallito, e parlo di uomini come Veltroni, Franceschini, Bersani ed Epifani, mica di mezze calzette. Ma Renzi è unico, è un uomo che sa il fatto suo, sa ciò che vuole e sa come fare per ottenerlo, e se ci riflette un po’, s’arriva a capire che ciò che è riuscito a fare l’ha fatto in poco, anzi, pochissimo tempo. Nel giro di pochissimi anni, è riuscito a distruggere il Pd e mi crea, la cosa mi riempie di gioia. Bravo Matteo, spero che tu duri a lungo su quella poltrona, e che tu riesca a finire ciò che hai cominciato, tanto da portare il Pd al 3,5% dei consensi, e così forse... giuro che di voterò anch’io. Un’ultima cosa. Vorrei dare un consiglio ai governanti che verranno. Buttate giù tutti i monumenti eretti a G. Garibaldi, e sul piedistallo che rimarrà issate statue di Matteo Renzi, perché se siete lì, è solo grazie a lui.
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

E il ruolo di Berlusconi
Il contratto di governo quanto ci costerà?
Caro direttore,
a me punge vaghezza che il futuro ipotizzato capo di governo, proposto dai gialloverdi, di fronte al capo dello stato Mattarella, accennerà un motivetto che così si usa cantare: ‘Vengo anch’io (no tu no)... Vengo anch’io... (no tu no)... Ma perché no?’. Uffa, saprà bene lui Mattarella il fatto suo! Chi sarà mai colui che ha ricevuto il diniego dal presidente? Guarda, accettati ma non ‘goduti’ i ben 80 giorni di ‘latitanza’ da parte di quei gialloverdi dell’armiamoci e partite, ci si può aspettare di tutto e di più. (...)
Contratto di governo Lega-M5s; oh bella, e fra chi se no? Domanda: ma quanto ci costerà esattamente quel contratto? Quante lacrime, soprattutto quanto ‘sangue’ dovrà versare ciascheduno di noi ancora? Te lo sei mai chiesto? Niente paura, c’è chi ha già pronto all’istante, dopo la sua riabilitazione, quel fatidico: ‘Ghe pensi mi’! Chi mai sarà costui? Elementare, lui, sempre lui, quello di primo pelo, quello che vien dall’Arcore lombarda. L’età della ragione ce l’ha, e lui dice quella giusta, il sorriso pure, la battuta pronta all’uso, soprattutto è ‘passato’ per quel tale che ieri l’altro si è atteggiato a ‘garante’ della nostra madre patria di fronte all’Europa, e alla Merkel. Potrebbe essere che siamo alle comiche? Meditare! Vado a chiudere. Io ironizzo, e volentieri, ‘pax et bonum’, certamente, ma se invece di... dovesse succedere che...? Lancio una scommessa, guarda te: se quei ‘gialloverdi’ non si saranno accordati su un nominativo comune per il capo di governo, sta a vedere che il Berlusconi si proporrà come il ‘salvator mundi’ di casa nostra? E sai quale sarà la sua risposta, fulminante: ‘Perché quando sono felice, avverto una sensazione di benessere da riversare su tutto il nostro Paese’. Salvo poi sentirsi dire: ‘Ma va là, se manco possiedi quell’arnese capace di far saltare il chiavistello che tiene prigioniero dall’ipocrisia il nostro bello stivale’. Sarebbe il colmo! Fantasia da vendere la mia?
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Aisla Cremona
Evento di successo. Un grazie a tutti
Gentile direttore,
il 13 maggio, nel suggestivo ed esclusivo contesto del Museo del Violino, si è tenuto l’evento annuale di Aisla Cremona. I partecipanti all’iniziativa sono stati sapientemente accompagnati nella scoperta della storia dello strumento simbolo della città di Cremona e dei suoi più prestigiosi artefici: gli Amati, i Guarneri e Antonio Stradivari. Proprio uno dei primi violini costruiti dal maestro Stradivari, il Clisbee, è stato il protagonista di una magica audizione musicale, grazie al talento della violinista Lena Yokoyama che con virtuosismo e vivace interpretazione ha saputo coinvolgere gli ascoltatori offrendo un’esperienza davvero emozionante nella preziosa cornice dell’Auditorium ‘Giovanni Arvedi’. Nell’occasione, un ricordo speciale è stato dedicato al carissimo amico e consigliere della Sezione cremonese, Roberto Ridolfi, improvvisamente mancato proprio il giorno precedente: un uomo che molto ha donato alla comunità cremonese e in particolare ad Aisla. Un vivo ringraziamento va al Comune di Cremona che ha patrocinato l’iniziativa e alla Fondazione Museo del Violino che, cogliendo in profondità il senso dell’evento, si è resa disponibile ad organizzarne con la massima cura lo svolgimento.
Un ultimo sentito ringraziamento lo esprimiamo alle Botteghe del Centro che, in collaborazione con Sgp eventi, Confcommercio, Publia e volontari, hanno organizzato la cena solidale ‘Sesonrose’ per raccogliere fondi per Aisla e a tutti coloro che, aderendo molto numerosi all’evento, hanno manifestato ancora una volta una speciale sensibilità verso i malati di Sla e le loro famiglie, contribuendo generosamente a sostenere i progetti avviati sul territorio a loro sostegno.
Vincenzo Ventura, Nazzarena Anelli, Giulia Azzini, Carlisa Lucchi, Patrizia Marmotti, Pierangelo Piccioni, Raffaella Galli, Francesca Majori
(Aisla, Associazione Italiana Sclerosi Laterale, Cremona)

