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Domenica 19 Novembre 2017

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15 ottobre

Lettere al Direttore (1)

IL CASO
Bolletta pagata...E luce staccata. Ma chi paga per gli errori commessi ai danni dei cittadini?
Egregio direttore,
giovedì mi sono reso colpevole di un increscioso gesto vandalico: ho rotto con un calcio la porta di ingresso di Linea Più di viale Trento e Trieste. Ma per spiegare tale stupido gesto è necessario tornare a luglio quando mia madre ha ricevuto un sollecito di pagamento per una fattura di aprile. Fatte le dovute verifiche mando via mail la fotografia del bollettino di pagamento con dettaglio del timbro dell’ufficio postale, mail alla quale segue una notifica di ricevimento. Non avendo avuto più notizie consideravo l’episodio risolto.
Giovedì mattina però la fastidiosa scoperta: recatomi a casa di mia madre (ricoverata dal 29 agosto) vedo che la corrente è staccata. Mi reco quindi agli uffici di Linea Più dove all'ingresso un signore dell'azienda mi indica cortesemente il pulsante da premere per il reclamo. Ebbene, dopo 40 minuti di coda, arrivato allo sportello, mi sento dire che avevo sbagliato e che dovevo rifare la coda. Fatti i dovuti reclami sbotto ed esco non senza lasciare segno del mio disappunto, cioè un vetro crepato. Dopo pochi metri rientro e ritorno dal signore all'ingresso lascio il mio nome dicendo che il danno (di cui nessuno si era accorto) era ‘opera’ mia. Non contento vado dai carabinieri e dico di volermi autodenunciare per atti vandalici e di voler denunciare Linea Più per interruzione di pubblico servizio. Capito la situazione il pubblico ufficiale mi invita a mantenere la calma e a tornare agli uffici per chiarire l'equivoco. E così faccio.
Arrivato vedo un po' di impiegati impegnati a capire l'accaduto e mi presento dicendo che tale scempio è colpa mia. Subito una signora di cui non ricordo il nome si mostra premurosa nell'ascoltare le mie lamentele e ci rechiamo al piano superiore. Le faccio presente l'accaduto e lei si dice sinceramente dispiaciuta di ciò. Parte una serie di verifiche da cui si riscontra che io avevo fatto tutto ciò che dovevo fare. Alle ore 15 è stata ridata corrente a casa di mia madre. Ora, chiarito tutto partono una serie di considerazioni.
La prima e più banale è che io per il mio errore pagherò giustamente la porta. Ma tra posta, banca e Linea Più chi pagherà per non aver notificato il pagamento della bolletta? Chi di Linea Più pagherà per aver staccato la corrente a casa di mia madre malgrado avessi dimostrato che la bolletta era stata pagata?
La seconda è più generale. Supponiamo pure che mia madre non avesse pagato suddetta bolletta e pagato la successiva (così come risulta dai resoconti dell'azienda), è mai possibile che le si stacchi la corrente? Se davvero avesse voluto fare la furba non avrebbe pagato nemmeno quella successiva (ben più onerosa di quella contestata): evidentemente nel sistema c’è qualcosa da migliorare.
Ringrazio comunque la gentile impiegata per la sua pazienza, professionalità e soprattutto umanità (le persone lavorano meglio dei computer).
Mauro Bernardi
(Cremona)

Complimenti per la descrizione tanto sintetica quanto efficace di ciò che le è accaduto. Credo che a questo punto, considerato il suo impegno a rimborsare il danno arrecato a Lgh con la rottura del vetro, le scuse a lei non si debbano limitare a quelle che le ha fatto la solerte e gentile impiegata. Si impone una presa di posizione ufficiale della holding. Se l’azienda vuole veramente essere al servizio dei cittadini, deve riconoscere i suoi errori e scusarsi pubblicamente. Attendiamo fiduciosi.

LA POLEMICA
Quanti desideri! Scrivo a Santa Lucia in anticipo
Cara Santa Lucia,
ti scrivo con molto anticipo così hai il tempo per organizzarti. Questi sono i miei desideri:
- Fai in modo che LGH ci fornisca sacchetti per la raccolta dell'umido di 5 mm. più grandi, così non si rompono tutte le volte che cerco di inserirli nell’apposito bidoncino.
- Chiedi al Sig. Gianluca (sindaco), bravo e sensibile, se gli avanza qualche spicciolo in bilancio per poter sistemare a dovere i gradini del cavalcavia del cimitero perché sono tutti rotti e pericolosi specie per i ‘diversamente giovani’ che ne sono i principali utilizzatori.
- Chiedi anche al cavalier Giovanni (Arvedi) se nella sua generosa lungimiranza può prevedere di farsi carico, come per le ex Colonie Padane, della riqualificazione del parco del Vecchio Passeggio, per renderlo una bellissima oasi di gioco per i bambini, vicina al centro città, garantendone vigilanza e sicurezza.
- Un’altra cosa, molto difficile: invita a pranzo in una nostra trattoria quei due disgraziati che vogliono distruggere il mondo (il bombarolo nord coreano e lo sparacavolate yankee). Sono convinta che dopo una bella mangiata di salame cremonese, marubini ai tre brodi, lessi misti con mostarda, torrone, sbrisolosa con zabaione e tanto buon lambrusco, si mettono a cantare insieme, diventano amici, lasciano perdere la guerra e si dedicano alle coltivazioni biologiche e all’allevamento di polli e conigli, aprono l’agriturismo ‘I due monelli’ e avranno un successo... esplosivo!
- Un’ultimissima richiesta: dì alla sig.ra Ada (Ferrari) le cui riflessioni ‘tento’ di leggere su ‘La Provincia’, se può essere più ‘semplice’ nelle sue dotte dissertazioni, così forse riesco a capire qualcosa di più e mi vien voglia di risponderle. Adesso non sono all’altezza e so solo dire che Francesco (papa), al contrario di molti di noi, conosce bene il Vangelo e, dandocene l’esempio, ci esorta a metterlo in pratica senza riserve mentali, egoismi, arroganza e paranoie politiche. Ma, ripeto, forse non ho capito niente...
Grazie Santa Lucia per quello che potrai fare, mettendo però sempre al primo posto la consegna dei doni ai bambini che sono la cosa più bella del mondo.
Raffaela Piria
(Cremona)

