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Martedì 25 Settembre 2018

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Lettere al Direttore del 23 Febbraio

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

C’è libertà di opinione
Non ho motivi di rivalsa contro il Pd
Egregio direttore,
rispondo volentieri alla cortese lettrice, signora Gina Giugni, che mi ha interpellato tramite questa rubrica.
Confermo che quanto ho scritto, dopo essermi documentato sui contenuti dell’accordo, rappresenta il mio pensiero. Pur essendovi anche aspetti positivi nell’accordo, ritengo (come del resto la CGIL) che venir meno a determinati principi e creare precedenti sia sbagliato e pericoloso. Dire cosa avrei detto o fatto al posto del Sindaco Galimberti mi sembrerebbe sbagliato perché ciascuno nel ruolo che riveste si prende, nel tempo dato, le sue responsabilità. Il ruolo istituzionale certamente e, in parte giustamente, induce spesso ad assumere posizioni più diplomatiche. Ma Democrazia è libertà di opinioni.
Vorrei però tranquillizzarla e informarla su due punti:
1) Non ho nessun motivo di ritorsione nei confronti del PD. Le mie critiche e i miei sentimenti li ho espressi nella lettera che a suo tempo ho scritto agli amici del PD e che ho reso pubblica. In essa specificavo le ragioni del mio dissenso rispetto alle politiche renziane (posizione che ho peraltro più volte espresso nelle assemblee pubbliche cui ho regolarmente partecipato), dichiarando altresì che mi auguravo (e tuttora mi auguro) che si possa presto tornare a collaborare e anche a riunirsi in un unico movimento, se e quando il PD ritroverà le ragioni delle sue origini. Ho partecipato alla nascita di questo partito con entusiasmo e l’ho sostenuto con lealtà fino a quando ho (politicamente) potuto.
2) Per quanto riguarda i ‘vari incarichi e onori’ di cui avrei usufruito, le ricordo che il Partito Democratico nasce nell’ottobre del 2007, quando io ero senatore, eletto come indipendente nella lista dei Democratici di Sinistra nella primavera del 2006. In precedenza ero stato Sindaco di Cremona, sempre come indipendente alla guida di una coalizione saldamente di centrosinistra. Il PD è stato il primo partito cui mi sono iscritto nella mia vita. Nel 2008, alle elezioni anticipate, le scelte delle candidature caddero su Luciano Pizzetti e Cinzia Fontana (per la prima volta si applicava la norma interna dell’alternanza di genere). Da allora sono stato semplicemente membro della Assemblea provinciale, senza altri incarichi nè responsabilità.
Paolo Bodini
(Liberi e Uguali)


Devono essere priorità
Migliorare le ferrovie e Po navigabile
Egregio direttore,
adesso che il clamore della sciagura ferroviaria di Pioltello si sta allontanando, e si stanno avvicinando le elezioni regionali e nazionali, ho un invito per i politici regionali e nazionali che verranno eletti. Quando si naviga, bisogna usare la bussola e non navigare a capocchia. Nel caso nostro, il fine e i porti da raggiungere sono l’ottimizzazione del collegamento ferroviario tra Milano (e gli aeroporti ) e Cremona, tra Bergamo (e Orio al Serio) e Cremona a binario unico, tra Brescia e Cremona a binario unico e tra Mantova e Cremona, utile per i mercati dei nostri prodotti e della nostra economia, per far arrivare celermente turismo musicale e gastronomico nella nostra città.
Ai politici dico:
1) legiferate per rendere navigabile il Po
2) intervenite per migliorare il trasporto ferroviario e legiferate per legare i premi di produzione dei dirigenti di Rete Ferroviaria Italiana al grado di soddisfazione della clientela. Come si fa? Attraverso l’attribuzione di stelle agli acquisti di prodotti come si fa sul web, pagando prima del servizio, poi mettendo le stellette di gradimento dopo l’acquisto mensile. Ne conseguono a fine anno i premi per i dirigenti. Provocazione? Cominciamo da qui.
Danilo Codazzi
ex AUT (Associazione Utenti Trasporti Milano e Brescia)


