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Mercoledì 26 Settembre 2018

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Lettere al Direttore del 21 maggio

Lettere al Direttore del 21 maggio

Palazzo Stauffer
Per un cantiere chiuse tre vie: sembra troppo
Gentile direttore,
per il cantiere aperto per il restauro conservativo di palazzo Stauffer è stata chiusa parte di vicolo S. Martino e viene impedito il parcheggio con rimozione 0-24. in tre vie: Vicolo Raimondi, Vicolo S. Martino e Via Baldocca. Per i residenti privi di garage è una tragedia considerando che il cantiere, visto come vanno i lavori, durerà due anni o anche di più... Nei parcheggi a pagamento non è facile trovare posto ma di questo i vigili non si preoccupano perché le multe si sprecano. Vogliamo trovare una soluzione o qualche agevolazione per i residenti? Di sicuro per un cantiere non è necessario chiudere tre vie senza preoccuparsi dei problemi che la cosa può procurare.
Lettera firmata
(Cremona)

Un grazie di cuore
Dagli articoli la vera immagine di Deo
Egregio direttore,
sono la moglie di Deo Fogliazza. Sento il bisogno di ringraziarla per gli articoli apparsi sul suo giornale che mi hanno restituito l’immagine di mio marito prima della lunga malattia. In quel periodo la mia attenzione è sempre stata rivolta alla cura, alle terapie, agli appuntamenti e soprattutto ad alimentare la sua speranza di vita. Tutto ciò è stato molto faticoso, ma grazie all’aiuto di Michele, nostro figlio, e al buon carattere di Deo siamo riusciti a godere di giorni di serenità. Infatti Deo si lasciava consolare, si aggrappava ad ogni spiraglio, continuava a partecipare alle vicende sociali e politiche e accoglieva gli amici con l’allegria e l’ironia di sempre. Ma mi ero quasi dimenticata di quanti e quali rapporti avesse prima. Gli articoli, la partecipazione di tanta gente mi hanno di colpo riportato l’immagine di quel Deo così complesso e imprevedibile a cui ho voluto tanto bene. Grazie di cuore.
Ester Stanga
(Pessina Cremonese)

Rilanciare il Sud
La carta vincente sarebbe il turismo
Gentile direttore,
le risorse turistiche nazionali da valorizzare sono rappresentate dalle nostre coste, molte delle quali, però, si presentano deturpate per interventi abusivi o per incurie. Si nota una carenza di strutture turistiche e, le poche esistenti, non sono idonee a soddisfare una utenza sempre più numerosa ed esigente. Basti pensare che in Italia esistono solo 40 porti turistici (per citare i più accettabili) contro i 400 della Spagna e i 500 della Francia.
Le nostre coste, soprattutto quelle del Mezzogiorno, potrebbero essere valorizzate mediante mirati insediamenti turistici, progettati in simbiosi con la natura e il paesaggio. Al fine di garantire una adeguata progettazione, con accurata analisi del territorio, tornerebbe utile bandire un concorso di idee a livello europeo con sovvenzione della stessa Comunità.
I progetti catalogati e depositati presso archivi regionali, formerebbero utile patrimonio culturale consultabile da ditte italiane e straniere. Le ditte interessate alla loro realizzazione otterrebbero facilitazioni fiscali e successivamente, a richiesta, potrebbero, anche, gestire le strutture turistiche da loro realizzate.
Credo che la ‘valorizzazione del Mezzogiorno’, oltre a risvegliare l’assopito turismo, porterebbe notevoli vantaggi all’economia nazionale.
arch.lobuglio@libero.it

Polemica sui ticket
Critico il ‘sistema’, non il Nuovo Robbiani
Signor direttore,
vorrei specificare il mio sfogo alla luce della risposta del direttore sanitario Stefano Aiolfi.
Mi scuso con lei e i lettori, quanto scritto dal direttore è vero. Non l’avevo scritto per essere il più conciso possibile, sbagliandomi. La mia osservazione non era rivolta al polo Nuovo Robbiani che ringrazio per la correttezza e professionalità, ma piuttosto al sistema burocratico e fiscale e politico.
Un bambino di 5 anni diventa grande perché non ha la prescrizione?
Dal momento che noi genitori possiamo richiedere l’esame in autoprescrizione, cosa cambia?
È questo che non capisco...
Un esame del sangue resta un esame del sangue con o senza un pezzo di carta, come l’età di un bambino.
Volendo andare fino in fondo, perché noi adulti con prescrizione medica, paghiamo quasi per intero l’esame?
Lo ridico con rammarico, alla faccia delle tasse che paghiamo.
Lorenzo Carminati
(Soresina)

