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Sabato 18 Agosto 2018

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Lettere al Direttore del 19 Aprile

Lettere al Direttore del 19 Aprile

Capriolo a Crotta D’Adda
Annegato, recuperato ma poi abbandonato

Signor direttore,
gli organi preposti sono intervenuti per recuperare il capriolo annegato nel canale nei pressi di Crotta d’Adda e poi l’hanno abbandonato sulla riva stessa del canale: Lunedì pomeriggio era ancora lì ricoperto di mosche...
livio.lanzoni@libero.it


Giardino delle farfalle
È un progetto emozionante
Egregio direttore,
la notizia del ‘Giardino delle farfalle’ da poco ideata che faranno in via Portinari del Po è proprio emozionante! Due specie che ogni anno in giro fotografo sono il macaone e il podalirio. Tanti le confondono, ma io nonostante faccia più birdwatching e come conoscitore di insetti non abbia esperienza, questi due tipi ho imparato a conoscerli. Per il birdwatching (osservazione e identificazione di uccelli), quando vado in bicicletta sia sugli argini del Parco del Po di Cremona che su quelli della Bassa Piacentina mi porto sempre a tracolla il binocolo e appena noto qualcosa di particolare; binocolo agli occhi ed ecco apparire una poiana o uno sparviere. L’argine però credo che non sia molto indicato per la mia attività di osservazione e fotografia. Perché sarebbe unicamente per andare in bici. Dovrei trovare un capanno di osservazione in legno. Uno facilmente raggiungibile è dove c’è la lanca Livrini, ma li non mi sento al sicuro. Gli altri invece sono troppo lontani.
ale.mann81@gmail.com


Al mio cagnolino Willy
Mi hai dato amore. Non ti dimenticherò
Gentile direttore,
le chiedo un piccolo spazio del nostro giornale per scrivere queste poche righe in segno di affetto al mio cagnolino che è venuto a mancare qualche giorno fa.
Lettera a Willy un meraviglioso cagnolino.
Non so come comunicare questa mia sofferenza e con gli occhi che si riempiono di lacrime sono a ricordare quanto bene ti ho voluto e quanto ne ho ricevuto da te. Sei stato un meraviglioso cagnolino dal bel pelo giallo e dal bel musetto colorato, dolce, come il tuo carattere, che suscitava affetto a prima vista anche a persone occasionali che incontravi durante le tue allegre escursioni. Mi hai trasmesso la tua gioia di vivere nonostante i tuoi anni migliori, non ti abbiano portato grande felicità, quando ti hanno passato da un proprietario all’altro, come fossi un pacco e non considerando che portavi con te ogni volta tutte le angosce e le incertezze e gli adattamenti del caso. Adesso mi mancherai moltissimo ma avrò dentro il mio cuore un amore e un ricordo di te che non si cancellerà mai, ricorderò sempre il tuo scodinzolare e l’abbaiare gioioso quando ti allacciavo il collarino per portarti a fare il solito giretto o quando con pazienza scrutavi le scale in attesa della mia discesa, mi mancherà la tua presenza d’estate in giardino a prendere la frescura sotto il pino ed ancora mi commuoverò, pensando alla zampina che mi porgevi come a ringraziarmi per trasmettermi il tuo amore, il tuo affetto, per le mie attenzioni. In primavera, camminando lungo i sentieri battuti insieme, mi capiterà di sentire il profumo dei fiori e dei prati, quel profumo sarà la tua essenza, cosi ti sentirò di nuovo vicino a me al mio fianco come allora e ti vedrò annusare l’erba bagnata di rugiada e a goderti l’aria tiepida al sole della primavera. Sei stato un buon cagnolino e un grande fedele amico, come pochi se ne trovano tra le persone. Mi hai dato tanto in cambio di poco. Ti auguro di trovare la pace e la serenità che non sempre hai trovato in terra. Addio Willy.
Signor direttore mi scuso e le chiedo comprensione per questa lettera che può sembrare anacronistica visti i tempi che viviamo dove le attenzioni sono rivolte ai soliti problemi quotidiani.
Normanna
(Cremona)


