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Venerdì 19 Ottobre 2018

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Lettere al Direttore del 24 Aprile

Lettere al Direttore del 24 aprile

I bambini prime vittime
I pensieri ‘marci’ rovinano il mondo
Signor direttore,
viviamo in un mondo dove siamo riusciti persino a rubare a un bambino l’incantesimo fatato nel ricevere una caramella senza incutere in lui il sospetto o la paura della purezza del gesto.
Siamo riusciti a rubare a un bambino la sensazione di tenerezza nel ricevere una carezza senza lasciare in lui il sospetto o la paura che tale puro gesto nasconda ai suoi occhi eventuali istinti di perversione o depravazione.
E tutto ciò nasce dai pensieri ‘marci’ di troppe tante persone che fanno di questo mondo un mondo immondo.
Pietro Ferrari
(Cremona)


Verso il 25 aprile
La guerra civile voluta dai comunisti
Egregio direttore,
tirato in causa mi permetta di rispondere al signor Sergio Noci.
Innanzitutto, come ribadito altre volte, io mi reputo un fascista e non, soprattutto per motivi anagrafici, un nostalgico, e come fascista vorrei essere definito. Non sono e non ho mai ambito a diventare un fascio conductor, come fantastica Noci, soprattutto perché ci sono persone più preparate di me che potrebbero aspirare a diventarlo. Sono il portavoce del Comitato Onoranze Caduti cremonesi della R.S.I. ed è mio dovere far sentire la nostra voce.
Mi fanno sorridere le affermazioni di Noci che, magari sognando di prendere il posto e fare le scarpe al professor Corada presidente dell’A.N.P.I cittadino, ogni anno esterna in prossimità del 25 Aprile le sue false e fantasiose verità.
La guerra civile in Italia fu voluta dal partito comunista il quale aveva tutto l’interesse di destabilizzare il fronte interno e lo fece assassinando, vigliaccamente, esponenti fascisti moderati, Resega, Ghisellini, Gentile e molti altri ne sono l’esempio, sperando nella reazione di chi moderato non era.
Signor Noci se i miei camerati fecero rastrellamenti e rappresaglie le perpetrarono non ai danni di innocenti ma per bonificare zone infestate da ribelli, sabotatori, renitenti alla leva, ladri e assassini che, armi in pugno, operavano ai danni dello Stato. Gli estimatori degli assassini di Giuseppina Ghersi, stuprata e assassinata, a 13 anni, a guerra finita in provincia di Savona non credo abbiano i titoli morali per giudicare me o i miei camerati. Gli amici degli assassini del medico condotto di Malagnino, dottor Bonera, seviziato e gettato agonizzante nel Po dopo il 25 Aprile militano nell’A.N.P.I cremonese. Il partigiano Mario Garbi era schierato con voi quindi prima di giudicarci cerchi di lavare, sempre se ci dovesse riuscire, i panni luridi che ci sono tra i resistenti; anche se capisco che sarà molto dura perché chi vince manipola la storia a proprio, esclusivo, interesse e in Italia dal 1945 ad oggi lo stanno facendo alla grande.
Gian Alberto D’Angelo
(Cremona)


