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Venerdì 16 Novembre 2018

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Lettere al Direttore del 13 Maggio

Lettere al Direttore del 13 Maggio

La diga crollata in Kenya
Tragedia umanitaria in Africa orientale
Signor direttore,
una diga ha ceduto in Kenya a causa delle forti piogge, provocando «enormi distruzioni» e almeno 47 morti, tra cui 20 bambini. (...) Il bilancio è ancora provvisorio, in quanto si teme che molte persone siano rimaste intrappolate nel fango, che si è espanso nel raggio di due chilometri. Testimoni hanno parlato di una «esplosione» alla diga, con l’acqua che ha travolto centinaia di case. (...)
Il governatore della regione di Nakuru, Lee Kinyanjui, ha detto che 450 abitazioni sono state colpite dalle inondazioni e che gli ingegneri della sicurezza sono stati inviati per ispezionare altre tre dighe della zona per verificare la presenza di eventuali incrinature o fessure. Wanjiku, uno dei sopravvissuti, ha detto che «C'è un'altra diga vicina a traboccare. Abbiamo paura». Da marzo la nazione dell’Africa orientale è flagellata da piogge torrenziali, sopraggiunte dopo una grave siccità, con conseguenze drammatiche:  è di circa 170 il bilancio delle vittime, mentre gli sfollati sono oltre 250 mila. Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per gli affari umanitari, le piogge torrenziali delle ultime settimane hanno colpito anche altre nazioni dell’Africa orientale, Somalia e Etiopia, coinvolgendo rispettivamente 580.000 e 160.000 persone.
beppecristiana@virgilio.it

A 40 anni dalla legge 194
La «normalità» infernale dell’aborto
Signor direttore,
nei giorni scorsi è stato dedicato alla tragica morte di Moro uno spazio pubblicitario notevole: ovvio, data la personalità, il ruolo di esponente al vertice della Dc, alla tragica fine con molti punti di domanda dopo 40 anni!
Però non una riga su un altro anniversario ben più tragico e carico di spaventose conseguenze: la legalizzazione dell’aborto voluta da tutti i partiti tranne che dalla Dc(...)
Per i 250.000 cuccioli umani uccisi scientificamente nei nostri ospedali nel primo anno della legge 194/78 non una riga! Non un rimpianto: rapidamente il crimine dell'aborto, come è stato connotato anche da papa Francesco, veniva metabolizzato ed appartiene alla «normalità»... infernale.
Nell'81 il 5 aprile, parlando a Bergamo Giovanni Paolo II nell'imminenza del referendum sull’aborto, scongiurò noi italiani a votare per la vita, perché «le conseguenze morali per l'Italia sarebbero state disastrose». Un 62% con 38% a favore della morte è stato il risultato: noi cristiani ci siamo diretti sulla «via larga» che conduce all'inferno, dopo aver abbandonato quella «stretta» dei ‘comandamenti’, della nostra vocazione autentica (...). E i partiti tradizionali si permettono di insultare i movimenti «populisti»!
Per quanto riguarda il resto del mondo, Madre Teresa di Calcutta all'Assemblea dell'Onu disse che, se si voleva la pace, bisognava smettere di uccidere i bambini con l'aborto!
Così non una riga sul prossimo referendum in Irlanda sullo stesso tema ‘vita|morte’ il 25 maggio (...).
Dorella Molo Azzolini
ladore36@gmail.com

Casa imbrattata
Kyenge, il razzismo non c’entrava
Esimio direttore,
alcune settimane fa, la signora Kyenge, ha riferito di essere stata presa di mira da fantomatici razzisti, xenofobi e seminatori di odio i quali hanno osato imbrattare con feci animali la sua casetta in provincia di Modena. Naturalmente i media di una certa parte politica hanno versato fiumi di inchiostro sulla vicenda (...). Alcuni giorni dopo, secondo fonti attendibili, un vicino di casa si è auto denunciato, attribuendosi la responsabilità di aver lordato l’abitazione dell'europarlamentare del partito democratico. Questi, esasperato del fatto che le deiezioni del loro cane sporcavano la strada, ha deciso di passare al contrattacco (...). Il marito di Cecile, Domenico Grispino, sembra abbia ammesso il fatto e secondo alcune fonti abbia addirittura affermato che se sua moglie stava zitta sarebbe stato meglio aggiungendo che alle ultime elezioni politiche ha votato per la Lega e i 5 stelle. Morale? Semplice. Prima di gridare come al solito all'intolleranza razziale, al «dagli al negro», al complotto leghista o a fantomatici rigurgiti fascisti, tanto cari al Pd, sarebbe opportuno contare fino a cento (...).
Andrea Zecchini
(Camisano)

