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Lunedì 10 Dicembre 2018

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Lettere al Direttore del 17 Febbraio

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Certe riforme pesano
Caso CentroPadane e gli effetti del Jobs act
Egregio direttore,
i lavoratori di Autostrade CentroPadane che stanno per passare al Gruppo Gavio, esattamente ad Autovia Padana, in queste ore non dormono certamente sonni tranquilli. Non perderanno il posto di lavoro, ma non sanno ancora a quali condizioni lo manterranno.
Il bando di gara, pubblicato nel 2012, riportava la seguente clausola: ‘È richiesto ai partecipanti alla gara di salvaguardare, fatte salve le prescrizioni normative comunitarie in proposito - l'occupazione del personale impiegatizio, esattoriale e operaio dipendente della Società Autostrade CentroPadane S.p.A. alla data di subentro e strettamente correlato con l’attività gestionale dell’autostrada allo scopo di garantire per almeno tre anni il mantenimento dei livelli occupazionali esistenti’.
Tale clausola parla solo di salvaguardare i livelli occupazionali, non dice come, e, purtroppo, nel frattempo è intervenuto il Jobs act che, riformando profondamente il diritto del lavoro in Italia, lascia ampi margini di manovra alle imprese, nel nome della competitività.
E da qui l’intervento, all’apparenza autoritario, del Ministero delle Infrastrutture, ma in linea con le politiche e le leggi dei Governi Renzi e Gentiloni.
Fa piacere che gli amministratori locali si preoccupino e cerchino insieme alle organizzazioni sindacali di trovare una soluzione e speriamo che questa vicenda serva almeno a farli riflettere sui danni che certe riforme provocano alle persone.
Ci permettiamo di richiamare l'attenzione di chi interloquirà in questi giorni con il Ministero su un’altra parte della clausola, quella in cui è previsto che i livelli occupazionali attuali vengano mantenuti almeno per tre anni, perché significa che dopo i tre anni potrebbero anche diminuire.
Proprio per tornare a delle norme e delle regole che si basino sui diritti, la dignità e il rispetto delle persone, che non possono essere considerate meno importanti di uno strumento o di una merce, come forza politica nel nostro programma proponiamo di abrogare il Jobs act e la legge Fornero.
Francesca Berardi
(Candidata alla Camera per Potere al Popolo)


Giovani e anziani
Il mancato rispetto non è una ribellione
Signor direttore,
quando dei figli non portano il sacro rispetto per i loro genitori, dimostrano la totale mancanza di rispetto nei confronti di tutto ciò che li circonda. E la colpa è soprattutto dei genitori che glielo permettono nella totale indifferenza, ritenendo queste ribellioni come naturali espressioni dell’età giovanile.
Pertanto, è ridicolo illudersi che abbiano, per educazione, un po’ di rispetto per le persone più anziane di loro, anche se le vedono un po’ tanto ‘rimbambite dall’età’, ma che però li dovrebbero portare a pensare che rappresentano lo specchio del loro futuro, se tutto gli andrà bene.
Pietro Ferrari
(Cremona)


