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Lunedì 25 Giugno 2018

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Lettere al Direttore del 22 maggio

Lettere al Direttore del 22 maggio

Malasanità a Cremona
Aspetto da 5 giorni una risonanza
Signor direttore,
da martedì scorso mi trovo ricoverata in ospedale a Cremona portata dal pronto soccorso dell’Oglio Po con diagnosi Tac di ischemia cerebrale. Sono cinque giorni che aspetto per una risonanza che continuano a rimandare, oltre un prelievo di sangue che non hanno fatto! Chiedo di parlare con i medici ma trovano scuse e nessuno mi dà una risposta!
M. B.
(Casalmaggiore)

Alla BCC di Chieve
Bancomat ‘scarico’ nel weekend: non va
Egregio direttore,
la mia è una lamentela contro la mancata disponibilità di denaro contante nel bancomat della Banca di Credito Cooperativo dell’Adda e del Cremasco filiale di Chieve. Soprattutto nel fine settimana non è possibile prelevare il proprio denaro perché la disponibilità è ridotta al minimo indispensabile a causa dei furti accaduti tempo fa. La mia lamentela è stata fatta anche al direttore della filiale il quale si è giustificato dicendo che è stato consigliato dai carabinieri di tenere poco contante nel fine settimana. Il lunedì mattina parecchi clienti sono costretti a fare la fila (per chi non deve andare a lavorare) per prelevare allo sportello in quanto spesso alle 10 del mattino non è ancora stato ricaricato il bancomat! Questo è un disservizio e non è più tollerabile... La Banca deve adottare tutte le misure di sicurezza e video sorveglianza 24 ore su 24 in modo da garantire il prelievo di contante. Non credo sia solo un problema della filiale di Chieve perché ho visto cartelli di scuse ai clienti per il disagio anche in altre Bcc. Penso che tutti i clienti delle Bcc debbano far sentire la propria voce per porre fine definitivamente a questo disservizio.
Katia Bonfratello
(Chieve)

Sulla Tav e dintorni
La modernizzazione non sfascia i territori
Signor direttore,
sulla Tav, non solo della Val di Susa ho scritto un bel pò a partire da almeno un decennio fa. Il problema principale è che sovente con la scusa della modernizzazione del Paese si massacrano i territori e quindi la popolazione locale. A me sinceramente ha sempre lasciato allibito questa contraddizione leghista molto attenta ai localismi ed all'autodeterminazione, tranne che per questo aspetto. Ieri manifestavano tutti i sindaci della Val di Susa, è bene però rimettere in evidenza che il cartello più incisivo fu stampato da tutti i medici ospedalieri e di base della Valle, esposto negli ambulatori e nelle farmacie in cui si metteva in guardia dall'estrazione dal sottosuolo di sostanze pericolose per la salute dei cittadini.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)

Colonia di conigli selvatici
Se ci sono le regole, vanno rispettate
Egregio direttore,
sul caso della distruzione della colonia di conigli selvatici presente nei pressi del centro commerciale CremonaPo, nell’edizione del 19 maggio è stata pubblicata una lettera dalla quale emergono idee e considerazioni un po’ confuse.
Vediamo di mettere un po’ di ordine.
1) Il lettore afferma che quello dei ‘quattro coniglietti’ costituisce un ‘falso problema’ con cui gettare fumo negli occhi al lettore. Ora, nessuno ha mai affermato che la questione in oggetto costituisca il principale problema di Cremona: magari fosse così. Tuttavia è forse il caso di ricordare che anche nel campo della gestione della fauna selvatica, che costituisce peraltro patrimonio indisponibile dello Stato, vi sono delle regole da rispettare. Nell’area in questione, senza nemmeno chiedere un parere agli uffici competenti, un signore alla guida di una ruspa ha arbitrariamente deciso di fare tabula rasa di tutti i siti in cui erano collocate le tane. Tutto il resto è rimasto intoccato: si è trattato dunque di un’azione mirata, probabilmente la prima che è stata condotta nel cantiere. Ciò, senza costituire causa di sciagure per la città, appare chiaramente intollerabile in un Paese civile ed è auspicabile che gli uffici competenti approfondiscano quanto si è verificato anche allo scopo di accertare eventuali reati.
2) Il lettore lamenta il fatto che, nel contempo, nessuno si è preoccupato della ‘creazione di un nuovo centro commerciale’, che contribuirebbe a dare il colpo di grazia alle piccole attività commerciali. Mi limito a far notare che il problema in questione non pare essere stato fino ad oggi trascurato. Al contrario, direi anzi che un’infinità di volte, su questo giornale e non solo, se ne è diffusamente dibattuto. Ma, capirà il lettore, questo tema afferisce ad altre valutazioni, di ben diverso ordine.
Sergio Mantovani
(Cremona)