Si deve intervenire
Piazza Marconi al buio già da due notti
Gentile direttore,
segnalo a lei e, attraverso il suo giornale, agli organi competenti, che l’altra sera per la seconda notte tutta l’illuminazione di piazza Marconi è spenta. Poiché illuminazione notturna è principalmente sinonimo di sicurezza per i cittadini, spero in un immediato intervento dei tecnici addetti.
Danilo Fontana
(Cremona)


Etica e vita
Il caso del piccolo Alfie e le scelte dei giudici
Gentile direttore,
siamo ben strani, noi italiani, ce la prendiamo coi giudici, quando prendono una decisione (come nel caso del piccolo Alfie), molto dura, ma sicuramente sofferta, e poi, per i nostri figli, in buona parte rifiutiamo le vaccinazioni obbligatorie (importanti per tutti e pure gratuite), e per i testimoni di Geova, pure le trasfusioni di sangue, magari salvavita per i figli. Rispetto le opinioni di chi parla di arroganza demoniaca, ma non le accetto per un semplice motivo: dietro a questi casi, per fortuna sporadici, la vera sofferenza la provano i familiari. Per gli altri conta più il momento eclatante, propinato dai mass-media per fare ascolto. Terminato il battage (diciamo) pubblicitario, ci sarà solo il bambino, se mai crescerà, che non vivrà, ma vegeterà, le istituzioni che faranno poco, per non dire niente, in un mondo divenuto peggio di quello spartano. Ai signori che si stracciano le vesti per quelle che chiamano leggi ‘fatte contro l’uomo’, dico di seguire, qualche persona che ha avuto la fortuna di essere lasciata vivere, e vedranno. Questo persone esistono anche nei nostri paesi, ma ricordiamoci che respirare, essere nutriti a forza e scaricarsi non è quello che viene comunemente chiamato vivere. Ricordiamoci che il buonismo è gratis, non c’è proprio niente da pagare.
Alessandro Apolli
(Pontevico)

Il partito ha toccato il fondo
La crisi Pd e le parole di don Primo
Signor direttore,
angoscia, sfiducia, avvilimento e confusione per un partito che è riuscito a toccare il fondo, ecco la fotografia attuale del Pd. Intanto segniamoci questa data. Prossimo 21 aprile, di sabato, convocata l’assemblea del Pd, una resa dei conti oppure un grande buco nero? Del resto inequivocabile si sta prospettando un avvenire senza avvenire, di amori facili finiti, di tanti Alice nel paese delle meraviglie; questo oggi è il Pd, gente che usa i piedi non già il cervello: «Confrontatevi ragazzi, e non scontratevi, un poco di umiltà perbacco dopo cotanto orgoglio di certo non vi può fare male. E continuate a camminare, e non perdetevi in inutili cianciose invidie, gelosie, contrapposizioni. E ritrovatevi, finalmente, dopo che la nostra generazione non ha capito nulla, soprattutto che ha tanto sofferto per ritrovarsi. Chi cambia se stesso cambia la strada». Io questa ‘voce’ la riconosco a tal punto ci metto anche del mio, maledicendo il ruolo sociale di «istruiti ed educati» recitato per troppo tempo, per buona parte della loro vita politica, da molti di quei dirigenti di partito. Nemmeno più il protagonismo di comparse è rimasto loro. E poi ancora quella ‘voce’ incalza: «A loro furono spezzate le ali, ed ancora da ogni parte vi si grida perché non volate… tutti, chi più chi meno, hanno sofferto, è vero. Quelli rimasti dentro ed i fuoriusciti, tutti hanno pagato. Ma lo sbandamento quello è totale… gli uomini non possono abdicare ad essere ‘uomini’. Un partito deve essere una ‘parte’, lasciando posto alle altre ‘parti’, che hanno diritti e doveri di provvedere il bene comune e la libertà comune, che non possono essere altrimenti garantite… si dice che certi predicatori stanno avendo poca fortuna, se poi il predicatore per eccellenza manca di tatto e di tante altre virtù, dispone al peggio».
La ‘voce’ è di quell’animo incheto di don Primo, il prete della giustizia sociale, di smisurata ‘attuale’ attualità dopo tanti anni.
N.B. Martina? Mi piace un sacco Martina, un esponente privo di enfasi. Gentiloni? Gentiloni prossimo presidente della Repubblica. Renzi, il Matteo? Addio boy scout!
Giorgino Carnevali
(Cremona)


