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Domenica 25 Febbraio 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


Lettere al Direttore del 11 Febbraio

Lettere al Direttore del 26 Gennaio

Sulla strada sud
Importante votare al referendum
Egregio direttore,
è cosa importante partecipare al Referendum per la Strada Sud. La contrarietà attuale va verificata dalla volontà popolare invece desiderosa di avere una circolazione più spedita.
Certamente starà al piano regolatore impedire ulteriori insediamenti urbanistici nel caso venisse approvata.
L’auspicio che si faccia chiarezza per una più efficiente Cremona di domani.
Ulrico Allienni
(Cremona)


Leggi sulla sicurezza ignorate
L’Inail controlli il lavoro dei necrofori
Egregio direttore,
volevo esprimerle qualche notazione riguardo al nostro settore lavorativo di necroforo, portantino, in poche parole becchino, che si svolge nella nostra città e comuni limitrofi. Alla mancanza di dispositivi di sicurezza, scarpe, camici per vestizione e mascherine in caso di bisogno. Senza tenere conto di una legge vigente 626 che specifica che ogni operaio non può sollevare un peso di 25 chili, ma per motivi di personale o di esibizionismo, dimostrando agli altri che la propria impresa è la migliore mettendo a repentaglio l’incolumità del personale, qualvolta si porti un feretro in spalla superando notevolmente il peso previsto dalla legge. Provocando ernie inguinali, ernie al disco, e altri danni al portantino. L’ispettorato del lavoro o Inail dovrebbe effettuare dei controlli in questo settore, e fare rispettare le leggi vigenti, con appositi carrelli per trasporto cofani in chiese e cimiteri, che nei comuni limitrofi alla città sono sprovvisti di carrelli e personale alla sepoltura o tumulazione. Certo di contare del suo aiuto, e dagli enti citati, le porto i miei cordiali saluti.
A. A.
(Cremona)


Ecco la mia bolletta
Gas, pago le tasse sulle tasse: assurdo
Egregio direttore,
trasmetto per conoscenza, copia fotostatica della sintesi degli importi che hanno determinato il totale della fattura n. 81561 del 12.1.18 Linea Più relativa ai consumi di gas metano. Il totale imponibile risulta essere di euro 233,51. La cosa allucinante è che tale imponibile, comprendente un gravosa imposta erariale pari ad euro 70,37 è stato completamente assoggettato ad Iva alla modica percentuale del 22%. Pertanto ecco una imposta sull’imposta. Dal momento che il Dpr istitutivo dell’Iva non evidenzia alcuna possibilità di applicare l’Iva su una imposta gradirei conoscere quale artificio è stato studiato per consentire tale odiosa prassi in uso da sempre.
Antonio Avanzi
(Pizzighettone)


In questi giorni
Tempi amari  nelle cooperative
Egregio direttore,
nelle cooperative, questi giorni, v’è un clima di sconcerto senza eguali espansosi, persino, nei dintorni come se v’incombesser funerali... «Son tempi amari», dice il popolino facendone denunzia in direzione, solo i sussurri d’un telefonino par l’abbian scossa fuor d’ogni ragione. «Non solo tifo», chiosa Berlusconi (sbuffando inviperito a tarda sera) ma pur incontri strani tra ‘baroni’ intesi a trasformare una chimera in prelibati e solidi bocconi per chi si spese. Troppa sicumera.
Gaetano Solfi
(Cremona)