Collaborazione da rimarcare
Monsignor Zavagalio accanto a don Piantelli
Egregio direttore,
in margine a ‘Monsignor Francesco Piantelli. Il soldato, il sociologo, l’intellettuale l’antropologo, il parroco 1891-1968. A cinquant’anni dalla scomparsa’, Quaderni del Santuario-7, 2018, (p. 6 e nota 67 p. 92), osservo che F. Piantelli scrisse: «Particolarmente dobbiamo esprimere la nostra viva gratitudine ai due dottissimi studiosi di storia e di cose cremasche – Mons. Angelo Zavaglio e il Can. Giuseppe Quadri – che furono tanto generosi di informazioni, di documenti, di indirizzi, di consigli e di suggerimenti. Rimpiangiamo che non siano più qui a tenere a battesimo il libro che è un po’ anche loro creatura (…). Eppure un appassionato studioso di cose nostre raccogliendo notizie, rovistando archivi, sfogliando codici e soprattutto con la conoscenza diretta dei luoghi, analizzando documenti, monumenti, tradizioni, dati, nomi ha saputo mettere insieme una copia tale di notizie che riunite e ordinate formano una ricchezza insospettata, assolutamente nuova e rivelatrice. È l’opera del compianto Mons. Angelo Zavaglio (…). Ma prima di continuare il nostro discorso sulla storia cremasca dobbiamo sinceramente confessare che di moltissime notizie e informazioni siamo debitori all’indimenticabile Mons. Zavaglio, il quale ce le forniva personalmente» (‘Folclore Cremasco’, Crema, ristampa 1985, pp. 19, 414); su ‘Marta e Maria’ (anno VII, N 3-4, Marzo-Aprile 1943, p. 27) si legge: «Dopo tanti studi storici, apologetici, filosofici, critici, questo di S. Maria della Croce, e non altro, è il suo canto del cigno (…) il santuario con Mons. Zavaglio ha perduto un fervido devoto, un animatore potente, uno storico completo. La collaborazione di questo studioso era preziosissima, la sua perdita troppo dolorosa per essere commentata (…) rimangono (…) la grandiosità dell’opera scritta, la sopravvivenza delle sue iniziative in via di attuazione, il suo amore alla Madonna della Croce che vince il silenzio del sepolcro»; inoltre «nel 1958 (…) a due sacerdoti sono andati particolari ringraziamenti per il loro impegno e la loro generosità a favore del santuario Mons. Quadri e Mons. Zavaglio» (‘Diario di famiglia’, settembre 2017, p. 7); stante quanto appena riportato, nel predetto testo commemorativo non si poteva rimarcare con maggiore evidenza il ruolo di monsignor Zavaglio come collaboratore e fonte di don Piantelli.
Enrico Carioni
(Trescore Cremasco)