I problemi dei pentastellati
Mica ladri o criminali ma semplici cialtroni
Signor direttore,
sono profondamente colpito da quel che sta accadendo con riguardo ai falsi versamenti di alcuni deputati pentastellati che avrebbero finto di devolvere parte dei loro rimborsi, essendoseli in verità, trattenuti tutti.
Mi pare che da questo punto si sia riarmata perfettamente la macchina da guerra di occhettiana tradizione, portante il consumato vessillo della superiorità morale, fatto, a onor del vero, a brandelli dalla storia più e meno recente del nostro Paese.
Addirittura si è rievocato Craxi, paragonando così, uno dei migliori statisti della Storia, ad un buffo e scaltro scugnizzo.
Indignati di professione e moralisti di antica foggia, hanno rispolverato tutto l’armamentario di vent’anni fa, quello, per intendersi, con cui hanno seppellito una stagione politica e una cultura democratica, per portarci nelle ceneri dell’astensionismo, del leaderismo e dell’antipolitica.
E tutta questa indignazione perché?
Semplice: perché hanno trattenuto dei denari legittimamente ricevuti.
Ormai la macchina dell’indignazione è partita e di 5 stelle se ne parla solo per questa cialtroneria dei rimborsi elettorali che tale dev’essere giudicata; mica ladri, mariuoli o criminali, ma semplici cialtroni di periferia di cui occuparsi ben poco.
E allora, continuando a parlare di questa cialtroneria, poi capita che non si parli più del fatto che Luigino di Maio vorrebbe fare il Presidente del Consiglio senza aver mai amministrato nemmeno un condominio, capita che non si parli più del fatto che il programma elettorale di Luigino è frutto di un maldestro copia-incolla facilmente smascherato e patetico, non si parla più della totale irrealizzabilità di quasi tutte le proposte di Luigino e nemmeno del fatto che sia uno dei più famosi sgrammaticati del Paese.
A tre settimane dal voto e con sondaggi non certo favorevoli non si parla più, insomma, del fatto che è irresponsabile affidare il Governo di un Paese ad un gruppo di dilettanti allo sbaraglio, si dice invece a gran voce che è sbagliato votare chi si è tenuto i propri soldi...
Lasciatemi dire che forse una aggiustatina al tiro andrebbe data visto che c'è ancora tempo.
Paolo Carletti
(Segretario del Psi, candidato della lista ‘Insieme per Gori’ alle Regionali)


Tra veline e cucina
In tv un’invasione al limite del morboso
Egregio direttore,
i media non fanno che propinarci immagini di veline procaci sino al limite della decenza. A tale invadenti e, riteniamo, ‘ambìte’ esibizioniste, si stanno aggiungendo, da tempo, diuturni quanto ‘morbosi’ intrattenimenti gastronomici (ed anch’essi, guarda caso, proposti da avvenenti annunciatrici) che fanno a pugni con le più elementari regole salutistiche. Mai un cenno, invece, a quell’esercito femminile che incide realmente sull’evoluzione del Paese, senza ostentazioni ne richiami di prima pagina. Mi riferisco alle imprenditrici, alle impiegate, alle infermiere, alle donne dell’esercito, della polizia e di tante altre ‘assistenti sociali’ cui dovremmo erigere monumenti per il ruolo fondamentale che rivestono. Non sarebbe auspicabile un maggiore equilibrio nell’informazione?
Massimo Rizzi
(Cremona)


Uno spavento di buche
Sui marciapiedi si gioca a golf
Egregio direttore,
stupisce che i nostri amministratori non abbiano ancora deciso di bandire una gara d’appalto per opere di risanamento relative i marciapiedi della città. Da tempo, ormai, dopo le sferzanti denunce per tali disagi che, nel frattempo, hanno continuato a provocare incidenti incresciosi per tanti pedoni. È tempo che escano dal letargo anche perché eravamo lì lì per suggerire una soluzione alternativa: quella di un campo da golf d’avanguardia e con un numero tale di ‘buche’ in grado di superare ogni precedente primato mondiale. Chissà in quanti avrebbero patito d’invidia e di sconforto!
Simona Gradisca
(Cremona)


Operativo dal 25 maggio
Protezione dei dati. Nuovo regolamento
Signor direttore,
il General Data Protection Regulation, meglio noto con la sigla GDPR, è il nuovo regolamento europeo sulla protezione dei dati personali che diventerà operativo dal prossimo 25 maggio 2018.
Rispetto alle normative precedenti vengono introdotti diversi principi e azioni da compiere completamente nuovi, come:
- il diritto di chiedere al fornitore quali sono i propri dati personali in suo possesso;
- alla chiusura di un contratto con un fornitore il cliente, se non sussistono altri obblighi di legge per il mantenimento dei dati, ha il diritto di chiederne la cancellazione (‘diritto all’oblio’);
- per le aziende viene introdotto l’obbligo di avere in organico o come professionista esterno incaricato, un Data Protection Officer o DPO (Responsabile della Protezione Dati), figura che richiede competenze legali, tecnologiche e organizzative; è l’analogo nell’ambito della protezione dati del Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), figura prevista dalle leggi sulla sicurezza sul lavoro.
Il Garante della privacy italiano, in collaborazione con il Consiglio Nazionale Ingegneri e con il Collegio Nazionale Forense ha organizzato a Roma un percorso formativo completo per la formazione di DPO professionisti, che copre sia gli aspetti legali, sia quelli ingegneristici, ossia tecnologici e organizzativi.
A questa prima edizione del corso partecipano 80 tra avvocati e ingegneri, provenienti da ogni parte d’Italia. Ieri l’ingegner Giulio Destri di Casalmaggiore è stato il primo dei docenti incaricati dal Consiglio Nazionale Ingegneri. L’ingegner Destri, coordinatore della Commissione Informatica dell’Ordine Ingegneri di Cremona e professore a contratto dal 2003 di Sistemi Informativi presso l’Università di Parma, è anche certificato ISO27001, la normativa internazionale per la protezione delle informazioni.
Il 2 marzo, presso il Salone dell’Associazione Professionisti di Cremona, Destri, insieme all’avvocato Maria Bonifacio di Parma, terrà un seminario sugli adeguamenti necessari che il GDPR impone a studi di professionisti e micro imprese.
Guendalina Galli
(Presidente dell’Ordine degli ingegneri di Cremona)