Una sfrenata ambizione
I dimaiocristiani eredi della peggiore Dc
Egregio direttore,
le origini dell’attuale disastrosa situazione dei conti pubblici italiani, con un debito nazionale dalle proporzioni catastrofiche e in continua espansione, vanno fatte risalire ben più indietro rispetto ai governi tanto vituperati degli ultimi decenni, a partire da Berlusconi e per finire con Renzi e Gentiloni.
Il debito pubblico è servito per finanziare le clientele e il consenso dei notabili della Democrazia Cristiana, che hanno fatto il bello e il cattivo tempo per cinquant'anni della storia politica italiana, infischiandosene delle pesanti ricadute negative sulle generazioni successive.
Un comportamento che non ha nulla in comune con il paravento cristiano che ha fatto da scudo (crociato) a scelte ben poco in linea con il senso di responsabilità di un buon amministratore, che come un qualsiasi padre di famiglia non dovrebbe consentire un tenore di vita superiore alle disponibilità economiche del gruppo di riferimento. Il contrario di quello che è avvenuto: per il proprio tornaconto personale, per avvantaggiare i servilismi a scapito delle voci critiche, per accontentare questo e quello, nel corso nei decenni i governi democristiani hanno costruito l’illusione di un facile benessere costruito sulle montagne di carta dei titoli di stato. La lezione, però, non sembra sia servita, perché ancora oggi gli italiani preferiscono dare la loro fiducia elettorale a coloro che, da bravi imbonitori, li imbottiscono di promesse irrealizzabili e li illudono che le responsabilità vadano sempre attribuite ad altri, tessitori di complotti inesistenti. In questo, i dimaiocristiani a 5 stelle sono gli eredi perfetti della peggiore politica democristiana, alimentata da un’ambizione sfrenata e dalla mancanza di senso di responsabilità verso chi dovrà assorbire le conseguenze delle loro scelte dissennate.
Le voci autorevoli come quelle di Carlo Cottarelli rischiano di gridare nel deserto, anche quando nell’Osservatorio sui conti pubblici italiani da lui diretto ricorda che le misure espansive previste dal cosiddetto governo gialloverde non hanno coperture e si parla di 110-120 miliardi di euro di ulteriore sbilanciamento. Chi li pagherà? Non importa, per Di Maio & C. la priorità è entrare nella storia, ma non si sa se il loro riferimento sia la preistoria o il medioevo...
Gabriele Beccari
(Cremona)

IL CASO
Utero in affitto, pratica illegale sdoganata con la complicità del Sindaco di Crema
Egregio direttore,
mi spiace che la Sindaca di Crema in virtù di un ‘progressismo di facciata’ con il suo atto abbia sdoganato una odiosa pratica di sfruttamento delle donne. Una pratica che è anche un reato: in Italia l’utero in affitto è vietato dalla legge. Una pratica che rappresenta una atroce forma di schiavismo che viene passato per ‘amore’. Mi spiace che con la sua decisione di trascrivere all’anagrafe del comune due papà per due gemellini abbia, nei fatti, umanizzato la compravendita di neonati su ordinazione avallando la pratica della maternità surrogata. Ma siamo veramente consapevoli di cosa ci stia dietro la maternità surrogata: un enorme traffico di interessi economici, che non risponde all’umanamente comprensibile desiderio di avere figli, ma alla richiesta di mercato di ricchi capricciosi. Etero o gay che siano. Basterebbe scorrere la lunga lista di vip (di ogni orientamento sessuale) che si sono procurati uno o più figli da madri surrogate per capire di cosa si stia parlando: in genere si tratta di donne in difficoltà economica. Che non vivono solo nel Sud Est asiatico, come pretendono di far credere coloro che indicano Stati Uniti o Canada come Paesi in cui la surroga avviene per spiccata modernità. Raramente i profili delle madri surrogate assurgono alle cronache, ma quando capita si scopre che si parla sempre di ragazze giovanissime, già madri di altri figli, magari single e con un lavoro modesto o ai margini della società. Notizie di casalinghe facoltose o di avvocatesse in carriera che hanno affittato l’utero, invece, non sono mai pervenute. Chissà perché! Di fatto, si paga una donna per confezionare un prodotto-bambino. Non si tratta di altruismo né di dono, come sostengono i sostenitori di questa nuova modernità: far credere che le donne si mettano generosamente e gratuitamente a disposizione di sconosciuti, con grave pregiudizio per la propria salute fisica e psichica, è offensivo per loro stesse e ci fa tornare, questo si, ai tempi bui del fascismo quando il genere femminile era considerato solo una macchina di riproduzione o come dice la Sindaca stessa, in palese dissonanza con il suo agire, una ‘fabbricante di figli’.
Felice Resmini
(Soresina)
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Condivido il suo approccio e le conclusioni alle quali arriva. Peraltro, in merito, ho più volte espresso la mia opinione.

