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Mercoledì 20 Giugno 2018

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Lettere al Direttore del 18 Febbraio

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Pneumatici nei campi
Gettarli è reato ma nessuno controlla

Egregio direttore nella discarica a Cremona in via san Rocco, c’è il cassone apposito per i copertoni, ma cosa c'è di più bello che buttare i copertoni nei campi? Il Dm n. 82 del 2011 stabilisce che lo smaltimento delle gomme è obbligatorio e il loro abbandono è un reato. Gli enti preposti — Comune, vigili urbani guardie ecologiche, polizia provinciale magistrato del Po, Lgh, Linea Gestione srl eccetera — come al solito non vedono quasi mai nulla, si sta così bene al calduccio negli uffici perché dovrei uscire a prendere freddo? E poi devo fare la segnalazione compilare la pratica, redarre il verbale avvisare gli addetti per la rimozione eccetera. Ma chi me lo fa fare, per quei 4 soldi che mi danno, prima o poi qualche volontario come tutti gli anni, li porterà in discarica o forse speriamo di no, qualche piromane li brucerà inquinando l’ambiente in modo deleterio. Gli pneumatici usati per chi non lo sapesse, si possono riciclare per il sottofondo del manto stradale e altri impieghi previsti dalle leggi vigenti, ma come al solito il cittadino vede quello che dovrebbero vedere gli enti preposti, ma questi da molti anni sono ciechi e talvolta anche sordi.
Elia ​ Sciacca
(Cremona)


Un consiglio a Mattarella
Grazia a Berlusconi. Serve alla democrazia
Signor direttore,
considerando che la legge è uguale per tutti, sembra possibile che Berlusconi, leader di un gran partito, non possa candidarsi alle elezioni?
E se poi la Corte Europea lo dichiara innocente, che si fa, si torna a votare? Se fossi al posto del presidente Mattarella gli concederei la grazia, non tanto per lui ma per difendere le democrazia.
Massimo Rizzi
(Cremona)

Lanciamo segnali ai politici
Andare a votare la nostra unica arma
Caro direttore,
il 4 marzo è dietro l’angolo ed il confronto nella gara elettorale si sta facendo sempre più aspro e, di pari passo, sempre più evanescente, nel senso che i problemi veri della gente rimangono defilati. Questo mi fa temere che, al di là della frammentazione probabile del risultato finale, il pericolo incombente sia rappresentato da un’astensione che complicherebbe ancora di più la futura composizione di un governo autorevole.
Leggendo i giornali o meglio, occhieggiando durante il giorno (e di notte) le pagine stampante che passano in televisione, ho la sensazione che saranno in molti a non entrare nei seggi elettorali. Ciò non è bene e proprio per tentare di evitarlo mi permetto nel mio piccolo, attraverso il tuo giornale, di fare un appello perché il numero di astenuti sia il più basso possibile. In modo particolare mi vorrei rivolgere a due categorie di votanti: ai meno giovani come me ed ai veramente giovani come i miei nipoti che in troppe occasioni mi hanno fatto capire di essere incerti tra l’andare a votare o restare a casa. Non metto in discussione la libertà di ciascuno di scegliere la forza politica più vicina ai propri convincimenti (io personalmente, dal 2014, mi sento abbastanza in sintonia con il Pd), ma il rimanere a casa rappresenterebbe la risposta sbagliata ai problemi veri del paese.
Una delle poche armi rimaste ai pensionati è l’esercizio del voto, arma che può e che, a mio parere, deve essere utilizzata anche e soprattutto dai giovani per lanciare segnali ai politici: astenersi significherebbe per entrambi rimanere muti ed inerti mentre altri fanno le scelte.
Tanto maggiore sarà l’impegno di chi entrerà nel futuro parlamento, quanto più alto sarà il numero di italiani che andranno a votare. E non mi sento un illuso dicendo questo, perché nella mia non breve vita ho quasi sempre visto che non si sbaglia ad essere ottimisti, anche al di là di ogni ragionevole speranza.
Alessandro Bertoni
(Pieve d’Olmi)