Il voto del 4 marzo/1
Voglia di astensione ma sarebbe sbagliato
Signor direttore,
per la prima volta, dopo oltre 60 anni di ‘onorato servizio’, non riconoscendo più nei partiti il fine dell’interesse generale del Paese, avevo pensato di esprimere la mia ferma protesta andando ad allungare la già lunga lista dell’astensionismo. Mentre il mondo è cambiato al punto tale da stravolgere tutti i punti di riferimento socioeconomici ed in parte etici di soli vent’anni fa, le dinamiche della politica sono rimaste quelle di sempre: quelle improntate all’autoreferenzialità con il fine dominante della conferma della casse dirigente, a prescindere dalla qualità dei risultati del lavoro compiuto. Due eventi hanno però messo in crisi questo mia sofferta scelta. Il primo, in Veneto, dove è stato lanciato un pericoloso messaggio che spalanca la porta al più rozzo giustizialismo: «In questa campagna elettorale faremo molta comunicazione negativa sui partiti e sui candidati che corrono in Veneto. Buon divertimento». Il secondo, a Macerata, dove si è avuta una barbara manifestazione di squadrismo razzista con una sparatoria contro degli esseri umani per il solo fatto di avere un colore della pelle diversa. Di fronte a queste cose non si può stare alla finestra borbottando un po’ di sdegno. Pur rimproverando alla litigiosità del centrosinistra la causa della resurrezione dell’area politica, o contigua, in cui certi soggetti militano o si riconoscono, bisogna opporsi con il voto democratico. Fortunatamente, ho due amici che hanno sciolto ogni mio dubbio residuo. Quello di dare con il mio insignificante voto un piccolo segnale per il rinnovamento dei partiti. Basta con le campagne elettorali dominate dagli ‘imbonitori’ che promettono l’impossibile, sapendo che ‘dopo’ a dominare le scelte saranno le eterne emergenze ed urgenze senza una visione olistica dei problemi e di progetto per il domani. (...) . Il mio piccolo voto andrà quindi al generoso disinteresse personale di chi ha già mostrato nella vita cosa sappia fare e che potrebbe essere utile per governare una comunità, locale o nazionale che sia. Ad esempio, a Cremona il mio voto andrà alla commercialista dottoressa Annunciata Volpari che nella Circoscrizione Lombardia 4-02 (Cremona-Mantova) per la Camera dei deputati e seconda della lista ‘Insieme’, una lista di sola testimonianza, viste le scarse chance di raggiungere il 3% per avere parlamentari. Da sindaco di un paese a pochi chilometri dalla città, negli anni ’90 in soli due anni risolse i gravi problemi finanziari del suo Comune in dissesto finanziario. Mentre all’amico Grammenos Mastrojeni, capolista, sempre di ‘Insieme’, nella Circoscrizione Lombardia 4-01 (Pavia e Lodi) per la Camera dei deputati, non posso che augurare un buon riscontro personale. (...)
Benito Fiori
(Cremona)


Il voto del 4 marzo/2
Vinti e vincitori tutti sorridenti
Signor direttore,
non so da quale delle due sfumature della stessa emozione saremo avvolti dopo aver preso visione dei risultati elettorali del prossimo 4 marzo; «Allegria!», esordiva con bonario intento augurale Mike Bongiorno in ogni sua apparizione televisiva.
Gioiremo se simpatizzanti dello schieramento vincente; se delusi invece, ricorreremo all’«allegria di naufragi» di G.Ungaretti che già nel 1916 elogiava l’impulso a rimettersi in gioco di chi era uscito da un infausto avvenimento (come il superstite lupo di mare dopo la perdita della propria nave, pronto a riprendere le onde nel viaggio successivo, citato nella poesia). Credo che le esperienze passate non ci faranno alterare di molto la mimica facciale nell’uno o nell’altro caso: esultare può essere sintomo di ingenuità riguardo l’effettiva attuabilità dei programmi decantati in campagna elettorale; ripartire a testa bassa se sconfitti, implica un autocritico esame di coscienza che non tutti sono disposti a sostenere senza ipocrisie. Così va il mondo, e così le elezioni.
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


Rischi la galera
Fascismo, vietato dire che fece cose buone
Caro direttore,
malauguratamente anche oggi, purtroppo, siamo costretti a sopportare realtà piuttosto indigeste: un Pd, groviglio cattomunista, e dei dissidenti ancor più estremisti.
Incorressimo nella ‘scelleratezza’ di nominare il fascismo con le sue prestigiose opere edilizie o d’alzare il braccio nel saluto romano, chi potrebbe evitarne la riprovazione col rischio, persino, della galera?
P. F. Mari
(Cremona)