Dimentica il caso Embraco
Boldrini insegue fantasmi del passato
Gentile direttore,
in questi due giorni, ho letto due notizie che mi hanno particolarmente colpito.
La prima riguarda, purtroppo, la delocalizzazione della Embraco in Slovacchia, finanziata da fondi Ue (e quindi anche italiani), che comporta non solo la perdita di un altro pezzo del nostro patrimonio industriale, ma anche, e sopratutto, il dramma umano di quasi 500 famiglie rimaste senza lavoro.
La seconda il tweet, contemporaneo, di esultanza della Presidenta (sic!) della Camera, Laura Boldrini, alla notizia della revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini da parte del Consiglio comunale di Mantova.
È interessante notare che la nostra beneamata Presidenta sia più interessata alla caccia di fantasmi del passato che alla perdita di un così alto numero di posti di lavoro; disinteresse comunque perfettamente in linea al disprezzo che questa persona ha sempre avuto e dimostrato per l’Italia e il popolo italiano che le paga il suo lauto stipendio.
‘Se un uomo non è disposto a rischiare per le sue idee, o non vale nulla lui come uomo, oppure non valgono nulla le sue idee’. (E. Pound)
Davide Vacca
(Reggio Emilia)

Nel nome dell’antifascismo
Sbagliato ‘togliere’ la libertà di parola
Signor direttore,
che tristezza sentire il signor Gian Carlo Corada, professore di storia, insieme alle varie Boldrini e ai vari Grasso, usare le parole democrazia e antifascismo per togliere la libertà di parola agli altri, invocando regolamenti da sottoscrivere. Non servono i regolamenti, serve l’onestà intellettuale e, come presidente dell’ANPI, il professor Corada dovrebbe disconoscere tra i vari partigiani che hanno combattuto per la libertà dell’Italia, quelli che invece della democrazia auspicavano l’arrivo del ‘sol dell’avvenire’ e che per questo hanno tradito altri partigiani che avevano ben più nobili ideali.
In un’intervista fu chiesto a Paolo Mieli se, nella sua carriera giornalistica, avesse qualcosa di cui rammaricarsi. Rispose che ‘l’unica cosa era di non aver detto sempre tutta la verità’. Perché una verità smezzata è una bugia.
Mirella Canesi
(Pieve d’Olmi)


