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Sabato 22 Settembre 2018

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Lettere al Direttore del 22 Aprile

Lettere al Direttore del 22 aprile

Ma i nostri restano
Bravi a risolvere i problemi degli altri
Signor direttore,
ho notato che siamo tutti bravissimi a risolvere i problemi degli altri e stentiamo a risolvere i nostri. Allora perché non ce li scambiamo? Così, in teoria, tutti i nostri problemi sarebbero risolti, anche se nella pratica prevedo che tutti i nostri problemi sarebbero raddoppiati. Ma questo è dovuto al mio innato pessimismo.
Pietro Ferrari
(Cremona)


Pratiche orientali
E del chakra cosa dicono i medici?
Signor direttore,
dei chakra i medici cosa dicono? Ne parlano in famiglia e nei social, senza darlo a vedere, a volta con la curiosità tipica dei ricercatori, ma con riserbo. Del resto sono pratiche orientali legate alla spiritualità che solo per questo incutono sovente diffidenza. Ma religioni a parte, veniamo al sodo per ciò che riguarda il corpo. E riguarda se ci possa essere uno strato piú sottile della materia che sebbene non risulti al microscopio, non è detto non possa esistere qualcosa. E che forse è sbagliato definire materia, come ad esempio nel caso dei chakra che sarebbero centri o vortici energetici, il cui buon funzionamento o meno influirebbero anche sulla salute fisica oltre che su quella mentale. In fondo assimilare la cultura dei chakra può voler dire indagare e approfondire che l’individuo non è solo ciò che di lui vediamo o percepiamo in modo evidente. Non accadrà che in ambulatorio urologico si dica: ‘Dottore ho qualche problema al secondo chakra’, però sapere che armonizzandolo si risparmierà un bel po di Viagra non sarebbe male. Ma non solo questo: ogni centro è un universo e in quello citato oltre alle problematiche degli organi genitali, ci sono inerenti i sensi di colpa e le facoltà che riguardano il modo di relazionarsi con gli altri, la gioia di vivere e molto altro. Insomma un campo di ricerca molto vasto, anche per gli psicologi.
In ogni caso per ora parlarne significa cominciare a metterci il naso. E chissà che non si scoprano cose interessanti come è successo con l’agopuntura, ormai medicina anche d’occidente.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)


Terra di nessuno
‘Visitare le rovine’ di Soresina
Signor direttore,
non pensavo ci fossero così tanti ‘maestri’ di cultura e d’ingegno che, come notato nella pagina dedicata a Soresina, dopo l’esposizione del cartello turistico (pubblicizzante quest’isola padana senza padroni) con scritto ‘Soresina regno di Ulisse’. Tutti sanno che a Soresina da sempre si cerca di aprire un ‘cantiere’ ma chi ci resiste deve inginocchiarsi alla tipica opportuna connivenza sventolando il ‘vogliamoci bene’. Connivenza sempre più sfruttata da chi, conoscendo fin troppo bene certe scorciatoie omissive, attua il fine ultimo di monetizzare in favori i tanti voti fiduciari avocati ignorantemente proprio a chi (compromettendosi giornalmente in nome di un progresso insostenibile) pensa solo al ‘suo’ immediato e non alle generazioni future. È anche vero che, da sempre, il campanilistico e il rionismo offuscano la verità che è invece sotto gli occhi di tutti ma sicuramente è certificato che la ‘razza soresinese’ non è mai stata allevata e confinata in ‘muri’, come invece tante altre realtà nella zona, e quindi i suoi autoctoni anticorpi la proteggono efficacemente da qualsiasi tipo di ‘mafia’. Quindi ben vengano quei cartelli segnaletici ma sfido chiunque a dimostrare, non solo a me, che un qualsiasi qualcuno sia riuscito a portarsi via anche una sola ‘zolla’ di questa Soresina aldilà nell’Olimpo visto che anche qui, come in ogni altra comunità (dove c’è chi si lamenta perché ha paura di poter perdere e chi si lamenta sperando di poter prendere) il tempo della vita è comunque scandito dalla noia di soddisfare i semplici bisogni e vizi quotidiani che solo poche volte durante l’anno vengono cripto-allietati con ben mirate somministrazioni di ‘pane e circensis’.
Questa è la vera Soresina dove da sempre chi ha aperto un cantiere (non solo di mattoni) o è fallito o è scappato cercando fortuna altrove. Un paese (visto che l’aggettivo ‘città’ ci è stato regalato tanti anni fa) dove certe libertà ‘alternative’ (criminali o quasi) non strapperanno mai una terra, così deprezzata da una certa cultura (poco lungimirante accecata da ottant’anni di pseudo buonismo socialista, comunista o democristiano) e nessuno, a Soresina, potrà mai dire ‘Sono nato nudo e morirò nudo perché tutto quello che ho fatto l’ho fatto per i soresinesi’. Come così, da nessun pulpito e da nessun bancone da bar, ha mai fatto un bagno d’umiltà ammettendo e scusandosi per i suoi errori. Quindi invito, turisticamente, chiunque abbia avuto l’opportunità di leggere le indicazioni scritte su quel cartello (inneggiante al deserto) a venire a Soresina visto che risparmierebbe molto sul costo (aereo + nave) per vedere la gemella di quella città greca polverizzata da secoli di guerre: l’Isola di Troia.
Alberto Nolli
(Soresina)


Il caso di Romanengo
Non sempre ‘l’Unione’ fa la forza
Egregio direttore,
le chiedo spazio per chiarire quanto scritto dall’opposizione di Romanengo nella lettera del 20 aprile dal titolo ‘Accuse assurde all’ex maggioranza’. La somma citata non è stata messa a bilancio volutamente in quanto l’onorevole Boschi il 28 febbraio scrisse una lettera al nostro Comune dicendo che nei prossimi giorni saremmo stati contattati per la definizione dell’operazione; sono passati due mesi e nonostante le nostre ripetute telefonate per sapere qualcosa, ad oggi non si sa nulla. Non a caso anche gli altri comuni destinatari di analogo contributo da noi interpellati (anche politicamente vicini alla minoranza di Romanengo) non hanno inserito l’importo nel bilancio previsionale. In questi giorni sono iniziati i lavori per la riqualificazione energetica del palazzo comunale grazie ad un contributo di circa 300mila euro: questa è la dimostrazione che quando esiste la certezza dei contributi gli interventi diventano concreti e l’amministrazione non sta di certo alla finestra! Per quanto riguarda invece il rimarcare la mia assenza e quella del capogruppo riferisco che la giustificazione è stata data al Sindaco come da regolamento. Se questa è la libertà tanto sbandierata dalla sinistra dove un consigliere non può risultare assente nemmeno per seri problemi di salute è meglio che i consiglieri di ‘Unione Democratica’ si preoccupino di argomenti più seri con proposte concrete per il paese senza fare campagna elettorale. Speravo che l’unione delle due minoranze di sinistra, che fino al giorno prima se ne son dette di tutti i colori, portasse un po’ di freschezza e intelligenza politica ma evidente mi sono sbagliato: è rimasto in loro il vecchio modo di fare fantapolitica che ormai ha stancato tutti. Non sempre ‘l’Unione’ fa la forza.
Marco Pozzi
vicesindaco.romanengo@gmail.com


In dialetto Arioel
Anche Casalmaggiore aveva il suo ‘Rio Bo’
Signor direttore,
rifacendomi al famoso ‘Rio Bo’ di Palazzeschi, ricordo che anche Casalmaggiore aveva il suo Rio dove di sera si incontravano gli amanti: era il Riolo o Ariolo o, in dialetto, Arioel. Così lo ricordo: tra boschetti di tenere pioppelle / vi è un ponticello su un esiguo ruscello: l’Arioel dal Po. / Microscopico fiumicello, è vero, rigagnolo da nulla, però / c’è sempre sopra quel Rio / una grande magnifica stella: /è Sirio occhio del Cane / che veglia sopra il limitar di Dio. La stella degli innamorati! Si sa / che ce l’ha / ogni città.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)


IL CASO
Gallinelle d’acqua nel laghetto al Po ma con il caldo serve più ricambio d’acqua

Egregio direttore,
due notizie che mi sembra giusto condividere circa il ripristinato laghetto del parco della pista ciclabile, una bella e una meno. Quella bella è il fatto che, dopo soli pochi giorni dal riempimento, ho potuto verificare come già si siano presentate le gallinelle d’acqua che un tempo lo popolavano. Quella meno bella è come, causa il sole e il clima caldo, siano bastati tre giorni senza immissione di acqua per far evaporare più di 30 centimetri con conseguente riduzione del laghetto a grossa pozzanghera. Spero tanto che qualcuno in Comune sia come me convinto che le cose belle non basti farle, ma sia necessario anche manutenerle.
Maurizio Belleli
(Cremona)
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Il ripristino del laghetto, di cui avevano già dato conto, è una buona notizia. Per quanto riguarda l’acqua mi sento di assolvere l’amministrazione perché il caldo di questi giorni è davvero eccezionale.

Signor direttore, nei giorni scorsi è passato nel prato che fiancheggia le Colonie padane un gregge di pecore e una di queste ha regalato ai passanti l’emozione di un parto. Il parco del Po e del Morbasco riserva sempre qualche sorpresa fra animali autoctoni e meno come daini e uccelli esotici.
Leonardo Zavatti
(Cremona)