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Mercoledì 19 Settembre 2018

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Lettere al Direttore del 17 Maggio

Lettere al Direttore del 17 Maggio

Due papà per i gemelli
Un sindaco deve saper accettare le critiche
Egregio direttore,
ho letto la lettera del sindaco Stefania Bonaldi sul giornale del 16 maggio e sono rimasto letteralmente allibito dai toni e dalle parole usate dal sindaco stesso, che considera ogni critica al suo operato come un atto di lesa maestà!
Accettare serenamente obiezioni al proprio operato, secondo me, dovrebbe essere implicito in ogni amministratore pubblico, soprattutto in un primo cittadino. Entrando nel merito delle argomentazioni del sindaco Bonaldi in difesa della sua scelta di iscrivere all’anagrafe due papà per i gemelli nati da madre surrogata, sarebbe probabilmente inutile contestare le sue affermazioni, ma è necessario sicuramente spostare l’attenzione su un dato inconfutabile: i due gemellini avranno due padri e non conosceranno mai la loro madre naturale.
La Bonaldi ha dichiarato che Crema sarà la capitale dei diritti della vita e che lei sarà «saldamente sulla sponda della difesa degli esseri umani, sopratutto quando sono così piccoli e inconsapevoli...». Di fronte a queste affermazioni rimango di pietra, perché in realtà la sua scelta va esattamente nella direzione opposta.
Giovanni De Grazia
(coordinatore cittadino Fratelli d’Italia Crema)

Gare di pesca sul territorio
Sempre più problemi. Servono più verifiche
Egregio direttore,
come presidente dell’Arci Pesca Fisa, voglio segnalare il malcontento da parte di nostri associati e società affiliate alla Fipsas per la carenza di specie ittiche nei canali adibiti a campi gara nel cremonese e zone limitrofe. I dubbi che mi sorgono spontanei sono molteplici: la qualità delle acque dei campi di gara, la pasturazione durante le gare forse troppo elevata, il numero eccessivo delle gare.
Voglio precisare che fino a qualche anno fa, tali problemi non creavano così forte malcontento. Si invitano, pertanto, gli organi preposti al monitoraggio di tale situazione, ad effettuare periodiche verifiche sul territorio.
Si chiede infine maggiore collaborazione e coordinamento tra le associazioni di categoria operanti sul territorio.
Giovanni Piacentini
(presidente Arci Pesca Fisa, Cremona)

Nodo sicurezza a Soresina
La scoperta tardiva di Bossi e Comaroli
Signor direttore,
le invio la mia lettera aperta agli onorevoli Simone Bossi e Silvana Comaroli.
«Sono a scrivere in merito alla vostra interrogazione parlamentare sui fatti di Soresina. Grazie di avercelo fatto notare perché non ci arrivavamo da soli. Non vi sfugge niente. Che la gente a Soresina non si sente più sicura. Che i criminali stranieri minacciano negozianti e passanti. Abbiamo già i nostri criminali. Senza attendere nuove leve arrivate dall’altra parte del mondo. Rappresentate la Lega di lotta e di governo.
Senza essere né una né l’altra. Abbiamo organizzato un presidio a gennaio e messo i cartelli ‘Soresina terra di nessuno’ mesi fa. Siamo stati al fianco dei commercianti in una vicenda poi conclusasi con l’arresto di due taglieggiatori stranieri. La nostra azione è stata anche fisica con una passeggiata per la sicurezza. Riceviamo contatti telefonici e via Facebook di cittadini che si sentono abbandonati dalle istituzioni e hanno trovato in noi un punto di riferimento. La vera avanguardia esiste da venti anni. Si chiama Forza Nuova. Dalla parte del popolo. A testa alta.
Enrico Ricci
(responsabile provinciale Forza Nuova Cremona)

