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Martedì 12 Dicembre 2017

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20 novembre

Lettere al Direttore

IL CASO
Lungo Po Europa illuminato a giorno. E i quartieri?
Gentile direttore
un mese fa circa, le scrissi lamentandomi della nuova illuminazione quartiere Po, via Paolucci de Calboli e successivamente inviai anche un video, a dimostrazione. Risultato, qualche giorno fa, dopo un mesetto di via lasciata al buio, alcuni tecnici, presumo di ditta esterna, hanno sostituito alcune lampade. Nell’occasione, ho notato che non sono lampade a led, ma le vecchie lampade al neon, che hanno sì un risparmio energetico, ma sono ormai state superate da quelle a led, ben più luminose e risparmiose
. Abbiamo comunque atteso il buio per vedere l’effetto della sostituzione. Un passettino avanti è stato fatto, ora abbiamo lampioni a luce calda ed altri a luce fredda, ma comunque la via resta ancora abbastanza buia. Di sicuro, se il responsabile dell’azienda elettrica passasse da noi di sera, rientrato in sede, non potrà che dire ai suoi collaboratori «abbiamo scambiato un asino con una capra». Nel frattempo, via Al Porto, il lungo Po Europa, sono illuminati a led come fosse giorno. E si sa, in questo periodo, noi cremonesi andiamo tutti sulle rive del Po di notte. Non era forse più opportuno sistemare prima le vie nei quartieri e poi la zona adiacente il fiume? E’ vero che il nostro sindaco ha parlato di un risparmio energetico del 60%... ma a discapito della mia via e forse di altre?
Insistere non costa nulla, non vogliamo la luce nei campi, ma che le vie ritornino sicure di notte (visto che la sicurezza era la prerogativa principale).
Pasquale Verzellesi
(Cremona)

Le sue considerazioni sono di buon senso. Speriamo che, ancora una volta, giungano a segno grazie al giornale e vi si ponga rimedio.

LA REPLICA
I 5 stelle per il territorio: no ai soldi per il ponte
Egregio direttore,
di fronte alla nota diffusa dai rappresentati del M5S in merito al questione relativa al servizio ferroviario è necessario dare alcuni chiarimenti. Innanzitutto in merito al presidio alle stazioni del gruppo del Pd non c’è alcun fatto nuovo. Infatti in questi anni i consiglieri regionali del Pd hanno avanzato più di 200 atti alla Regione Lombardia, attraverso iniziative con le proprie amministrazioni e sempre a fianco dei pendolari per sollecitare treni più veloci e più decorosi.
C’è da chiedersi dove sia invece stato il M5s in questi anni, visto che non ci ricordiamo nemmeno un’iniziativa a favore del territorio. Anzi. Ultima notizia é il loro voto contrario al decreto fiscale che contiene importanti risorse per i ponti del Po, tra cui quello di Casalmaggiore.
C’è da chiedersi perché il M5s vuole minimizzare il grande impegno del ministro Delrio che, insieme ai sindaci di Cremona e Crema, oltre che Mantova, sul tema del raddoppio ferroviario sulla linea Milano-Cremona-Mantova, finalmente dopo anni di parole, hanno intrapreso una direzione chiara a favore della mobilità sostenibile, con risorse concrete sui territori e per le stazioni. Risultati concreti che il M5s da una parte, e dall’altra il consigliere regionale Malvezzi, non potranno intestarsi a causa del loro immobilismo su questi temi. Invece che buttarla sempre in una logica di contrapposizione, dovrebbero riconoscere al Pd, e ai suoi amministratori, un deciso cambio di passo. E contribuire a dare risposte concrete ai nostri territori.
Matteo Piloni
(segretario provinciale Pd, Cremona)
Alessia Manfredini
(assessore alla mobilità Comune di Cremona)

