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Venerdì 19 Ottobre 2018

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Blog


Lettere al Direttore del 16 Gennaio

La politica è un’altra cosa
Le ‘sparate’ elettorali aiutano l’astensione
Egregio direttore,
ormai le promesse elettorali, in una liturgia abbastanza penosa dei politici nostrani, da mesi hanno rotto gli argini della credibilità, se non addirittura della decenza. L’ultima che già girava da qualche mese sui giornali, ha avuto la sua consacrazione nel tempio sacro delle ovvietà ‘Porta a porta’ e davanti al suo vate: se la vittoria il 4 marzo andrà alla destra, le pensioni minime Inps saranno portate a mille euro al mese. Mirabolante promessa, ‘sparata’ che dovrebbe solo fare ulteriormente aumentare l’esercito degli elettori che non andrà a votare. Infatti questo impegno porterebbe un aggravio alle casse dello Stato di svariati miliardi di euro e metterebbe a rischio la sostenibilità del sistema e la finanza pubblica in generale.
Allora, mi permetto di chiedere: quello sfacciato spot elettorale quanto peserà sulla fiducia degli investitori stranieri? Se il sistema scricchiolerà cosa verranno a costare gli interessi del debito pubblico che nel 2016 sono ammontati a 66,5 miliardi (3,9% del Pil)? La cosa grave è che a chi promette felicità da Paese del Bengodi non può essere concesso di ignorare i banali conti che citavo. (...) Insomma, diciamolo, abbiamo a che fare con una interpretazione della Politica, uno dei più nobili interessi dell’uomo, e della ricerca del consenso democratico davvero inaccettabili. A meno che la promessa non sia l’annuncio criptico di un futuro passaggio al settore privato della previdenza per la vecchiaia e dell’assistenza per la salute. Di male in peggio, quando parliamo di diritti fondamentali affidati ai dividendi di fine anno. (...)
Benito Fiori
(Cremona)


San Sigismondo
Nostalgia di quando era parrocchia
Caro direttore,
parrocchia di San Sigismondo, luglio 2006, all’ingresso della stupenda chiesa un cartello fa bella mostra di sè: ‘Chiuso, e per sempre. La bottega, fucina di cristiani talenti, ha chiuso i battenti’. Così me l’ero immaginato lo scioglimento di quella autorevole parrocchia. Generazioni di giovani e meno giovani si persero di vista. Una parrocchia delle più prestigiose cittadine fu consegnata alle suore di clausura. Un pezzo di storia cremonese cancellato in men che non si dica. Malumori, sconforto, amara rassegnazione serpeggiò nel cuore di molte persone. Ancora oggi, credimi direttore, m’interrogo se quella scelta, operata in nome, per conto, soprattutto per il bene di chi, fosse stata azzeccata, Culture, radici, profonde amicizie, affetti consolidati, solidarietà disinteressate tra gente comune, testimonianze di fede e di aiuti alla collettività, ‘puff’, come il rumore della caduta di un corpo attutita dall'acqua. ‘Ma non ci sono più preti in giro’, tuonarono quelli dalla tonaca lunga e dal bianco colletto. Chissà, sarà stata un fortuna oppure una sventura? All’epoca te la fecero passare semplice semplice: ‘Vi offriamo in sua vece Santa Maria Vergine di Caravaggio, San Sebastiano, Bonemerse’. Ma un nostalgico che è uno, come si sarebbe dovuto comportare? Insistette! Non mi sorpresi allorquando qualcuno rispose a quella brava gente disorientata, per di più seccato: ‘Ma andate al diavolo!’, cioè alla concorrenza. Ho esagerato? Forse. Tuttavia già apparve chiaro l’intendimento di aggregare parrocchie cittadine (tralascio quelle della provincia) quali Santa Agata, Ambrogio, Ilario, Cattedrale, Imerio, Abbondio, (meglio mi fermi qua!). Risultato? ‘Non sarà un miracolo a compiere questa evoluzione, ma una lenta, tenace, lunga educazione dello spirito... la disposizione di tutti a compiere il proprio dovere, la vergogna di vivere alle spalle altrui, l’orgoglio di contribuire, nel miglior modo, al comune bene’ (don Primo Mazzolari). Strabiliante capacità profetica, una visione acuta e profonda della realtà e dell’animo. Eppure era un ‘semplice’ prete di campagna.
Giorgio Carnevali
(Cremona)