A me provocano disgusto
Insetti sulle tavole degli svizzeri
Signor direttore,
gli svizzeri, indiscussi maestri orologiai, vorranno pure insegnarci l’arte culinaria? Dall’anno scorso, infatti, gli insetti volano al supermercato, con cavallette e grilli ritenuti più adatti al consumo alimentare.
‘Delizie gastronomiche’ che presto potrebbero finire sulle nostre tavole, sempre che riuscissimo a superare quel leggerissimo problema di disgusto che provoca spesso il solo vederne spuntarne uno da dietro un armadio, figuriamoci farne un hamburger o uno spiedino.
Massimo Rizzi
(Cremona)

Brevi riflessioni sulla vita
Da stolti gratificare gli irriconoscenti
Signor direttore,
1) ‘In Italia ci sono due milioni di bimbi poveri’. E fors’anche assai di più tra statali, politici e magistrati che godono di sussidi immeritati.
2) ‘Persone su cui non si può mai contare’. Ricambiare i privilegi che si ricevono con omaggi di cui si è stati fatti poggetto da altri è sempre da meschini.
3) Attorniarsi di persone altruiste e sempre calcolando i vantaggi da poterne ricavare da ogni rapporto.
4) Gratificare gli irriconoscenti a vita è da stolti.
P. F. Mari
(Cremona)

Ma comunque verificheremo
Semafori di via Dante. Nessuna modifica
Egregio direttore,
le chiedo ospitalità per replicare a quanto scrive il signor Giorgio Volpi nella lettera pubblicata il 20 maggio. Innanzitutto una premessa. In tutta la città è in atto un importante progetto idi riqualificazione dell’illuminazione pubblica: sono in fase di sostituzione circa 13.000 punti luce con tecnologia a led e le lanterne dei semafori. La programmazione dei lavori, gli interventi in caso di disservizi da parte degli addetti di Citelum sono seguiti quotidianamente da una apposita cabina di regia composta da tecnici del Comune. Per quanto riguarda gli impianti semaforici, l’Amministrazione è coadiuvata dagli addetti di Scae (Semafori Controlli Automazione Elettronica), società che vanta un’esperienza di oltre cinquant'anni, specializzata nella progettazione, costruzione, vendita, installazione ed assistenza di apparecchiature e sistemi per il controllo e la regolazione del traffico stradale con migliaia di installazioni in Italia ed all’estero. Venendo a via Dante, in base a quanto mi è stato confermato dai tecnici, non vi è stata alcuna modifica della fase semaforica, mentre è in corso la programmazione di una serie di interventi strutturali agli impianti per evitare disservizi che si protraggono da alcuni anni. In ogni caso, per scrupolo, sarà fatta una verifica insieme agli agenti della polizia locale e agli addetti di Scae.
Alessia Manfredini
(assessore alle Infrastrutture del Comune di Cremona)


IL CASO
Autonomia cremasca, Bonaldi dà corpo a un’idea che fu  concepita  già 50 anni fa