La manifestazione di Piacenza
Le orde di barbari vanno rese inoffensive
Egregio direttore,
scrivo con riferimento alla manifestazione definita antifascista antirazzista e contro la violenza, manifestazione svoltasi a Piacenza e organizzata dai centri che definisco ‘asociali’. Tale manifestazione è sfociata in guerriglia urbana, le forze dell’ordine sono state contrastate con una assurda violenza da parte di vigliacchi codardi manifestanti i quali manifestavano contro la violenza! Le forze dell’ordine durante gli scontri hanno avuto diversi feriti fra i quali un brigadiere dei carabinieri che è caduto a terra senza la possibilità di difendersi. Uno dei feriti è stato preso a calci, pugni e picchiato con armi contundenti, subendo lesioni fisiche gravi, in più umiliato sotto il profilo psicologico e morale in quanto si è trovato in una situazione di totale abbandono.
I politici, che sono i diretti responsabili di tali situazioni in quanto non sanno prendere mai una posizione determinante e definitiva, se ne lavano le mani alla Ponzio Pilato. Per far sì che non accadano episodi di tale gravità durante pubbliche manifestazioni basterebbe mettere al bando questi delinquenti senza dignità sociale, basterebbe sostenere l’azione delle forze dell’ordine, dando loro la possibilità di poter lavorare e di difendersi in prima persona e per difendere l’incolumità dei cittadini evitando il saccheggio di cose pubbliche e private. Bisogna rendere inoffensive queste orde di barbari, nel rispetto della legalità della democrazia se si vuole che esista ancora!
Franco Ranzenigo
(Segretario del movimento politico patrioti d’Italia)


Alla ‘Fondazione Germani’
Ho trovato umanità e tanta professionalità
Caro direttore,
sento il dovere di ringraziare tutti gli operatori della casa di riposo ‘Fondazione E. Germani’ di Cingia de’ Botti che hanno assistito la mia mamma in questi lunghi anni.
Il mio pensiero e la mia profonda riconoscenza vanno in particolare alla professionalità, umanità e immensa pazienza che le hanno dimostrato in ogni gesto, oltre all'accoglienza dimostrata nei miei confronti. Non potrò mai dimenticare tutto questo.
Alida Vacchelli
(Sospiro)

Bastano 100mila euro
Il prezzo di una nuova ‘verginità’ politica
Signor direttore,
i tempi stanno davvero cambiando; anche il nostrano campanilismo che ci vedeva si uguali, ma sempre diversi da qualcuno per qualcosa va evaporando. Ricordo che bastava il cambio di casacca del giocatore di una squadra paesana in favore di una formazione avversaria, perché questi venisse anche preso a calci dai traditi tifosi più esagitati se incontrato per strada. Ora il firmamento di astrusità che ci avvolge, ci ha quasi completamente anestetizzato. Sono sicuro che tempo fa, impronte di suole a carrarmato (brevetto Vitale Bramani, 1937, da cui il logo ‘Vibram’), si sarebbero stampate lasciando il segno sui deretani contenuti nei tailleurs e pantaloni dei circa ormai 500 tra deputati e senatori che, eletti in uno schieramento, hanno saltellato in un altro lasciando gli elettori con un palmo di naso; noi però siamo tolleranti ed i più magari non lo sanno nemmeno. Qualcuno però si è di recente arrabbiato, e cosa ha pensato? Multa di 100.000 euro per chi volta gabbana, poi amici come prima. Questo è dunque il prezzo di una nuova verginità politica! Non continuiamo comunque a lamentarci sempre: fortunatamente siamo comunque in democrazia, quindi in una botte di ferro. Sarà mica quella di Attilio Regolo?
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


