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Venerdì 19 Ottobre 2018

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Lettere al Direttore del 17 Aprile

Lettere al Direttore del 17 aprile

Berlusconi alle consultazioni
Il vero scandalo è Napolitano al Colle
Gentilissimo direttore,
dopo le varie schermaglie che difficilmente non so se siano serie o meno mi sembra sia arrivato il momento di dire in modo pacato la mia sulle vicenda Silvio Berlusconi e le consultazioni. Da più parti si apostrofa il fatto che un pluripregiudicato condannato e chi ne ha più ne metta, non deve partecipare alle consultazioni per la formazione del nuovo governo. Nessuno però parla di Napolitano, anche lui complice anche se condannato solo dal popolo italiano, partecipa solo perché ex presidente. Napolitano è stato un complice attivo di questi anni di governi deficitari che hanno condannato il popolo italiano alla più nera miseria umiliando milioni di lavoratori con il ‘suo’ governo tecnico guidato da Monti, e a seguire anche altri governi tutti inventati da lui per i suoi scopi politici e per favoritismi di partito. Siamo passati ad un debito pubblico triplicato dall’ultimo governo di centrodestra e sempre con il beneplacito di Napolitano che anno dopo anno e governo dopo governo non si accorgeva che stava distruggendo un Paese. Ora mi domando poi ognuno la pensi come vuole ed io rispetto tutto e tutti, quale delle due cose è più grave?
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)


Non la Siria e la Russia
E’ il terrorismo il vero nemico comune
Signor direttore,
ma i francesi non si sono accontentati di avere bombardato Gheddafi? Ora vogliono bombardare anche Assad, il presidente della Siria? Ed intanto l’Isis, vera piaga che sta mettendo in difficoltà l’area medio-orientale, continua a colpire. La Francia, con l’appoggio di Inghilterra e Stati Uniti d’America, continua la sua folle politica che serve a destabilizzare il Mediterraneo, salvo poi chiudere le frontiere con l’Italia e lasciarci la patata bollente. L’Inghilterra è addirittura uscita dall’Europa con la brexit per chiudere legalmente le frontiere. E noi italiani siamo costretti a subire le scelte scellerate ed arroganti di queste nazioni ‘europeiste’. Non si rendono conto questi piccoli statisti, e mi sto riferendo a Emmanuel Macron e Teresa May, che il nemico comune non sono la Russia di Putin e la Siria di Assad, ma il terrorismo che non esita a trucidare civili inermi quali donne e bambini. Smettiamola di combattere i baluardi del terrorismo, anche se sono dittatori. Servono anche loro per fermare questa piaga, quella dei terroristi. Anche con Saddam hanno inventato la storia delle armi non convenzionali, rivelatasi una bufala, per avere una giustificazione e togliere di mezzo questo personaggio scomodo. Poi è toccato a Gheddafi ed ora la stessa cosa sta avvenendo per Assad. Perché?
Massimo Pelizzoni
(Gussola)


Non manterrà le promesse
Anche il M5s destinato a calare nei consensi
Signor direttore,
in diverse località della Puglia si sono create code presso i Caf per ritirare il modulo di richiesta del reddito di cittadinanza promesso dal M5s. Da ciò abbiamo una prima conferma delle cause che hanno portato all’affermazione di questo movimento. Ora basta avere un po’ di pazienza e vedremo che, dopo l’apice, verrà la curva discendente, come per tutti i pariti quando l’elettore non riceve ciò che ha creduto gli spettasse per diritto.
Andrea Castelli
(Cremona)


Stagno del parco al Po
Ripristinato. Ma quanti ritardi
Gentile direttore
prendo atto con piacere che lo stagno del parco al Po è stato finalmente ripristinato, come ha puntualizzato l’assessore Manfredini. Evidentemente il mio recente passaggio è avvenuto appena prima che lo specchio d’acqua tornasse ad essere tale. Di certo rimane che le tempistiche sono andate molto oltre il previsto. Ma questo, a Cremona, non sorprende, memori come siamo dei tempi biblici richiesti in anni recenti da vari interventi, talvolta pure malriusciti.
L. G.
(Cremona)

Non è a senso unico
L’amicizia è saper ricambiare i favori
Caro direttore,
è troppo comodo ricevere favori per ricambiare unicamente con ringraziamenti, sorrisi ed adulazioni. L’amicizia è un giardino dove uno non deve sempre piantare fiori e l’altro sempre soltanto coglierli.
V. C.
(Cremona)


Ribaltati i canoni
Uomini, donne è infedeltà
Egregio direttore,
è provato come, unico responsabile dell’infedeltà femminile, sia un gene anomalo connaturato alla loro specificità, nessun tribunale sarebbe in grado di rilevarne immoralità di comportamento. Tutto cambia, però, quando nell’identica trasgressione incorresse l’uomo: scatterebbero, all’istante, le sanzioni previste. Al gentil sesso, ottenuta parità di diritti dopo lotte estenuanti, è riuscito di ribaltare, completamente, i termini della controversia abbattendo gli assiomi fissati nei ‘faziosi codici maschilisti’. In questa nuova prospettiva possiamo sperare di venir ammessi tra gli eletti di tali insaziabili divoratrici di uomini e scordandoci bene dal contrarre matrimonio. A meno che non provvedessimo, cautelativamente, ad esporci con un cappello a cilindro per riparare le corna!
Massimo Rizzi
(Cremona)


Calcio dilettanti malato
Gioca chi paga o è raccomandato
Egregio direttore,
domenica sera ho visto la trasmissione ‘Non è l’Arena’ condotta dal grandissimo giornalista Massimo Giletti (i giornalisti della rete LA7 sono tutti delle persone speciali) e l’inchiesta che sta portando avanti non mi ha per niente meravigliato.
Conosco bene il calcio lo frequento e lo amo ma già da moltissimi anni seguo solo il mondo dei dilettanti perché sono convinto che il 70% del calcio professionistico sia come la peggior politica.
Ho sperato che dopo il fallimento della nazionale maggiore Damiano Tommasi potesse essere eletto al vertice della Figc ma purtroppo le grandi persone oneste non sono quasi mai prese in considerazione. Spero che la mamma che ha partecipato alla trasmissione di Giletti possa aver dato la spinta a tanti altri genitori per trovare il coraggio di denunciare. Il coraggio di denunciare lo dovrebbero trovare anche quei tanti allenatori che sono costretti a far giocare i raccomandati o i ragazzi che hanno i genitori che hanno voluto o dovuto pagare.
Paolo Grossi
(paolo.lori1@alice.it)

IL CASO
Strada Sud, no al referendum per paura che diventi un voto sull’amministrazione
Gentile direttore,
la lettera del mio amico e collega consigliere Manfredini, che ho trovato per certi versi sorprendente, mi spinge a fare un intervento sulla questione referendum Strada Sud. Manfredini parla di rispetto dei regolamenti: ebbene, mi pare corretto ricordare che i cittadini del comitato per il referendum (cittadini, non politici!) hanno rispettato alla lettera il regolamento, le modalità e i tempi da esso previsti. Chi non li ha rispettati, invece, è l’amministrazione, cioè noi politici: abbiamo nominato i garanti in grave ritardo (contro il regolamento) e la macchina amministrativa, sindaco in testa, non ha mai rispettato i tempi dovuti. Solo per questo motivo i cittadini si sono sentiti dire che i tempi del referendum sono scaduti, secondo quello stesso regolamento di cui l’amministrazione si è bellamente infischiata. E no, consigliere Manfredini, questa è una cafonata istituzionale, degna del marchese del Grillo. E non c’entra come la si pensi sulla Strada Sud: qui si tratta del diritto di tutti i cittadini a esprimersi. Su una questione così centrale per Cremona, come la Strada Sud, mi piacerebbe sapere come la pensano i cremonesi, di cui mi fido di più che dei loro amministratori: fu infatti il centro-sinistra a inserire nel pgt la Strada Sud, e alcuni politici, oggi ferventi oppositori, allora votarono a favore. Hanno cambiato idea. Legittimo, ma poiché non abbiamo sicurezza che non cambieranno di nuovo idea domani, preferirei sapere direttamente cosa ne pensa la gente. Ascoltare l’opinione dei cittadini, se raccolgono le firme per un referendum, fa parte dei doveri e della prudenza di un governo. Un’ultima questione, eminentemente politica: Manfredini sa bene che sarebbe stato possibile indire un referendum assai poco costoso in concomitanza con le consultazioni del 4 marzo: bastava che il consiglio comunale recepisse le istanze presentate dal nostro gruppo consiliare per una modifica al regolamento, che lo adeguasse alla normativa nazionale. Ma la maggioranza ha silurato sia la richiesta di referendum sia la possibile modifica del regolamento. Il fatto che i garanti diano di fatto ragione al comitato per il referendum e all’opposizione, però, non sembra porre alcun dubbio di coscienza politica al consigliere Manfredini, il che è per me davvero sorprendente. La questione del costo del referendum, 150mila euro, è poi miserevole, se posta da chi ha votato contro la possibilità di risparmiare. Non è poi sulla democrazia che bisogna risparmiare soldi: sarebbe stato meglio farlo sulla variante di via Brescia, genialata della giunta Galimberti, o su qualche inutile consulenza, più che sulla parola dei cittadini. Ci avremmo fatto cinque o sei referendum, con quei soldi. Non regge, consigliere Manfredini: la verità è che la maggioranza ha paura che il referendum si trasformi in un giudizio sull’amministrazione: ha paura di toppare, e, per evitarlo, ha messo in campo tutte le più stantie strategie di palazzo. Un calcolo miope: referendum o no, il giorno del voto arriverà lo stesso.
Andrea Sozzi
(consigliere comunale di Obiettivo Cremona, vice presidente consiglio comunale)
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Alcuni i temi non dovrebbero essere oggetto di referendum. Questo è uno. Se si è stabilito che un’opera danneggia irreparabilmente l’ambiente, non si può affidare la decisione a interessi particolari. La politica deve prendersi le sue responsabilità.