La guerra in Siria/1
Il ruolo di Israele dimenticato da tanti
Egregio direttore,
mi chiedo se certi giornalisti collegano il cervello alla bocca. Ho sentito strafalcioni sciocchi, chi non conosce l’arte del militare si informi. Perché Assad avrebbe dovuto gasare i ribelli se questi erano già sconfitti? Queste azioni le fanno i perdenti, nel caso in primis l’America che prima ha armato i ribelli poi si è chiamato fuori. Allora dove cerchiamo il colpevole? Facilissimo, nei Paesi sconfitti che si sono avvalsi di un altro stato canaglia per tentare di sparigliare i giochi e rientrare in partita. Lo Stato canaglia? Israele, come pure l’attacco alla base iraniana, la mano è la stessa. Naturalmente con la copertura dei Paesi sconfitti che a cose fatte hanno subito trovato il capro espiatorio. L’unico gigante politico che ha il mondo è Putin e questo è un male perché le mezze calzette non avendo genialità né militare né politica, si affidano alle armi. Chi paga pegno è l’Italia. Dovremmo inviare una parcella da cento miliardi alla Francia per i tanti disastri che ha combinato a scapito dell’Italia. Ricordiamoci che Assad è stato votato ed eletto con libere elezioni, purtroppo lo standard di democrazia da quelle parti è molto basso, Al Sisi eletto quasi al 100% e tutti a complimentarsi. I politici, salvo alcune mosche bianche, sono tutti mascalzoni e bugiardi. Vedi Powell all’Onu, con la bustina di antrace la prova lampante delle armi chimiche possedute da Saddam Hussein, prova avallata anche da Blair. Queste mezze calzette andrebbero processati e condannati, altro che libro di memorie. Lo stesso vale per il traditore russo gasato da Putin a che scopo? La figlia l’avevano in casa perché aspettare? Vedi poi l’America si è affrettata nel concedere asilo politico per scopi umanitari. Oggi si scopre che il gas o la sostanza non era russa e allora? Qui mi fermo.
Domenico De Lorenzo
(Cremona)


La guerra in Siria/2
Molte persone non sanno le ragioni
Egregio direttore,
anche se combattuta a duemila chilometri da noi una guerra è sempre una guerra e la parola guerra dovrebbe essere cancellata dal dizionario. Nessun essere umano dovrebbe soffrire o morire per questo, ma in tv, purtroppo, giornalmente sono trasmesse immagini raccapriccianti che fanno accapponar la pelle. Intere città rase al suolo, bambini trucidati, uomini e donne che non sanno più da che parte scappare, e tutto questo perché? Boh? Se poi in una nazione travagliata da un conflitto a fuoco s’intromettono nazioni che nulla hanno a che fare con quel popolo (a meno che non si parli di quattrini) la cosa a parer mio è ancor più riluttante. Vede signor direttore in questi giorni ho parlato con molte persone, e metà di queste mi hanno detto di essere favorevoli a ciò che gli americani, francesi e inglesi stanno facendo da quelle parti, mentre l’altra metà no. Ma quando ho chiesto loro di spiegarmi perché in Siria c’è la guerra tutti, o quasi, non hanno saputo rispondermi e francamente... non lo so nemmeno io. Ecco perché a questo punto, vorrei che chi mi sta leggendo si ponesse la medesima domanda e si chiedesse se è in grado di darsi la risposta.
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

IL CASO
Galline nel giardino della materna: escrementi pericolosi per i bambini

Egregio direttore,
sono una mamma abitante nel Comune di Castelverde. Vorrei segnalare alle mamma che hanno bambini frequentanti la Scuola dell’Infanzia della frazione di San Martino in Beliseto che nei giardini esterni, zona ingresso e retro dove sono posizionati i giochi didattici, ci sono sempre numerose galline libere, provenienti da un’abitazione privata confinante.
Questo comporta la presenza costante di escrementi nella zona frequentata dai bambini nei momenti di svago. Le galline sono animali portatori di malattie e, nonostante la sottoscritta abbia già fatto presente la questione in Comune e di conseguenza alla polizia municipale, non si è ancora risolto il problema alla fonte e quindi continua a ripresentarsi.
Mi auguro che altre famiglie abbiano notato il problema e si uniscano alla mia segnalazione in modo da ottenere risultati definitivi.
E. A.
(Castelverde)
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La sua è una preoccupazione legittima. Peraltro la questione potrebbe essere facilmente risolta impedendo alle galline di entrare nel giardino dell’asilo.

