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Venerdì 19 Gennaio 2018

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Lettere al Direttore del 11 Gennaio

Perdite occulte di acqua
Se comprovate Padania fa forti sconti
Egregio direttore,
 la lettera a firma A. L. L. pubblicata lo scorso 9 gennaio, ci consente di spiegare a tutti i lettori il ‘trattamento’ che Padania Acque S.p.A. applica nel caso di perdita occulta di acqua (articolo 34 del Regolamento di utenza) e rateizzazione delle bollette (articolo 57 della Carta del Servizio della società).
In caso di perdita occulta e quindi di consumi anomali, Padania Acque prevede, previa presentazione di comprovante documentazione (fattura dell’intervento idraulico o documentazione fotografica attestante il guasto), il ricalcolo della bolletta e di conseguenza una sensibile agevolazione economica.
L’importo realmente da pagare sarà basato sulla media dei consumi storici con applicazione di una tariffa scontata.
Nella fattispecie, purtroppo, non è stata prodotta alcuna documentazione della suddetta perdita e della conseguente riparazione. Tuttavia Padania Acque, al fine di agevolare il pagamento dell’importo dovuto di euro 244,98 con scadenza 17 gennaio 2018, ha proposto la rateizzazione massima possibile.
Vogliamo ricordare che Padania Acque dedica particolare attenzione ai casi di morosità incolpevole attraverso la sua Fondazione Banca dell’Acqua Onlus.
Le insolvenze vengono segnalate ai Comuni della provincia di Cremona i quali provvedono, attraverso i servizi sociali, alla diretta presa in carico o alla segnalazione alla Fondazione delle situazioni di grave difficoltà.
Con decorrenza 1 gennaio 2018, inoltre, sarà attivo il ‘bonus sociale idrico’ che prevede uno sconto di tariffa per le fasce più deboli. Questo provvedimento, approvato dall’Autorità del Sistema Idrico il 21 dicembre 2017, potrà essere richiesto a partire dal 1 luglio 2018.
Rimaniamo a disposizione.
Alessandro Lanfranchi
(amministratore delegato di Padania Acque S.p.A Cremona)


Ribadisco il concetto
La violenza fascista fu per autodifesa
Egregio direttore,
dalla mia lettera, pubblicata il 5 cm, è stata omessa la proposizione che, sostanzialmente, rispecchiava lo scopo del mio scritto. Scrissi: «La violenza fascista (cenno al PCit.) fu necessariamente usata per (non come) controbattere quella dei socialcomunisti». Seguiva la seguente proposizione: «La realtà, quindi, non è quella che si fa credere alle nuove generazioni, non solo nelle scuole». E’ stato pubblicato quanto segue: «La violenza fascista (cenno al PCit.) fu necessariamente usata come controbattere quella dei socialcomunisti, non solo nelle scuole». Non sono certamente lieto della bella figura fatta con chi non ha mancato di farmi notare la poca chiarezza di quel punto della lettera. Con la consueta cordialità nei riguardi di chi può capire il mio stato d’animo.
Claudio Fedeli
(Cremona)