Le poltrone non mancano
Quanti micropartiti. Una sfida citarli tutti
Signor direttore,
numero dispettoso il 7. Tanti furono i Re di Roma, 7 i famosi nani, 7 i colli su cui venne edificata la nostra capitale; provate infatti ad elencarli: li snocciolereste con spavalda sicurezza, ma l’ultimo di ciascuna categoria quasi sicuramente vi sfuggirà, costringendovi ad un ulteriore indispettito sforzo di memoria. Risalite ora ai ‘primitivi’ partiti che rendevano chiaramente riconoscibili i confini politici di qualche decennio fa e provate a contare quante frammentazioni, con relativi cambi di nome abbiano da allora subìto. Se la sfida vi pare impossibile, focalizzatevi solo sui tre maggiori che incarnavano le principali direzioni: Pci, Dc, Msi. Senz’altro vi arrendereste comunque nel tentativo di censire il nebulizzato microcosmo generato dalla genuina matrice iniziale, ed esaurireste di sicuro la mina della matita. Al centro, ma più a sinistra di chi lo è troppo poco senza però esserlo troppo perché là è già occupato! L’importante è che ogni scartamento laterale in entrambe le direzioni si effettui avendo sempre cura di tenere stretta la sedia che ci ospita poiché, se ci venisse sottratta, dovremmo ricominciare da capo: come nel ‘gioco dell’oca’.
Luciano Lazzari
(Vicobellignano di Casalmaggiore)


In TV si cucina da mattina a sera
In Italia servirebbe sobrietà alimentare
Caro direttore,
tra le follie televisive furoreggia l’abbondanza del far da mangiare, quasi fossimo un Paese che ne è carente, mentre siamo i primi al mondo. E proprio per questo avremmo il dovere di tirare il freno e fare qualche retromarcia in cucina e lo dovrebbe fare chi programma le trasmissioni televisive. C’è bisogno di sobrietà alimentare! È una necessità sociale e sanitaria, che riguarda molte patologie di cui sono affetti molti cittadini. Possibile che non ci sia nient’altro che far vedere come fare da mangiare? Se si insistesse invece di più sul ‘mangiare poco’ con trasmissioni mirate, si favorirebbe un’azione sociale preventiva rispetto alle patologie più frequenti... Ne cito solo alcune: obesità, diabete, malattie cardiovascolari ecc... lnoltre il mangiare sobrio infine è quella dieta che non preclude nulla se si esercita il dovuto autocontrollo.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)


Sono giovani ed educati
Polizia solo ai gazebo di Forza Nuova
Signor direttore,
sabato pomeriggio mi trovavo nel centralissimo corso Buenos Aires a Milano e vedevo qua e la allestiti i gazebo dei vari schieramenti politici, fino quando a metà corso incontro i ‘miei’ quelli di Forza Nuova e mi avvicino per scambiare quattro chiacchiere con i cari militanti di estrema destra, quando noto che tutto intorno vi era uno schieramento massiccio di poliziotti in tenuta da guerriglia, poliziotti assenti però intorno ai gazebi degli altri partiti. Si dice per motivi di ordine pubblico, perché quelli di estrema destra possono creare tafferugli e disordini: che stupidaggine colossale. Ragazzi giovani educati e composti che non hanno dato nessun fastidio, ma si sa in Italia la sinistra ha inculcato nelle istituzioni il concetto che noi di estrema destra siamo dei violenti e facciamo solo del casino. Niente di più falso, anzi sono dell’idea che i poliziotti avrebbero dovuto stare vicino al gazebo del Pd viste le nefandezze del quale si è macchiato nei confronti del popolo italiano.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)