LA POLEMICA
Esportiamo la democrazia, non il tritolo
Signor direttore,
non si può più tacere di fronte a ciò che sta accadendo in questi giorni. Stiamo assistendo alla follia, qualcuno sta rispondendo alla morte con le bombe, gli Stati Uniti ancora una volta si mostrano con il loro vero volto, guerrafondai, folli, privi di ogni rispetto della vita e della democrazia. Vi scrivo perché è ora di prendere una decisione, dobbiamo decidere se veramente ripudiamo la guerra, e se quindi la ripudiamo dobbiamo essere fedeli alla scelta, dobbiamo esportare democrazia e rispetto, non tritolo e piombo, se decidiamo di appoggiare anche solo moralmente questa guerra dobbiamo rinunciare una volta per tutte agli ideali di pace che tanto sbandieriamo quando qualcuno a noi scomodo parla di guerra, la guerra o si ripudia sempre o non si ripudia mai, non possiamo appoggiarla solo quando fa comodo a noi e ripudiarla quando gli Stati Uniti non ci ‘invitano’ ad offrirgli supporto. Andiamo a bombardare una nazione che non ha più niente, macellata dalla guerra, mutilata dalla povertà, dalla fame, andiamo a lanciare razzi da decine di migliaia di euro su persone che non hanno i soldi per mangiare, persone che il cibo vero non sanno nemmeno più cosa sia. Se vogliamo veramente porre fine ai totalitarismi mondiali e instaurare la pace globale dobbiamo inviare medicine, medici competenti, denaro, dobbiamo creare scuole, dobbiamo garantire l’istruzione a tutti i bambini, del cibo su ogni tavola, un tetto su ogni testa, solo così possiamo creare veramente un clima democratico. Possiamo e dobbiamo praticare ogni giorno atti di bontà , di altruismo, un solo piccolo gesto ogni giorno, anche a casa nostra, dobbiamo predicare l’integrazione e la pace, dobbiamo ricordarci che se un gesto può sembrare inutile (anche se in realtà non lo è mai) il singolo gesto di tutti può cambiare il mondo, una formica non sposta nemmeno un masso ma un milione di formiche spostano una montagna, dobbiamo farlo non in nome di un dio, non in nome di un ideale ma nel nome del popolo umano (...). Spero che Dio possa perdonarvi.
Luca Bonali
(Cremona)

Commenti all'articolo

  • sergio

    2018/04/23 - 11:11

    Non sono d'accordo con l'idea di amicizia di V.C.; la sua è troppo calcolata, anzi l'amicizia non c'entra nemmeno con i favori. Il "favore" principe dell'amicizia è esserci, è l'aiuto nel momento del bisogno, ma non è da calcolare un ritorno perché la cifra deve essere la gratuità. Lo dico perché ne sono vittima io stesso di questo fraintendimento e finisco col non chiedere favori per non sentirmi in debito: ma l'amico non ti fa sentire in debito. Volando più in alto posso dire di avere amici che nemmeno mi conoscono, perché chi ti aiuta nel cammino della vita, a ricentrarla, a dare un senso agli avvenimenti, quello è un amico. Quindi come per me lo è il Papa (per citarne uno facile) per qualcuno può essere il Dalai Lama, Bill Gates, il vicino di casa (ma questo sarebbe un miracolo...). Senza gratuità c'è spazio solo per il calcolo, e il calcolo prevede una misura che inevitabilmente sarà sempre insufficiente e porterà alla solitudine. L'esperienza ce lo dice chiaramente.

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