Crema, atto illegittimo
Non si può nascere da due padri
Signor direttore,
l’atto di trascrizione svolto dall’ufficio anagrafe e firmato come ufficiale di stato civile dal sindaco Stefania Bonaldi, perché ci tiene a farsi pubblicità a tutti i costi, il comune di Crema ha riconosciuti due padri di due fratellini nati oltreoceano.
Oltre ad essere un atto illegittimo è una «bugia», in quanto non possono nascere da due padri. Si tratta di un atto contro la legge italiana e contro la Costituzione. Un falso ideologico e un abuso di potere gravissimo che la stessa Bonaldi ha definito con orgoglio «un accogliere la vita a tutti i costi», mi viene da dire anche oltre l'etica. Se non rammento male la genitorialità è un atto generativo legato al sesso: XY e XX vi dice ancora qualcosa? Si può essere genitori solo in due casi: se si genera; se si adotta, e salvo casi speciali che già esistono, l’adottato è dato ad una coppia formata da un uomo ed una donna ovvero in padre ed una madre. Se come dice Lei signora Sindaco, se è amore, ha considerato l’amore nei confronti dei due bimbi? Dove è la loro madre? (...) La realtà è vera e non verosimile. La signora sindaco cavalca l’onda mediatica e mette nel ridicolo la città di Crema che vede la peggiore amministrazione di sempre. I problemi di Crema sono ben altri. Mi auguro vivamente che il prefetto di Cremona intervenga e cancelli queste registrazioni ideologiche e dal valore esclusivamente politico.
Marco Mantovani
(Crema)

A Manfredini e Damiani
Manutenzione strade. E il Cambonino?
Egregio direttore,
sono a chiederle poche righe di questa seguitissima rubrica per rivolgere una domanda all'assessore Manfredini e al direttore ing. Damiani del servizio di nettezza urbana.
All’assessore Manfredini chiedo come mai nel piano di manutenzione strade e marciapiedi, licenziato nei giorni scorsi in giunta, non sia stato, a meno che mi sia sfuggito, inserita la manutenzione del quartiere Cambonino, parlo di marciapiedi e alcune risistemazioni dell'asfalto in particolare Via Nuvolone, esiste un forte avvallamento antistante il parcheggio fronte i numeri 47/45 eseguito male da una precedente manutenzione a seguito di cedimento stradale; al direttore ing. Damiani invece chiedo se pensa con l'avvento della stagione estiva, quindi con più consumo di bevande in vetro, di aumentare il passaggio per il ritiro del vetro evitando che poi gli operatori addetti nel momento dello scarico/ritiro lascino sul terreno cocci e pezzi di vetro pericolosi in quanto i cassonetti essendo stracolmi permettono al contenuto di cadere in terra frantumandosi e gli operatori stessi ben se ne guardano di raccoglierlo; stessa cosa , in modo inferiore vale per il ritiro della carta. Quindi un servizio pagato... ma male effettuato. (...)
Michele Casana
(Cremona)

Il ricordo
L’amore di una madre è senza uguali
Signor direttore,
«In ricordo di mamma»:
Te ne sei volata dall’altra parte del velo in una gelida sera di febbraio in un silenzio assordante dilaniando i cuori di chi, durante la tua lunga malattia, ti è sempre rimasto accanto. Ho rinunciato a tutto, anche all’amore, ma non ad un affetto profondo del cuore e dell’anima perché quello di una madre è grande un mondo anche nella più crudele sofferenza. Sa dare amore a piene mani, sa ascoltare, gioire, anche se t’ho visto ben poche volte gioire. Hai saputo vegliare ed educare e la memoria nel nostro cuore non potrà mai svanire; nonostante la tua vita tribolata il tuo cuore si fondeva per noi anche se in rare volte lo davi a vedere per il tuo carattere riservato. Chi ha ancora la mamma è ricco ma in certi casi se ne dimentica benché l’amore di una mamma sia senza uguali.(...)
Anna Maria Guarneri
(Cremona)