Reati sul lavoro
Bene la nuova legge. Si può migliorarla
Egregio direttore,
di recente il Parlamento ha approvato a larga maggioranza una legge proposta dai portavoce del MoVimento 5 Stelle Francesca Businarolo, Donatella Agostinelli, Vittorio Ferraresi e Giulia Sarti per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato. Virgilio Carnevali, presidente di Transparency International Italia, associazione che ha dato un contributo sostanziale nella formulazione della legge, ha dichiarato: «Da questo momento, abbiamo un’arma in più per sconfiggere la piaga della corruzione». Ed ha proseguito: «Adesso, però, abbiamo bisogno che i cittadini facciano la loro parte. Grazie alle maggiori tutele per i dipendenti e le sanzioni per chi ostacola l'applicazione della legge, i cittadini potranno segnalare fatti di corruzione avendo meno paura delle conseguenze». I punti positivi della legge non sono pochi: il reintegro per il segnalante licenziato e la nullità degli atti discriminatori; l’inversione dell’onere della prova, quindi l’ente dovrà dimostrare che la misura nei confronti del segnalante è stata presa per motivi estranei alla segnalazione; le sanzioni a carico dei responsabili per la prevenzione della corruzione (Rpc), in caso di mancata o erronea applicazione delle procedure; l’ampliata protezione dell’identità del segnalante, anche se non completa; le tutele per i fornitori e i collaboratori dell’amministrazione pubblica; le prime forme di tutela per i dipendenti del settore privato. Restano alcuni punti deboli: manca un fondo di tutela per i segnalanti, che li supporti nelle spese legali e quotidiane; manca una protezione totale dell’identità del segnalante, che potrebbe essere segnalata durante il procedimento giudiziario, senza il consenso dell'interessato; le tutele per i lavoratori del settore privato sono ancora limitate rispetto ai lavoratori del settore pubblico. Mi auguro che questi limiti vengano migliorati nella prossima legislatura.
Gabriele Beccari
(Cremona)


Matrimoni gay
Troviamo un comune punto di partenza
Signor direttore,
per grande soddisfazione di Bartoli l’Europa non è più cristiana da qualche decennio e lo ha sottolineato e certificato omettendo dalle proprie origine tutto quello che dalla cultura cristiana è derivato (un controsenso storico, ma ci piace farci del male). La definizione di paese civile invece non è univoca, per lui è civile ciò che per me è inutile (come la legge sulle unioni omosessuali) perché quello che viene riconosciuto era già possibile farlo in buona parte. E’ divertente e tremendo allo stesso tempo il lapsus del Bartoli quando dice che in italia le unioni civili non ammettono la «acquisizione» dei figli: questo è il problema!
Certe coppie possono solo comprarli i figli, strappandoli alla madre che partorisce. Quando i promotori di queste unioni saranno d’accordo nel condannare a livello mondiale ogni forma di utero in affitto, maternità surrogata o per altri, in qualunque forma (volontaria o a pagamento) allora ricomincerà un dialogo civile, stavolta davvero, e reciprocamente rispettoso tra le due parti, ma questo punto è decisivo per poter partire; perché le menzogne sui bambini ai quali non interessa da chi sono cresciuti non si possono più sentire. Anche la nota sulla famiglia come costruzione culturale è significativa, e sta a indicare che per i promotori dell’allargamento di significato, si può fare tutto quello che si desidera (letteralmente) e quindi si arriva alla poligamia, alla consanguineità, al matrimonio con minori consenzienti, e altro che non riesco ad immaginare (ma avranno tempo di inculturarmi). Se è vero che la condizione omosessuale è naturale, venga almeno riconosciuto che è fortemente minoritaria, diversamente saremmo quasi estinti. Il genere liquido sì che è una invenzione culturale!
Sergio Chiodi
(Cremona)


Morì per amore
Claretta Petacci fu una martire
Signor direttore,
Claretta Petacci, morta, come Cristo, a 33 anni: lei, per amore di un uomo, Lui, per amore dell’umanità intera. Entrambi martiri, cioè testimoni, di un modo di vivere la vita. Ma Claretta, almeno ufficialmente, fra i martiri non figura. Riusciranno le sue colleghe donne, sui mass media così lodevolmente attive a dire e a scrivere sulla violenza contro le donne, a fare i passi giusti perché ufficialmente, cioè sul Calendario, la nostra Claretta figuri come martire? Speriamo di sì, né lo sperare sia considerato presunzione.
Gianfranco Mortoni
(Mantova)