Gentile direttore,
ho letto l’editoriale pubblicato domenica sulle pagine del suo quotidiano e intitolato ‘Quel che un sindaco non deve fare’.
Vedo che la polemica tra lei e la sindaco Stefania Bonaldi non accenna a contenersi. Mi sembra sbagliato che, partendo dalla polemica innescata dalla decisione della sindaco di registrare all’anagrafe i gemellini nati all’estero, la stessa debordi anche su questioni di natura completamente diversa. Mi è parso di cogliere, dal suo scritto, una specie di legge del taglione: «Ah, adesso te la faccio pagare!». Ed è forse per questo, mi pare, che nel suo fondo si dicano cose sbagliate e si tralascino fatti concreti e verificabili.
Lei dice: «Crema e la sua sindaco rivendicano sogni di autonomia» dimenticando che questi ragionamenti sono stati condivisi dalla stragrande maggioranza dei sindaci (ci sono i documenti approvati), interpretando il volere dei cremaschi, in un arco di tempo dove qualcuno voleva, lei compreso, aggregare Rivolta d’Adda a Sermide. E allora le dico: cosa ha da spartire Crema con Mantova dal punto di vista economico, storico, sociale e infrastrutturale?
Ha fatto bene la sindaco di Crema a portare avanti ipotesi di alleanze con Lodi e, io dico, avrebbe fatto bene a farlo anche proponendo ‘il Cantone’ del Cremasco.
Perché? Ma perché Crema, unica in Lombardia con la Valle Camonica, rivendica questa autonomia territoriale dagli anni ’60, da prima con il Consorzio Intercomunale Cremasco, poi con i vari consorzi e via via con Scs, Scrp ed ora con l'Area Omogenea.
Quindi, non un vagheggiamento della Bonaldi, ma idee già in testa cinquanta anni fa ai ‘rivoluzionari’ della Democrazia Cristiana locale. Forse lei non ricorderà ma il ‘Circondario Cremasco’ insieme a quello degli altri territori cremonesi già esiste! Nel senso che la Provincia di Cremona lo ha inserito nel proprio statuto ai sensi della nuova legislazione (legge Del Rio). Naturalmente, l’unico Circondario ad essere partito ed a incontrarsi regolarmente è quello di Crema. Grazie ai sindaci e in primo luogo a Stefania Bonaldi che ha esercitato da sempre la sua leadership con l’attenzione dovuta. Valorizzare il cremasco, caro direttore, non significa assolutamente farlo contro altri territori o contro Cremona. La competizione, se vista e sviluppata in positivo, favorisce tutta la provincia. Valorizzare le proprie specialità significa far crescere non solo quel territorio ma l’economia dell’intero cremonese. Ne era la riprova l’idea del ‘Patto per lo Sviluppo’ sottoscritto da 114 comuni, dalla Provincia, dalla Regione e da tutte le categorie economiche ma lasciato poi morire da Salini, Perri, Malvezzi e dalla destra conservatrice cremonese.
E poi ancora, il consigliere regionale Alloni e la sindaco Bonaldi, 18 mesi fa, avevano sostenuto assieme al Pd l’idea dell’Associazione Industriali e della Camera di Commercio di riprendere e rilanciare un patto territoriale attraverso un ‘tavolo’ da condividere con la Regione, la Provincia eccetera.
L’idea era quella di ritornare a un accordo di sviluppo su base provinciale. Ebbene, sa da chi è stata affossata questa proposta? Dalla Regione, sollecitata in questo senso dal consigliere regionale di Forza Italia.
Mi creda, signor direttore, se vuole contestare la sindaco di Crema lo faccia su altri argomenti ma non su quello della leadership territoriale o del lavoro di squadra per rilanciare il nostro territorio.
Qui c’è progettualità e intesa con i diversi portatori di interesse. E non manca certamente quel «sentimento collettivo» che ha come obbiettivo quello di fermare il declino e agganciare la ripresa economica in atto in Lombardia.
Grazie per l’attenzione, un cordiale saluto.
Agostino Alloni
(ex consigliere regionale del Pd, Pianengo)
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Mi creda, Alloni, vorrei poter scrivere bene del sindaco di Crema, Stefania Bonaldi e spero di poterlo fare. Non ho preconcetti e non ho difficoltà ad ammettere, per esempio, che la città è ordinata e viva. Tuttavia mi consenta di esprimere dissenso quando l’amministrazione compie scelte che non mi convincono. Non ho applicato in questo caso - né, più in generale, ho la tendenza a farlo - la legge del taglione. Ho semplicemente ribadito giudizi già noti su temi come unità e coesione del territorio provinciale, che considero essenziali se si vuole dargli un futuro. Trovo legittimo che il Cremasco tenda a riconoscersi in Area omogenea, assai meno che lo faccia in funzione anti-Cremona guardando ad altri scenari geo-politico-amministrativi che si sono rivelati alla prova dei fatti del tutto illusori in quanto privi dei necessari pre requisiti, tra cui metto anche la volontà dei territori ai quali si guarda sognando un ‘matrimonio’. Crema, il Comune capoluogo e l’amministrazione provinciale sono dello stesso colore politico, una situazione che dovrebbe essere ideale per una fattiva collaborazione. Così non è. Stefania Bonaldi si interroghi sulle sue responsabilità.
Quando si parla delle eccellenze del territorio, una, la cosmesi, è patrimonio del solo Cremasco e una seconda, l’agroalimentare, vede lo stesso Cremasco dare un notevole contributo. Quanto alla terza, la musica, Crema può vantare l’arte organaria.
L’economia e il mondo delle imprese ragionano per valorizzare le peculiarità di un territorio che va da Casalmaggiore a Crema, perché non tutta la politica lo fa?