Basta seguire la cronaca
I metodi fascisti li usa la sinistra
Egregio direttore,
se, a detta della signora Boldrini, gli immigrati sono un ossessione per Salvini (dal dibattito su La 7 di qualche sera fa), per lei l’ossessione sono i fascisti, e ‘il razzismo che a suo dire alimentano’.
Ha torto Grillo allora quando ironicamente profetizza che i 5 stelle, una volta giunti al potere, «saranno i peggiori di tutti al mondo, i più cattivi». No, i peggiori di tutti, gli spettri antropofagi che risuscitano, secondo la suprema onniveggenza boldriniana, sono ‘i neofascisti che stanno rialzando la testa’.
Cosa vuole che siano a confronto, caro direttore, quei bravi autonomi di sinistra, comunisti di razza o simpatizzanti, che in nome della pace e dell'antifascismo mettono a ferro e fuoco le città come successo a Cremona, quale prova della loro mirabile coerenza ideale, o che malmenano le forze dell’ordine mandandole all'ospedale... come successo recentemente a Piacenza e a Bologna? E infatti della loro violenza e dell’odio ideologico che l’alimenta, l’illustre signora marchigiana non ne ha parlato, leggendo il resoconto giornalistico della sua serata, nè mi risulta che sia costituzionalmente predisposta a farlo.
Dare del fascista con tono sprezzante come i sinistri sono soliti fare verso chiunque a destra cavalchi posizioni molto lontane dalle loro, è molto grave perché oltre ad essere falso in tanti casi (vedi Meloni, Salvini...), rappresenta uno squallido e verbalmente violento modo per attaccare e generare odio verso l’avversario che non si è in grado di affrontare dialetticamente, sul piano delle argomentazioni, dei contenuti, e quindi espressione di un rabbioso e profondo vuoto ideologico ma soprattutto di una sorta di riedizione della ‘caccia alle streghe’ di medioevale memoria, che è tutt’altro che un messaggio d’amore, e i cui frutti si vedono nelle numerosissime azioni di violenza che gli estremisti di sinistra agiscono nei confronti di chiunque, a torto o a ragione, possa essere identificato con un fascista, e, per estensione, verso chiunque altro capiti a tiro nel corso delle loro mirabili gesta.
È di qualche sera fa la notizia dell'aggressione a Palermo di un esponente di Forza Nuova, legato mani e piedi e selvaggiamente pestato, e non abbiamo dimenticato che le violenze di Cremona di qualche anno fa, erano state scatenate da una vigliacca aggressione di esponenti dei Centri Sociali ad un esponente di Casapound, nè abbiamo dimenticato le numerose aggressioni ai banchetti della Lega in città, o alla sua sede in centro. Quindi la recente aggressione alla Meloni in quel di Livorno e l’impedimento alla stessa, da parte del sindaco di Pontedera, di svolgervi un comizio.
Insomma, la Boldrini predica male e raccoglie frutti coerenti perché gli episodi che ho sommariamente descritto chiariscono bene chi sia ad usare ‘metodologie fasciste/oscurantiste’, ovvero ‘a seminare odio’ nel confronto politico.
Dall’altra parte, invece, non vedo cosa ci sia di violento, ovvero di fascista e razzista nel chiedere ad esempio che gli immigrati non meritevoli di stare nel nostro Paese, e dediti in larga misura alla delinquenza, siano rimpatriati e paghino in proporzione ai danni che cagionano. (...)
Lettera firmata
(Cremona)


Qualcosa è andato storto
I poteri economici più forti della politica
Caro direttore,
essere super partes non significa far sempre finta di niente, ma vuol dire prima di tutto essere inter partes e annotare le devianze. Vedo su facebook uno schema in cui da due punti equidistanti inizia la storia dei due maggiori partiti del recente passato con rispettivamente Don Sturzo e Antonio Gramsci, per continuare con Alcide De Gasperi e Aldo Moro da una parte e con Palmiro Togliatti ed Enrico Berlinguer dall’altra. Finché si giunge all’unione, al congiungimento piddino raffigurato da Prodi, Letta e Renzi (io aggiungerei Napolitano) con questa scritta: ‘Qualcosa è andato storto’. Come dire che pur con le più nobili, inestimabili premesse due percorsi virtuosi si sono interrotti. Ebbene cosa è successo? Cosa e come è andato storto?
È stato quando la finanza e affini, si è impadronita della politica. Quando cioè il capitale si è mostrato più intraprendente di quanto immaginava Marx. Il quale non aveva pensato che la stragrande maggioranza degli anticapitalisti ama il denaro e il potete come tutti gli altri e per esso è disposta a mettere nel cassetto gli ideali.
Quando cioè la classe politica ha barattato se stessa in cambio dell’assegnazione dei posti di potere con il dovere di assecondare le richieste e i disegni di chi lo ha concesso. E cioè i poteri economici più forti.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)