Strage di Marzabotto
Il grande perdono del sopravvissuto
Signor direttore,
Franco Leoni, sopravvissuto di Marzabotto, scrive a Luppi, il giocatore protagonista del brutto gesto in campo (saluto fascista e maglietta della Repubblica di Salò): «Voglio raccontarti la strage. E perdonarti». E ricorda quei giorni, dell’autunno 1944, quando aveva 6 anni: «Sparavano, io e mia mamma ci buttammo in un fosso, presi tre pallottole. Lei fu colpita al ventre, era incinta. Morì davanti ai miei occhi». I racconti fanno rabbrividire, e la storia ha dato un verdetto incontrovertibile sui crimini del nazifascismo. In questo racconto però la frase che mi colpisce, di un sopravvissuto di Marzabotto, non di chi sventola le bandiere, è questa: «Dalle macerie della tragedia di Marzabotto, ho imparato una cosa importante: il Perdono». Ed è un’indicazione chiara da cui ripartire... Mi fa piacere questo orientamento di un antifascista della ‘vecchia guardia’, che con pacatezza antepone il perdono cercando di far capire le cose senza rinunciare a descrivere l’orrore subìto. Forse ci si sta rendendo conto che non si può sempre e solo guerreggiare, all'infinito. E che rimanere arroccati sull'intolleranza reciproca, non produce alcun cambiamento. Infine la soluzione l’abbiamo in tasca da un paio di millenni, se è vero che Roma (e quindi l'Italia) è la capitale del Cristianesimo.
Claudio Maffei
(Fasano del Garda, Bs)

Libro sulle cascine
Riporta sentimenti purtroppo scomparsi
Signor direttore,
con questa mia lettera volevo complimentarmi per il bel pomeriggio di sabato 18 a Castelleone durante la presentazione del libro sulle cascine a Castelleone. Complimenti al signor Cagni per quest’opera molto ben strutturata, e complimenti anche agli organizzatori della mostra contadina: a vedere ciò il mio pensiero è corso subito all’intramontabile proverbio che recita «si stava meglio quando si stava peggio», proverbio in qualche modo confermato nella presentazione dall’architetto presente dove faceva notare che allora era più importante fare che apparire. In più, sfogliando il libro mi è parso come di sentire i sentimenti di allora amore, rispetto, umiltà, educazione sentimenti questi ormai scomparsi nella società ipocrita arrogante egoista e violenta dei giorni nostri.
Marco Pedrabissi
(Trescore Cremasco)

Salvator Mundi da record
Sarebbe un peccato non esporlo in pubblico
Caro direttore,
d’istinto vien da chiedersi se sarà mai possibile, un giorno, riuscire ad ammirare quel capolavoro proveniente da una collezione privata, emerso nel 2011 e attribuito al grande Leonardo da Vinci; trattasi del ‘Salvator Mundi’ venduto all’asta alla stratosferica cifra di 450 milioni di dollari, il che costituisce un record assoluto. Rarissimo, bellissimo, coinvolgente, fatto oggetto di una massiccia campagna pubblicitaria, tuttavia irraggiungibile per tutto quello che esprime e comunica. Quell’opera costituisce un bene dell’umanità che dovrebbe essere visibile a chiunque lo voglia ammirare. Perché un’opera d’arte è pensiero, è trasmissione di sentimenti. «Se i quadri si potessero spiegare e tradurli in parole, non ci sarebbe bisogno di dipingerli» (Paul Courbet). Assurdo se la scelta sarà di non mostrarlo alle folle, sarà perdita assoluta della realtà.
Giorgino Carnevali
(Cremona)

La crisi di Cuba del 1962
Mieli si sbaglia. Successo di Kruscev
Signor direttore,
anche la Storia, spesso, ha due facce. A supporto di questa asserzione, accludo quanto segue. Alla redazione di ‘Passato e presente’, trasmissione del 15 novembre dedicata a Nikita Kruscev, dico: nel congratularmi per la serie di trasmissione sopra citata per la veste innovativa con cui gli argomenti storici sono trattati, mi permetto di puntualizzare una mia personale considerazione che mi conduce a non condividere l’autorevole parere del dottor Mieli concernente la vicenda ‘Cuba, missili, Kruscev’. Scendo al dunque: secondo Mieli dall’affare cubano emergerebbe la figura di un Kruscev quale giocatore sconsiderato e perdente in toto in quanto obbligato a recedere dal suo azzardato proposito di installare a Cuba, e quindi in prossimità delle coste atlantiche Usa, missili balistici a testata termonucleare SS 4 e 5. Questa, in verità, è solo una faccia della realtà dei fatti. In effetti gli Usa (Nato) avevano installato nel 1959 missili a medio raggio (Irbm) con testata da 1,4 megatoni Sm 75 Thor in Inghilterra e nel 1960 missili pariclasse Sm 78 Jupiter in Italia (Puglia) e Turchia quindi, specie in quest’ultimo caso, praticamente sulla soglia di casa dell’orso russo. Ora il dietrofront delle navi sovietiche con a bordo i missili fu subordinato (ovviamente a seguito di febbrili trattative) al ritiro degli Irbm occidentali puntualmente avvenuto nel 1963, ossia nell’anno successivo all’affare cubano (1962). Se questo significa perdere...
Giancarlo Rovigatti
(Cremona)