La piaga delle nutrie
Con metodi ‘buoni’ ma sono da ridurre
Signor direttore,
in questa lettera volevo dare una opinione personale al discorso orchestrato nel quotidiano del 15 maggio dalla spettabilissima M. Corrieri, in merito al discorso della salvaguardia burocratica delle nutrie. In primis, ne comprendo l’amore che anche io condivido per gli animali, ma purtroppo nell’attuale situazione, parlando da agronomo, le nutrie nella campagna sopratutto lombarda stanno diventando una piaga delle strutture e dei fondi terrieri, a causa di troppe gallerie che rendono il tutto un grande pericolo a lungo andare per la attività e gli interventi (costosi) in campo.
Sarebbe necessario, a mio parere, limitare quindi la presenza di queste bestiole non per svago ma per contenere tale problema, sicuramente non integrandole in una dieta come è saltato fuori recentemente (anche se l’uso di volpi come hanno suggerito alcuni non sarebbe un male), ma almeno in modo tale da ridurre in la popolazione con metodi il meno dolorosi possibili per l’animale come d'altronde avviene in alcune realtà forestali dove gli operatori e ufficiali di competenza, operino la caccia al fine di definire e contenere un numero di esemplari in sovra popolamento. Suggerirei infine di ridurre il linguaggio oramai diventato comune a tutti gli ambientalisti più fanatici, di sminuire l’infamia di fatti storici legati a parole delicate come lagers, gulag, foibe e chi più ne inventi, più ne metta con un linguaggio usato a sproloquio, divenendo irrispettoso. Si speri che vengano attuate al più presto delle misure restrittive, altrimenti ci ritroveremo delle voragini nei campi, manco fossimo a Roma!
Vittorio Federici
(Crema)

Denuncia eutanasia e aborto
Don Ottorino fa solo il proprio dovere
Signor direttore,
il 14 maggio migliaia di inglesi hanno reso omaggio al feretro del piccolo italiano Alfie Evans fatto morire nella clinica pediatrica di Liverpool, impedendo ai genitori di ricoverarlo al Bambin Gesù di Roma: Alfie per la legislazione di quella monarchia era proprietà dello Stato, che superava il diritto naturale dei genitori.
Così in migliaia da ogni parte del Paese hanno testimoniato a favore della vita contro uno stato ed una Chiesa, i cui pastori si sono addormentati.
Infatti è il laico lord Alton, figura politica di grande prestigio, a dichiarare ad ‘Avvenire’ di impegnarsi a favore di una ‘Legge di Charlie’ (un altro tragico destino come il piccolo Alfie) per modificare la legislazione attuale, che viola il diritto naturale dei genitori e del concepito a vivere fino alla morte naturale.
Se i ‘pastori’ in Gran Bretagna ‘dormono’, non è che tutti siano svegli in Irlanda, dove il 25 si voterà per la vita o per l’aborto.
Chi è per la la vita concepita è boicottato, nella pubblicità, dal governo liberale e dalle comunicazioni digitali; chi è a favore dell’aborto può contare persino sul linguaggio equivoco di 850 preti dell’Association of catholic priest (Acp). Essi dicono quello che la gente ha pensato il 15 maggio 1981 in Italia in occasione dello stesso referendum: «Io l’aborto non lo faccio, però se... decide di farlo, lo faccia!».
Gli 800 preti cattolici aderenti all’Acp dichiarano: «Per l’insegnamento cattolico dall’inizio alla fine la vita è sacra; ogni persona condivide il fondamentale diritto alla vita».
Questa verità sacrosanta, compresa persino nei diritti umani riconosciuti dall’Onu dopo la guerra, è la foglia di fico davanti alle pudenda, perché quei preti aggiungono subito: «Non vogliamo dire a nessuno come votare... Un voto espresso in accordo con la coscienza di ogni persona, qualunque sia il risultato, merita il rispetto di tutti».
Sfugge loro che l’aborto uccide una creatura umana; è un delitto, che, legalizzato, trasforma lo stato in uno stato criminale: uccide non un brigante, ma un innocente, che ha la sola colpa di esser terrificante solo per gli abortisti con quel suo testone enorme fino ai tre mesi, dove matura i suoi 100 miliardi di neurini e 85 miliardi di cellule, eppure tenerissimo coi suoi piedini perfetti e le sue manine che accarezzeranno la sua mamma.
Pertanto se don Ottorino a Vicomoscano di Casalmaggiore continua a denunciare questo crimine rientra perfettamente nella sua pastoralità, non è un pecoraio, che si adegua, come i colleghi inglesi, ad una maggioranza malmessa.
Dorella Azzolini Molo
(ladore36@gmail.com)