Fu scoperto da Bendetto Gatti
Solfato indigeno. Medicinale cremonese
Signor direttore,
durante le nostre ricerche sui medici scrittori di Soresina ci siamo imbattute nel singolare caso del ‘solfato indigeno’, un medicinale preteso antipiretico e antimalarico, surrogato del chinino, scoperto dal farmacista cremonese Benedetto Gatti nel 1833. Con queste brevi note lo sottoponiamo alla memoria degli storici, per un suo eventuale approfondimento.
Il farmaco veniva testato sui pazienti di alcuni medici condotti locali, con risultati incoraggianti, che inducevano all’ottimismo il medico provinciale dottor Ferdinando Zezi e il luminare milanese dottor Giovanni Strambio. Tuttavia le due commissioni della facoltà Medica dell’Università di Pavia e dell’I. R. Istituto Lombardo di Scienze, Letteratura ed Arti di Milano bocciarono il preparato, ritenendolo non efficace, e bloccando di fatto la possibilità di un sua produzione e commercializzazione. Il Gatti esportava perciò la sua scoperta nella Repubblica e Canton Ticino, dove la Commissione Cantonale di Sanità, nonostante alcuni contrasti, gli concedeva di aprire una fabbrica nei pressi di Lugano . Nella comunità scientifica si accesero roventi polemiche sul nuovo farmaco tra sostenitori e detrattori. In suo favore si espresse anche il celebre medico e patriota cremonese Fulvio Cazzaniga. Dopo i primi successi, il medicinale veniva accantonato, anche se si registrano due tentativi di riproporlo nel 1848 (Cremona, ditta Antonio Curtarelli e Comp.) e nel 1859 (Ditta Giacinto Pizzi di Milano). Dalle ricerche è riemersa anche la figura del cremonese Vincenzo Masserotti (1817-74), medico all’ospedale S. Ambrogio di Milano, assistente alla cattedra di Chimica all’Università di Pavia, insegnante in due licei milanesi, sodale di Agostino Bertani, e fiero oppositore del solfato indigeno.
Maria Fortina Mainardi
(Soresina)


Disgregatori o unificatori?
Per Tito e Mussolini ‘eredità’ diverse
Signor direttore,
noi italiani siamo contro le foibe, quindi contro Tito, che era comunista, e Mussolini, non all’altezza di opporsi ad Hitler, lo consideriamo come un disgregatore, mentre gli ex-della Jugoslavia considerano Tito, capace di opporsi a Stalin, un unificatore. Noi italiani sembra vogliamo dimenticare Mussolini, mentre gli ex-della Jugoslavia, pur tra dissenzienti, pare invece siano ancora molto legati al loro Maresciallo.
Insomma: noi italiani, chi siamo?
Gianfranco Mortoni
(Mantova)

IL CASO
Senza vincitori, un governo di tutti  è certo meglio che tornare alle urne

Caro direttore,
per diversi giorni i protagonisti del confronto elettorale hanno ripetuto in continuazione, quasi fosse parte di un rito scaramantico, che si dovrà tornare a votare subito se i risultati del 4 marzo non dovessero garantire delle indicazioni nette.
Ma tutti sanno o meglio, tutti temono che il responso delle urne potrebbe avere il sigillo della incertezza e, preventivamente, dicono dì non essere disponibili a fare delle ammucchiate, a collaborare con quelli che hanno combattuto e troppo spesso denigrato sino al giorno prima.
Come se ipotizzare di deporre le armi e, seguendo le regole costituzionali, sedersi attorno ad un tavolo per cercare soluzioni ai problemi dell’Italia, fosse solo un segnale di debolezza o, peggio, di sconfitta.
Non escludo che si possa tornare a votare, ma immaginare di farlo in autunno solo perché la brutalità dei numeri lo potrebbe suggerire, sarebbe per certi versi inutile e pericoloso.
Inutile perché scartare a priori la possibilità di confrontarsi in modo costruttivo dopo le elezioni, qualunque sia il risultato, dimostrerebbe scarsa lungimiranza e che non si vuole tenere in conto gli interessi della gente.
Pericoloso perché il nostro Paese finirebbe subito nel mirino degli speculatori internazionali con la rottura di un equilibrio finanziario che tutto considerato ci è tornato utile, e perché sicuramente in una seconda tornata elettorale ravvicinata, i toni sarebbero più violenti con il possibile prevalere di posizioni estreme.
Ipotizzare invece di proporre al nuovo Parlamento un esecutivo composto dai rappresentanti della quasi totalità delle forze politiche, con una durata ed un programma limitati e concordati, potrebbe consentire di affrontare le difficoltà che sta vivendo l’Italia e potrebbe mettere alla prova, nel concreto, la capacità dei singoli partiti di passare dalle parole ai fatti.
Facile da realizzare ? Non credo proprio.
Lo potrebbe essere nelle misura in cui al presidente Sergio Mattarella, in aggiunta alle sue prerogative costituzionali di scelta, fosse affidato un ampio mandato morale per farsi garante degli eventuali impegni presi dai politici, che avrebbero così modo di far emergere il meglio che c’è in loro.
Alessandro Bertoni
(Pieve d’Olmi)
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Sono d’accordo con lei. Un conto è quel che si dice in campagna elettorale, con tutti i competitori che non si fanno scrupoli nello sparare bordate sugli avversari per accaparrarsi più voti possibile, un altro è il dover ragionare con i i risultati delle urne. In fondo, restando all’ultimo periodo, l’esecutivo di centrosinistra guidato da Paolo Gentiloni ha al suo interno spezzoni di centrodestra e ha governato con buoni risultati. Infine, se la civilissima Germania veleggia verso un governo di ‘grosse koalition’, perché non possiamo permettercela anche qui in Italia?