IL CASO
Alle elezioni del 4 marzo l’affluenza più bassa dal 1948

Signor direttore,
l’affluenza degli elettori al voto del 4 marzo è stata del 72,9% per la Camera. Nel 2013 era stata del 75,2%. L’affluenza più bassa per le elezioni politiche nella storia repubblicana del nostro Paese. Nel 1948 si superava il 92%. Gli italiani che avrebbero avuto il diritto di votare erano quest’anno 46.605.046 ma quelli che si sono effettivamente recati ai seggi sono stati poco meno di 34 milioni. In altri termini, più di 12 milioni e mezzo di italiani sono rimasti a casa e non hanno votato. Dei 34 milioni che hanno ritirato le due schede, più di 350 mila le hanno restituite senza compilarle e in totale le schede che sono state annullate sono oltre un milione. Gli italiani che in realtà non hanno votato sono quindi più di 13 milioni e mezzo. Se a questi aggiungiamo i voti dati al M5s e alle altre liste cosiddette antisistema (circa 11,5 milioni di voti) si può desumere che l'intero arco partitocratico (...) gode oramai della fiducia di solo il 47,5 % circa degli italiani! (...) Sono tanti coloro che hanno voluto questa legge elettorale e che hanno voluto impedire che vi fosse una possibilità per il cittadino di dare un responso chiaro, a iniziare dalle forze politiche che avrebbero dovuto governare il Paese. (...)Questo è il prodotto di una incapacità legislativa e di una mancanza di senso dello Stato manifestatisi nel momento in cui si è approvata questa legge elettorale e continua tutt'ora questa campagna dissennata da parte di tutti coloro che parteciparono a quelle elezioni, accettando quelle regole. Oggi ciascuno continua a pensare quale possa essere il bene del suo partito e dei suoi amici di qui a poche settimane, fregandosene assolutamente non solo del bene dei cittadini, ma soprattutto ignorando completamente le regole del gioco, le regole della Costituzione, le regole alle quali hanno accettato di partecipare. In quella situazione, come militanti del Partito Radicale, abbiamo continuato a denunciare questo sessantennio partitocratico che ha avuto come punto di caduta la nostra scelta di fare lo sciopero del voto per la prima volta nella storia della Repubblica.(...)
sergio.ravelli@gmail.com
(Cremona)
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Mi limito ad aggiungere che tornare alle urne con questa legge elettorale sarebbe una presa in giro degli italiani.

LA POLEMICA
Mobike, una sperimentazione non conveniente
Egregio direttore,
qualche mese fa scrissi sul suo quotidiano che le mobike sarebbero state un fallimento annunciato, in quanto erano poco ergonomiche, pesanti, non adatte per via delle ruote piene e bici troppo rigide, senza ammortizzatori, scivolose in caso di pioggia, non adatte alle strade con i ciottolati, che il cestello era troppo piccolo, eccetera, specificando che la sperimentazione invernale non aveva senso lasciando le bici all'aperto, in quanto durante la pioggia divenivano inservibili, che la mobike durante l’uso all’atto dell’abbandono durante la sosta per esempio per fare la spesa o quant’altro, qualsiasi abbonato al servizio la poteva prendere lasciando colui che l’aveva abbandonata con un palmo di naso, e costringerlo ad andare alla ricerca di un’altra bicicletta creando una situazione fantozziana. I dati ci rilevano che sono stati 13.400 i noleggi di biciclette nell’ambito dei sei mesi di sperimentazione del servizio di bike sharing Mobike a Cremona. A dirlo è la stessa azienda che nell’annunciare il termine del servizio, evidenzia come le biciclette attive siano state 290, con 5mila utenti iscritti al servizio. Le biciclette hanno percorso in tutto 18.400 km e nel complesso sono stati risparmiati 6.346 kg di Co2. a mio parere dato poco razionale, e confutabile, «Mobike ringrazia il Comune di Cremona per la proficua collaborazione che ha permesso di svolgere con successo il servizio e ringrazia tutti i cittadini che hanno partecipato a questo nuovo sistema di mobilità sostenibile, senz'altro iniziativa meritoria a cui anch'io mi affianco, ma a mio parere non hanno fornito il dato essenziale che ha convinto Mobike a ritirare le biciclette, che presumo sia il seguente, tenuto conto dei noleggi registrati per ogni utente abbonato, risulta che questi ha percorso mediamente, 229 metri al mese, ripeto 229 metri al mese, pertanto tenuto conto della tariffazione contenuta, non ha permesso a livello economico, da parte di Mobike la convenienza del proseguo della sperimentazione.
Elia Sciacca
(Cremona)

Commenti all'articolo

  • Fabio

    2018/05/17 - 02:02

    La Kyenge, come ha giustamente detto suo marito, poteva starsene zitta. Come si dice, prima de parlaa' se taas!

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