A Oncologia di Cremona
Gentilezza e premura nei nostri momenti bui
Signor direttore
sentiamo il dovere morale di scrivere alcune righe per ringraziare il reparto di Oncologia dell’Ospedale Maggiore di Cremona. In un periodo in cui la sanità pubblica viene spesso messa in discussione, ci sembra opportuno sottolineare l’impegno e la serietà di quanti svolgono la loro professione tutti i giorni con competenza, devozione e grande umanità.
Ringraziamo i medici, gli infermieri e il personale addetto all’assistenza.
Tutti si sono distinti per gentilezza e premura, standoci vicini nei momenti più bui e rendendo il nostro dolore più sopportabile, senza lasciare che la rassegnazione prendesse il sopravvento.
Abbiamo perso questa battaglia, ma vi saremo grate e riconoscenti per sempre.
Marta Tedolfi e Manuela Scacchi
(Cremona)

Era europarlamentare di FI
Zanicchi vota Pd. E’ senza coerenza
Signor direttore,
Iva Zanicchi, a ‘Un giorno da pecora’, ha confessato di aver votato Pd perché si schiera sempre con i più deboli. Solo che, essendo stata europarlamentare di Forza Italia, non ha pare affatto un esempio di coerenza: da Aquila di Ligonchio a quella del... bigoncio.
P. F. Mari
(Cremona)

Il ticket pagato per il figlio
Non ha voluto fare la richiesta al pediatra
Signor direttore,
ho letto con attenzione la segnalazione del signor Lorenzo Carminati di Soresina da voi pubblicata lunedì 15 maggio nella rubrica Il Caso ed intitolata ‘Ticket di 50 euro per gli esami del sangue di mio figlio’ e ritengo necessario condividere alcune sostanziali precisazioni.
Sostiene il signor Carminati che insieme a suo figlio di 5 anni si era sottoposto il mercoledì precedente ad un prelievo ematico e aggiunge: «Sapevo che sarei andato incontro ad una spesa per quanto riguarda me, adulto, ma in un paese civile come il nostro far pagare 50 euro anche ad un bambino lo trovo vergognoso (alla faccia delle tasse che paghiamo)».
In realtà, al figlio erano stati prescritti in totale esenzione alcuni esami dal pediatra. Ciò a cui si riferisce il signor Carminati è l’esecuzione di ulteriori accertamenti non richiesti dal pediatra, ma direttamente dal genitore. A questa specifica richiesta l’operatrice del Cup del Nuovo Robbiani aveva risposto invitando il genitore a procurarsi dal pediatra la necessaria impegnativa del Sistema Sanitario Nazionale con la quale non ci sarebbe stata la necessità di alcun esborso da parte della famiglia. In alternativa, ai prelievi per tali accertamenti sarebbe stata applicata la tariffa prevista dal tariffario dell’Asst di Cremona il cui costo totale di 50,31 euro sarebbe stato a carico del richiedente.
Nonostante tale spiegazione, la madre del bambino decideva di procedere ugualmente a far eseguire i prelievi supplementari, che, come specificato più sopra, ha dovuto pagare integralmente come da fattura rilasciata e nella quale risultano sia l’elenco degli esami per i quali è stata applicata l’esenzione sia quello degli esami richiesti direttamente dalla madre.
Quanto sopra per illustrare il corretto procedimento adottato dall’operatrice del Cup sulla base dei regolamenti vigenti per questa fattispecie di richieste.
La ringrazio dell’ospitalità e mi auguro di aver dato un contributo informativo esauriente a tutti i suoi lettori.
Stefano Aiolfi
(direttore sanitario Polo Nuovo Robbiani, Soresina)

M5s e reddito di cittadinanza
Il problema è il debito di cittadinanza
Signor direttore,
il M5s qualcosa di buono potrebbe fare, purché tanti illusi che gli hanno dato il voto sfilassero le teste sommerse sotto la sabbia per rendersi conto che, anziché insistere sul reddito di cittadinanza, andrebbe affrontato il problema del debito di cittadinanza.
Andrea Castelli
(Cremona)