LA POLEMICA
Tari, non faccio accuse ma descrivo solo la realtà

Egregio direttore,
Alessia Manfredini (assessore all’Ambiente Comune di Cremona) ha risposto (30.1.18) alla mia (28.1.18) terminandola con un imperativo: «Qualora le critiche superino i limiti del legittimo confronto e si basino solo su posizioni pregiudiziali, risponderò con fermezza». Classica risposta politichese per non entrare nel merito dei contenuti. In risposta a tale imperativo, mi riservo il pari diritto di dare il mio contributo con passione, volontà, determinazione e voglia di misurarmi non mi spaventano, esprimendo con fermezza osservazioni concrete come sempre fatto e farò. Se l’assessore Alessia Manfredini ha ritenuto offensivo quel «piede in due scarpe (oggi 3)», è un dato di fatto e, nel contesto, una definizione di uso comune. Punto.
L’assessore Alessia Manfredini continua: «Alcune precisazioni sulla Tari e sul servizio erogato da Linea Gestioni che il lettore (dovrei essere io?) pone sotto accusa». Al solito una gratuita affermazione: per quanto riguarda la Tari non ho fatto alcuna accusa, ma semplicemente descritto una realtà che presenta criticità economiche e contrattuali. Punto.
Sulla qualità del servizio, ove ci fossero comportamenti non conformi, non farei altro che rivolgermi agli operatori di Linea Gestioni, sempre disponibili e collaborativi. Punto.
Proseguendo, l’assessore Alessia Manfredini afferma nero su bianco: «... Linea Gestioni entra in circa 2.000 stabili... e svolge un servizio aggiuntivo, su richiesta, il cui costo non rientra nella tassa rifiuti... o che rientra nei rapporti fra il gestore e gli amministratori di condominio». Affermazione di valenza giuridica sottoponibile al giudizio del Tar. Punto.
Considerate le premesse non è una «posizione pregiudiziale», ma una derivante la seguente ipotesi: Linea Gestioni ha presentato al Comune un piano economico-finanziario (Pef) redatto indistintamente per tutte le utenze domestiche per il servizio di raccolta rifiuti da svolgersi porta a porta (dai marciapiedi). Un Pef che, su preciso ed esplicito mandato della giunta comunale, escludeva i maggiori oneri imputabili alla raccolta rifiuti, all’interno con un preciso scopo politico: presentare il successo della raccolta differenziata (meritevole se pur scontato) ed il contenimento della Tari (con il trucco). Punto.
Assumendo, ma non è scontato, che Linea Gestioni voglia-debba-possa farsi pagare i costi, non conteggiati per il calcolo della Tari, ovvero i costi-oneri per il ritiro all’interno doveva produrre ai rappresentanti degli amministratori: 1) una offerta descrittiva degli oneri per ritiro all’interno, 2) la delega comunale per l’incasso di tali oneri, 3) le modalità del servizio, 4) varie ed eventuali modalità. Per esempio: tempi di fatturazione, rateizzazione dei pagamenti, trattamento per utenze sfitte eccetera.
L’assessore Alessia Manfredini scrive nero su bianco «una decisione maturata da anni». Una decisione che, nata monca, ha creato un vuoto applicativo e quindi un contenzioso fra gestore e gli amministratori. Un contenzioso più formale che sostanziale, ma comunque di difficoltosa ed incerta definizione. La testimonianza: giacciono nel cassetto dell’amministratore due fatture di «Linea Gestioni s.r.l. (soggetta all’attività di direzione e coordinamento del socio unico Linea Gropu Holding Spa) per raccolta rifiuti porta a porta; fatturazione servizio di ritiro all’interno» relative agli anni 2016 e 2017. Fatture ad oggi non pagate pur in continuità del servizio. Evidentemente ad oggi, mentre l’assessore Manzi dichiara una diminuzione della tassa rifiuti, migliaia di utenti non sanno ancora che in aggiunta alla Tari dovranno pagare una tassa piatta uguale per tutti che, applicata a prescindere dagli elementi distintivi di legge di merito, può incidere dal 10% al 50% sull’importo Tari per le diverse tipologie delle “unità immobiliari” (appartamenti) Una tassa sulla casa? Questo il risultato di una decisione maturata da anni?
Nello specifico: in entrambe le fatture vengono conteggiate 14 unità abitative mentre 2, rimaste sfitte per un lungo periodo, risultano esenti dalla tassa Tari e di conseguenza anche dalla tassa piatta di euro 26,40/anno (comprensiva di iva al 10%), richiesta per ritiro all’interno. Che fare? Un semplice disguido o mancanza di informazioni fra Linea Gestioni e Comune? A torto o ragione mi sembra lecito desumere che, in questo intrecciarsi di affermazioni e comportamenti, anche Linea Gestioni sia dubbiosa sul diritto giuridico di esigere a titolo privato oneri da privati, anche certi, quando gli stessi oneri potevano essere definiti ed inclusi nella cartella Tari come oneri aggiuntivi per ritiro all’interno. Servizio che, da marciapiede o all’interno, comunque la si giri rientra nell’obbligo del Comune di gestire la raccolta rifiuti.
Gli utenti avrebbero risparmiato l’Iva, la Provincia avrebbe intascato di più, il Comune avrebbe il controllo globale delle richieste di Linea Gestioni. Troppo semplice, meglio la propaganda elettorale. Così facendo si dimentica il sacrosanto finale di ogni decisione presa nei palazzi; a pagare sono sempre e comunque i cittadini. Cittadini che, in uno stato di sudditanza, chiedono almeno chiarezza. In mancanza di questi dubbi, pregiudiziali, ipotesi, ecc. sono legittima e libera espressione di chiunque le ponga. Il confronto è democrazia.
P.S. L. G. entra in 2.000 fabbricati (condomini); presupponendo una media di 10 utenze per condominio siamo a 20.000 utenze; L. G. incassa per ogni utenza euro 26,40 per un totale di euro 528.000, somma non insignificante che dedotta dal Pef complessivo ha permesso di diminuire la Tari in modo più consistente alle utenze commerciali e in modo irrilevante alle utenze private. Una ipotesi, ma anche Giulio Andreotti diceva a pensar male spesso si indovina. Una strategia adottata per tener buoni i commercianti?
Arnaldo Maggi
(Cremona)