LA REPLICA
Ecco la mia verità, a Gussola decidano i cittadini
Caro direttore,
per deformazione professionale è mia abitudine cercare di dare risposte concrete con i fatti e di non entrare in inutili polemiche. Questa volta, con l’ennesima provocazione, è il caso di dire che il vaso è colmo e quindi mi sento in dovere di rispondere all’anima ‘pura’ ma inquieta del ‘compagno’ Sante Gerelli del quale e del suo metodo di fare politica, con attacchi personali al limite della querela, e ne ho le tasche piene, ne ho avuto sufficiente sopportazione ben dieci 1999/2009 durante i miei due mandati da Sindaco pro tempore di Gussola, quando purtroppo per lui, sedeva nei banchi della minoranza Consigliare. Ribadisco ciò che gli dissi già in quegli anni. ‘Caro Sante, se hai ancora dei dubbi o mal di pancia sulla regolarità della mia passata attività amministrativa da Sindaco di Gussola o se a distanza ormai di vent’anni hai ancora dei mal di pancia o ti bruciano ancora quelle due sconfitte elettorali hai tutti gli strumenti legali per farlo.
Alla gente di Gussola devo un vero chiarimento tecnico/finanziario e la mia versione dei fatti. Chi ha circa la mia età ricorderà che prima della mia elezione, parliamo tra gli anni ‘90 e il ‘99, la via Roma già a causa delle vecchie fognature era dissestata (in Comune ci sono le immagini all’interno delle tubazioni grazie ad una verifica scientifica che la mia Giunta fece fare). Quel disastro non era dovuto, alla responsabilità dei tecnici o dei sindaci di allora (tra i quali un certo Giuseppe Gerelli, padre di Sante) ma semplicemente era dovuto al fatto che quando le fognature furono realizzate furono calcolate per gli autocarri dell’epoca meno pesanti e che singolarmente portavano carichi meno concentrati. Nel tempo le cose cambiarono aumentò il numero dei mezzi di trasporto ma soprattutto aumentò il loro peso e la loro portata i termini di tonnellate. Ciò comportò, ancor ben prima della mia doppia elezione a Sindaco, il dissesto della fognatura imputata, con il conseguente disagio per la gente di Gussola e di via Roma. Il fatto poi, che il sottoscritto una volta divenuto Sindaco, assieme alle sue Giunte ottenne dei finanziamenti per rifare le fognature, per gravare il meno possibile sui bilanci comunali e riportare per almeno altri dieci anni un po’ di sicurezza e di vivibilità in via Roma, non mi pare proprio un operazione di poco conto. Se poi oggi, a distanza di tempo e di anni, la politica dei trasporti ha incentivato il trasporto pesante al posto di diminuirlo, se poi oggi a distanza di tempo, la mancata realizzazione autostrada TiBre bloccata dal Governo Delrio, immagino, con la felicità del compagno Gerelli, ha permesso ai mezzi pesanti di entrare ancora in centro a Gussola non posso farci niente. Ricordo che se fosse stata realizzata nei tempi previsti, a Gussola i mezzi pesanti proventi da e per Cremona avrebbero deviato su altra viabilità. Non credo che tutto ciò sia da imputare al sottoscritto e alle sue giunte.
Vedi Sante, per più dieci anni durante i miei mandati e il mandato dell’amico Chiesa, alle nostre rimostranze rispetto alle amministrazioni che ci avevano preceduto e ai problemi che ci avevano lasciato in eredità da te e i tuoi compagni, ci sentivamo rispondere: ‘Avete voluto la bicicletta, adesso tocca a voi. Pedalate’. Bene, i cittadini di Gussola nelle recenti elezioni del 2014, che purtroppo, hanno visto soccombere la nostra lista con a capo l’uscente Sindaco e ricandidato Marino Chiesa, hanno fatto una scelta. Nelle elezioni del 2019 vedremo cosa faranno.
Giovanni Leoni
(Sindaco Pro-tempore del Comune di Gussola anni 1999/2009)

Ne parlo con...

