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Domenica 22 Luglio 2018

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10 dicembre

Lettere al Direttore

Ne parlo con...

Il Pd e le regionali
LISTE CHIUSE DA RIAPRIRE
UN GIOCHINO POCO CHIARO

Signor direttore,
il suo giornale con due articoli esaustivi (il 29/11 e il 3/12 ), nella cronaca di Cremona riporta una sintesi del contenuto di un documento originato da un gruppo di amministratori comunali e politici locali che chiedono a chiare lettere di riaprire il termine per presentarsi nella lista riguardante le prossime amministrative regionali. Il temine per questo traguardo era già scaduto ma questi rampanti feudatari del Pd locale sentendosi esclusi, con uno scatto di reni si sono consociati per far riaprire i termini della corsa alla poltrona regionale. Ovviamente qui si sta parlando di fatti che succedono nella casa cremonese del Pd dove ogni argomento ‘non è mai scritto nella pietra’ (come spiega giustamente il giornalista estensore), per cui sono sempre previsti emendamenti, deroghe, modifiche, correzioni ma anche revoche e altri salti pindarici. (...) Nonostante la chiusura dei giochi ben 13 accoliti del Pd si sono coalizzati e con la scusa di far sentire la voce dei territori, hanno inteso rendersi disponibili per scalare la scivolosa piramide del potere. Tutte figure di secondo piano che cercano un futuro politico e alcuni di questi lo hanno già tentato con poco successo. Fra i nomi di spicco che figurano nei firmatari del documento oggetto del preteso ripescaggio in extremis, non poteva mancare una figura politica di lungo corso che ha svolto la sua carriera politica in un microscopico comune della bassa cremonese percorrendone i vari gradini della sinistra vale a dire dal vecchio Pci fino all’attuale Pd. Ora rappresentando con vigore il Pd, di ispirazione strettamente renziana, comanda per la seconda volta il Comune. Dico per la seconda volta poiché nella prima si è verificato un coinvolgimento in un procedimento di natura civilistica riguardante il decadimento dalla carica per questioni inerenti l’ineleggibilità (di cui il suo giornale ci ha fornito ampia trattazione nella pagina del Casalasco). Infatti il tribunale civile impose la decadenza dalla carica e di conseguenza dovette anche dimettersi da Presidente del Dipartimento Piccoli Comuni in seno all’Anci Lombardia. Attualmente, come risaputo, riveste di nuovo la carica di sindaco e noi dell’opposizione ne notiamo le conseguenze. Ma il territorio dell’Unione si è dimostrato una produttiva officina di figure che aspirano a un futuro politico e abbiamo notato che anche il giovanissimo Segretario Locale del Pd, nonché consigliere di maggioranza, ha inteso inserirsi nella solenne competizione che probabilmente lo introdurrà nell’agone politico regionale. (...)
Dante Benelli
(Piadena - Drizzona)

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Le foto dei lettori

Caro direttore, in queste sere abbiamo assistito ad un fenomeno naturale
de l l ’avvicinamento del più del 7% del solito vicino alla terra della Luna. Qui
sono riuscito a catturare questo momento mentre la Luna si trovava nei
pressi della punta del Torrazzo e posizionandomi dal corso Vittorio Emanuele
ho catturato l’attimo. Un qualcosa di stupendo. Salvo Liuzzi (Cremona)

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Addio alla rete dei filobus
‘Liberiamo il cielo’
Ma chi paga?
Signor direttore,
finalmente l’operazione di smantellamento della rete filoviaria ha raggiunto il suo epilogo. Iniziata nei lontani anni 80-90 con lo slogan ‘Volano le farfalle sulla città pulita’, si è conclusa con lo slogan ‘Liberiamo il cielo’. Ma mi assilla la curiosità di sapere se l’autore o gli autori dei suddetti slogan sono gli stessi o se sono diversi, perché ne avrei un terzo da suggerire, e in nome del popolo capire: ‘I miliardi buttati al vento’ li hanno pagati le farfalle o con le farfalle bancarie del popolo cremonese?
Pietro Ferrari
(Cremona)