Votare è un diritto-dovere
Avremo scenari tristi? No, abbiamo già dato
Signor direttore,
le destre dicono mai con la sinistra. La sinistra dice mai con la destra, dimenticando che da sola la sinistra non ha mai vinto. Ascoltando i loro propositi viene da pensare che passata la tornata elettorale avremo scenari tristi. Come diceva quello ‘con il bello verrà il bello’ e dopo aver dichiarato guerra ci ha consegnato le tessere annonarie, ossia il razionamento dei viveri grammi giornalieri e grammi settimanali. Votare è un diritto-dovere di tutti, la spesa è uguale ma il risultato può essere diverso. Quando non si poteva votare la gente lo desiderava. A coloro che inneggiano al regime fascista vanno ricordate le parole pronunciate in Parlamento il 3 gennaio 1925 dal duce a chiusura della questione morale (delitto Matteotti): ‘Se il fascismo è una associazione a delinquere io solo sono il capo’. Quelle parole servono anche a coloro che giudicano l’operato dell’allora capo ‘costituzionale’ dello Stato re Vittorio Emanuele III di fronte a quelle minacciose parole. In tanti l’hanno applaudito (per aver messo in riga un popolo stremato da quattro anni di guerra e semianalfebetismo) ma nessuno è venuto a vedere che metodi ha usato. I metodi che ha usato mi sono stati ricordati da coloro che ne hanno fatto le spese. Perché non dovrei dirlo?
Angelo Rosa
(Viadana)


Ci sono pro e contro
Cambiare idea va bene. Ma con moderazione
Signor direttore,
potrei anche in parte condividere il concetto di coloro che affermano che chi non cambia mai idea è perché in fondo in fondo non ne ha e quindi dimostra palesemente che è poco intelligente.
Ma anche chi, per convenienza, applica sovente la variazione delle proprie idee, non è che lo sia più di tanto e appare agli occhi della gente un miserabile furbo, ed è solo una mente che mente, e che fa della menzogna la sua bandiera.
Pietro Ferrari
(Cremona)

IL CASO
Trasporti pubblici gratuiti per battere l'inquinamento: un'idea interessante