Sulla ‘primula rossa’
Ho solo riportato testi dei ricercatori
Egregio direttore,
i rilievi, fatti da Ennio Serventi al contenuto della mia lettera, pubblicata il 12 gennaio, seppur assistiti dai vari ‘sembra’ nati dalle supposizioni dell’autore, potrebbero essere presi in reale considerazione se basati sul testo originale del mio scritto.
Può accadere, purtroppo, che la composizione della pagina riservata a ‘Spazio aperto’ richieda piccoli ritocchi alle missive ospitate. Non sono un angioletto, ma rispetto sia la direzione del giornale, alla quale cerco d’evitare complicazioni di ogni tipo, sia coloro che mi leggono e ai quali intendo facilitare la migliore interpretazione di quanto scrivo. Per non alterare le opinioni espresse dai ricercatori da me citati, ho riportato semplicemente i termini contenuti nelle loro relazioni e, per quanto riguarda Armando Parlato, ho indicato le pagine del suo libro relative agli argomenti da me richiamati (come la ‘Primula rossa’).
Non ho espresso, quindi, alcuna opinione personale in merito facilitando, invece, con l’indicazione delle pagine del libro, gli eventuali lettori interessati nella deduzione di un loro personale giudizio. Al Serventi, inoltre, sarebbe stata utile la lettura della seguente proposizione omessa: «(L’autore)... Dopo la premessa, da pagina 50 e seguenti sulla organizzazione tedesca in Italia per il reclutamento di lavoratori italiani». Quanto scritto in dette pagine rileva in quali casi avveniva e in che cosa consisteva «l’invio» in Germania obbligato. Le altre pagine, da me indicate, sono: 122 e seguenti e 222 e 223.
Claudio Fedeli
(Cremona)


Come siamo cambiati
Neve da ‘benedizione’ a ‘pericolo pubblico’
Signor direttore,
un mese fa, dopo una timida e fugace apparizione, si è rivista la neve. Non una nevicata di quelle vere, come accadeva una volta, tanto per intenderci. Allora era attesa come un segnale di buon augurio per il riequilibrio ecologico. Una autentica manna per abbattere le sospensioni nocive disperse nell’aria, un apporto benefico per rinnovare la fertilità della terra; un miracolo in grado di destare stupori sconosciuti nei cuori di nuove generazioni; una magia capace di scacciare la tetraggine dei lunghi momenti invernali. Nel volger di qualche decennio si è trasformata in fastidio, tribolazione, quasi si trattasse di una costante calamità. Non ci si raccapezza più. La ‘benedizione’ di un tempo si è tramutata in pericolo pubblico. L’uomo non riesce a sottrarsi alle peggiori contraddizioni. Il progressivo benessere ed i comfort di cui si è sin troppo circondato l’hanno reso più fragile, pretenzioso e intollerante. Smentendo Linneo, madre natura sta procedendo a balzi ma, quel che è peggio, sovente a rovescio.
Massimo Rizzi
(Cremona)

In campagna elettorale
Proposte trasparenti e tempi per realizzarle
Egregio direttore,
sono sempre del parere e convinto che il programma elettorale dei partiti deve essere trasparente. Cioè, un programma che indica le date, anche approssimative, di quello che si vuole fare. Troppe volte non è stato fatto niente di quello promesso. Il cittadino elettore deve avere la possibilità di controllo dell’operato del partito o della persona votata.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)