A Cremona gravi complicità
Una lettura distorta delle leggi razziali
Signor direttore,
mi permetta di correggere la distorta interpretazione che dà oggi sul suo giornale Claudio Fedeli del mio intervento sulla applicazione delle leggi razziali. Scrive Fedeli che io avrei ‘dimostrato’ che quelle leggi ‘si ridussero in pratica’ ad una azione burocratica con minimali conseguenze sugli ebrei. Non fu così, purtroppo. Gli esempi tragicomici, che ho ritrovato nei documenti ed ho riportato, sono solo il risvolto, poco noto, della demenziale applicazione burocratica generalizzata di quelle leggi (‘oscenità giuridica’ le definisce giustamente Nuzzo). Dunque non ne sminuiscono certo la portata. Portata, che premettevo nella mia stessa lettera ricordando le deportazioni anche di cremonesi, di gravissima complicità col regime hitleriano.
Giuseppe Azzoni
(Cremona)

IL CASO
Reinserimento nella società a fine pena. Il sistema è estremamente fragile

Egregio direttore,
mi occupo di reinserimento sociale di persone sottoposte a misure da parte dell’autorità giudiziaria da quasi dieci anni. Nonostante gli sforzi fatti per migliorare la situazione dei detenuti ed il loro reinserimento a fine pena, devo constatare che il sistema è ancora estremamente fragile. Prova ne è anche l’ultimo episodio che ha visto un quarantasettenne cremonese che, a meno di ventiquattro ore dalla sua ultima scarcerazione, durata diversi anni, si è reso nuovamente responsabile di reato.
Dovendo accettare, in diversi casi, l’ineluttabilità degli eventi, dovuta alla mancanza di capacità da parte degli stessi autori di reato di condurre una vita nel rispetto delle regole, risulta assai più difficile comprendere come, dopo così tanto tempo passato in carcere, non si sia riusciti né a produrre un cambiamento nella consapevolezza e nella motivazione di questa persona, né a definire un vero progetto di reinserimento pronto ad aiutarlo al momento dell’uscita dal carcere.
Il lavoro da fare mentre le persone sono detenute è ancora molto, soprattutto in termini rieducativi, ma, nonostante le risorse messe a disposizione dalle Regioni e dall’Unione Europea per queste tematiche, anche e soprattutto nella fase di preparazione all’uscita dal carcere. La mancanza di personale nei vari servizi, statali o locali che siano, è grave, ma l’incapacità di progettare il futuro, uscendo quindi da un’ottica di intervento last-minute, è anche peggio.
Mi auguro ci sia la capacità di comprendere i limiti del sistema e la volontà di superarli.
Riccardo Manara
(Coop sociale Fuxia - Cremona)
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Concordo totalmente con la sua analisi che pur lasciando uno spiraglio alla speranza ha un retrogusto un po’ amaro. La funzione rieducativa della pena è sancita dalla Costituzione (art. 27). La domanda che pongo è questa: ci sono le condizioni perché questo possa avvenire ?

