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Lunedì 10 Dicembre 2018

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Blog


Lettere al Direttore del 16 Febbraio

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Come mai parlano in tanti?
Anpi, i partigiani ‘veri’ sono rimasti pochi
Egregio direttore,
l’Anpi è l’acronimo di Associazione Nazionale Partigiani Italiani. Senza entrare nella polemica politica solamente un piccolo calcolo aritmetico sulla attendibilità dell’Anpi di oggi. I partigiani in Italia hanno cominciato ad agire nel 1943 e cioè 75 anni fa. Per fare il partigiano si saranno dovuti avere una ventina di anni di età: 75 più 20 fanno 95!
Dunque se esistono ancora dei partigiani in vita debbono avere almeno 95 anni mentre coloro che parlano a nome dell’Anpi non ne dimostrano più di una cinquantina. Tanto varrebbe dichiararsi garibaldini...
Alessandro Mezzano
(Cremona)


Ti-Bre ferroviario
I nostri parlamentari europei cosa fanno
Signor direttore,
una breve nota sull’articolo di Marco Bazzani (La Provincia, cronaca di Casalmaggiore, data 14 febbraio).
Le reminiscenze di latino fanno pensare che ‘mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata’ ; qui da noi si dibatte se il collegamento tra la ferrovia del Brennero e la Pontremolese debba passare da Piadena-Casalmaggiore o da Suzzara-Poggio Rusco. Nello stesso tempo l’Unione Europea ha reso pubblici i percorsi dei corridoi ferroviari TEN-T e quello che ci riguarda si chiama ‘Scandinavo-Mediterraneo’: esso collegherà la nuova galleria di base del Brennero con i porti del Tirreno, ma passando per Verona (già sede dell’interporto Quadrante Europa), Bologna, Firenze, Pisa, con diramazioni verso i porti di Livorno e di La Spezia.
Lascio a lei la valutazione sulla concretezza dello ‘studio di fattibilità’ promesso dal Ministero delle Infrastrutture. Ma i nostri parlamentari europei cosa fanno?
Stefano Bandioli
(Castelvetro Piacentino)


Contro gli ebrei italiani
Dal governo solo un’azione burocratica
Egregio direttore,
Giuseppe Azzoni, su Spazio aperto del giorno 8 febbraio ha dimostrato come i provvedimenti presi dal governo italiano a discapito degli ebrei ‘italiani’ con la legge del novembre 1938 e poi, durante la guerra, si ridussero, in pratica, ad una gigantesca azione burocratica sconosciuta alla maggior parte degli italiani. I loro effetti, infatti, per gli ebrei italiani sotto il diretto controllo del governo in carica, non ebbero altro che le stesse conseguenze per chi si trovava, in tempo di guerra, sul territorio nemico. In Italia gli ebrei erano circa 50.000 e una buona percentuale di loro era esclusa dai provvedimenti legislativi per benemerenze acquisite in precedenza. Il richiamo al contenuto all’intervento del 27 gennaio di Francesco Nuzzo sulla ‘oscenità antigiuridica’ della suddetta legge, richiederebbe la ricostruzione degli avvenimenti e delle norme citate, il tutto basato, prevalentemente, su documenti ebraici e antifascisti citati da Renzo De Felice nei suoi due volumi della ‘Storia degli ebrei italiano sotto il fascismo’ (Mondadori 1961) e da Giorgio Pisanò nel suo volume ‘Mussolini e gli Ebrei’ del 1967. Quest’ultimo libro è importante perché contiene anche il testo della polemica avvenuta, nel 1961, tra l’autore e massimo Vitale, presidente del Centro documentazione ebraica. La lettura stessa della legge emanata nel 1938 e successivi emendamenti, smentisce tutta la montatura propagandistica, riecheggiata particolarmente in questi ultimi anni, sulle pretese e mai esistite complicità, cooperazioni e apporti del governo Mussolini ai criminosi comportamenti delle forze germaniche e quelle dei paesi dell’est. Inoltre, dai vari documenti recuperabili, scritti diversi di fonte ebraica e antifascista, risulterebbe che tra il 1938 e il 1945, Benito Mussolini fu l’unico statista che, nonostante l’antisemitismo ufficiale, si sia prodigato concretamente in favore di centinaia di migliaia di ebrei in tutta Europa.
Claudio Fedeli
(Cremona)