Apologia di fascismo?
Prima di parlare
studiare la storia
Egregio direttore,
Sergio Noci mi lascia, talvolta, perplesso perché sono dubbioso se scriva seriamente o se si diverta a punzecchiare i lettori, e me in particolare, essendo convinto della nostra stupidità. Le parole, in genere, hanno più significati e, quando si utilizzano, bisogna essere certi che siano adeguate ai concetti che ci si propone di esprimere. Per quanto mi riguarda, quanto scrivo di storia del ventennio con i suoi personaggi, non faccio, in genere, dell’apologia, ma racconto, semplicemente, quello che la mia formazione culturale mi dà la possibilità di dire puntando sulla veridicità.
Sergio Noci invece di esprimere il suo dissenso continua a denigrare, diffamare, calunniare tutto quanto è avvenuto nel ventennio e tutti gli italiani implicati negli avvenimenti stroncati. Così ha agito anche con la sua lettera del 17 novembre concernente il generale Rodolfo Graziani. Le sue provocazioni feriscono i suddetti italiani, a dir poco, malamente offesi, i quali non possono far altro che, al contrario, esaltare, elogiare, lodare e, talvolta, fare il panegirico di quanto sopra detto. (...)
Ai lettori interessati cito i seguenti libri imperdibili: ‘Ho difeso la Patria’ di Roldofo Graziani - edito da Garzanti nel 1947. L’autore lo dedicò così: ‘Al popolo italiano, supremo giudice’. È un libro di 600 pagine che si completa con le circa 500 del libro: ‘Il dramma di Graziani’ edito nel 1950 a Bologna dal dottor Cesare Zuffi. Il libro è costituito con le arringhe degli avvocati: G.P. Augenti, G. Mastino del Rio e Francesco Carnelutti. Infine, cito Ferruccio Lanfranchi, noto giornalista antifascista che ha dedicato 30 pagine del suo libro: ‘Laresa degli ottocentomila’ edito da Rizzoli nel 1948 trattando dell’”Odissea di Graziani” (da pag. 285 alla 315). Ai giovani lettori suggerisco, prima di parlare di apologia, di studiare la storia come si deve.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Ho scritto una lettera a Renzi
Le slot al bando
da bar e tabaccherie
Caro direttore,
come presidente dell’Associazione in cammino con S. Francesco la Cascinetta didattica onlus di Castelverde ho inviato al segretario del Pd Renzi una lettera aperta nella quale chiedo al segretario un suo personale impegno per togliere le slot da tutti quei locali impropri come tabaccherie e bar.
Mi chiamo Gabriele Cervi, ho 61 anni, lavoro in una scuola professionale di Cremona come responsabile della logistica, e come passione mi dedico al volontariato.
Nel 2015 ho fondato (attualmente ne sono il Presidente) una Associazione Onlus denominata ‘Associazione in Cammino con S. Francesco la Cascinetta Didattica Onlus’ di Castelverde. Il fine che persegue l’Associazione che si autofinanzia e che modestamente rappresento è quello di dare opportunità ai nostri giovani (a tutti i giovani non facciamo distinzione alcuna) attivando vari corsi gratuiti (di meccanica, di ciclomeccanica, di riparazione scooter, automobile, d’informatica e di orto sociale post-scuola. Il fine è di far riscoprire ai ragazzi la propria manualità e nel contempo di valorizzarne il carattere e la sicurezza nelle proprie capacità manuali e intellettive. I nostri insegnanti sono tutti volontari-lavoratori che dedicano gratuitamente il loro prezioso tempo a questo meraviglioso progetto di vita.
Detto questo, mi permetto di disturbarla per porre alla sua attenzione un fenomeno (la piaga delle slot) che sta distruggendo migliaia di giovani e non italiani/e. Solo in Lombardia (io vivo a Castelverde un piccolo paesino della provincia di Cremona) le slot sono quasi ottantamila, con circa duemila persone in cura. Questi dati ufficiali sono stati ricavati dal rapporto sullo stato di attuazione della legge regionale 8/2013 per la prevenzione e il trattamento del gioco d’azzardo patologico (fonte il giornale La Provincia di Cremona). Sono danni immensi, situazioni familiari dirompenti, che purtroppo hanno portato non solo alla sfascio intere famiglie, ma anche a suicidi ecc.
Le rammento che lei quando copriva la carica di Presidente del Consiglio dichiarò il 9 settembre 2016 in un’intervista al settimanale Vita non profit che sul gioco d’azzardo stiamo per mettere a punto una misura per togliere le slot dalle tabaccherie ed esercizi commerciali.
Credo che l’aver allargato ai esercenti (tabaccai, bar, osterie) la gestione delle slot sia stato un grave errore in quanto tale fenomeno per questo fatto si è ulteriormente aggravato. Lei è cattolico-cristiano, è andato in udienza da Papa Francesco con la sua famiglia.
Le chiedo come può un padre amorevole come lei non contrastare tale fenomeno che produce disgregazione e morte familiare?
So che il governo sta lavorando per ridurre il parco delle slot ma mi consenta è un palliativo che non fermerà la piaga in quanto non mira a togliere le slot dai quei locali pubblici sopracitati. (...)
Gabriele Cervi
(Castelverde)

Calo della natalità
Vedo rassegnazione
rispetto alla vita
Caro direttore,
voglio intervenire sulla mancata natalità degli italiani. Negli ultimi 8 anni le nascite sono diminuite di 100.000 unità. Le coppie sono poco inclini a fare figli. Ha influito senz’altro la crisi economica, vi è quindi una relazione oggettiva e indiscutibile. E forse una certa rassegnazione rispetto all’incentivo rappresentato da un’esistenza soddisfacente e felice.
Per chi è convinto dell’esistenza delle anime, la stessa sfiducia potrebbe essere condivisa nel mondo o dimensione che precede l’incarnazione, essendo diminuiti gli stimoli che invogliavano a nascere e vivere in questo mondo.
L'esperienza terrena ora è molto meno attraente, essendo diminuito il benessere, peggiorato il tenore di vita, e questo vale anche per quelle anime, attente ad evitare un’esistenza in cui le difficoltà potrebbero avere il sopravvento. Al contrario ci saranno motivazioni e stimoli per l’incarnazione delle anime missionarie, quelle che prendono a cuore il destino degli umani e la loro evoluzione. Un motivo di speranza per chi sa che non si nasce a caso o per caso, o per volere di qualcuno.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda)