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Sabato 21 Luglio 2018

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Lettere al Direttore del 16 Marzo

Lettere al Direttore del 15 Marzo

Villa merli e il dossier ritrovato
Grazie a Caffi per la generosità
Gentile direttore,
ci sono molte ragioni per ringraziare Barbara Caffi del suo libro ‘Villa Merli, il dossier ritrovato’, che oltre a restituire a Cremona un pezzetto della sua storia, penoso ma prezioso per le coscienze di tutti, lo ha fatto piegando l’emozione ad una misura rara, restia ad aggiungere parole ad un orrore che si commenta da solo e delicata con il dolore che racconta. Ora però occorre ancora ricordare la generosità con la quale Barbara ha destinato parte del ricavato del suo libro a sostenere la disabilità grave qui a Cremona e perciò a nome della Fondazione ‘Dopo di noi: INSIEME’ che ha beneficiato della sua donazione, desidero rinnovare a Barbara la mia stima e la mia gratitudine.
Anna Laura Zappieri
(Cremona)
RISPOSTA Preciso che Barbara Caffi ha devoluto l’intero ricavato della vendita del suo libro in beneficenza: metà alla Fondazione Dopo di noi insieme e metà a Barjo Imé onlus che opera in alcuni villaggi dell’Etiopia del sud.

Droga, minorenne nei guai
Non aveva materiale per la pesatura
Egregio direttore,
rappresento, in forza di formale mandato, il minorenne citato nell’edizione del giorno 15 marzo, a pagina 2, sul quotidiano da lei diretto. In tale articolo, oltre ad illazioni del tutto prive di supporto probatorio sulla provenienza della somma di denaro rinvenuta in possesso del mio assistito, si asserisce che, nell’ambito della perquisizione domiciliare, sarebbero stati rinvenuti «materiale per la pesatura... e diversi barattoli di vetro, svuotati ma ancora con residui di ‘maria’». Atteso che, per converso, né l’uno né gli altri sono stati effettivamente trovati, onde tale asserzione risulta contraria al vero, con la presente, ai sensi dell’art. 8 della legge 8.2.1948 n. 47 e successive modificazioni, la invito ad inserire nel giornale l’opportuna e doverosa rettifica.
avvocato Federico Tresoldi
(Cremona)

Lettere, tagli e ingiustizia
Riflessione sui partiti lasciata a metà
Signor direttore,
a causa di uno sforamento di due righe dalle venti concesse, il mio scritto, pubblicato in data 13 marzo 2018, ha avuto un taglio più abbondante. Nella parte tagliata, riflettevo sul ruolo dei partiti, affermando che «a questi andrebbe riservato un compito, per nulla secondario, di promozione di idee e valori, financo quello di guardiani della democrazia, ma non di assassini della stessa». Concludevo affrontando il problema di una deformazione culturale visibile in ogni strato sociale, sostenendo che «la classe politica è innanzitutto specchio dei partiti che la compongono e, se qualche somiglianza esiste tra politica e popolazione, questa sta nella cultura parassitaria che spesso li accomuna, frutto di una disastrosa condotta clientelare che gli stessi partiti hanno deliberatamente diffuso». Al direttore del quotidiano che mi ospita contesto una applicazione del tutto arbitraria delle regole di questa rubrica. A taluni vengono permessi sforamenti chilometrici, ad altri, con rigore farmacistico, no. Questioni di importanza insignificante, ma il mio senso di giustizia non può fare a meno di reclamare. E questo (il senso di giustizia) è certamente più importante delle mie povere lettere.
Andrea Giacalone
(Cremona)
RISPOSTA Anzitutto mi consenta di ringraziare lei e tutti gli altri lettori che danno vita a questa pagina del giornale, segno di un rapporto quotidiano vitale e costante tra ‘La Provincia’ e il suo pubblico. Detto questo, sono convinto che nei suoi confronti non ci sia stata alcuna ingiustizia. E’ evidente che quando le pagine delle lettere sono due, lo spazio a disposizione di ognuna è maggiore. Cerchiamo di essere il più tempestivi possibile nella pubblicazione per non fare ‘invecchiare’ idee e concetti spesso legati all’attualità. Nel suo caso, la lettera era davvero molto lunga e la frase è stata tagliata perché ribadiva un concetto già espresso nelle righe precedenti, ricavando spazio da mettere a disposizione di altri.

Mente applicata alla guarigione
Vi propongo un esperimento
Signor direttore,
per la mente applicata alla guarigione, si può fare un piccolo ma significativo esperimento. Se vi capitasse quel male di stagione noto come influenza, abbiate l’accortezza di memorizzare la durata abituale di questa malattia che vi sia capitata in passato e provate a dimezzare mentalmente i tempi di durata. Ebbene noterete che i tempi si accorciano.
Lettera firmata
(Cremona)

A Cremona Solidale
Professionalità e grande umanità
Caro direttore,
le rubo poche righe per esprimere un ringraziamento a tutto il comparto medico infermieristico e capo sala del nucleo C della struttura riabilitativa Cremona Solidale, il quale con molta professionalità e umanità ha assistito mia madre. Se consideriamo che spesso si sente parlare di malasanità, io posso di certo dire ed affermare che per fortuna la buona sanità esiste ancora. Un ospite in una struttura di degenza ha bisogno assolutamente di umanità oltre che all’aspetto professionale: devo constatare e confermare l’eccellenza con cui è stata trattata mia madre: non posso quindi che ringraziare di cuore tutti infinitamente.
Loredana Razzetti Cattagnoli
(Cremona)

Stupro e rapina a Milano
L’umanità ha perso la ragione
Signor direttore,
(...)questa la cronaca. Periferia di Milano. Vittime due giovani fidanzati universitari, lui 23 anni lei 19. A bordo di una Punto prima della mezzanotte si recano in ‘camporella’, giusto per concedersi un poco di intimità. Improvvisamente dal buio compare un straniero armato di coltello e pistola (vera, falsa?). Fa scendere il giovane, lo minaccia, gli ruba cellulare e portafoglio, infine lo picchia selvaggiamente. Peggio di una bestia stupra poi la giovane davanti agli occhi del fidanzato. Infine fugge a bordo della loro auto lasciandoli a piedi. A fatica, violentemente scossi, quelle due vittime raggiungono le prime case. Ricovero in ospedale, denuncia ai carabinieri. Dicono che sarebbe stato un sudamericano ad aggredirli. Non se ne può più dell’ipocrisia della politica che interviene o non interviene a seconda se lo stupratore è un immigrato oppure no. Giovani o giovanissime violate nell’intimità, in balia di mostri, private della loro libertà, come carne da macello. Come se la vita di quelle giovani non avesse valore. Personalmente fatico a considerarli umani. Perversi, infami, vigliacchi, ecco cosa sono. Ma l’umanità sta perdendo la ragione?
Giorgino Carnevali
(Cremona)

Pagamento automatico
Progresso significa meno posti di lavoro
Egregio direttore,
in un supermercato della mia città hanno introdotto il pagamento automatico ed eliminato le cosiddette utilissime casse veloci. Il tutto all’insegna del progresso! Ma basta riflettere con un minimo di senso critico e di realtà per notare quanto segue: di fronte ad un molto ipotetico miglioramento del servizio ci saranno due conseguenze incontestabili.
1-diminuzione del personale cioè disoccupazione. 2- trasferimento ai clienti dell’espletamento di funzioni di cassa precedentemente a carico del servizio. Cioè lavoro gratuito.
Questo si chiama progresso. Del resto non è così nelle banche e in vari altri ambiti?
S. G.
(Crema)

Il micio è meglio del cane
Ecco perché  sono un gattofilo
Signor direttore,
da sempre sono un gattofilo, ossia un amico dei gatti, tanto sottovalutati rispetto al suo concorrente: il cane. È il loro carattere oltre la loro bellezza, la loro pulizia, che me li fa amare. Così amanti della libertà, così imprevedibili, tanto sinceri che non sanno mentire alla loro natura come fa l’uomo. Infatti quanti ladri, quante prostitute nate, che con l’intelletto si camuffano da galantuomini o da brave donne! Mentre il cane che è tanto amico dell’uomo, spesso lo usa per i propri fini: vedi il furbo mendicante che, seduto sul marciapiede con al fianco un cagnolino che tiene fra i denti il secchiello delle elemosine. Provate a farlo fare a un gatto! Gli direbbe, se potesse parlare: Ma va a lavorare!
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)