LA POLEMICA
Mancano infrastrutture, il nostro territorio sempre più penalizzato

Egregio direttore,
fa un certo effetto sentir parlare Trump di nuovi investimenti sulle infrastrutture, sono già avanti rispetto a noi ma non rinunciano ad aggiornare sempre la situazione, guardando avanti. A Cremona non riusciamo a fare un’autostrada, abbiamo strade provinciali chiamate così, ma lontane dal rispondere neanche più alle esigenze di oggi, con trattori e rimorchi sempre più progrediti.
Rispetto le idee altrui ma mi è sempre più difficile accettare che il nostro territorio sia sempre più penalizzato e persone che ritengono l’attuale Cremona-Mantova più che sufficiente, ma queste persone riescono a vedere una spanna oltre la punta del loro naso?
Non si accorgono di un territorio che si spopola, che invecchia, perché i giovani vanno altrove? Abbiamo un servizio ferroviario che fa semplicemente pena , arrivare a lavorare a Milano non ha certezza e tantomeno il ritorno alla sera, allora un giovane, anche se a malincuore, preferisce trasferirsi direttamente a Milano. Non parliamo poi del canale navigabile, miliardi investiti da una grande volontà di vedere lontano, purtroppo bloccata da quelle grandi forze che hanno sempre condizionato lo sviluppo del territorio (?) e da una politica che non ha mai avuto il coraggio di vedere lontano, ma limitarsi soltanto a conservare il potere.
Amo il mio territorio, il mio paese, le sue tradizioni, ma piange il cuore vedere solo un suo degrado, con i giovani che se ne vanno, andando a creare problemi altrove, mentre noi abbiamo patrimoni immobiliari enormi che perdono sempre più valore e privati che non accettano di vendere a prezzi stracciati, senza considerare la realtà e la mancanza di prospettive. In tutto questo, non condivido che ci sia chi, in occasione di un prossimo insediamento su un territorio non lontano, dica riportato dal suo giornale il 1° febbraio ‘l’operatore si impegna a riservare il 40% della futura occupazione da residenti in quel comune e il restante 60% dai comuni limitrofi di Cremona, Grontardo, Malagnino, Persico Dosimo, Vescovato’! E meno male che la scelta arriva da una sinistra che parla di solidarietà, abbattimento barriere ecc. ecc. Anche se questa verrà classificata come ‘polemica’ io ci vedo solo l’amarezza di un ex sindaco, aumentata anche dal fatto di avere chiesto e non ottenuti, chiarimenti in merito.
Giampietro Masseroni
(Pescarolo ed Uniti)

LA LETTERA
Questa campagna (palude) elettorale nasconde i veri problemi del paese

Egregio direttore, stiamo assistendo oramai da molte settimane ad un susseguirsi di dichiarazioni, promesse e grandi e sfarzose passerelle televisive e su carta stampata da parte di questi ormai personaggi tv prestati alla politica che hanno iniziato un ciclo che non chiamerei ‘campagna’ ma piuttosto ‘palude’ elettorale, una vera e propria palude nella quale ogni giorno le dichiarazioni rimangono impantanate nel fango dell’inciviltà con la quale vengono espresse.
Una classe dirigente e politica che non ha un progetto chiaro sul futuro e si limita a commentare la quotidianità, personaggi politici che sono carne fresca data in pasto alla comicità a causa delle loro continue affermazioni da cabaret, una classe politica alla quale manca la completa visione di un futuro perché è figlia del passato e vive di passato.
In questa rincorsa elettorale i vip della politica che ogni giorno, sera e notte occupano gli sudi televisivi non parlano dei veri problemi del Paese, quei problemi che dovrebbero invece intasare le tv, i giornali e le radio. Uno su tutti: la mafia, nessuno in questa ‘palude elettorale’ affronta la piaga sociale della mafia e del sistema mafioso e credo che questa sia una mancanza molto grave.
Poi c’è per esempio il pericolo nucleare (secondo le stime siamo la nazione che ospita il maggior numero di bombe sul suolo europeo: circa 70, delle quali 20 solo a Ghedi) argomento che nessuno affronta in modo serio e competente, il grande problema del lavoro e se ha ancora un senso parlare di lavoro (impostato com’è ora) nel 2018 o se sarebbe meglio prevedere una drastica riduzione dell’orario di lavoro e aumentare il tempo da dedicare alla propria vita, ai propri interessi alla propria famiglia. Siamo al paradosso, nel nostro Paese c’è chi sia ammazza di lavoro e chi si ammazza perché non ha un lavoro, credo sia il momento di rivedere il ruolo che il lavoro dovrebbe avere nella nostra vita e soprattutto le sue modalità.Altro argomento che non viene nemmeno sfiorato è il sistema energetico e il problema forte del cambiamento climatico, un problema nel quale ormai siamo immersi e che stiamo già vivendo per esempio molte aziende agricole della zona tra Piacenza e Parma hanno dovuto fare i conti con disponibilità di acqua inferiori rispetto al passato e questi fenomeni avranno un impatto su milioni di persone, con effetti ancora maggiori su chi vive nelle zone più vulnerabili e povere del mondo, danneggeranno la produzione alimentare e minacceranno specie di importanza vitale, gli habitat e gli ecosistemi. Quindi anche in questo campo servono risposte e progetti per un futuro prossimo da parte della politica ma tutto tace.Concludo ribadendo che questi dovrebbero essere i problemi da affrontare in una campagna elettorale seria ma si preferisce parlare di ‘’razza bianca’’ e gettare continuamente parole di odio che tendono a dividere invece di pensare a progetti di costruzione democratica di società e confronti che tengano conto anche delle differenze di pensiero dell’altro all’interno di una discussione senza pensare di avere in tasca l’assoluta verità e soluzione eterna ai problemi.Io non posso sapere a che punto saremo il 5 marzo, anzi no credo purtroppo di saperlo: saremo ancora al punto di partenza.
Andrea Volpi
(Vho di Piadena)

