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Lunedì 10 Dicembre 2018

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Lettere al Direttore del 19 Febbraio

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Via Giordano-strada sud
Altro cemento non è la soluzione
Egregio direttore,
2011-2018, Strada Sud a Cremona: la partita è ancora aperta!
Il pericolo di una nuova strada con grande impatto sull’ambiente e sulla salute dei cremonesi e nessuna soluzione dei problemi di traffico... anzi, ben prevedibile aumento dello stesso, con impatto innanzitutto sui residenti che si troverebbero ‘chiusi’ tra due strade. La nuova strada sarebbe ben presto colonizzata da nuovi insediamenti (anche commerciali) con aumento del traffico, non sarebbe più una strada di ‘alleggerimento’ della pressione su via Giordano, ma una vera e propria nuova arteria. Vanno fatte sicuramente delle scelte per cambiare l’attuale situazione della parte sud della città, ma la soluzione non può essere la condanna a nuovo cemento, nuovo inquinamento, nuovo traffico... pertanto, invitiamo tutti i cittadini, non soltanto quelli della ‘zona Sud’ di Cremona, a informarsi, documentarsi, riflettere e soprattutto esprimere la propria scelta al referendum tenendo presente che l’ambiente e la salute sono valori assoluti e collettivi, che non bisogna svendere con superficialità o delegando ad altri le decisioni.
Associazione UNA Cremona
(Uomo-Natura-Animali)


I rimborsi del M5s
Tra furbi e accuse il fascino del denaro
Signor direttore,
non è di alcun conforto sapere che accade in ogni nazione del mondo, non solo in Italia. Se si fossero nel tempo censiti i comportamenti censurabili se non addirittura penalmente rilevanti della classe politica di ogni livello: sindaci, assessori, consiglieri, governatori vari, onorevoli e senatori, non basterebbero le biblioteche della capitale a contenere i vergognosi tomi. Purtroppo ci risiamo con i soliti cori accusatori degli onesti di turno (è una ruota che gira) e gli indici puntati contro il colpevole del giorno. L’innocente passatempo dello yo-yo sembra essere tornato di moda dopo altalenanti assenze, ma nelle mani sbagliate non è più così divertente; se ne sono infatti servite le solite ‘pecore nere’ o ‘mele marce’ (noi cittadini le definiamo invece da sempre!) che come al solito ci viene ribadito non devono comunque fare di tutta l’erba un fascio. La versione aggiornata del gioco consiste nel far tornare con soddisfazione nelle proprie tasche quanto sembrava irrimediabilmente perso, grazie all’utilissimo elastico in dotazione. Stavolta è toccato al Movimento 5 stelle: in barba alla lodevole direttiva centrale, alcuni ‘onorevoli’ si sono recati con encomiabile celerità in banca, ad annullare il noto bonifico vanto della formazione eseguito il giorno precedente, del quale si pubblicava però copia dell’avvenuto versamento a riprova della propria onestà. Altro furbesco uso del vetusto balocco fu fatto tempo prima di questo ultimo e contenuto exploit: ‘Le parole sono importanti’ affermava arrabbiandosi Nanni Moretti, e infatti bastò ridefinire come ‘rimborso elettorale’ il defunto ‘finanziamento pubblico ai partiti’ per riavere dalla porta ciò che era fuggito dalla finestra. Indigniamoci ‘ad libitum’ quindi, ma non stupiamoci che avvenga anche in politica ciò che accade in ogni ambito umano: non sono solo le buone intenzioni a guidarci, ma ci tenta sempre lo spietato pifferaio cui riesce difficile ai più sensibili non accodarsi perché il denaro è dotato di un fascino irresistibile e comunque parafrasando, un celebre detto sbugiardato però fortunatamente dalla maggioranza degli italiani: ‘l’omo è omo e ha da rubbà’!
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


Il presepe regalato
Un dono inatteso da una persona unica

Egregio direttore,
il 31 gennaio, mentre mi trovavo in città per alcune commissioni, capitai casualmente al museo del Cambonino durante il disallestimento della mostra dedicata ai piccoli presepi. Nell’occasione fui colpita da due piccole opere in terracotta dello scultore Claudio V. Per una fortunata coincidenza l’artista era proprio lì! Con un po’ di sfacciataggine, come mio solito, gli dissi in via semischerzosa di poterne avere uno in regalo, di certo senza nutrire molte speranze. Con mio grande piacere, l’artista andò oltre la mia richiesta donandomi d’istinto entrambe le sue opere. Meravigliata dal suo modo di essere, garbato e generoso, semplice e buono, lo voglio ringraziare dalle pagine di questo giornale perché al giorno d’oggi è sempre più raro trovare persone come lui.
Rosamaria Rossi
(Cingia de’ Botti)