L'INTERVENTO
Bonemerse, le terre emerse non c'entrano nulla

Caro direttore, a volte svolgere il ruolo di consigliere comunale, in un paese della Bassa, ha i suoi vantaggi. Leggendo le carte approntate per un recente consiglio comunale mi balza all’occhio questa frase: a memoria delle Bona (terre) emerse (liberate dall’acque). Potremmo citare la beata ignoranza, celebre espressione generata dalla poesia di Thomas Gray. Ci verrebbe da dire sorridendo. In realtà il toponimo del paese, Bonemerse, potrebbe derivare da Sancta Maria de Bonemercis (1271) o Sancta Maria de Bonis Mercibus (1385), come appare citato nelle fonti antiche. Potrebbe identificare il territorio, extra moenia rispetto alla città di Cremona, posto nei pressi della chiesa dove i terreni erano di proprietà della mensa vescovile di Cremona. Alcune mappe del XVI e XVIII secolo chiamano il luogo Bonemercio, toponimo alquanto semplice da decifrare. Un luogo, quindi, dove per secoli vi fu un mercato agricolo da cui nacque buone merci indi Bonemerse, dopo vari passaggi. Insomma le terre emerse non c’entrano nulla, dissolviamo il mito dei polder cremonesi! Tanto è vero che il Comune di Bonemerse quando attuò la famosa unione con il comune di Malagnino, alcuni anni fa, volle con vigore denominare il sodalizio con il titolo di Unione Centuriata. Facendo così si volle portare l’attenzione sull’origine romana delle terre piuttosto che su quella medioevale dei due comuni. Ma come ben sappiamo i romani non centuriavano le zone umide nei pressi del fiume. Opera del resto inutile e facile preda delle inondazioni che tutto sommergono e stravolgono. E i romani, mi lascino dire, non erano degli sprovveduti. Anche se a onor del vero un terzo del comune di Bonermese ha la sua ubicazione naturale nelle golene del Grande Fiume, zona umida, non centuriata, ma bonificata dal medioevo in poi. Bonifiche però spesso di recentissima data (tipo l’alveo del Po Morto esistente ancora agli inizi del XVIII secolo nei pressi della Madonna del Po). Altra zona umida simile a quella ipotetica di una bonifica medievale è l’areale di Farisengo.
E il nostro mitologico Buone Terre Emerse? Questo toponimo potente come il Mosè che ruppe le acque del Mar Rosso, da dove deriva? Origine oscura ma non antica. In paese si narra che dagli anni ’30 un maestra assai intraprendente l’avesse coniato per i suoi alunni. Tutto questo per dimostrare che anche nelle piccole faccende culturali, l’attenzione deve sempre sconfiggere la fretta e la superficialità. Ad ogni costo anche se questo ci fa perdere rime o facili detti.
Angelo Garioni
(Cremona)