Egregio direttore,
è di questi giorni la notizia che in Germania qualcuno ha avanzato l’idea di rendere gratuiti i trasporti pubblici per contrastare l’inquinamento urbano ‘da polveri sottili’ (quest’ultima specificazione virgolettata è d’obbligo, ma per spiegarne il motivo ci vorrebbe un’altra lettera). Il Governo tedesco ha subito minimizzato, dichiarando che si è trattato soltanto di un’ipotesi, ‘buttata lì’ da qualcuno: ‘Sta alle singole città stesse decidere se vogliono fare questo test, pare abbia dichiarato infatti il Ministro all’Ambiente’. ‘Le città devono venire da noi con la proposta del trasporto pubblico locale gratuito, poi vedremo se sarà fattibile’. Una sorta di dichiarazione di sfiducia preventiva, ma, se qualcuno volesse provare? Non mi pare un buon approccio: o l’idea è buona oppure no. Io penso che l’idea non sia soltanto una buona idea, ma anche un’idea di giustizia e pure efficace; ne scrissi pubblicamente nell’ormai lontano 15 febbraio 2005 ed è per me singolare ricordarla, se vorrà, pubblicamente esattamente dopo tredici anni, leggendo che qualcun altro al mondo l’ha pensata, e pure ai massimi livelli della potente Germania, anche se ‘per prova volontaria’! Pensando poi che siamo in piena campagna elettorale regionale, magari l’idea può dare nuove ispirazioni, anche per ‘cambiare un po’ la solita musica’.
Il trasporto pubblico è nato, agli inizi del XIX secolo per dare ai cittadini che non potevano permettersi di sostenere la spesa di un proprio mezzo - la possibilità di spostarsi all’interno di città sempre più grandi e caotiche. Oggi il trasporto pubblico deve compiere un altro scopo: ridurre l’uso del mezzo privato per tutelare l’aria e per rendere più vivibili e salubri le città, limitare il degrado dei monumenti e del sistema nervoso dei cittadini! Il trasporto pubblico, quindi, è una attività di ‘depurazione dell’aria’ a vantaggio dell’intera collettività.
L’Unione europea, ormai da tanto tempo, ha stabilito che le azioni per la tutela e il corretto sfruttamento di un bene naturale devono seguire il principio di solidarietà, per il quale tutta la comunità deve sostenerle perché ogni cittadino trae beneficio. Per l’acqua, ad esempio, è da tempo che ogni contribuente sostiene la spesa sia per l’uso che per la depurazione. Nel campo dell’inquinamento atmosferico delle grandi città avviene il contrario: la spesa del trasporto pubblico, che concorre a tutelare la qualità dell’aria (‘fumosi e rumorosi’ mezzi pubblici permettendo), è sostenuta solo da quei cittadini che lo utilizzano, pagando il biglietto: ‘virtuosi e spremuti’.
L’approccio coerente è, invece, il gravare i costi del trasporto pubblico su tutti i cittadini che respirano, e fornire al sistema mezzi agili, frequenti, efficienti e gratuiti, sui quali ognuno possa liberamente salire e scendere a piacere, senza l’assillo e la spesa del biglietto. È evidente che le necessarie risorse non possano che giungere a scala regionale, con una nuova tassa, con opportuni meccanismi di equità (cioè, ad esempio, legata al consumo di carburante o al numero di accessi nel centro urbano). Una tassa in più? Idea certo infelice, soprattutto in campagna elettorale. L’inquinamento già comporta costi elevati ma, guarda caso, solo a quei cittadini confinati nelle aree urbane maggiori, perché non hanno avuto l’idea, o la possibilità, di ‘spostarsi’ nei paesi circostanti, come molti fanno per poi portare ogni giorno in città aggiungendo auto su auto. Una tassa, che come tale dovrebbe essere ‘equa e per tutti’, porterebbe alla corretta applicazione del principio di solidarietà, base dello sviluppo sostenibile. A chi eccepisce che tutto ciò sia contrario al processo di privatizzazione dei servizi pubblici, dovrebbe dimostrare quali vantaggi reali siano giunti ai cittadini dalle privatizzazioni già compiute! Chi teme di vedere rallentato il mercato dell’auto, già pronto ad inondarci con i nuovi modelli ‘certificati Euro n...’, vede l’idea come inapplicabile: tutto ciò che, in Italia, minaccia il mercato dell’auto è, ad ogni costo, da contrastare? Anche in Germania? Spero che qualche città tedesca voglia fare la prova: chissà che non dimostri nella realtà quanto buona sia questa idea. Chissà...
Lettera firmata
(Cremona)
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Tutti i cittadini, anche quelli che non utilizzano i trasporti pubblici e che quindi non acquistano il biglietto, devono contribuire economicamente al servizio il cui potenziamento - a discapito dell’utilizzo delle auto private - migliora la situazione dell’ambiente. Quindi: via il biglietto, servizio di trasporto pubblico ‘gratuito’ che viene sostenuto da una tassa ovviamente pagata da tutti. La sua proposta non è proprio popolare, visto che introduce una tassa, ma si fonda su un dato di fatto reale: l’aria è un bene di tutti e tutti devono contribuire a mantenerla pulita. Ho qualche dubbio sulla fattibilità del progetto ma a tal proposito credo che sarà molto interessante seguire l’esito della proposta avanzata in Germania.