La politica non ha colpe
Partiti e movimenti sono arroganti
Egregio direttore,
l’indignazione per l’arroganza della politica, per assurdo, mi rincuora; al capezzale di un malato, il medico, prima di diagnosticarne la malattia, deve vederne i sintomi. Non mi stanco di pensare che la malattia della politica italiana ha radici molto profonde, che affondano fino all’epoca dei Costituenti che, secondo una visione partito-centrica che caratterizza tutto il testo costituzionale, da un lato attribuivano ai cittadini il diritto di ‘determinare la politica nazionale’, e dall’altro subordinavano questo diritto all’atto di ‘associarsi liberamente in partiti’, negando, ad eccezione del voto, ogni altra forma – individuale – di partecipazione democratica. Una forzatura intollerabile, soprattutto se associata all’esercizio dei diritti civili fondamentali, che la Corte Costituzionale, con sentenza n. 69 del 1962, giudicava alla stregua di violazione di libertà personale, realizzata tutte le volte in cui si costringono ‘gli appartenenti a un gruppo o a una categoria ad associarsi fra di loro’. Secondo una sensibilità condizionata dall’esperienza fascista e in una visione marcatamente collettivista, si nota come lo sforzo democratico dei Costituenti fosse unicamente teso a garantire la coesistenza di una pluralità di partiti, piuttosto che ad assicurare la centralità del demos, inteso come insieme di individualità ed intelligenze. L’equazione, imposta dai Costituenti ai cittadini, equiparava le aspirazioni dei cittadini a quelle dei partiti, in una presunzione inaccettabile che costituisce l’essenza della malattia. Ai partiti venivano affidate le sorti della stragrande maggioranza di cittadini che, vuoi per limitazioni previste dalla stessa Costituzione, vuoi per una libera, non sindacabile scelta, non ne erano iscritti. La politica non è arrogante, sono i partiti e i movimenti ad esserlo, resi prepotenti dalla convinzione di essere organici alla struttura, e quindi, malgrado tutto, inevitabili. I grandi movimenti culturali, che hanno riempito le piazze negli anni 60, hanno la volontà di ribellarsi? Oppure sono, ora come allora, semplici marionette di un sistema che non farà mai nulla per limitare i propri abusi? Sempre ammesso che gli ideali di democrazia siano meritevoli di riempire le piazze quanto le libertà etiche e sessuali.
Andrea Giacalone
(Cremona)


E l’Italia invecchia
Famiglia, troppe tasse. Fare figli è impossibile
Egregio direttore,
leggo dai giornali: ‘Gli italiani non fanno figli’ meno male che ci sono gli immigrati. Da quando c’è il Pd al governo non è mai stata fatta una politica seria a favore della famiglia italiana ma, solo politiche a favore degli immigrati. Prima il Pci ora il Pd, non sono mai stati per la famiglia tradizionale ma per le convivenze. La famiglia deve subire i cumuli di redditi e pagare solo tasse, la convivenza non chiede i cumuli di reddito. Questa è la politica della famiglia (è solo il primo esempio), chi può fare i figli in queste condizioni? Almeno, cerchiamo di essere seri e non prendere per i fondelli gli italiani.
Cesare Forte
(Oradea - Romania)


Verso il voto del 4 marzo
Si rischia di scegliere il ‘meno peggio’
Signor direttore,
si va al voto. Di un governo e di un parlamento non possiamo fare a meno. Ma tu pensi davvero che l’uno o l’altro potranno essere la soluzione al disastro in cui viviamo? Rammenta direttore, e dobbiamo averlo ben chiaro, che la scelta del 4 marzo non sarà una scelta ‘per il meglio’, bensì una scelta per il ‘meno peggio’. Vale a dire sceglieremo il ‘male minore’, andremo a votare in stato di necessità, altro che raccontarci che la ‘luna è una formaggia’! Bisognerà scegliere partiti e persone. Col cuore in mano credimi, che mai come in codesta tornata elettorale mi sono sentito spiazzato, indeciso, confuso, con in pugno quasi nessuna sicurezza e garanzia del futuro. Eppure l’anagrafe non mente la mia condizione di diversamente giovine, soprattutto le innumerevoli tornate elettorali alle quali sempre ho testimoniato la mia preferenza. Dunque un poco sgamato lo sarò pure stato! Bianchi, rossi, verdi, azzurri e compagnia briscola, tutti i giorni davvero se la cantano e se la suonano. Peccato che restano stonati! Vuoi che ti faccia un elenco delle categorie vergognose che tengono soggiogate la nostra madre patria? No, te le risparmio!
Stiamo accumulando un debito della mamma santissima, come Stato e come popolo. Ce lo meritiamo? E quando lo estingueremo? E allora che faccio? Forse mi consigli l’astensione? No, non consigliarmela va là, a mio avviso non è una soluzione. E allora dici che andiamo a votare tappandoci il naso? Dalle parti di noaltri affermerebbero a ragion veduta che l’è tutto un cincel, un rebelòt! Alla fin della fiera, ti prego, non rispondermi ‘Io son d’accordo con lei’ (ovvia la battuta!), perché il nostro avvenire (quello di tutti noi) ci appare da subito talmente compromesso che non è mai stato sicuro neanche il nostro presente. Piuttosto (colta al volo) chiedimi se sono felice. Ti rispondo subito: ‘Si, ma soltanto un istante della mia giornata’. E voi direttore? Mettetevi di buzzo buono va là, e provateci almeno quell’istante. La felicità ha perso forza e anche un poco di senso.
Giorgino Carnevali
(Cremona)