I due meetup del 5 stelle
C’è chi rompe la tregua chiesta da Toninelli
Egregio direttore
recentemente l’attivista dei 5 stelle Gabriele Beccari fece un intervista a fianco del signor Shaid Arif personaggio di spicco del partito non religioso Pakistano Pat per fare presente all’opinione pubblica che tale rappresentante politico era riuscito a far inserire nel programma del suo governo la riduzione degli stipendi dei parlamentari e la riduzione del numero degli stessi prendendo spunto dal programma dei 5 stelle, ma come prevedile la ex portavoce Lanfredi sfiduciata dal meetup storico dei 5 stelle per l’ennesima volta non ha rispettato la tregua imposta dal deputato Danilo Toninelli e tramite una email e relativa telefonata al giornale, ha puntualizzato e non è la prima volta, che i signori Sciacca (cosa centro io che non ero ne presente ne citato nell’intervista?) e Beccari non hanno titolo da presentarsi alla stampa, vorrei ricordare alla signora che il signor Beccari è il referente della stampa del nostro meet up e siccome la signora le spara grosse, vorrei ristabilire la verità.
1) Tempo fa dichiarò al giornale che aveva espulso sette attivisti tra cui il sottoscritto, Beccari, Bordi, Tonoli , Balestreri, Ottolini, e la signora Eddi la notizia come tutti sanno fu una grossa bufala, infatti la signora quando venne sfiduciata per reazione abbandonò il meetup storico e ne fondò un altro e da quello espulse 7 persone che facevano parte di un altro gruppo, e come se un allenatore di una squadra di calcio possa espellere giocatori di una squadra avversaria [siamo alle comiche finali] infatti a dimostrazione della grande bufala vorrei ricordare ai lettori che Balestreri è candidato alle Regionali e io e Beccari ed altri siamo in attesa delle votazioni on line per la scelta dei candidati, per il Senato.
2) Dichiarò alla stampa che il signor Sciacca non poteva partecipare alle candidature delle Regionali e anche qui si rilevò l’ennesima bufala, infatti partecipai alla selezione delle regionali senza nessun problema. Purtroppo di bufala in bufala la signora non si sta rendendo conto che sta rasentando il patetico.
3) Ha già dichiarato due volte alla stampa che intraprenderà azioni legali, ma io le consiglio nel frattempo di trovarsi un buon avvocato penalista visto che tempo fa uscì sul giornale la notizia che fu proprio lei che venne denunciata da una cittadina cremonese, per diffamazione e non solo, penso che la signora soffra del delirio di onnipotenza per cui sia convinta di poter esercitare un enorme potere sul mondo circostante, di essere capace di tutto, onnipotente appunto e di poter ottenere ogni cosa, lei vive di io decido, io espello, solo io posso fare, solo io posso parlare alla stampa, eccetera.
Elia Sciacca
(Cremona)

IL CASO
DOCUMENTI E SOLDI PERSI, TROVATI E RESTITUITI
UN GESTO DI ONESTÀ CHE FA BENE SPERARE

Gentile direttore,
vorrei raccontarle quanto di bello e soprattutto di positivo mi è accaduto qualche giorno fa.
Le scrivo perché sono fermamente convinta che condividere storie o situazioni positive, potrà ridare a tutti noi, nuove speranze e fiducia. Una sera di qualche giorno fa, mentre uscivo da un appuntamento di lavoro, erano le 18.30 circa, uscendo di corsa per avviarmi alla macchina m’è caduta una cartellina contenente dei documenti e soprattutto dei soldi ma, al buio non ho avvertito e notato nulla, trasportavo una serie di borse contenenti tutti i materiali che uso abitualmente nei laboratori didattici tenuti presso le scuole dove insegno. La sera mentre mi apprestavo a sedermi per cena a tavola, ricevevo una telefonata dove, una voce maschile con un marcato accento straniero, mi comunicava d’aver trovato la mia cartellina per strada e che voleva restituirmela. Io sono rimasta sorpresa, non immaginavo d’aver perso nulla, e pertanto non sono riuscita a comunicare a quella persona la mia gratitudine e soprattutto a rimarcare che grazie a lui, sono riuscita a recuperare documenti importanti e i soldi.
Ci terrei quindi, attraverso il suo giornale, ringraziare chi ha recuperato i miei documenti, e cioè il signor Charles Aldeola, titolare della IT Smart Solutions che, trovando la cartella davanti al suo negozio in via Dante 191 a Cremona, mentre lo stava chiudendo, mi ha immediatamente avvertita. Un gesto d’onestà molto bello che m’ha evitato tutta una serie di complicazioni e probabili scocciature burocratiche, uno di quei gesti, come dicevo prima, che fanno ben sperare. Se tutte le persone fossero come questo signore, il mondo sarebbe sicuramente diverso.
Jorgelina Casajus
(San Martino del Lago)
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Ne sono convinto anch’io, perciò ho deciso di evidenziare la sua lettera. Coi soli buoni esempi non si cambia il mondo, ma spero che sia utile dare risalto agli atti di generosità e altruismo. Chissà che non inneschino fenomeni di emulazione.