Ne parlo con...

Modi diversi, stessi obiettivi
La legge sull'eutanasia, una replica del nazismo

Signor direttore,
mi ha sorpreso, dato il livello culturale di Giancarlo Corada, il suo articolo di domenica scorsa sul vetero fascismo di Mussolini, che sarebbe risorto in quei quattro naziskin di Varese, in quel povero ‘angelo vendicatore’ di Macerata, nella scoperta della vergognosa cittadinanza onoraria di Mussolini elargita - a suo tempo- in ogni Comune d’Italia. Dirigenti di partito e ministri, tutti mobilitati a gridare al fascismo risorgente. Il fascismo è come Moby Dick: va considerato nella sua genesi (è figlio della borghesia rampante di fine ’800), nei suoi sviluppi operativi fino alla guerra d’Africa del ’35, fino falle leggi razziali del ’38 e all’angosciosa neutralità, durata un anno, tra lo scoppio della seconda guerra mondiale concordata tra Hitler e Stalin. Se si utilizza la storia come arma contundente addosso agli avversari politici, come sta avvenendo, la si falsifica in questa squallida campagna elettorale, mentre la falsificazione rivela la miseria politica di chi ne fa uso.
Il fascismo, considerato nella sua totalità, si rifà egregiamente ai giacobini della rivoluzione francese, persino ad una sorprendente prossimità di fondo con Lenin come la storiografia più recente va dimostrando. Persino esponenti della gerarchia cattolica, nel corso dei secoli, da peccati gravi come il cardinal Torquemada, che nella Spagna del ’500, allora grande potenza, si mise a perseguitare ebrei e moriscos e, prima ancora di lui: Martin Lutero invitava a trattare gli ebrei come più tardi farà Himmler. (...) Sentendo Gandolfini domenica al Cittanova su come è nata la legge eutanasica, che ha appena prodotto la prima vittima, ho visto la replica, in modi diversi, del nazismo ai danni degli handicappati psichici. Dovevano morire anche loro di fame e di sete. Concludo: il passaggio dal bene al male è di una velocità sorprendente: può avvenire non solo nelle repubbliche democratiche; questo passaggio può avvenire nei fedeli cristiani, nei musulmani, in qualsiasi persona, quando si perde di vista la dignità dell’Uomo. Ho pertanto l’impressione che non solo a Corada, ma anche al sindaco, nel suo discorso allo Zini in occasione della ‘Memoria della Shoah’ , sfuggano, per fini elettorali, l’orrore dell’ideologia del gender, peggiore del razzismo e la dittatura del pensiero unico, che continua ad invadere l’Europa dal 1968 ad oggi. La strumentalizzazione di una fantasiosa rinascita del vetero fascismo serve a far dimenticare quello in atto nell’uccisione della vita nascente a carico di tutti noi contribuenti (...).
Mario Pedrini
(Cremona)

Credera Rubbiano, una ciclabile molto pericolosa

Signor direttore, la pista ciclabile che collega Rubbiano a Credera da mesi è in condizioni disastrose. Buche, voragini, parapetti e sprofondamenti nel fosso e banchine pericolose. Faccio presente che questo breve tragitto è molto frequentato, da pedoni, ciclisti, da anziani che vanno a far la spesa a Credera , e da bambini che vanno a scuola.
Osvaldo Rossi

(Credera Rubbiano)

Commenti all'articolo

  • Roberto

    2018/02/13 - 14:02

    a mario Pedrini dico solo di approfondire le tematiche che lui contrasta mettendosi come soggetto del dramma del testamento biologico e della eutanasia. Mi dica se ha piu' peso la sofferenza individuale o l'idea superidividuale della sacralita' della vita.

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