Tifo la Juventus ma...
Dalla sfida con il Real in poi solo errori
Egregio direttore,
premetto che sono da sempre un simpatizzante juventino ma che ho sempre valutato con spirito critico e non partigiano l’operato in campo e fuori della mia squadra.
Ho fatto trascorrere una ventina di giorni dal quarto di finale di Champions League contro il Real Madrid in modo che gli animi sbollissero e ora, molto sinteticamente, voglio esprimere la mia modesta opinione.
1) Quando si sbaglia la partita d’andata e si subiscono tre gol per giunta in casa senza segnarne almeno uno, non si può pretendere che il match di ritorno garantisca sempre una rimonta, specie contro una super squadra come quella madrilena.
2) Per mio conto il rigore, quantomeno per la spinta da dietro, non si può negare: se si vuole ragionare esclusivamente coi sentimenti, l’arbitro al minuto 93 avrebbe potuto lasciar correre, mettendosi una mano sugli occhi e un’altra sul cuore, premiando temporaneamente l’impresa di un gruppo che ci ha messo l’anima per recuperare e si è tirato il collo per un pugno di mosche, compromettendo fisicamente e psicologicamente anche il cammino in campionato.
3) Pur comprendendo l’ira del momento, ritengo sconsiderate e fuori luogo le deliranti invettive dei milionari Buffon e Chiellini durante e dopo la gara e censurabile il fatto che, anche a distanza di giorni, i due non si siano coscienziosamente ravveduti.
4) Nonostante la non commendevole performance di Crozza contro Benatia, tacciato di aver paragonato a uno stupro il rigore concesso al Real Madrid, non posso giustificare la reazione altrettanto e ancor più volgare del calciatore sui social e soprattutto la ‘non-reazione’ della società nei riguardi del centrale marocchino.
Giampietro Vicini
(Rivarolo del Re)


Comunque grazie all’Asst
Non posso tacere la mia amarezza
Gentile direttore,
ringrazio l’Asst di Cremona che ha trovato il tempo di rispondere e, lei, direttore per darmi voce nel suo Spazio aperto, come lettrice che vuole condividere un’esperienza vissuta. Se quello che mio padre ha ricevuto presso l’ospedale di Cremona sono le cure del caso, allora grazie! Grazie per aver effettuato la toracentesi a mio padre che gli permette nuovamente di respirare, dopo soli nove giorni; grazie per averci ospitato nei vostri ambulatori, in attesa dell’esame, per ben due mattine, con i pochi e trascurabili disagi per un anziano rantolante, parkinsoniano e demente; grazie per l’umanità dimostrata! Come famigliare devo tacere l’amarezza per quanto accaduto? Devo forse anche tacere la personale e triste convinzione che la demenza tolga la dignità e il diritto alle cure? Concludo firmando nuovamente la mia lettera, senza sigle generiche e non identificative.
Elena Bruneri
(Casalbuttano)


Lavorare per gli altri
Quando smonti dalla notte...
Signor direttore,
quando smonti dalla notte, pensa che hai fatto il lavoro più utile, il più indispensabile, di gran lunga il più importante del mondo. Il più bello poiché c’è in ballo la vita dei tuoi simili. Quando smonti dalla notte sei stanchissimo/a e meriteresti molto di più di quel che guadagni, ma c’è forse un prezzo per ripagarti di tutto il bene che hai dato? Quando smonti dalla notte, c’è un filo conduttore, molto intimo che ti unisce ai colleghi, ed è la gioia di essere parte di una categoria di lavoratori molto speciale: quelli che lavorano in ospedale...
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)


Da Pozzaglio a Brazzuoli
Senso civico ritrovato. Puliamo l’ambiente
Gentile direttore,
le avevo scritto un paio di mesi fa per segnalare la mancanza di senso civico e lo stato di degrado del percorso ciclabile che da Pozzaglio ed Uniti, costeggiando la statale, raggiunge Brazzuoli.
Domenica 15 aprile ho partecipato con un gruppo di bambini, ragazzi e adulti, alla Giornata del verde pulito, organizzata dall’Amministrazione Comunale di Pozzaglio in collaborazione con Regione Lombardia, Scuola Primaria e Secondaria Don Renzo Cominetti, Scuola dell’Infanzia Carletto Fumagalli, Associazione volontari a Pozzaglio, U.S. Risorta oratorio Casalsigone e U.S. Bernardiniana.
Con sacchi, guanti, rastrelli, ramazze e scope, abbiamo ripulito i parcheggi e il boschetto adiacenti alla zona industriale, il ciglio del percorso ciclabile e i fossati che costeggiano le strade principali dei paesi di Pozzaglio, Castelnuovo Gherardi, Solarolo, Villanuova, Brazzuoli e Casalsigone, raccogliendo spazzatura di ogni genere.
Auspicando che questa sia solo la prima di una serie di iniziative volte a sensibilizzare la cittadinanza alla salvaguardia del territorio e che la tutela dell’ambiente sia presa in considerazione e raccolga sempre più consensi da parte della popolazione.
L. B.
(Pozzaglio ed Uniti)