Ente Fiera di Cremona/1.
Un legale non può fare il presidente
Gentile direttore
in più occasioni la stampa ha riportato l’imminente elezione del presidente e del consiglio di amministrazione dell’Ente Fiera di Cremona.
E’ superfluo richiamare l’importanza e la rilevanza della Fiera di Cremona nell’ambito territoriale cremonese, lombarda e nazionale in rapporto soprattutto al settore agrozootecnico-industriale.
La programmazione, la organizzazione e la gestione dei numerosi eventi organizzati dalla Fiera , ha una forte ricaduta su tutto il tessuto territoriale: è quindi davvero importante che le figure che verranno individuate per il consiglio di amministrazione, a partire dal presidente, abbiano il profilo adeguato nonché i requisiti necessari.
Sulla stampa è emerso che i candidati probabili siano il dottor Crotti e l’avvocato Zanchi.
Il primo largamente conosciuto dal mondo agricolo lombardo, dal settore agroindustriale lombardo e quindi anche nazionale.
Il secondo, l’avvocato Zanchi, afferisce ad uno studio di avvocati e consulenti, sicuramente di elevato prestigio.
Nella mia esperienza amministrativa in Comune a Soresina ricordo che nominammo un avvocato come presidente della municipalizzata locale.
Prima della nomina il suddetto si fece autorizzare dall’Ordine degli Avvocati. Perché ?
Perché un avvocato non può permettersi di presiedere una società che ipoteticamente può fallire.
Al tempo ottenne facilmente l’autorizzazione perché la società era pubblica, perciò impossibilitata al fallimento.
Difficile credere, dal punto di vista deontologico, che un professionista voglia mettere a repentaglio la propria carriera per questo incarico prestigioso ma rischioso.
L’invito pertanto agli enti e rappresentanti deputati alla suddetta elezione è di ben considerare, nell’interesse del futuro della Fiera, un percorso di verifica di legittimità.
Federico Lena
(consigliere Regionale Lega)

Ente Fiera di Cremona/2.
Un numero uno operativo e del mondo agricolo: Crotti
Signor direttore,
troppi dubbi, troppe incertezze e tutto in zona Cesarini, noi presidenti di associazioni siamo abituati a gestire aziende, ragionare da imprenditori non ci va di gestire Cremonafiere, che è un ente privato, seconda per importanza in Lombardia e tra le pochissime italiane non in perdita, senza programmare, conoscere a fondo le cose... (proprio in questi giorni in sala Maffei in un convegno promosso da Confindustria sulla programmazione dello sviluppo dei territori ci hanno illustrato quanto sia importante programmare le attività a lungo termine, 10-15 anni.) e allora perché dovremmo fare scelte al buio? Tutto quello che era condiviso in consiglio e in giunta, anche dalle amministrazioni pubbliche, ora viene ribaltato non appoggiando più il nome di Crotti. Non possiamo permetterci di avere una persona lontana dal mondo agricolo che ribadiamo è di fondamentale importanza per la buona riuscita della più importante manifestazione fieristica di Cremonafiere (fiera internazionale del il bovino da latte). Noi pensiamo che qualsiasi azienda privata debba essere gestite dalla proprietà e che in questa fase, dove si sta cercando alleanze con fiere più grandi per far crescer ancor più le manifestazioni che si svolgono sul nostro territorio, non ci si può permettere di avere un presidente che non sia anche operativo e presente quotidianamente negli uffici della fiera: i metodi e le logiche di gestione delle piccole aziende sono ben diversi da quelli con cui si gestiscono le grandi aziende.
Per quanti riguarda le trattative ( ad oggi allo stato embrionale con possibili partner) , si sono già resi disponibili alcuni imprenditori che proprio per mestiere trattano affari ben superiori al valore stimato di trattativa della fiera stessa, mentre per pareri prettamente legali ci si affiderebbe a uno studio legale.
Ribadiamo che il nostro candidato, proprio per le caratteristiche richieste, non può che essere Crotti. Per quando riguarda il programma e piano strategico non possiamo che confermare quello a cui abbiamo lavorato in questi anni e che è stato condiviso da tutto il consiglio compreso le banche, tranne che dalla Coldiretti e sue controllate.
Dopotutto se la nostra fiera è tra le 3° 4 Fiere in Italia con bilanci positivi vuol dire che la governance e il direttore uscente hanno lavorato bene, così come sono state di successo le numerose manifestazioni internazionali organizzate da Cremonafiere all’estero.
Permetteteci di rimarcare alcuni dubbi derivanti dalle ultime dinamiche avvenute negli ultimi 15 giorni.
Esistono delle volontà di vendere ad altre fiere le nostre due più importanti manifestazioni ? Così facendo non potremmo fare alleanze, ma solo fusioni dove il più grande divorerà il più piccolo. La conseguenza sarà un ridimensionamento se non annullamento di quei 50 milioni di euro che uno studio della università Bocconi ha sancito essere la ricaduta sul territorio cremonese.
Con buona pace delle nostre attività.
Sicuramente non sarà stato questo lo spirito dei soci fondatori che con tanto entusiasmo e sacrificio hanno voluto e costruito la nostra Cremonafiere.
Apindustria Cremona, Cna Cremona, Confartigianato Cremona, Confcommercio Crema


IL CASO
L’A21 è ostaggio dei mezzi pesanti. Vanno vietati loro i sorpassi
Signor direttore,
l’ennesimo incidente sull’A21 non fa altro che certificare una situazione ben evidente a chiunque la percorra. Essa è ‘ostaggio’ dei mezzi pesanti che viaggiano sempre più numerosi, spesso con targa estera, impegnati in sorpassi interminabili senza alcun vantaggio pratico, causando notevole interferenza con il traffico delle vetture.
Non ho mai, dico mai, visto una pattuglia di polizia che moderi la situazione a fine preventivo. Contare sul buon senso della categoria, con tutto il rispetto e le eccezioni del caso, è del tutto utopico. La situazione non potrà che peggiorare con l’aumentare del traffico dovuto alla ripresa economica, se non verranno presi provvedimenti.
Sulla Brennero ebbero problemi simili, ma la situazione è di molto migliorata dopo l’adozione del divieto generalizzato di sorpasso fra camion.
All’inizio la decisione fu criticata dalla categoria, ma col senno di poi, tutti ne hanno tratto giovamento. L’alternativa è l’anarchia di adesso. Chi ha il potere (dovere) di prendere questa decisione ci rifletta.
Enrico Rossi
(Persico Dosimo)
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Relativamente al divieto di sorpasso, lei ha ragione. Aggiungerei che spesso gli incidenti sono causati dall’abuso dei telefonini mentre si guida. Ripeto quanto già scritto in passato: il Codice della strada fissa precise regole di comportamento, che vanno fatte rispettare. Personalmente, vedo spesso pattuglie della polizia stradale in azione sull’autostrada.

L'INTERVENTO
L’utero in affitto è stato legalizzato a Crema
Non avrei mai creduto che Mario Calabresi, figlio di un grande padre, giornalista di fama, permettesse la pubblicazione di un articolo osceno sull’edizione di Torino del quotidiano che dirige: la narrativa di simulati tormenti interiori, dubbi e ‘tanti ragionamenti’ di due omosessuali,
‘padri’ falsi di due gemelli, pagando 120.000 dollari l’uso dell’utero di una canadese di 31 anni . Lucetta Scaraffia ne fa fatto una denuncia implacabile!
Stupisce che l’estensore dell’articolo di ‘Repubblica’ non si sia accorto di un simile miserabile schema, dove ogni parola e foto sono simulati nella pubblicità per accreditare inesistenti ‘gioia’ ed ‘amore’ di madri, ridotte-in realtà- a vacche da riproduzione gestite da apposite agenzie a livello planetario.
Purtroppo l’articolo di fondo del direttore Zanolli de ‘La Provincia’ di domenica, a corredo della pagina ‘Cronaca di Crema’ redatta con professionalità, è un’eccezione nazionale!
Perché sul tema della difesa della vita umana, della sua dignità si tace, si pubblicizzano le banalità razzistiche del gender e delle persone ridotte a cose secondo la cultura radicale, soprattutto della ‘sinistra’, che, dopo il crollo dell’ideologia comunista, ha sposato il nichilismo statunitense.
Su ‘La Verità’ di sabato 12 maggio (pagina 12), la protesta, sorprendente!, di tutto lo schieramento Lgbt (rapporti contronatura) contro Calabresi, smentendo la ‘gratuità’ della madre-vacca canadese pagata 120.000 dollari e denunciando l’offesa alla sua persona «non solo al suo utero in affitto».
Vi si aggiunge: «Far credere che le donne si mettano generosamente e gratuitamente a disposizione di sconosciuti, con grave pregiudizio della propria salute fisica e psichica, è offensivo e profondamente misogino».
La protesta Lgbt si conclude con considerazioni sul tristo destino dei cuccioli nati così male.
La registrazione in un atto pubblico dei due gemelli a Crema, a imitazione di quanto è avvenuto nei comuni di Roma, Bologna, Torino eccetera, in violazione della disposizione di legge, mira a creare dei dati di fatto, che poi – si immagina-la magistratura dovrebbe convalidare, come è avvenuto con la legalizzazione dell’aborto nel ’78, legittimando così, oggi, l’utero in affitto.
La connotazione di Vittoriano Zanolli della maternità surrogata a Crema come «egoismo» è un atto coraggioso e… meritorio, per non aver taciuto la verità-come suggerisce il Papa- e per aver subìto la stizza e le irose reazioni del sindaco cremasco.
Che non si è accorto di manifestarsi ignorante (capita anche a me!); in questo suo caso specifico, nella sua assurda condanna di valori umani fondamentali, perenni, che presiedono alla vita umana, come quello di esser figli di un padre e di una madre e non essere costruiti in laboratorio come un ‘Homunculus’ nel Faust di Goethe o in una clinica; il sindaco non si è reso conto che sono valori trascendentali, cioè innati come l’idea di tempo e spazio, anche se vengono violati.
Forse compiaciuto della propria ignoranza, il sindaco non ha pensato quei cuccioli umani, fabbricati per i ‘bisogni’ sentimentali dei committenti danarosi dei cuccioli.
Ma la sinistra politica, penso il Pd, è tutto così sinistro come il sindaco di Crema?
Giovanni Borsella
(Cremona)