Ospedale di Cremona
Mio figlio salvato da un chirurgo attento
Signor direttore,
su consiglio del pediatra abbiamo portato nostro figlio al Pronto soccorso pediatrico per un problema che a nostro avviso non sembrava così grave. Arrivato al Pronto soccorso, dopo un’approfondita visita del personale del reparto è stato fatto intervenire l’urologo, visitando il bambino ha detto che doveva essere operato entro la serata. Non un intervento di estrema difficoltà, ma comunque d’urgenza per non compromettere o perdere una parte importante del proprio corpo. Intervento riuscito senza alcun problema, anche (post intervento).
Vogliamo solo con queste poche righe, valorizzare la competenza e la professionalità del chirurgo che pur non essendoci segnali gravi ha intercettato il problema intervenendo tempestivamente per evitare il peggio.
Un sentito grazie da parte nostra al personale di Urologia in collaborazione col Pronto soccorso pediatrico.
Luigi Fiorini
(Malagnino)


Ospedale di Crema
Ricoverato e operato. Personale eccellente
Gentile direttore,
desidero rubare un poco di spazio per esprimere le mie valutazioni positive sulla professionalità, attenzione al paziente, cordialità, del personale medico, infermieristico, operatori socio sanitari e operatori addetti alle pulizie dell’ospedale di Crema.
A seguito di una caduta accidentale in casa, con la conseguente lesione completa del tendine del ginocchio, lunedì 11 febbraio sono stato ricoverato e operato nell’unità operativa di Ortopedia. Il ricovero è avvenuto, per problema di letti, nell’unità di Otorino, dove l’assistenza è stata ottima. Non la faccio lunga, grazie a tutti, ai medici intervenuti, all’infermiere della sala gessi e a tutti gli altri operatori sanitari. Una brutta vicenda mi ha permesso, ancora una volta, di verificare lo stato di eccellenza del personale del nostro ospedale. Unica nota da migliorare è relativa alla qualità del cibo.
Piergiuseppe Bettenzoli
(Crema)


Stormo di allodole in foto
Dove è stato rilevato questo fenomeno?
Signor direttore,
nello spazio ‘Le foto dei lettori’ appare uno stormo di allodole (non metto in dubbio la competenza di chi lo ha mandato, ma guardando la fotografia potrebbero benissimo sembrare uno sciame di foglie secche sollevato dal vento). La cosa che mi incuriosisce e che vorrei capire, e qui se possibile chiedo aiuto al fotografo, è in che zona ha rilevato questo fenomeno. Perché di fenomeno si tratta. La migrazione delle allodole normalmente avviene a metà autunno (il passo) per svernare in aree temperate. E la risalita (ripasso) avviene in primavera per raggiungere le zone di riproduzione. Non è detto che a causa degli sconquassi climatici in corso la cosa sia possibile, e quindi andrebbe segnalata agli istituti di ricerca che si occupano di questa materia (Ispra). Vorrei comunque tranquillizzare gli estensori dell’articolo ed i lettori che la caccia alle allodole, in quantitativi minimi per ciascun cacciatore che si dedica a questa caccia, è chiusa dal 31 dicembre.
Ivan Moretti
(Arci-caccia Regionale)

