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Mercoledì 25 Aprile 2018

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Lettere al Direttore del 19 Marzo

Lettere al Direttore del 18 Marzo

Le strade non sono killer
Colpa di mille cose e mai degli autisti?
Egregio direttore,
molto spesso sono costretto a leggere certe affermazioni come questa: ‘Viabilità in città troppo pericolosa, la protesta corre sui social’. Le lamentele dopo il ribaltamento di un’automobile dell’altro giorno. Le esternazioni di cittadini cremonesi sono state centinaia, tutti chiedono una revisione dell’assetto della viabilità! La colpa è sempre degli incroci, curve e manto stradale. Mai del comportamento irresponsabile di certi autisti? Incrocio pericoloso, curva killer e così via. Esistono pure i semafori, no? Esistono pure gli stop, no? Esistono pure i limiti di velocità, no? E non sto parlando di infrazioni di cinque chilometri. Quelle servono solo per fare cassa e non per la nostra sicurezza. Io abito nella periferia di Gussola e davanti mi passa la provinciale bassa di Casalmaggiore caratterizzata da un enorme curvone, da me soprannominato in un precedente mio intervento ‘la curva del tabaccaio’ per il modo con cui tanti automobilisti affrontano il percorso: mettono veramente paura. Ora, tornando al discorso di prima, un’automobile che viene ribaltata in pieno centro vuol dire che è stata urtata con una certa violenza, di parecchio fuori dal limite consentito e indipendentemente dal fatto che qualcuno non abbia rispettato il semaforo. I semafori diventano verde, giallo e rosso e spesso assistiamo al passaggio di vetture che non si fermano neppure con il rosso. E poi pericolosa è la strada?
Massimo Pelizzoni
(Gussola)

Legge elettorale assurda
Voto, so chi ha vinto ma non chi governa
Egregio direttore,
dopo aver atteso anni finalmente mi si è stata data la possibilità di votare. So con precisione chi ha vinto, ma guarda un po’ non mi è dato sapere chi mi governerà e, guarda caso, potrebbe anche essere che a farlo siano i due partiti che hanno perso. Rob de mat. Cosa vuole che le dica signor direttore, mi vien da pensare che questa legge elettorale sia una scemenza, e questo mi fa ricordare che una delle prime cose che mi insegnarono all’asilo fu che le scemenze le fanno solo gli scemi. Ora io non voglio arrivare a pensare che tutti lo siano, ma un forte dubbio mi viene. E a tal proposito mi ricordo che tempo fa un complesso musicale (credo sia Elio e le storie tese) in una loro canzone definiva l’Italia ‘il Paese dei kaki’. Vuoi vedere che avevano ragione?
Spero fortemente di sbagliarmi, anche se credo che ormai noi italiani abbiamo toccato il fondo. (...)
Giulio Roveda
(Pizzighettone)

Bocciata la fusione Lgh-A2A
Spero che a rimetterci non siano i cittadini
Egregio direttore,
l’Anac di Raffaele Cantone ha inviato alla Corte dei Conti e all’Autorità per la concorrenza la delibera con cui ha bocciato l’acquisto da parte di A2A del 51% delle quote della nostra Lgh, con la causale secondo cui quella procedura doveva essere gestita con un bando pubblico e non a trattativa diretta, come invece è stato fatto. Ora, non entro nel merito dei singoli passaggi della vicenda o delle discussioni sulle competenze attribuibili a questo o a quell’attore dell’operazione ma voglio solo rilevarne due aspetti: uno relativo all’Anac e uno relativo all’amministrazione comunale. La proliferazione delle varie autorità di garanzia (l’Anac era stata costituita con grandi proclami da Renzi), come accade da diversi anni, non ha senso, e anzi risulta controproducente, se questi organismi non sono dotati di pochi e chiari poteri: l’Anac, infatti, non ha poteri sanzionatori o di divieto delle attività ma può solo segnalare la situazione ad altri enti che possono o meno assumere eventuali iniziative. Dall’altra parte, aldilà delle ragioni per cui l’amministrazione comunale ha scelto la trattativa diretta invece del bando pubblico e aldilà delle risultanze positive o meno dell’operazione in termini di bilancio comunale che non spetta a me valutare, resta il fatto che A2a, avendo la maggioranza del capitale sociale, potrà imporre a Lgh e agli utenti cremonesi tutte le condizioni contrattuali che riterrà giuste, senza nessuna possibilità di opposizione da parte nostra. Poiché in Italia è sempre difficile e lungo stabilire di chi è la colpa di queste scelte e chi deve pagare, come andrà a finire? Non voglio sembrare cinico ma ho l’impressione che, se i soci costituenti (Aem Cremona e gli altri minori) dovessero pagare sanzioni imposte dalla Corte dei Conti, dovremmo aspettarci qualche rincaro delle tariffe per gli utenti. Avrebbe detto Totò: ‘E io pago!’.
V. Montuori
(Cremona)

Medici e scrittori
Ricerche a Cremona, Ostiano e Soncino
Egregio direttore,
la ringrazio per la pubblicazione degli articoli. Nel frattempo ho proseguito le ricerche sui medici-scrittori, allargandole ad altre località del cremonese (Cremona, Ostiano, Soncino), e riscoprendo sempre nuovi protagonisti.
Inoltre ho approfondito l’episodio del ‘solfato indigeno’, a cui accennavo in una mia lettera, in cui elementi scientifici si mescolano a quelli politici, con l’intervento di numerosi medici famosi del tempo. La mole di materiale sarebbe più che sufficiente per la composizione di un libretto sull'argomento. Non mi risulta che ne esistano, almeno in tempi recenti.
Maria Fortina Mainardi
(Soresina)

La prevenzione della carie
È sbagliato limitarsi ad assumere fluoro
Gentile direttore,
riscontriamo la lettera del signor Zecchini pubblicata in data 17 marzo e vogliamo ricordare che la professione odontoiatrica si basa, per molti aspetti, su procedure terapeutiche orientate da linee guida e raccomandazioni cliniche, validate da evidenze scientifiche.
Sia il Ministero della Salute che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomandano, relativamente all’uso di fluoro per la prevenzione della carie in età evolutiva, l’applicazione topica tramite, ad esempio, l’utilizzo di paste dentifricie idonee (1000 ppm di fluoro), prestando massima attenzione affinché la quantità sia controllata, evitando un eccesso di somministrazione (fluorosi).
Rappresenta quindi una scelta ormai secondaria l’integrazione di fluoro tramite via sistemica (com’è la modalità utilizzata dal signor Zecchini).
E’ evidentemente di competenza del singolo odontoiatra, analizzata la situazione clinica e la collaborazione del paziente (in relazione all’età e al controllo della deglutizione) e in accordo con il genitore (se il paziente è minore), la scelta della corretta terapia.
Ricordiamo che la prevenzione della carie non può limitarsi ad assunzione di fluoro: sedute di igiene professionale, indagini radiografiche periodiche, istruzione e motivazione all’igiene orale domiciliare, sigillatura precoce dei solchi dei denti sono procedure che aiutano a ridurre l’insorgenza della carie o a diagnosticarla precocemente. Ad oggi specifichiamo inoltre che non è commercializzato alcun vaccino.
Concludiamo ribadendo che la visita odontoiatrica annuale rappresenta l’unico strumento atto a tutelare la salute globale del cavo orale: altre patologie oltre alla carie possono minare infatti l’integrità funzionale ed estetica del cavo orale, due fra tutte la parodontopatia (‘piorrea’) e il cancro del cavo orale, senza considerare l’importanza della diagnosi e della cura delle malocclusioni dentali, soprattutto in età evolutiva.
I dentisti ANDI, grazie al costante aggiornamento e alla volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla prevenzione, tramite vari strumenti (tra cui le pagine di questo quotidiano ed il sito andicremona.it), sono pronti e preparati a rispondere alle domande ed alle esigenze di informazione dei cittadini-pazienti.
Marco Zanesi
(Presidente ANDI Cremona unitamente all’Esecutivo Provinciale)