Ne parlo con...


Il giornale invece la tiene viva
Cultura del dialetto, la scuola resta sorda
Egregio direttore,
mentre il tempo scorre come un fiume invisibile leggo sulle pagine del giornale notizie, fatti, avvenimenti, storie brevi o lunghe destinate a inabissarsi nella voragine del tempo che passa.
Rivivo sensazioni quasi dimenticate rileggendo il libro dal titolo ‘Pescherìa Minüüda’, scritto dall’ex direttore giornalista scrittore Luciano Dacquati, pubblicato da Quotidiano ‘La Provincia’ nel dicembre 2011. Vorrei poter avere più pensieri ricchi di fantasia per riuscire a descrivere quel che provo.
Lei direttore nella presentazione ha scritto: «E’ nostra intenzione ristampare ogni anno un volume della copiosa produzione letteraria di Dacquati, perché riteniamo di contribuire a mantenere viva una cultura che altrimenti è destinata a scomparire».
Grazie e apprezzamento direttore, per lo spazio che concede ai nostri tanti dialetti. Un particolare grazie alla moglie di Luciano Dacquati, signora Pierina Lanzi, musa ispiratrice di questo libro. Nella prefazione del libro 1981, Luciano Dacquati scrive: «Nello scrivere quelle filastrocche e quelle tiretere che ormai giacevano dimenticate in qualche parte del mio cervello»; allo stesso modo e mi rivolgo soprattutto ai genitori e agli insegnanti delle elementari perché non proviamo tutti insieme a far rivivere parte di questo patrimonio tramandatoci dai nostri vecchi e che muore perché nessuno se ne ricorda più?
I docenti delle scuole elementari oltre far imparare a memoria le poesie più note degli anni ’50, come: ‘Pianto antico’, ‘A Silvia’, ‘Il bove’, ‘Il cinque maggio’; ‘La cavalla storna’; ‘Il sabato del villaggio’; ‘Che dice la pioggerellina di marzo’, eccetera, divulgare anche ai piccolissimi le numerose filastrocche raccolte nel libro di Dacquati, come: girotondi e marcette; le conte; i giochi, filastrocche istruttive, ‘I muscardèen’, ‘Che bèl, Zgugnàa’; le ‘Scutü maìe’; gli indovinelli, le ninne nanne, le preghiere, eccetera. Sono trascorsi tanti anni, purtroppo la scuola è ancora assente, mancante, sorda, non ha dato e tutt’ora non dà spazio a questa cultura; così il tempo inesorabilmente cancellerà il nostro idioma dialettale, mortificando i tanti studiosi del vernacolo e tutti saremo più poveri.
Antonio Danesi
(San Daniele Po)



La generosità del Gruppo Cicloamatori di Pescarolo
Egregio direttore,
chiedo cortesemente il suo spazio per avere l’opportunità di ringraziare il già sciolto Gruppo Cicloamatori di Pescarolo ed Uniti nelle figure dei presidenti succedutosi dalla sua fondazione - Paride Bambini, Luigi Maffezzoni, Angelo Bassi e di tutti i volontari ed atleti che si sono succeduti negli ultimi vent’anni e oltre dalla sua costituzione - per il sostanzioso contributo di saldo cassa a favore della nostra Associazione. Nella foto che le allego il gruppo nel 1975.
Ivan Becchi
(presidente di Auser insieme di Pescarolo ed Uniti)