LA POLEMICA
Pronto soccorso poco... pronto: serve l’informatica

Egregio direttore,
dopo cena, avevo deciso di fermarmi da Mara. Mi ero tolto le scarpe e messo un paio di pantaloni della tuta, avevo bevuto un nocino, e volevamo, io e Mara, guardare un film quando, una telefonata di Cristina richiama l’attenzione di Mara. Laura è in preda ad una intossicazione alimentare. Il ‘presidente’, suo compagno e padre della figlia, minimizza e non spende certo il suo tempo ad accompagnarla in ospedale, così ci si riveste e si va. All’arrivo una quarantina di persone sostano nella saletta d’attesa, ovviamente alcune in piedi visto che non c’è posto per tutti, del resto chi arriva lì non sta bene, e quindi dovrebbe sostare una mezz’ora, un’ora, un ora e mezza.
Non si sa! Non si sa perché non esiste un sistema di monitoraggio dell’entrata, quindi non si può sapere quanto tempo si sia stati lì ad aspettare il proprio turno, reso, peraltro, non misurabile anche per gravità. Visto che la gravità verrà definita dopo che il ‘paziente’ sia stato sottoposto ad una prima analisi proprio dal personale che opera l’accettazione. Quindi, la gravità e l’attesa sono fattori ‘secondari’. Chi arriva in ambulanza, evita la coda, e questo insegna solo a ricordarselo per la prossima volta. Ovvero, quando ci si sente male, chiamate un ambulanza, e verrete accettati immediatamente al Pronto soccorso.
Pronto soccorso, dove il pronto dovrebbe significare la prontezza di intervento. Che sia il caso di cambiare termine? Mario che è attento a queste cose, mi dice che sia stata cambiata in ‘Primo soccorso’. Sempre nella speranza che non coincida anche con l’ultimo soccorso. Comunque li in attesa, succedono le situazioni più incredibili.
Due volontarie, una di queste una donnina ultrasessantenne, cercavano con gentilezza di regolare il traffico, ma ahimè come in una bottega di macelleria (e l’esempio si spera non calzi), dicendo chi era entrato prima e chi dopo. Almeno in macelleria ti danno un numerino. Forse sarebbe opportuno anche lì, visto che il traffico di gente che va e viene, non permette certo di rispettare davvero il turno. Disquisendo con gli astanti, si riflette su come i sistemi informatici di oggi, permetterebbero di inviare una serie di dati al sistema ospedaliero ancora prima dell’arrivo in ‘pronto-primo soccorso’.
Le tesserine fantastiche che ci vengono ciclicamente cambiate dal sistema sanitario (per centinaia di milioni di costi che vengono a mancare su altri fronti), dovrebbero contenere dei dati. E sempre che si tratti di smart card, si dovrebbe sapere, o meglio il sistema sanitario dovrebbe raccogliere al suo interno dati sulla storia sanitaria del paziente (addirittura nel caso dei nuovi nati sin dalla loro nascita), oltre che le solite immancabili informazioni anagrafiche.
Ora, grazie ai ricchi smart phone, tablet, e computer, si sarebbe potuto, già in fase di visita da parte della guardia medica, inoltrare al sistema, e registrandolo sulla card, la prima diagnosi così da poter essere trasmessa al ‘Pronto soccorso’, dove la conferma, sempre via smart phone, dell’arrivo del ‘iPaziente’, avrebbe chiuso il processo.
Una delle volontarie, sbalordita, sbigottita, o forse incredula, aggiunge che certo questo aiuterebbe a non fare la coda qui, ma la mancanza di medici al di la delle splendide porte automatiche non sarebbe stata comunque risolta. Vero, ma se elimino costi di inefficienza sin dall’accettazione, forse qualche soldo in più per qualche stipendio ad un medico, potrebbe anche saltare fuori, o no?
Inoltre, grazie sempre alla genialità di Jobs, Gates, e compagnia bella, si potrebbe sapere anche a che ora si è entrati nel ‘Primo soccorso’, a che punto della fila si sarebbe, magari una prima ipotesi di tempi d’attesa per il proprio trattamento, e come in questo specifico caso, già in ordine di priorità determinato dalla prima diagnosi espressa dalla guardia medica. Per quanto agli spazi fisici, ovviamente si dovrebbe rivedere come organizzarli, almeno in questo ospedale, anche se l’avventura di Imperia dell’ultimo agosto mi conferma che la progettazione di questi ‘centri dove accogliere’ i pazienti, assomigliano ad altri centri di accoglienza, spesso citati dai tg. Ora chiedo se, io e altri che la pensano come me, si sia arrivati da Marte, se sia degli ingenui, o se l’inimmaginabile cifra spesa in sanità sia solo ad appannaggio di un sistema marcio e decotto che detrae servizi sempre più, per cifre sempre più grandi. Voi che mi leggete che cosa ne pensate?
elegiro@libero.it
(Cremona)