No al lavaggio dei cervelli
Perù al posto di Gesù. Questa è violenza
Signor direttore,
in questi tempi quando si parla di cattive maestre, la mente spesso corre ai vergognosi fatti di cronaca nera che ogni tanto capitano e che vedono protagoniste maestre soprattutto dell’asilo maltrattare e percuotere bambini, fatti scoperti poi da microscopiche telecamere piazzate dalle forze dell’ordine all’interno di scuole e asili. Bambini che inevitabilmente saranno traumatizzati a vita. Brutta bruttissima cosa monta la rabbia guai toccare i bambini, ma poi penso che esiste una categoria di maestre, e fortunatamente sono una minoranza, che invece di percuotere o usare violenza fisica, fanno una specie di lavaggio del cervello ai bambini, i quali non cresceranno traumatizzati, ma bensì diventeranno degli adulti imbecilli a tutti gli effetti. Queste sono le maestrine che non fanno i presepi per non urtare i bambini immigrati, che sostituiscono la parola Gesù con Perù, che insegnano in maniera maniacale ai ‘nostri’ che agli ‘altri’ bisogna dare tutto, non bisogna mai dire di no, prima loro e poi noi, altrimenti si è degli sporchi razzisti, che inculcano nelle fragili menti dei bambini una mentalità autodistruttiva. Non meravigliamoci quindi se poi con la questione del razzismo in Italia vengono commesse le più gravi ingiustizie sociali.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

IL CASO
TROPPI INCROCI SONO A RISCHIO È ORA DI PORVI UN RIMEDIO

Egregio direttore,
ennesimo brutto incidente all’incrocio Pieve S.G. SP 33. Uno dei più pericolosi, un esperienza l’abbiamo anche sul territorio del Comune di Pescarolo Ed Uniti.
Ritengo che sarebbe il momento che qualcuno intervenisse, indipendentemente dalle competenze, con la posa di limitatori di velocità nei tratti interessati da incroci con gli abitati e spesso soggetti a incidenti. Se non ci sono soldi per fare rotatorie, sarebbe doveroso intervenire con sistemi idonei per limitare i danni e, su quella strada la velocità purtroppo è prassi, soprattutto nel tratto che attraversa il territorio del comune di Pescarolo Ed Uniti, dove la strada è più ampia e sembra dare maggiore sicurezza.
A chi sostiene che questo consente di fare cassa, rispondo che, anche se la cosa può darci fastidio, basta rispettare i limiti di velocità e tutto è risolto, la vita di una persona non ha prezzo.
Purtroppo la frenesia del mondo di oggi, comporta situazioni rischiose, alle quali, per quanto possibile, bisogna cercare di porre rimedio.
Giampietro Masseroni
(Pescarolo)
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La sua segnalazione è giusta ed è doveroso prenderne atto e agire con tempestività. Il tragico incidente di ieri che ha causato una giovane vittima deve spronare chi di dovere a intervenire.

LA POLEMICA
Quanti neo schieramenti, che furbate elettorali

Egregio direttore,
in base al Rosatellum non essendo rappresentata in Parlamento, la lista della storica esponente radicali Emma Bonino correrà con l'ex democristiano Tabacci nel logo della lista oltre alla scritta ‘+Europa con Emma Bonino’ ci sarà anche l’indicazione ‘Centro Democratico’.
Le furbate Italiche continuano da decenni indisturbate, e per non farci mancare nulla nel consiglio Regionale della Lombardia lunedì, scorso sono nati sette gruppi politici dagli attuali presenti in Consiglio Regionale, cambiando nome per presentare liste per le elezioni regionali senza raccogliere le firme, camuffandosi dietro nuove sigle ma che nella realtà non hanno nessuna rappresentanza reale, alla faccia del vincolo di mandato con gli elettori e della democrazia.
Con che faccia questi neo schieramenti inventati da un giorno all’altro si presenteranno per difendere gli interessi dei lombardi? In definitiva sono stati partoriti per le elezioni regionali senza le doglie, sette nuovi gruppi politici in Consiglio Regionale semplicemente cambiando nome, allo scopo di non dovere raccogliere le firme. Naturalmente è lecito ma è una presa per i fondelli incredibile.
Elia Sciacca
(Cremona)