LA POLEMICA
La giustizia di prossimità vero principio di democrazia

Egregio direttore,
ho appena letto nel contratto di governo, alla voce ‘Giustizia rapida ed efficiente’, che ‘occorre una rivisitazione delle geografia giudiziaria - modificando la riforma del 2012 che ha accentrato sedi e funzioni - con l’obbiettivo di riportare tribunali, procure ed uffici del giudice di pace vicino ai cittadini e alle imprese’. Non so quanta credibilità attuativa si possa dare ai programmi, da chiunque promanino; non so, nel caso specifico, quanto peso possano avere le direzioni generali ovverossia la burocrazia (anche se di norma in direttore generale se lo nomina il ministro di turno, con affinità di idee, quantomeno); non so quanti ostacoli possano frapporre il Consiglio superiore della magistratura e l’Associazione nazionale magistrati, da sempre favorevoli e pesanti sostenitori della abolizione dei piccoli tribunali. Certo è che avere posto il problema della revisione della geografia giudiziaria è indubbiamente la prova che le forze che promuovono la nuova coalizione di Governo hanno mostrato sensibilità per un problema che ipocritamente (anche in sede locale) veniva tacciato di corporativismo (degli avvocati) e che invece ha profondi risvolti di carattere pubblico e sociale, oltreché economico. È la vecchia battaglia degli avvocati cremaschi che vantando la bontà del tribunale locale, lasciato morire per ‘asfissia’ (il ministro e il Csm non provvedevano neanche alla sostituzione del magistrati assenti o trasferiti, rendendo di fatto poco operativa la struttura) sollecitavano la revisione territoriale, ad esempio con l’accorpamento di Treviglio (altre soluzioni si possono trovare). E che comunque salvasse il principio concretamente disatteso dal ‘potere’, quello cioè della Giustizia di prossimità, che fosse non uno slogan ma un vero principio di democrazia partecipativa. Del quale, a tutta evidenza, solo un governo Lega-Cinquestelle, se riesce ad insediarsi, onestamente mostra di farsi carico.
Riusciranno in tale impresa? Non so dare risposta. So soltanto che adesso si scateneranno anche la varie lobby per dimostrare la validità del proprio presidio giudiziario, ingiustamente cancellato. Ricordo la frattura tra i 33 Tribunale soppressi con l’ultimo colpo di coda dei ‘6 da salvare’ (sponsorizzati dal Pd) o i tentativi ancora in corso dei più forti tra i minori per evocarne il ripristino. Ritengo, se si vuol fare un discorso serio e produttivo, che, invertendo quanto inopinatamente fatto, prima occorre ridisegnare i territori e poi verificare le strutture. Per quanto ci riguarda, abbiamo ancora l’edificio da mettere a disposizione: forse occorre cambiare mentalità e credere veramente in un progetto attuativo che coinvolga tutta la comunità (i Comuni), le forze politiche, sindacali, economiche e produttive; non con quell’assenso formale tiepidamente espresso anni fa ma con la convinzione ferma che un presidio giudiziario costituisce anche un baluardo di legalità e di democrazia. Naturalmente, con buona pace di chi è contro per motivazioni rilevatisi, in questi cinque anni, stupidi e inconsistenti.
Ermete Aiello
(Presidente Associazione Avvocati Cremaschi)