IL CASO
La gente scappava dai paesi retti dalla sinistra, dal fascismo no
Signor direttore,
a proposito delle discussioni se sia stata meglio la sinistra o la destra, vale la pena di rilevare alcuni fatti incontestabili. La sinistra ha operato talmente bene che in tutti i Paesi confinanti con l’Occidente, dove dominava, era costretta a trattenere i suoi cittadini con filo spinato e guardie armate pronte a sparare dato che i cittadini stavano talmente bene che in caso contrario sarebbero tutti fuggiti. Non ci risulta che gli italiani che vissero sotto il fascismo fossero trattenuti in Italia con filo spinato e guardie pronte a sparare a chi volesse fuggire. Vorrá pur dire qualcosa.
Alessandro Mezzano
(sandromezz@gmail.com)
RISPOSTA Non deve confondere il comunismo di stampo sovietico con la sinistra occidentale. Dovrebbe poi sapere che ogni regime mette il bavaglio ai propri oppositori e quando non riesce a zittirli cerca di eliminarli, all’interno e al di fuori dei confini nazionali. I servizi segreti degli Stati totalitari, non solo comunisti o fascisti, di norma agiscono così.

LA POLEMICA
Reddito di cittadinanza, ostacoli insormontabili

Egregio direttore,
la vittoria elettorale del Movimento 5 Stelle ha portato alla ribalta in questi giorni quello che è stata la chiave di volta del loro successo: il reddito di cittadinanza alimentando aspettative tali che al Sud si è verificato il fenomeno delle code ai Caaf per compilare i moduli necessari per accedervi. Ovviamente non esiste ancora nulla di concreto e vedremo nel proseguire della legislatura. Mi preme però osservare alcune cose in merito alla effettiva realizzazione di questo strumento di sostegno sociale del resto già presente in vari Paesi europei. Intanto credo che a fronte della crescente povertà del Paese, e soprattutto all’iniziare di quella rivoluzione tecnologica che porterà sempre più i robot a sostituire le persone nel lavoro, uno strumento di sostegno al reddito debba essere imbastirlo e trincerarsi dietro la scusa che non ci sono soldi quando non sappiamo nemmeno quanti miliardi di euro siano stati utilizzati per salvare banche decotte mi sembra poco serio davanti ad una povertà che ha assunto toni da emergenza sociale. Detto questo vediamo di cosa parla davvero il reddito di cittadinanza targato 5 Stelle. In primis prevede il potenziamento dei Centri per l’impiego che attualmente nonostante costino 1 miliardo di euro l’anno manovrano solo un misero 1% del totale degli impieghi. Un dato sconfortante che il Movimento conosce bene e proprio per questo vuole spendere (nel caso in cui riesca a fare un governo) altri 2,3 miliardi per il potenziamento dei Centri. E qui comincio ad avere qualche perplessità perché non ho mai creduto al potere salvifico del denaro e questi automatismi più denaro uguale più efficienza non credo si possano dare per scontati specie se si parla di pubblica amministrazione. Del resto, se così fosse, con il debito pubblico che ci troviamo avremmo dovuto avere una pubblica amministrazione con standard di qualità al livello della Norvegia, ma sappiamo tutti che non è così. Per questo trovano vita facile i detrattori della proposta pentastellata quando affermano che la misura è un incentivo all’ozio, peggio ancora, un incoraggiamento a lavorare in nero. Insomma da qualunque parte la si guardi la proposta del reddito di cittadinanza richiede una semplice premessa: una pubblica amministrazione efficiente che è la vera questione italiana e che non può essere risolta solo con strumenti di carattere monetario perché il senso del dovere, lo spirito di sacrificio e l’onestà non si comprano al mercato(...).
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)