IL CASO
Insulti ai giocatori del Basket Integrato intervenire contro questi ‘tifosi’ malati
Caro direttore,
voglio portare l’attenzione su quella che dovrebbe essere una cosa stupenda: il Basket Integrato, uno sport meraviglioso, poco conosciuto, che coinvolge persone con diversi gradi di abilità. Possono giocare veramente ma veramente tutti! Io ho avuto modo di farmi affascinare da questo sport due anni fa, durante una partita di beneficenza: me ne sono letteralmente innamorata: la gioia negli occhi di questi ragazzi quando tirano a canestro è la gratificazione per qualsiasi cosa. Ancora oggi, dopo due anni che seguo una delle squadre iscritte al campionato del CSI di Cremona, mi emoziono quando vedo quella gioia nei loro occhi, la soddisfazione di ottenere qualcosa, di gratificarsi per gli sforzi fatti, di vincere. In questi due anni ho assistito a diverse partite anche di altre squadre, in particolare mi riferisco alla squadra di Soresina, il Magico Basket: l’entusiasmo e la voglia di vincere di questi ragazzi sono veramente una cosa emozionante. Tralasciando quello che si potrebbe dire dei ragazzi normodotati, i cosiddetti numeri 5, e di chi si occupa dell’allenamento, mi soffermerei sul pubblico, sempre pronto a sostenere la squadra: durante i quattro tempi della partita, non si limitano ad incitare la propria squadra, anzi questo non lo fanno proprio; si impegnano, d’altro canto, a denigrare la squadra avversaria. Fin quanto si tratta di ‘insulti’ ai normodotati, adulti e vaccinati, credo si possa sorvolare, ma quando ad essere scherniti e offesi sono i ragazzi diversamente abili, la questione diventa agghiacciante: gente che urla ‘cicciona’ a una ragazza, gente che urla per confondere i giocatori avversari che si apprestano al tiro; qui si è oltrepassato il limite della decenza: mi dispiace dirlo ma si tratta di bestie, non di tifosi.
La delusione più grande è arrivata quando ho visto con i miei occhi un mio educatore del Grest parrocchiale di almeno quindici anni fa, insultare ragazzi e genitori della mia squadra dopo aver subito una sconfitta. Io vorrei smuovere gli animi, soprattutto di Soresina e del circondario, e perché no, anche del CSI di Cremona, che deve prendere provvedimenti anche verso gli spalti, non solo verso la squadra.
Chiara Barbieri
(allenatrice, arbitro e amica dei miei ragazzi - Trigolo)
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La sua lettera mi ha colpito molto: si intuisce chiaramente il bene che vuole ai suoi ragazzi e la passione con la quale svolge il suo ruolo. Condivido la sua indignazione e auspico che il CSI possa prendere provvedimenti.

Commenti all'articolo

  • Fabio

    2018/05/24 - 17:05

    A chi insulta i giocatori del basket integrato dovrebbe essere applicato il Daspo come per le partite di calcio. Sono esseri ignobili che non hanno alcun diritto di assistere alle partite!

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