LA POLEMICA
Cremona, fuori i partiti dai comitati di quartiere
Gentile direttore,
i comitati di quartiere sono organismi apartitici senza finalità di lucro e di partecipazione democratica.
Gli organi del comitato di quartiere sono l’assemblea di quartiere, il consiglio direttivo, il presidente, il vice presidente e il segretario che partecipano alla vita attiva del comitato volontariamente ed operano nel rispetto delle leggi di riferimento degli enti locali e dei regolamenti comunali.
I comitati di quartiere svolgono un meritevole ruolo propositivo e consultivo attraverso una serie di attività fra le quali la promozione di iniziative di solidarietà* e di volontariato speciale in collaborazione con le associazioni, parrocchie ed altri soggetti operanti sul territorio del quartiere. Attraverso il direttivo, i comitati di quartiere possono essere preventivamente informati e consultati dall’amministrazione comunale quando si devono adottare, sul quartiere, provvedimenti importanti.
Il lavoro che i componenti dei comitati svolgono giornalmente e senza percepire alcun compenso, nei confronti dell’amministrazione comunale e della cittadinanza di riferimento, merita, a mio parere, rispetto e gratitudine.
Il comportamento che stanno tenendo alcuni presidenti di quartiere, così come si legge sui quotidiani locali, mi lascia molto perplesso e sconcertato.
Detto questo, mi sembrano inopportune e sgradevoli i commenti di parte politica che vuole mettere le mani sui comitati di quartiere che operano per fini sociali e culturali per il bene comune del quartiere.
Bruno Fulco
(Cremona)

Ne parlo con...


Due mamme o due papà

Io, orfana di guerra lo trovo aberrante
Egregio direttore,
sono un’orfana di guerra, perché mio padre Egidio Ghidoni è morto a Zagabria in un campo di prigionia nel febbraio 1945 ed il cimitero dove è stato sepolto fu poi bombardato; ed io non ho neanche la sua tomba dove posare un fiore. Io non lo ricordo, purtroppo. L’amarezza, quindi, che ho sempre provato nella mia vita è di non averlo potuto conoscere e quando sento che omosessuali e lesbiche possono comprare bimbi da una donna pagata per farli, provo una grande angoscia e un senso di profonda ribellione. Ma come si può accettare una simile barbarie? Io già immagino il triste futuro dei bimbi nati in questo aberrante modo: come reagiranno e come giustificheranno quei ‘padri’ e quelle ‘madri’ che li hanno avuti con un atto così innaturale? Essi vorranno conoscere i loro genitori biologici, è un desiderio che si ha per natura e queste persone troveranno grosse difficoltà a spiegare l’anomala nascita. Inoltre questi bambini fin dai primi anni si confronteranno con i loro compagni e si chiederanno: perché non ho anch’io una mamma o un papà? Per me il diritto alla vita non può diventare un libero arbitrio, un atto di egoismo: un comportamento così prepotente farà soffrire per sempre chi lo subisce.
Franca Ghidoni
(Cremona)

Il film ‘Redenzione’ del 1942
Con Farinacci la città fu culturalmente attiva
Egregio direttore,
Giampietro Vicini, su Spazio del 18 maggio, ricorda il film ‘Redenzione’ girato a Cremona, Casalmaggiore e provincia nel 1942. Il fatto ha una certa importanza, non tanto perché la narrazione fu tratta da un dramma citato da Roberto Farinacci, quanto perché rappresenta una delle molte attività della politica culturale svoltasi nella provincia di Cremona durante il periodo farinacciano. A questo proposito, oltre alla pagina di storia cremonese, a firma Nicola Arrigoni, su ‘La Provincia’ del 19/8/2014, è importante la lettura della tesi di laurea, tenutasi alla fine del 2006 dall’allora laureanda gentil signorina Francesca Piseddu, nostra concittadina, dal titolo ‘Cremona nel cinema’. Nella tesi si possono trarre quelle notizie culturali che dimostrano come Cremona non fu sempre una comunità dissociata.
Claudio Fedeli
(Cremona)



Caro direttore, ecco un rara immagine di via Ferruccio Ghinaglia fotografata da porta Milano (piazza Risorgimento). Si notano i tralicci dell’energia elettrica, i carri con i cavalli, le insegne dei negozi. Erano i primi anni ’20 quando il regime stava consolidando il proprio dominio soffocante su Cremona. I fascisti parlavano di impero ma a Cremona si viveva nella povertà come testimonia questa piccola cartolina.
Gallo Gallioni
(Cremona)