Ne parlo con...

Centropadane
Non vedo alcun pericolo per noi dipendenti

Egregio direttore,
sono un dipendente della concessionaria Autostradale Centro Padane Spa che gestisce il tratto Brescia-Piacenza e diramazione per Fiorenzuola.
Dopo 40 anni di concessione questa società lascia il posto ad Autovia Padana Spa che si è aggiudicata la gara europea per gestire il tratto autostradale per i prossimi 25 anni.
Leggo sui giornali un sacco di articoli che evocano il pericolo che corrono i dipendenti sul mantenimento di diritti e livelli occupazionali da parte della società che subentra che, oltre alla infrastruttura, assorbe anche il personale dipendente.
Sinceramente da dipendente non ho avvertito nessun pericolo e sono lieto di essere assunto dalla nuova concessionaria che mi darà da mangiare per i prossimi anni. Mi sembra che tante polemiche siano più dovute alla politica sindacale (che spesso faccio fatica a capire) e agli interessi di CentroPadane e dei suoi azionisti che sono in maggioranza enti locali Bresciani e Cremonesi.
Per cui rassicuro i lettori che noi dipendenti non corriamo nessun pericolo e che le polemiche a colpi di milioni di euro che ci sono tra CentroPadane (e suoi azionisti) la subentrante Autovia Padana, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e i sindacati, tutto hanno come motivo del contendere tranne che il bene dei lavoratori che sono solo vittime degli interessi di altri.
Molto semplicemente ad un dipendente come me interessa solo avere un lavoro da fare con impegno e competenza e un giusto stipendio e questi sono sicuramente garantiti da Autovia Padana.
Teofilo Zeno Piovani
(San Paolo - Brescia)
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Mi fa piacere che lei sia tranquillo in merito al suo futuro professionale e sinceramente spero lo siano anche i suoi oltre duecento colleghi di CentroPadane che presto passerà alla nuova concessionaria Autovia Padana Spa. Detto ciò credo sia sbagliato e anche un po’ qualunquista ‘etichettare’ come una polemicuccia di poco conto tra ministero, società, sindacati e politici locali la trattativa per il passaggio dei dipendenti dell’autostrada da una ‘casa all’altra’. La salvaguardia dei livelli occupazionali è un punto di partenza importante ma, appunto, è un punto di partenza: è importante garantire anche una continuità professionale ed economica ai lavoratori di CentroPadane.

A Crema marciapiedi trappola e nessuno fa niente

Caro direttore,
nelle pagine della cronaca di Crema viene siete già occupati. Ma voglio tornare sulla questione, che non è solo estetica. Parlo dello stato di ‘salute’ dei marciapiedi del centro storico: decisamente brutti a vedersi, ma pure pericolosi. Si, parlo di sicurezza. Ho letto di quella signora che per un soffio ha evitato di finire al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, a me è capitato altrettanto. E ho notizia di mie amiche (va detto che non siamo più giovanissime) che hanno dovuto ricorrere a cure mediche. Buche e quant’altro presenti da anni e che di anno in anno si fanno più profonde. Eppure il Comune latita. Mi chiedo il perché.
Francesca B.
(Crema)