Altro che ius soli
L’Italia è diventata una terra di conquista
Gentile direttore,
il numero uno dell’Ente previdenziale Boeri ha annunciato che l’Inps erogherà il ‘bonus mamma domani’ (800 euro una tantum) anche alle straniere con permesso di soggiorno breve. E’ stato pubblicato - ha puntualizzato - il messaggio che dà attuazione alle sentenze dei mesi scorsi sulla materia. Il premio alla nascita quindi sarà dato anche alle persone con permesso di soggiorno a scadenza che hanno avuto o adottato un bambino dal primo gennaio 2017. Si tratta di circa il 5% delle nascite, circa 24.500 persone nel complesso. Il costo supplementare è di circa 18 milioni. A prescindere che si tratta di soldi dei contribuenti italiani, con la coincidenza, mi preme ricordare il proclama all’occidente del presidente algerino Houari Boumediene nel 1974 che dal podio delle Nazioni Unite disse: ‘Un giorno milioni di uomini lasceranno l’emisfero sud per fare irruzione nell’emisfero nord. E non in modo amichevole. Verranno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo con i loro figli. È il ventre delle nostre donne che ci darà la vittoria’. Quel giorno, se ancora non ce ne fossimo accorti, è arrivato. E tuttora c’è ancora chi promette in campagna elettorale lo Ius soli. In considerazione dell’assurdità del provvedimento, credo che tutte le cessioni di sovranità alle quali stiamo assistendo debbano cessare e sarebbe il caso per gli italiani di ricordarselo in cabina elettorale.
Ettore Manes
(Cremona)


Il tema dell’accoglienza
Chi predica bene spesso razzola male
Egregio direttore,
da alcuni decenni il fenomeno migratorio sta tenendo banco con una sensibile impennata in quest’ultimo quinquennio che coincide con l’ascesa di Bergoglio al soglio di Pietro. Non vi è giorno in cui il Pontefice non tratti l’argomento (una vera ossessione) invitando gli italiani all’accoglienza, alla tolleranza e all’integrazione con il risultato che molti fedeli, alle prese con problemi molto più grossi, si stanno allontanando sempre di più dalla Chiesa cattolica. Rimane da capire come mai su 25.000 parrocchie sparse per l’Italia, solo il 25% dei parroci hanno accolto l’invito del Santo Padre ad accogliere in canonica famiglie di immigrati. Una persona del suo livello intellettuale dovrebbe sapere che è impensabile pretendere di voler integrare islamici, indiani o buddisti con la nostra cultura, lontana anni luce dalla loro com’è impensabile nonché impossibile l’unione delle Chiese cristiane. Ogni confessione rimane arroccata da secoli sulle proprie posizioni e sarebbe un’utopia pensare che accada il contrario.
Lo stesso fenomeno ha coinvolto anche il Partito democratico, attentissimo alle tematiche migratorie e fautore da sempre dell’accoglienza e della fratellanza ma incapace di andar d’accordo perfino tra di loro e la recente scissione in seno al partito ne è la conferma. Morale? Semplice, chi predica bene razzola male e gli esempi sopra citati ne sono la testimonianza.
Andrea Zecchini
(Camisano)


Presto lavori al cimitero
Ascensore disattivato per una infiltrazione
Egregio direttore,
in merito alla lettera del signor Mario Pavia, pubblicata mercoledì 14 febbraio, va innanzitutto detto che l’ascensore del Gruppo G del Civico Cimitero è stato disattivato a causa di un’infiltrazione che ne comprometteva il regolare funzionamento.
I lavori di ripristino sono già stati affidati all’impresa incaricata della manutenzione ed è stato compiuto un sopralluogo per verificare l’intervento più adeguato da attuare.
La stagione invernale non ha per ora consentito l’esecuzione dell’intervento in sicurezza.
La manutenzione programmata sarà eseguita, in base alle valutazioni tecniche, non appena si creeranno le condizioni per l’intervento.
In ogni caso il disagio creato all’utenza, per il quale l’Amministrazione comunale si scusa, è limitato in quanto nel chiostro multipiano del Civico Cimitero sono disponibili altri ascensori, che funzionamento regolarmente, di cui uno (Gruppo E) dista solo pochi metri da quello fuori servizio.
Ufficio Stampa del Comune di Cremona


‘Buonismo’ delle sinistre
Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti
Signor direttore,
in questi giorni in Italia sono avvenuti fatti gravissimi:
- giovani donne uccise di cui una squartata
- orefice indagato per omicidio colposo per aver voluto proteggere le sue proprietà
- insegnanti aggrediti da loro alunni
- carabinieri pestati da manifestanti che tra l’altro inneggiavano a favore delle foibe
- l’on. Meloni aggredita a Livorno
Da questi fatti incresciosi, una cosa mi sembra di aver capito e cioè che il cosiddetto ‘buonismo’ delle sinistre non paga, anzi...
Nei locali pubblici si sentono affermazioni del tipo:
- ci vogliono leggi più severe e la certezza della pena
- i clandestini vanno espulsi subito
- ci vorrebbero dei governanti molto più decisi che, senza se e senza ma, diano corso a quelle riforme che la stragrande maggioranza degli italiani attende invano da tempo
Spero che le ormai imminenti elezioni di marzo siano un vero spartiacque; in caso contrario penso che aumenteranno ancor più il caos e i disordini.
Aldo Maccagnoni
(Monticelli d’Ongina)


Il ‘Giorno della libertà’
Festa il 9 novembre ma lo sanno in pochi
Signor direttore,
con la lettera del signor A. Gusperti, pubblicata il 12 febbraio, si auspicava che le vittime di regimi autoritari e sanguinari venissero ricordate in un’unica giornata, unendo quella del ricordo con quella della memoria. Tale giornata esiste già, è stata istituita con la legge n° 61 del 15 aprile 2005 col nome ‘Giorno della libertà’ in data 9 novembre in ricordo dell’abbattimento del muro di Berlino. Citando tale legge dello Stato: «In occasione del ‘Giorno della libertà’ vengono annualmente organizzati cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti».
Pochissimi ricordano questa legge in quanto largamente disattesa da funzionari pubblici e insegnanti. Troppi scheletri negli armadi, ma ricordiamo che la verità rende liberi.
Mirella Canesi
(Pieve d’Olmi)


Promesse elettorali
Renzi è il meno idoneo a fare polemica
Gentile direttore,
come molti altri seguo con interesse la campagna elettorale con tutte le vicissitudini che attraversano in tutti i modi la vita dei partiti in questo periodo e come tutti vedo delle piccole incongruenze tra il dire (ora) e il fare (passato). Mi riferisco in particolare a Matteo Renzi. E perché proprio lui, si diranno in molti. Perché la sinistra ora è formata da diversi partitini e correnti che meno male, non la vedono come lui che una volta uscito dalla porta è rientrato dalla finestra malgrado tutti i suoi proclami passati. Si parlava del segretario del Pd che nella sua campagna elettorale non lesina suggerimenti grotteschi agli avversari dimenticandosi del suo passato da premier e delle sue promesse da mercante veneziano o goldoniano come lo si voglia interpretare.
Termino ora con un piccolo pensierino: siamo sicuri che la fiducia che in passato è stata accreditata a Renzi dalla politica (non dal popolo) possa ancora essere credibile?
Pier Alfredo Gualdi
(Grontardo)

Cremona con Mantova
No all’accorpamento del tribunale
Egregio direttore,
‘UDC - Noi con l’Italia’ è fortemente contrario all’accorpamento del Tribunale di Cremona a quello di Mantova, come previsto dalla legge 155/2017.
Al territorio Cremasco è già stato tolto il Tribunale nel 2013 accorpandolo a quello di Cremona ed ora vediamo come la sezione fallimentare del tribunale di Cremona stia per essere accorpata con quella di Mantova.
Una scelta che penalizza fortemente il territorio cremonese e la nostra comunità, privandola di importanti servizi. Se ciò avvenisse sarebbe un ulteriore impoverimento dell’intero territorio.
Riteniamo che ai vari livelli istituzionali ci si debba attivare per fare adeguate analisi e considerazioni affinché tale accorpamento non avvenga. Riteniamo necessario rivedere la geografia giudiziaria istituendo tavoli di concertazione partecipati da tutti i portatori di interessi, parti sociali comprese.
Giuseppe Trespidi
(UDC - Noi con l’Italia)


Istruzioni per l’uso
Chiudere un rapporto è un atto d’amore
Egregio direttore,
l’amore è uno stato dell’essere che ci proviene da Dio. Se ci lasciamo amare da Dio possiamo condividere questo amore con tutti e tutto. Lasciarsi amare da Dio significa accettare con fiducia ciò che Dio ha deciso di fare della nostra vita. Alcuni lo chiamano destino. Il nostro destino rimane sempre un mistero. Dio, il regista conosce e determina la nostra vita. Ci fa incontrare la persona da amare e decide anche quanto dura la relazione. Quando incontriamo una persona con cui si manifesta un’attrazione reciproca inizieremo una relazione ma dobbiamo ricordarci che è Dio che ci ha fatto incontrare quella persona ed è Dio che ci separerà da quella persona.
Come abbiamo accettato di incontrarla dobbiamo accettare di separarcene.
Accettare la volontà di Dio vuol dire lasciarsi avvolgere dal suo amore. Ogni separazione è dolorosa, ma ci fa crescere e maturare. Almeno a me così è sempre successo.
La separazione è dolorosa ogni volta che non amiamo noi stessi, cioè non accettiamo quel che Dio, il regista, ha previsto per noi.
Ho imparato ad essere lasciato dalla donna che amavo, ho imparato a lasciare la donna che amavo. A essere lasciato o a lasciare era sempre una decisione del regista. Quando cessa l’attrazione non ha senso continuare a stare con una persona. Diventa solo fonte di tensione per entrambi.
E allora chiudere un rapporto diventa un atto di amore per permettere a noi e all’altra persona di cercare una relazione migliore. E quando ci si separa, sia che lo decidiamo noi o l’altro, non dobbiamo smettere di amare, anche se sarà un amore senza intimità, cioè sarà amicizia. In ogni caso l’amore che si è condiviso con l’altro rimane una bellissima esperienza che ci è stata donata.
L’amore di cui parlo io è ben rappresentato nel film di Benigni ‘La vita è bella’.
Paolo Maria Buttiglieri
(Fiorenzuola d’Arda)


Attuale oggi più che mai
Costituzione bussola dell’agire civile
Signor direttore,
nell’ambito delle iniziative promosse per ricordare il 70° anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione italiana, anche il Movimento 5 Stelle del Cremasco intende proporre alcune riflessioni, consapevole che la Legge fondamentale dello Stato ha accompagnato la storia del nostro Paese, portandolo, dopo le macerie del conflitto mondiale, nel novero dei Paesi più evoluti del mondo.
Dobbiamo, quindi, molto ai padri costituenti, tra i quali i cremonesi Bernamonti, Caporali, Cappi, Pressinotti e il cremasco Benvenuti, per averci consegnato una Costituzione che, a settant’anni di distanza, è ancora foriera di grande forza e capacità espansiva.
Infatti, grazie ad essa, gli italiani hanno potuto vedersi riconosciuti diritti negati alle generazioni precedenti: diritti civili (per esempio la libertà di manifestare liberamente il proprio pensiero, sancita dall’art. 21) e politici (universalità e libertà di voto, affermata dall’art. 48), ma anche economici (per esempio la tutela del lavoro, riconosciuta dall’art. 35) e sociali (si veda, per tutti, la salvaguardia della salute prefigurata dall’art. 32), senza i quali gli stessi diritti civili e politici rischierebbero di essere mere enunciazioni prive di effettività.
La parte prima della Costituzione – quella in cui sono raccolti i diritti e i doveri dei cittadini a cui si è fatto cenno poco sopra – vive, si alimenta e progredisce grazie all’attività legislativa del Parlamento che i costituenti hanno messo al centro dell’ordinamento istituzionale (parte seconda), in quanto espressione più compiuta della sovranità popolare (art. 1). Grazie, infine, all’‘apertura internazionale’ della Costituzione (art. 10), l’Italia si è integrata nella grande famiglia degli Stati, con positive ricadute per il mantenimento di una pace duratura.
Per questo insieme di ragioni, il Movimento 5 Stelle Cremasco auspica che la Costituzione, per i valori pregnanti che esprime, continui a rappresentare la bussola dell’agire civile e politico.
Carlo Cattaneo
(Consigliere comunale del M5s di Crema)


In Italia succede altro
La giustizia non deve tutelare la parte lesa?
Egregio direttore,
facciamo finta che le voglia raccontare una storia: auto importate dall’estero. Facciamo finta che in una città - ad esempio Cremona - un giovane vada cercando un’auto usata di certe caratteristiche. Facciamo finta che trovi un’agenzia automobilistica in via Divina Commedia 612. Questa ha l’uomo che cerca. Si chiama Pap-eroni e ha un’agenzia nel paese Padrino Ponchielli. L’auto è disponibile ma deve essere importata da un concessionario tedesco. Pap-eroni comunica che l’auto è pronta: si fa staccare un assegno di poco meno di 20.000 euro e... sparisce! Irreperibile! Il truffato dà adito a due procedimenti giudiziari: civile e penale, tramite avvocato. Vince il processo civile ma a quel punto gli viene comunicato che il Pap-eroni è nullatenente. Niente rimborso. Peggio! Deve pagare pure le spese giudiziarie a carico del Pap-eroni, che circola sempre in Padrino Ponchielli beato e sicuro con una automobile lunga un chilometro. Avanti allora a tutta forza col penale! Ma... solo amarezza e presa per i fondelli!
La parte lesa (motu proprio) apprende che il procedimento penale è stato trasferito, secondo prassi, da circa un anno dalla Procura di Cremona al Tribunale di Roma, senza alcuna comunicazione all’interessato. Perché? Perché non lo ha chiesto preventivamente! ( l’impostazione borbonica che richiede al cittadino di conoscere ogni legge è ancora attiva!) E perché Roma? Perché il Pap-eroni (che tra l’altro era in arretrato di due anni per il pagamento alla Camera Commercio) ha incassato l’assegno presso un Ufficio Postale di Roma. La volpe conosceva bene il suo mestiere e come insabbiare e procrastinare all’infinito i procedimenti a suo carico!
Ha vinto! Facciamo finta che la giustizia in Italia tuteli di fatto il cittadino: la parte lesa però e non il truffatore! Già, facciamo finta...
Roberto Molin
(Cremona)