IL CASO
Cr-Mn, bene il no di Pizzetti ma non si forzino i limiti di velocità

Egregio direttore,
è sicuramente una bella notizia sapere che l’onorevole Pizzetti, e si spera con lui tutto il Pd cremonese, sembri ora convinto di due necessità. 1) la riqualificazione della linea ferroviaria Parma-Brescia sia in chiave di trasporto merci (Tibre ferroviaria) sia per modernizzare il trasporto passeggeri, specie ora che Parma diventerà, tra meno di 2 anni, capitale italiana della cultura.
2) la riqualificazione della statale 10, Cremona-Mantova in luogo di una nuova devastante autostrada tra i due capoluoghi. Anche se non è chiaro come e perché testa e coda debbano essere a pagamento. Altre forze politiche, purtroppo, rimangono ancorate a una vecchia concezione di mobilità, che passa per la distruzione dell’ultimo suolo libero della Lombardia. Però non mi tornano né il suo accenno alle ‘criticità’ della Cremona-Mantova, comunque non della stessa portata della criticità del ponte di Casalmaggiore, e la forzatura sulla velocità media di percorrenza, anche perché in questo modo si torna a dare respiro alla voglia di un’autostrada. Basta andare su Google Maps per vedere che, rispettando i limiti del codice e in auto (e non in bici), da Cremona (Casello A22) a inizio tangenziale di Mantova (prima e dopo è già città) la media è di 71,25 chilometri orari e non di 40). In ogni caso, sta bene la riqualificazione e messa in sicurezza della statale in luogo di una nuova autostrada. E’ evidente che dal 2002 ad oggi che ha fatto la differenza è stato il lavoro delle associazioni ambientaliste, la tenacia nel far crescere una nuova sensibilità e tenere aperta una nuova prospettiva, quella di una moderna mobilità senza devastare suolo fertile, paesaggio e le altre forme di vita.
Angelo Angiolini
(Casalmaggiore)
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Sostengo la proposta del sottosegretario Luciano Pizzetti in quanto ritengo la Cremona-Mantova un’autostrada a eccessivo impatto ambientale. Ogni soluzione alternativa, dunque, è da valutare positivamente.

LA POLEMICA
Rosatellum ‘figlio’ dei tanti stop ricevuti dal Pd

Caro direttore,
sulla nuova legge elettorale, detta Rosatellum, ho sentito finora soltanto giudizi negativi, mentre Marco Travaglio, direttore de ‘Il fatto quotidiano’, dal canto suo ha sostenuto che il Rosatellum è stato così concepito per penalizzare il Movimento Cinque Stelle. Ripartiamo allora dall’Italicum che, dopo il referendum costituzionale, risultò applicabile perché riguardava soltanto l’elezione dei deputati, lasciando invariate le norme per l’elezione dei senatori. A questo punto il capo dello stato chiese ed ottenne l’impegno per il varo di una nuova legge elettorale il prima possibile. Renzi propose di tornare al Mattarellum, ma trovò appoggio soltanto del suo partito. Il Pd si rivolse allora al movimento Cinque Stelle proponendo un accordo sul cosiddetto Tedeschellum. Il tentativo naufragò per due fatti imprevisti: ricordo il discorso di Grillo agli operai dell’Ilva di Taranto in cui proprio il garante del movimento criticava fortemente quel sistema e poi durante la discussione in Parlamento l’approvazione da parte del M5s di in emendamento che si scontrava con la linea concordata con il Pd. Il movimento si era rivelato pertanto inaffidabile e il tentativo di accordo non fu più ripetuto. Per ottenere una maggioranza ampia e rappresentativa a favore della legge elettorale, restava da consultare solo Berlusconi, che pretendeva il sistema proporzionale; e su quello si trovò l’accordo, per quanto temperato da un terzo di sistema maggioritario. Non è mai capitato nella storia della nostra repubblica che una legge passasse ricorrendo ben nove volte al voto di fiducia, ma in caso contrario esisteva il rischio di far cadere il governo impegnato su fronti importanti. E comunque il voto conclusivo fu a scrutinio segreto e seguì l’iter normale. Il pesante ricorso al voto di fiducia si giustifica come estremo rimedio a situazioni estreme, ma le anime belle ne restarono scandalizzate e qualcuno ritenne inevitabile uscire dal Pd per rincorrere i sogni del passato. Tornando al giudizio di Travaglio, penso che questa legge non favorisca affatto i democratici, anzi li danneggi notevolmente, come risulterà dall’esito delle prossime elezioni; se poi i Cinque Stelle vorranno governare, troveranno un modo, come dice Di Maio, per «non lasciare l’Italia nel caos», ma soprattutto non si capisce perché la legge elettorale avrebbe dovuto assecondare la loro dorata solitudine. Il Pd si è così sacrificato per dare al paese l’unica legge elettorale possibile nella situazione attuale. Non dimentichiamoci che la politica che si appende ai sogni trascurando la realtà non è politica ma solo un elegante esercizio intellettuale.
Pierina Manfredi
(Cremona)