A gombito trionfa il degrado
Signor direttore,
c’era una volta una piazza bella e in ordine che, dopo tre anni e mezzo di amministrazione Caravaggio, è l’esempio del pensiero di chi amministra il paese di Gombito! Li sotto c’è o c’era una siepe di roselline ormai soffocate dalle infestanti che danno una immagine di completa trascuratezza del paese. Possibile che si possa ridurre così un bene pubblico? Nell’ultimo consiglio comunale il sindaco si è dichiarato ‘inconsapevole’ e a guardare come è ridotta la piazza, viene in mente anche qualcos’altro.
Carlo Pedrazzini
(Gombito)


Ne parlo con...

Al cimitero di San Bartolomeo
LADRI E VANDALI IN AZIONE VILIPENDIO ALLE TOMBE

Signor direttore,
segnalo che da giorni si ripetono atti vandalici e vilipendio di tombe al cimitero di San Bartolomeo. Fiori spezzati e statuine votive rubate. L’ultimo di una lunga serie, la scorsa notte (nella foto).
Stefano Bignetti
(Crema)

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Quante deiezioni per strada
L’ANIMALISTA VERO SA COS’È L’EDUCAZIONE

Egregio direttore,
domenica scorsa, transitando nelle vie del centro storico (Cavour-XX Settembre), sono dovuto scendere dal marciapiede, perché per buoni tratti, era cosparso di collinette di guano, una cosa indecente. Proseguendo in via Tito Speri, la via delle scuole (nido-asilo, elementari) ho contato, su un tratto di un centinaio di metri, ben otto mucchietti di deiezioni canine. Perché le racconto questo fatto: perché in questa campagna elettoral-editoriale, oltre alla false promesse da lei sottolineate, c’è anche chi gioca sullo spirito animalista di parte dell’elettorato, circuendolo con promesse a dir poco assurde. Se però chi ama incondizionatamente le bestie non rispetta le regole di civiltà che insegnano a non lordare non si va da nessuna parte. Non servono i supermercati o le boutiques per cani e gatti, non serve prendersela con gli amministratori che sono latitanti sulla pulizia del paese, la parola d’ordine è «non sporcare». Sfogliando poi il quotidiano ho visto i paginoni con i selfie di chi ama il proprio amico a quattro zampe, ebbene a loro dico, insegnate a chi non lo fa, a comportarsi con civiltà. La settimana scorsa una signora che conosco, che ha due micioni e un bel cagnolino, stava inseguendo un topo di campagna con uno spazzolone. Ho capito che forse anche tra gli animali ci sono quelli di serie A e quelli di serie B.
Alessandro Apolli
(Pontevico, Bs)