IL CASO
Pneumatici abbandonati nei campi mancanza di controlli da anni



Egregio direttore,
nella discarica a Cremona in via san Rocco, c’è il cassone apposito per i copertoni (nella foto) ma cosa c’è di più bello che buttare i copertoni nei campi? Il decreto ministeriale n. 82 del 2011 stabilisce che lo smaltimento delle gomme è obbligatorio e il loro abbandono è un reato. gli enti preposti - Comune, vigili urbani guardie ecologiche, polizia provinciale magistrato del po, Lgh, linea gestione SRL ecc - come al solito non vedono quasi mai nulla... E poi dovrebbero fare la segnalazione compilare la pratica, redarre il verbale avvisare gli addetti per la rimozione ecc.. Ma chi me lo fa fare... Prima o poi qualche volontario come tutti gli anni, li porterà in discarica o forse speriamo di no, qualche piromane li brucerà inquinando l’ambiente.
I pneumatici usati, per chi non lo sapesse, si possono riciclare per il sottofondo del manto stradale e altri impieghi previsti dalle leggi vigenti, ma come al solito il cittadino vede quello che dovrebbero vedere gli enti preposti, ma questi da molti anni sono ciechi e talvolta anche sordi.
Elia Sciacca
(Cremona)
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Concordo con lei sulle lungaggini della burocrazia, dissento sulle accuse generiche e un po’ qualunquiste che avanza. Detto questo il rispetto dell’ambiente è una cosa seria e chi abbandona qualsiasi cosa nei campi è un incivile da perseguire.

LA LETTERA
Europa più povera, la ripresa latita, il rebus dell'euro

Egregio direttore,
mentre imperversa la campagna elettorale con i suoi riti e le sciocchezze enunciate da tutte le parti venerdì Bloomberg ha pubblicato la sua statistica annuale sulla miseria nei 66 Paesi più sviluppati nel mondo il cosiddetto Misery Index. L’indice non presenta grandi novità al primo e secondo posto appaiono come negli scorsi anni Venezuela e Sud Africa, abbiamo però per la prima volta tra i primi 10 la Grecia e la Spagna, la Grecia (quinto posto) con il 21% di disoccupazione (41% quella giovanile) e la Spagna (ottavo posto) 17% di disoccupazione (21% quella giovanile). Fa impressione vedere due Paesi della progredita Europa scivolare a poco a poco verso i Paesi in via di sviluppo e la cosa appare ancor più tragica perché nella vulgata europeista questi sarebbero Paesi considerati ‘in ripresa’ grazie ai fiumi di denaro profusi in questi ultimi cinque anni da Bruxelles. E se vogliamo mettere il dito nella piaga sono anche Paesi facenti parte dell’euro quando in fondo al Misery Index e cioè coloro che stanno meglio ci sono Norvegia e Danimarca che pur essendo Europa hanno conservato la loro moneta. In Italia, che si trova comunque al tredicesimo posto (non certo in una posizione idilliaca), è consolidata la convinzione che fuori dall’euro e dall’Europa sarebbe comunque peggio: inflazione, debito, svalutazione renderebbero l’economia molto peggiore di quella attuale. Si dovrebbe però cominciare a prendere in considerazione l’ipotesi che, se il trend non s’inverte, l’economia da Paese del terzo mondo la si raggiunge comunque, all’interno dell’euro, anche se più lentamente e a questo punto, sempre per onestà intellettuale, bisognerebbe chiedersi perché nell’euro, toccato il fondo, ci dovrebbero essere più possibilità di risalita che fuori. C’è speranza che prima del 4 marzo si possa parlare seriamente di questo argomento e cioè se la moneta unico sarà in futuro elemento di sviluppo o addirittura sottosviluppo? Se l’euro e l’Unione Europea sono un bene perché Francia e Spagnascivolano verso la povertà? L’idea che grazie all’eEuro e all’Unione Europea sia diminuita la conflittualità all’interno dei Paesi dell’unione e tra Paesi stessi continua ad essere vera visto il rafforzarsi sistematico dei cosiddetti ‘populismi’? Esistono ‘piani B’ di uscita dall’euro nel caso la situazione precipitasse? E da ultimo si può essere amici ed europeisti senza l’euro?
Sono tutte domande che meriterebbero una chiara risposta da parte delle forze politiche perché è da queste risposte che si gioca il futuro dei nostri figli e non sui versamenti fatti o non fatti al fondo per le piccole imprese dagli onorevoli grillini.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

Commenti all'articolo

  • sergio

    2018/02/22 - 10:10

    Vorrei invitare tutti quelli che vogliono evitare la Strada Sud a proporre alternative meno impattanti. Comunque credo che un comune abbia i mezzi per vincolare l'area evitando ulteriori insediamenti commerciali (che a Cremona non mancano. Proprio no!)

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