A Pneumologia in Ospedale
Mio marito è mancato ma assistito con cura
Signor direttore,
mio marito purtroppo è venuto a mancare domenica scorsa ma devo dire che è stato assistito e curato nel reparto di Pneumologia dell’ospedale con competenza e umanità, una realtà che al giorno d’oggi è difficile da trovare. Grazie a tutti: medici, infermieri, assistenti sanitari e allievi.
Francesca Felisari
(Fengo - Acquanegra)

IL CASO
Anche corso Garibaldi merita di godere delle Invasioni Botaniche

Gentile direttore,
desidero esprimere la mia opinione sull’articolo apparso nella cronaca di Cremona, sabato 21 aprile 2018, in merito alla discussa organizzazione delle Invasioni botaniche nel tratto di Corso Garibaldi, da palazzo Cittanova all’incrocio di via Villa Glori.
I commercianti cremonesi, tutti indistintamente, meritano un trattamento paritario e di assoluto rispetto anche e soprattutto nelle occasioni in cui, finalmente, il centro cittadino si risveglia da un torpore e da una stanchezza anomala che da troppo tempo attanaglia corso Garibaldi e corso Campi!
Invito chi di competenza a rivedere la decisione della chiusura del tratto di corso Garibaldi, anche se di poco più di un centinaio di metri, e di affrontare il rischio (eventuale) di non riempire il parcheggio, bypassando però il rischio concreto di svantaggiare i commercianti di quel tratto, alcuni di loro molto giovani con un gran bisogno di lavorare!
Perché diversamente, i turisti una volta parcheggiato in via Villa Glori, seguono l’onda delle esposizioni floreali verso il centro, dimenticando che poco prima, in senso contrario, c’è una piazza meravigliosa in cui padroneggia Palazzo Cittanova e di fronte, una gioia per la vista, la chiesa di Sant’Agata che offre il suo originale splendore.
Con profondo affetto per la mia città e il suo centro... da recuperare.
Palma Ziani
(Castelverde)
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Sono d’accordo con lei ma credo che la sua proposta difficilmente sarà presa in considerazione dal Comune che ha deciso la chiusura di quel tratto di corso Garibaldi adducendo problemi legati alla viabilità.

LA POLEMICA
Al park del foro boario l’auto ricoperta di erba tagliata
Egregio direttore,
le scrivo per segnalarle ciò che mi è successo sabato mattina 21 aprile in un parcheggio pubblico. più precisamente al parcheggio Foro Boario a Cremona. Parcheggio la mia automobile nei pressi dell’ex palazzina Liberty e mi reco in centro per fare delle commissioni.
Al mio ritorno, con grande disappunto, trovo la mia automobile ricoperta di erba tagliata. Evidentemente alcuni operai erano intenti nel loro lavoro di manutenzione del verde cittadino e fin qui nulla da obiettare.
Ma mi permetta di ricordarle che il buon senso civico andava rispettato: ovvero bastava informare gli utenti, magari avvalendosi dell’utilizzo di cartelli, del potenziale pericolo derivante dall’utilizzo di macchinari in spazi davvero vicinissimi alle auto e poi avrei deciso se parcheggiare lì o in altro luogo! Da premettere che al mio arrivo non c’era la minima presenza di personale addetto al taglio di erba.
Sia ben chiaro: non ho nulla contro il lavoro altrui ma andava eseguito con più attenzione e rispetto per tutti!
simona.biazzi@alice.it