Una brutta influenza
All’ospedale Maggiore personale splendido
Egregio direttore,
il 27 gennaio scorso per una brutta influenza che durava da tanti giorni ho avuto bisogno del pronto soccorso dell’ospedale di Cremona e sono quindi stata ricoverata nei reparti di medicina d’urgenza e infettivi per una settimana: ho trovato sempre competenza, premura e attenzione in momenti difficili e delicati, mi sono stati vicini giorno e notte. Grazie a medici, infermieri e personale sanitario tutto: siete stati eccezionali e gentili.
Maria Teresa Merlo
(Cremona)

IL CASO
Differenziata. Il distributore dei sacchetti è un passo avanti

Egregio direttore,
martedì Linea Gestioni, ha comunicato ai componenti dei comitati di quartiere, ma immagino anche al suo giornale, alcune novità in merito alla distribuzione dei sacchetti dell’umido per la raccolta dei rifiuti organici:
Punti di distribuzione: a Spazio comune installata una macchina che distribuirà in modo automatico i sacchetti dell’umido, nella seconda sala. Per accedervi sarà necessario avere la carta regionale dei servizi, che andrà inserita. La macchina tiene conto del nucleo familiare: ogni nucleo familiare, potrà prendere i sacchetti dell’umido ogni 60 giorni (inverno) e ogni 40 giorni (estate).
Rimane la distribuzione con personale dedicato in via Postumia; viene soppressa quella di viale Trento Trieste.
Non conosco la funzionalità del ‘distributore di sacchetti’ ma, pur ammettendo un certo disagio per i cittadini per i solo due punti di distribuzione in città, ritengo sia una cosa corretta.
Questo perché molti cittadini incivili ed egoisti hanno abusato in questi anni nel prelevare sacchetti oltre il necessario quando questi venivano distribuiti nelle sedi di quartiere e in altri punti della città.
Ritengo sempre che l’obiettivo di una razionale ed ‘equa dal punto di vista economico’ raccolta differenziata debba far pagare ad ogni famiglia o singola persona ciò che produce e che deve necessariamente essere smaltito. Quindi anche i sacchetti per l’umido dovranno a mio avviso rientrare in questa tariffa puntuale.
Potete esserne certi che dal momento dell’applicazione della tariffa puntuale la raccolta differenziata avrà un balzo dall’attuale 70% a oltre il 90%.
L’inceneritore quindi non avrà alcunché da bruciare e sarà palese la sua inutilità. Verrà finalmente rottamato come il sindaco ha promesso durante la campagna elettorale e poi, dopo averne dilazionato la chiusura, ripromesso la stessa cosa per il 2024?
Enrico Gnocchi
(Rifondazione Comunista di Cremona)
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Sono convinto che l’applicazione della tariffa puntuale rappresenti davvero il punto di svolta: si paga per quanto si produce. E dunque ogni passaggio che va in quella direzione è da considerare positivo.