IL CASO
Passeggiata rovinata... ero impegnato a ‘schivare’ le deiezioni dei cani
Caro direttore,
la bella mattinata di sole dell’altro giorno ha invogliato un pensionato quale io sono ad una passeggiata sul lungo Po, in uscita dal cancello verso il fiume della canottieri Flora.
Il desiderio di cercare nuovi scorci per fotografare il paesaggio rivierasco di fine inverno tra i rami spogli degli alberi mi ha portato a percorrere la ‘pavimentazione di pregio’ di quel tratto di alzaia verso il mandracchio del porto canale. Però si è rivelato difficilissimo dedicare alle fotografie la dovuta attenzione, tutta impegnata com’era a schivare le cacche dei cani.
Leggo su ‘La Provincia’ che il nostro sindaco, in occasione dell’incontro al Boschetto con l’illustre concittadino Cottarelli, auspica, con una battuta veramente incisiva, che il civile comportamento dei cittadini faccia risparmiare all’erario pubblico la spesa per rimediare a simili situazioni provocate da comportamenti incivili. Allora non telefono in comune, ma scrivo al giornale un’accorata esortazione. Chissà che qualcuno dei responsabili dello scempio si converta. Certamente è indispensabile che la scuola e tutte le agenzie educative, la famiglia per prima, aiutino a tirar su dei cittadini migliori dei loro genitori e dei loro nonni. Il giornale è certamente una di tali agenzie.
Giancarlo Casella
(Cremona)
RISPOSTA Il suo è un appello alla buona educazione da ritrovare. Sottoscrivo. Nello specifico ricordo ai proprietari dei cani per esistono sacchetti e palette apposite per raccogliere le deiezioni dei nostri amici a quattro zampe.

LA POLEMICA
Odissea al passaggio a livello di Malagnino
Egregio direttore,
mi sia consentito un po’ di spazio (sperando di non essere troppo prolisso) per segnalare tramite le pagine del nostro giornale una situazione, oserei dire al limite della sopportazione, che da qualche tempo si viene a creare al passaggio a livello della stazione di Malagnino. Andando per ordine, circa 10/15 giorni fa venivo informato da conoscenti che si trovavano in sosta davanti alle barriere abbassate di detto passaggio a livello di aver atteso oltre cinquanta (50) minuti la loro apertura benché fossero transitati due convogli. Il 16 marzo 2018 alle ore 11 a passeggio col mio nipotino, notavo le barriere abbassarsi per l’arrivo di un convoglio merci il quale si arrestava correttamente (senza impegnare il picchetto limite del circuito di binario) al che le barriere avrebbero dovuto aprirsi su comando del Dirigente Centrale Operativo (DCO) in attesa di un treno regionale proveniente da Mantova che transitava alle ore 11,20 con arrivo a Cremona circa 10 minuti dopo, altra attesa poiché le barriere non si sono aperte. A questo punto da ex ferroviere sono venuto in possesso di alcuni numeri telefoni dei DCO di Milano che gestiscono la circolazione treni sulla tratta Mantova-Codogno per informarli del disservizio e della lunghissima coda di autovetture e veicoli commerciali che si era creata da ambedue le direzioni della strada provinciale che collega un centro commerciale e vari paesi limitrofi. La risposta è stata letteralmente: ‘Appena possiamo, le apriamo’. Nel frattempo transitava proveniente da Cremona un altro treno regionale diretto a Mantova e anche qui dopo aver raggiunto il picchetto di liberazione del circuito di binario, barriere chiuse; invitavo pertanto gli automobilisti a far uso dell’alternativa S. Felice o Pieve S. Giacomo perché stante così la situazione non si sapeva quando le barriere fossero state aperte. Proseguendo nell’odissea, un convoglio locale giungeva nel frattempo da Cremona direzione Mantova, liberato il circuito stesso risultato: barriere abbassate. Alle ore 12,05 ripartiva da Malagnino per Mantova il convoglio merci ed è allora che le barriere si sono aperte. Finendo: sessantacinque (65) minuti con Malagnino isolato. Aggiungo che questa situazione seppure con tempi di attesa inferiori si protrae da anni. Ai lettori, agli amministratori comunali e ai dirigenti Rete Ferroviaria Italiana (se mai la mia fosse presa in considerazione) ogni commento.
Giorgio Rampi
(ex capotreno FS)

Commenti all'articolo

  • sergio

    2018/03/21 - 09:09

    Ringrazio la pazienza di Giorgio Rampi che ha saputo dettagliare tecnicamente lo strazio al quale centinaia di persone sono sottoposte per colpa grave di RFI.

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