LA POLEMICA
La cura dell’ambiente diventi un impegno politico

Caro direttore,
l’altro giorno stavo passeggiando lungo la Morta con il mio cane Nero. Ammiravo con entusiasmo la natura che stava cercando di riprendersi la discarica, il famoso argine. La natura lottava contro la stupidità umana, questo era il mio pensiero, alla vista di quella rigogliosa flora. Davanti a me si elevava la mole immensa dell’ex discarica. Nero ne era intimorito. Suvvia pensai, mio caro amico, a Cremona si fa anche peggio di questo. Il pensiero poi balzava a questo manufatto, l’argine discarica, alla sua intima natura. Chissà cosa nasconde al suo interno? Decenni di rifiuti, scarti, lacerti di una società opulenta ma ammalata di individualismo. Oppure custodisce solo dei reperti archeologici in attesa di essere scavati. Chissà... Dopo questa amena e salutare passeggiata rientrato a casa mi sono recato nel mio studiolo. Nero si è appollaiato sotto la solita finestra che da su via Beltrami. Ho aperto la mia vecchia libreria, che acquistai a Milano nel 1962, e con mia sorpresa vi ho scovato nel cassetto questa fotografia cremonese, degli anni ‘70. Una bella fotografia del Bodri di San Rocco con lo sversamento dei rifiuti.
Ora sono passati tanti anni e forse per un mio senso di colpa (alcuni rifiuti gettati nel Bodri sono certamente miei) mi chiedo: quando la politica cremonese si interesserà alla cura dell’ambiente in modo serio? Cura dell’ambiente, questo concetto che nessun candidato, in questi giorni di concitati comizi, cita mai. Il fiume Po oramai lontano dalla città, tra poco tagliato fuori totalmente dalla vista dei cremonesi grazie alla nuova Strada Sud, ennesima violenza carnale alla ragione e al buon senso. Certo alla fine saranno contenti i residenti di via del Giordano che avranno il traffico raddoppiato, le case svalutate e la somma beffa dall’accorgersi che in uscita da Porta Po verso via San Rocco nessuno prenderà il nuovo stradone ma tutti la vecchia stradina, più corta, diretta e comoda. Del resto quando una scelta urbanistica viene decisa non dai dati e dagli studi ma dagli interessi dei politici cosa dobbiamo aspettarci (in cremonese le chiamiamo ‘beghe’). Ma contenti loro, contenti tutti. Potrei citare altri mille interventi previsti che distruggeranno l’ambiente nei prossimi due o tre anni favoriti da un PGT che più mediocre di così non si può concepire. Mi accontento però di concludere con una battuta: i tempi cambieranno quando i politici la smetteranno di scrivere libri con il titolo altisonante de ‘La mia Terra’ e passeranno a un meno orgoglio ma più utile ‘La nostra terra’. Meno individualismo. più spirito comunitario e ritorneremo ad essere una nazione civile.
Anton Maria Morelli
(Cremona)

Ne parlo con...

Il caso Centropadane
Per mesi ha ignorati i miei documenti, Toninelli si sveglia ora, con colpevole ritardo

Gentile direttore,
ottimi gli argomenti del signor Toninelli a proposito del passaggio di CentroPadane al gruppo Gavio pubblicato da voi il giorno 21 febbraio.
Rammento al deputato pentastellato che il giorno 17 aprile 2017, quindi quando non si era ancora fissato il giorno delle elezioni politiche, avevo inviato al suo indirizzo mail della Camera dei deputati, uno scritto in cui descrivevo per filo e per segno la situazione di grave debito dell’autostrada in questione, con tutta una serie di anomalie da me progressivamente denunciate tramite lettere a questa rubrica che voi gentilmente mi avete sempre pubblicato.
Tutti questi scritti sono stati inviati al deputato Toninelli al fine di renderlo edotto e affinché intervenisse per sanare o per lo meno facesse sentire il suo peso su una situazione appartenente al suo territorio che lui come membro istituzionale rappresenta.
Purtroppo mio malgrado e di tutti i cittadini locali, nessuna risposta è giunta e ovviamente nessun interessamento da parte del deputato in questione, e noto che solo ora che si è in campagna elettorale (fuori tempo limite) Toninelli interviene pesantemente su CentroPadane, per ragioni ovvie, mentre in precedenza rispetto ai miei solleciti nulla, nè una parola, nè una risposta, almeno per gentile cortesia.
Prevedo le solite scuse di prassi argomentate col fatto che gli impegni sono tanti, che nessun addetto stampa l’ha avvisato, o che non gli è giunto nulla. Il sottoscritto può documentare tutto ed ovviamente per ragioni di privacy non posso pretendere che gli scritti vengano resi pubblici. Quindi attendo con pazienza una risposta e le opportune giustificazioni di Toninelli augurandogli buon lavoro e una buona campagna elettorale.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

Caro direttore, un bell'esempio di mimetismo sulla mia terrazza in pieno centro a Cremona: un oleandro ospita la mantide religiosa.
Claudio M. Danzi
(Cremona)