LA POLEMICA
Dopo tagli e ancora tagli in italia sta nascendo la scuola di classe

Egregio direttore,
‘Segui il denaro’ è (e non casualmente) sia il titolo di un saggio di Karl Marx sia una regola d’oro dell’antimafia, coniata dal giudice Falcone.
In questi giorni stanno facendo giustamente discutere i contenuti dei cosiddetti ‘Rapporti di autovalutazione’ dei licei italiani: in alcuni di essi si scrive chiaramente che lì si studia meglio perché tra gli alunni ci sono pochi poveri, pochi non-italiani, pochi disabili.
Al di là della grettezza morale di queste considerazioni esse preoccupano anche per il quadro complessivo in cui fioriscono.
Negli ultimi anni nel comparto dell’istruzione una managerialità posticcia è stata accompagnata a un taglio pesante di risorse: un taglio che è un programma politico, non una necessità. Si vuole che la gente accetti e faccia proprio un percorso mentale di questo tipo: c'è la crisi, non ci sono soldi, bisogna tagliare ovunque, si taglia l'istruzione, gli istituti si rivolgano più ai privati e meno al pubblico, i ‘manager’ degli istituti è giusto che pensino a come raccogliere soldi dai privati, ogni istituto deve farsi pubblicità, ogni istituto è giusto che sfrutti le proprie peculiarità. Ed ecco affermata, come percorso ‘naturale’ e logico, la scuola di classe come realtà necessaria, se non addirittura come miglior scelta possibile. Perché la libertà non è forse la possibilità di ognuno di sfruttare al meglio le proprie caratteristiche e i propri punti di forza?
Ecco: il rischio secondo me più grosso che corriamo non è tanto che si renda più facile la vita alle scuole di élite (che sono sempre esistite) e le si confermi nella loro alterità (o persino le si prenda ad esempio da seguire), ma è quello che i cittadini accettino che chi paga decide, nelle scuole private così come nelle pubbliche; che accettino che i genitori che pagano hanno il diritto di sostituire lo Stato. Di qui a pretendere che ogni scuola pubblica diventi una sorta di spa in cui i genitori hanno diritto di nominare un cda in ragione di quante ‘azioni’ di quella scuola hanno comprato il passo è tragicamente breve. Significa - banale banale - dire che le leggi del mercato hanno la precedenza sullo Stato e sul suo assetto complessivo: peggio ancora, hanno la precedenza sugli obiettivi di uno Stato. L'obiettivo di uno Stato che possa definirsi tale, di una nazione decente, è salvaguardare i rapporti sociali e combattere le disuguaglianze, è formare cittadini coscienti dei propri diritti e dei propri doveri. E questo obiettivo non può essere superato da nulla.
Giampiero Carotti
(Candidato per ‘Potere al popolo!’ nel collegio Lombardia 1 Senato)

Ne parlo con...

Il caso Centropadane
Sul passaggio diretto solo tanti equivoci. A farne le spese oltre 200 dipendenti

Gentile direttore,
mi permetto di fare ulteriori considerazioni sulla vicenda del passaggio di concessione tra ACP e Autovie Padane.
In sintesi il ministero dei trasporti invia una missiva alla direzione di CentroPadane che prevede la cessione dei contratti individuali. Convocazione del cda di CentroPadane con relativa approvazione all’unanimità del dettato del ministero. Guarda caso a firmare il dispositivo ministeriale è una certa architetta Maria Lucia Conti, che già in passato si è distinta per fatti insoliti, concernenti gare di appalti per la ricostruzione della caserma dei vigili del fuoco e della questura dell’Aquila.
Sempre Lucia Conti si era già espressa a voce sul passaggio dei dipendenti di ACP senza soluzione di continuità.
Pertanto non si comprende perché successivamente abbia inviato un dispositivo ultimativo che infligge ai dipendenti di ACP un passaggio tramite la cessione dei contratti individuali, praticamente si ricalcano le proposte del gruppo Gavio.
Domanda: se il sottoscritto, pur non facendo parte del salotto buono a cui appartengono i componenti del cda di CentroPadane, è al corrente di questo retroscena di non poco conto, i componenti del consiglio di amministrazione sapevano di quanto ho riferito o erano ignari?
Il presidente Scuri sostiene che era necessario approvare la lettera del ministero in quanto la società sarebbe incorsa in seri guai, però in tutto questo balletto degli equivoci l’unica certezza è che i guai veri li stanno pagando e li pagheranno 200 e passa dipendenti ed anche se la trattativa terminerà positivamente per questi ultimi, quanto ho citato rimarrà una macchia difficile da rimuovere.
Giorgio Demicheli
(Cremona)

Egregio direttore, è qualche settimana che percorrendo gli argini noto volare sopra ad un campo di erba secca tagliata questo affascinante stormo di allodole. In inverno volano in stormi e alcuni esemplari migrano e altri sono stanziali. In primavera l’allodola è la cosiddetta messaggera con quel suo chiacchiericcio su nel cielo. Spero non le noti nessun cacciatore.
ale.mann81@gmail.com