CREMAcomX al Sant’Agostino
Non ci sono mausolei, puntiamo sugli eventi
Egregio direttore,
rispondo alla lettera della storica dell’arte e guida turistica Annunziata Miscioscia, che in questo spazio per i lettori ha denunciato quello che a suo dire sarebbe un comportamento potenzialmente pericoloso per la salute degli affreschi di Pietro da Cemmo nella sala del refettorio dell’ex convento di Sant’Agostino.
Niente di più sbagliato. Durante CREMAcomX, nessun pannello né altro materiale è stato mai appoggiato direttamente alla sinopia dell’Ultima Cena: si trattava di roll up con base che si autosostiene, come dimostrato dalle immagini pubblicate da tutti i giornali e dagli stessi organizzatori. La semplice ipotesi che l’Amministrazione possa consentire di mettere a rischio il ciclo di affreschi più prezioso della città è irricevibile. L’attenzione al patrimonio del Sant’Agostino è per noi una priorità e il plesso è stato in questi anni, prima con l’assessore Paola Vailati e ora con Emanuela Nichetti, oggetto di molteplici interventi di recupero e riqualificazione, sostenuti anche grazie all’impegno e alla sensibilità di tanti e qualificati sponsor privati. Penso alla nuova sezione di arte contemporanea, a quella di arte organaria, alla riqualificazione della pinacoteca e della illuminazione delle sale museali, al recupero della Sinopia medesima, proprio da noi voluto dopo anni di stallo, sino al restauro della lunetta all’ingresso della sala, ora in corso. Senza dimenticare i bandi su cui stiamo tuttora concorrendo, proprio sul Sant’Agostino. Per questo respingo nel modo più totale accuse di scarsa attenzione a questo patrimonio. Resta, evidente, la differenza tra una visione essenzialmente conservatrice, museale espressa dalla dottoressa Miscioscia, e la nostra che, rispettando al massimo i luoghi, si sforza di far percepire Museo e sant’Agostino come il cuore pulsante della cultura cittadina, riempiendolo di iniziative e di giovani. Non esistono, per noi, una cultura di serie A e una cultura di serie B: ci sono migliorìe logistiche e di contenuto apportabili al Museo, e siamo in ascolto dei suggerimenti degli esperti. Ma questi luoghi non sono per noi un sacrario o un mausoleo ma spazi a disposizione della cultura cittadina. Ben vengano quindi iniziative, ospiti, convegni ed eventi che hanno un loro pubblico, una loro serietà, una loro ragione di esistenza, che non mette a rischio gli affreschi - il direttore del Museo è uno storico dell’arte - e che risponde alla esigenza di far vivere e fruire questa straordinaria bellezza del nostro Sant’Agostino quale bene comune, disponibile a tutti i cittadini.
Stefania Bonaldi
(Sindaco di Crema)


A Crema turisti da tutto il mondo, grazie Guadagnino
Gentile direttore,
«Sai che vengono da tutto il mondo, e in particolare dell’Oriente, per vedere i siti dove hanno registrato ‘Chiamami con il tuo nome’ il film di Luca Guadagnino? In particolare, arrivano in piazza Duomo a Crema per fotografare il tavolino con le biciclette originali della scena in cui i due protagonisti si danno appuntamento in città. Lo fotografano oppure ci si siedono i fanno dei selfie». Quando un amico mi ha detto così non volevo crederci: va bene che la pellicola ha concorso per gli Oscar e ne ha vinto uno, ma c’è un limite a tutto mi sono detto. Invece mi è capitato di pranzare a uno dei bar della piazza e di vedere un gruppo di coreani che facevano proprio quello. Morale: un bel colpo per l’immagine della nostra città, speriamo che il bravo Guadagnino giri il sequel, come ha promesso. E Crema farà ancora il pieno di turisti.
P. G.
(Crema)