Vertice sull’ambiente deludente
Serve la pressione dell’opinione pubblica
Signor direttore,
deludenti le conclusioni della COP23 di Bonn. Purtroppo, i 195 paesi più l’Unione Europea, chiamati ad iniziare a redigere un regolamento per dare concretezza all’Accordo di Parigi, cominciando dall’abbattimento dei gas climalteranti, non hanno fatto molta strada. I governi, favorendo la logica di un passaggio indolore per l’economia e per la finanza rispetto alla urgenza di un cambio di passo nel settore dell’energia, hanno mostrato tutta la loro debolezza. Infatti, oltre a rinunciare a chiedere sia all’una che all’altra una riduzione dei dividendi a beneficio dell’aumento degli investimenti nella ricerca per il più rapido possibile abbandono della combustione delle fonti fossili, essi, aspettando ad assumere gli ineludibili provvedimenti efficaci, renderanno più brusco e traumatico l’impatto delle loro conseguenze per le abitudini ed i comportamenti quotidiani dell’uomo. Da tempo il Circolo ‘AmbienteScienze’ è convinto del ruolo di moral suasion che l’aumento della pressione democratica sui decisori politici potrebbe avere, ed oggi, vedendola evocare con maggiore determinazione del passato anche dal mondo della scienza, non può che esserne soddisfatto. Naturalmente, perché la pressione civica sia incisiva, ancorché civile, occorre che sia frutto della corretta consapevolezza su ciò che sta accadendo e quindi risultato di uno stretto rapporto con il mondo dei saperi. In altre parole, occorre che il cittadino-elettore sia bene informato e tutto ciò che viene fatto con serietà e competenza a questo fine, è cosa ben fatta.
Benito Fiori
(circolo AmbienteScienze, Cremona)

Cascinetta didattica Castelverde
Progetto sociale dedicato a don Milani
Caro direttore,
mi permetta di ringraziare le numerose persone (anche anonime) di Cremona e provincia che in questi mesi hanno fatto donazioni di materiale soprattutto di biciclette alla Cascinetta didattica onlus di Castelverde. Queste donazioni sono un segno tangibile dell’affetto e della fiducia che le persone ripongono nella nostra associazione che si autofinanzia. Le biciclette donate una volta riparate, vanno sempre a buon fine in quanto le doniamo a chi ne ha veramente bisogno. I nostri corsi gratuiti stanno andando molto bene cito uno per tutti quello di meccanica che vede sia italiani che migranti come nostri allievi. Attualmente stiamo lavorando a un progetto sociale singolare dedicato a un grande prete don Lorenzo Milani . Il nostro progetto e’ stato dedicato al santo padre papa Francesco e vede un gruppo di migranti della Caritas e della cooperativa Nazareth partecipare. Don Lorenzo Milani diede istruzione, dignità, speranza e futuro a dei bambini che lo stato, la politica e la chiesa di allora consideravano scarti riprendendo le parole di papa Francesco. Noi con i nostri amici migranti stiamo seguendo le orme di Don Lorenzo e cerchiamo di dare dignità, speranza, calore umano e istruzione disinteressatamente e gratuitamente a tutti coloro i quali bussano alla porta della nostra cascinetta didattica onlus. Un grazie di cuore anche alla Caritas diocesana.
Gabriele Cervi
(associazione in Cammino con S.Francesco d’Assisi la Cascinetta Didattica onlus di Castelverde)

Il vespro novembrino
Cumuli di nuvole nel cielo violaceo
Signor direttore,
nello squallido vespro novembrino, cumuli di nuvole grigie si ammassano a ponente lungo il fiume dove il sole, che appare a tratti tra gli alberi oscuri, tinge di colori violacei l’ultimo orizzonte. Tra poco il cielo si coprirà di stelle, mentre nei boschi si udrà il fischio sinistro delle occhiute civette.
Ernesto Biagi
(Casalmaggiore)