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Martedì 22 Maggio 2018

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Lettere al Direttore del 20 Aprile

Lettere al Direttore del 20 aprile

Certi medici ci pensino
La demenza senile non è una scelta
Signor direttore,
nei giorni scorsi arrivo in pronto soccorso a Cremona con mio padre di 81 anni, inviati con urgenza dal medico di base, per accertamenti respiratori; mio padre da tre anni soffre di demenza associata a Parkinson oltre a varie patologie. Gli esami evidenziano un edema polmonare (accettato con codice verde!) e dopo 4 ore viene disposto il ricovero.
Arrivati in reparto mio padre è agitato, confuso, urla, appare disorientato e fuori controllo e rifiuta di entrare in stanza... Ci fanno accomodare nella sala tv in attesa del medico. Quando finalmente arriva il medico, valutato lo stato mentale del paziente e la sua richiesta di uscire e di andarsene, lo fa firmare e lo dimette. Sono ritornata a casa con mio padre ansimante e sfinito.
Provo una grande tristezza, la demenza non è una scelta, una colpa o una vergogna; oltre alla perdita dell’identità, dell’autonomia e della dignità la demenza fa perdere anche il diritto alle cure! Forse qualche medico dovrebbe ripensare al giuramento di Ippocrate.
Elena Bruneri
(Casalbuttano)


Un altro balzello di stato
Controllo della caldaia: 130 euro sono troppi!
Gentile direttore,
un decreto del Presidente della Repubblica del 2013 e una delibera della Giunta regionale della Lombardia obbligano, per tutti gli impianti di climatizzazione invernale (caldaia a gas), un controllo annuale effettuato da centri di assistenza tecnica autorizzati. Il problema, per noi utenti e proprietari degli impianti, è che le tariffe da pagare a queste aziende non sono chiare. Per quanto mi riguarda il Punto Gas di via Baldesio in Casalmaggiore mi ha presentato un conto esagerato: per 15 minuti scarsi di lavoro (un semplice controllo) sono stato costretto a pagare 130 euro! È possibile che gli utenti debbano subire tali vessazioni autorizzate dallo Stato?
Paolo Mantovani
(Vicobellignano di Casalmaggiore)
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La manutenzione della caldaia a gas per il riscaldamento o per l’acqua calda è obbligatoria per legge. E anche in questo caso vale la legge del mercato.

In consiglio a Romanengo
Accuse assurde all’ex maggioranza
Signor direttore,
nell’ultimo consiglio comunale con il vicesindaco e il capogruppo di nuovo assenti, il sindaco impegnato a reggere metaforicamente il microfono all’assessore esterno, ci ha pensato il consigliere Salvi, di fatto il vero portavoce, a presentare la posizione del gruppo di maggioranza. Il nostro, con la classe e la lucidità che lo contraddistingue, elogiando la sua amministrazione per aver destinato nel bilancio di previsione 35mila euro per la certificazione strutturale dello stabile che ospita le scuole secondarie di primo grado (scuola media), ha avuto il coraggio di accusare le passate amministrazioni comunali di pensare solo alle grandi opere e non alla sicurezza degli studenti romanenghesi. Non c’è bisogno di scomodare nessun fact-checking per smentire una fesseria di queste proporzioni... Basta ricordare la nuova ala costruita per ospitare le classi trasferite dalle vecchie scuole elementari (non a norma sismica) e la nuova scuola materna. Ma il nostro si è superato quando è dovuto intervenire per spiegare il motivo della completa assenza, nel bilancio previsionale, di qualsiasi riferimento sul recupero della ‘cascinetta’, che è edificata di fronte alla Rocca, sull’area Castello. Interrogazione più che legittima da parte della minoranza consiliare considerato che in comune è giunto un documento del governo che certifica l’ufficialità del finanziamento a fondo perduto ottenuto grazie alla partecipazione al bando ‘Bellezza - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati’. Ebbene il portavoce ha dichiarato che l’amministrazione non ha volutamente inserito nulla al riguardo perché non si fida della firmataria del documento cioè la sottosegretaria Maria Elena Boschi perché bugiarda. Su questa fesseria del consigliere comunale, il sindaco Polla tace. Come minoranza non si vuole entrare nel merito di queste dichiarazioni da osteria e non da consiglio comunale sull’onorevole Boschi, ma ricordare ai romanenghesi che qualcuno ha certamente mentito sulla vicenda ‘cascinetta’, e non si tratta dell’onorevole sopracitata. Il sindaco Polla e la sua amministrazione comunale si sono infatti intestati il merito per il finanziamento ottenuto quando è risaputo che il Comune di Romanengo non ha nemmeno partecipato al bando e a Romanengo arriveranno 950mila euro a fondo perduto solo grazie all’iniziativa di un suo cittadino. Non sarà forse questo il vero motivo dell’esclusione dal bilancio previsionale? A pensar male qualche volta ci si azzecca!
P.S. Si spera soltanto che questa amministrazione comunale sia in grado di non sprecare una simile opportunità!
Gruppo Consigliare della Rocca
(Romanengo)


Una ‘moda’ discutibile
Applausi ai funerali. Meglio non morire
Caro direttore,
avanti con gli anni mi ero rassegnato a concludere i miei giorni, come tanti dei miei coetanei, per un collasso dovuto alla canicola o ad una delle peggiori strette invernali. Come un uomo qualunque e senza pretese, pienamente soddisfatto di quanto vissuto nell’alternanza di gioie e dolori che accomunano la maggioranza dei mortali: infanzia, gioventù e maturità perfettamente in linea con quanto mi aspettavo; nè più, nè meno. Per tanto e da tempo mi ero abituato a guardare ai cimiteri come uno struggente richiamo per gli affetti perduti. Da quando, però, mi sono accorto che ogni rito funebre viene accompagnato da immancabili scrosci di battimani e da intrattenimenti musicali che, col tempo, stanno prendendo piede anche fra le tombe, mi trovo piuttosto imbarazzato all’idea di dover subire programmi indesiderati e fors’anche discordanti dai miei gusti. Per cui a ben ripensarci, sto maturando il proposito di trascinare la mia pena su questo valle di lacrime, sin che potrò.
M. R.
(Cremona)


Non habemus premier
Paese ingovernabile. Legge elettorale flop
Egregio direttore,
le consultazioni presso il Capo dello Stato sembra non abbiano sortito alcun effetto per la formazione di un Governo. I contendenti, mentre mantengono le loro posizioni forti dei numeri conquistati alle urne, approfittano, semmai, per formulare edizioni rivedute e corrette del programma politico originale.
Lo scorso anno, proprio in questo periodo, ricordo di una preoccupazione al Colle: senza una legge elettorale l’Italia sarà ingovernabile. Tutti questi prolissi e confusi programmi politici, infatti, si alimentano di una legge elettorale che fa acqua da tutte le parti.
Nel frattempo... non habemus premier.
Bruno Tanturli
(Crema)


I cattolici divisi
La Chiesa di Bergoglio ha perso tanti fedeli
Egregio direttore,
così commenta Fabio Marchese Ragona: ‘Con Papa Francesco la Chiesa è ritornata tra la gente’. In realtà la politica di Bergoglio in cinque anni ha allontanato i cattolici dalla Chiesa. Ha conquistato altra gente: atei, ex comunisti, migranti, tutta gente che mai entrerà in una chiesa.
Ai cattolici non interessano le riforme di Bergoglio, vogliono la Chiesa come è sempre stata. Non si può imporre una religione come vogliono il Papa e monsignor Galantino. Quanto alla lettera di Ratzinger, è un tentativo di salvare il salvabile della Chiesa che Bergoglio ha distrutto.
Graziano Lorenzi
(Cremona)

Più premi che punizioni
Sistema giudiziario sgangherato
Egregio direttore,
fra le tante fantasiose promesse elettorali non ci pare d’aver individuato l’impegno a modificare il nostro sgangherato sistema giudiziario, né il nostro morbido codice penale che prevede più premi che punizioni! Tant’è che se foste dei minori e vi piacesse violentare una quindicenne (come accaduto a Napoli) disponetene pure: la terribile pena sarà quella di andare ad impastare qualche pizza in attesa della ‘riabilitazione’. Unica avvertenza: questa pacchia è possibile solo nel Belpaese ‘culla del diritto’!
Simona Gradisca
(Cremona)


IL CASO
‘Armi chimiche’, una definizione abusata. Tutte le armi andrebbero messe al bando
Caro direttore,
desidero intervenire sull’ambiguità del termine ‘armi chimiche’, di questi tempi largamente abusato. È un tema squisitamente tecnico che non vuole addentrarsi in aspetti politici di alcun genere. Vorrei proporre e sottoporre ai suoi lettori un argomento di riflessione, ho qualche difficoltà a differenziare le cosiddette ‘armi chimiche’, intendendo con questa dizione sostanze ad alta tossicità dalle armi diciamo ‘convenzionali’.
Forse che queste ultime non sono un prodotto della chimica? Cosa ne penserebbe il dottor Alfred Nobel, chimico e scopritore della dinamite? E i tanti ricercatori che lo hanno seguito in studi sui materiali esplodenti?
Se poi mi si spiega che a fare la differenza fra le due classi d’arma presentate sono le sofferenze che un contaminato incontra mentre un botto è una frazione di secondo ed è finita lì, allora mi compiaccio per le armi ‘intelligenti’, quelle cioè che gettate su un nucleo familiare sopprimono i membri di sesso maschile in grado di imbracciare un’arma, risparmiando nel contempo vecchi, donne e bambini. Contrariamente, come è ovvio, a quanto fanno le sostanze tossiche che non lasciano scampo a chicchessia.
Un po’ di serietà oltre che di coerenza non guasterebbe; le armi andrebbero messe al bando tutte, nessuna esclusa, mentre pare che qualcuno pensi che sono come gli yogurt, dopo un po’ scadono e allora, in un modo o nell’altro, vanno usate.
Al grande Albert Einstein qualcuno chiese come sarebbe stata combattuta la terza guerra mondiale, dopo una pausa di riflessione il maestro rispose: «Questo non lo so, ma la quarta sicuramente con sassi e bastoni».
Euro Paulinich
(Cremona)
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In un mondo ideale, utopistico, sarei d’accordo con lei: tutte le armi andrebbero messe al bando. Restando alla realtà non posso non ricordare che la stragrande maggioranza delle nazioni si impegna da decenni per il disarmo delle armi chimiche. Nel 1993 è stata siglata la Convenzione di Parigi sulla proibizione delle armi chimiche: un accordo attraverso il quale si è cercato di limitare o impedire la proliferazione degli arsenali.

LA POLEMICA
Parcheggiare sulla corsia non è una grande idea

 

Signor direttore, chissà se queste persone così educate avrebbero il coraggio di lamentarsi per le multe visto come parcheggiano le loro auto... Forse sono tranquilli perché in via degli Opifici non è mai successo?
Annalisa Milanesi
(Cremona)