Il caso piscina/1
Il cambio di gestione richiede dei tempi
Egregio direttore,
siamo alle solite. Siamo al solito danneggiamento del lavoro che l'amministrazione svolge nell'interesse dei propri cittadini. Distribuire paura e disinformazione senza approfondire adeguatamente con l'intento oramai conclamato da mesi di gettare fango. Lanciare il sasso e poi ritrattare, o nemmeno quello. Chiedere urgenza per qualcosa che si sa già che sta avvenendo per poi poter dire ‘è stato merito mio che ho sollecitato’ e trovare enfatizzazione e visibilità sugli organi di stampa. Questo è quanto sta avvenendo in città da parte di alcuni consiglieri di minoranza.
L’ultimo esempio di tale fenomeno è la vicenda piscina. Stavolta i fatti si sono rivoltati contro gli sventurati accusatori che si indignano perché il Comune non mantiene le promesse fatte, dice una cosa e ne fa un’altra, se ne frega delle 90 atlete del nuoto sincronizzato. Sventurati perché allora è tutto falso a quanto pare! I lavori si stanno facendo, la piscina riaprirà, i genitori erano informati, gli allenatori sono stati trovati, i corsi ci saranno.
Chi si immaginava che la transizione dalla precedente alla nuova gestione potesse avvenire in un giorno solo con un semplice cambio della persona alla reception della piscina è fuori dalla realtà. Addirittura la sparata è stata così grossa che stavolta pure qualche genitore ha preso carta e penna e smartphone per scrivere ai giornali e dissociarsi.
Ricordiamo a tutti per l'ennesima volta chi è stato al governo per 5 anni e ha scelto di non affrontare la questione piscine, chi doveva controllarne lo stato manutentivo e non l'ha fatto. Capiamo che scardinare alcune posizioni di potere e vecchi equilibri (o forse meglio chiamarli squilibri) sia scomodo e complicato e dia fastidio a chi non ha saputo farlo, ma lo si fa nell'interesse della città.
È davvero grottesco il tentativo di sminuire la capacità dei ragazzi di sapersi divertire in modo sano e alternativo immaginandoli obbligati davanti ad un tablet come unica alternativa allo sport. Il valore educativo dello sport è un dato di fatto, ma scrivere ‘Cosa faranno adesso queste ragazze? A cosa si rivolgerà ora il loro interesse?’ equivale ad una rappresentazione non veritiera dei giovani atleti cremonesi. Di sport, hobby e occasione di svago ce ne sono tanti a Cremona, ma per fortuna anche le atlete del nuoto sincronizzato potranno continuare a fare lo sport che piace a loro grazie agli accordi stipulati e mantenuti dal Comune con il nuovo gestore della piscina.
Filippo Bonali
(Sinistra per Cremona - Energia Civile)
Michele Bufano
(Fare Nuova la città)

Il caso piscina/2
Nuoto sincronizzato. Il Comune ha agito
Signor direttore,
in qualità di genitore di una delle 90 ragazze del nuoto sincro di Cremona e promotore dell’incontro avvenuto in Comune alla presenza dell’Assessore Platè e dei Responsabili di zone della Sport Management, mi sento in dovere di dissociarmi da quanto è stato scritto in merito al fatto che l’Amministrazione mostri il totale disinteresse alla problematica. Posso confermare che l’Assessore Platè è stato disponibilissimo a convocare e poi presiedere, in data 25.09.2017, l’incontro chiarificatorio avvenuto nel Palazzo Comunale ed ha condiviso con noi genitori la necessità di individuare dei genitori referenti per ogni categoria del nuoto sincro che potessero poi farsi portavoce dell’evolversi della programmazione sportiva. Infatti il sottoscritto, portavoce della categorie ragazze e juniores (circa 20 persone) ha sempre tenuto contatti con il Responsabile di Sport Management nella persona del Sig. Francesco Carbonara, il quale ha dimostrato disponibilità ed impegno nel sostenere il nuoto sincro.
Ero stato avvisato della riunione di sabato 7 ottobre in cui i vertici di S.M. dovevano incontrarsi per selezionare degli istruttori. Successivamente sono stato informato che avevano trovato solamente un istruttore disponibile per avviare l’attività sportiva delle atlete più piccole, mentre per le altre categorie c’era ancora da lavorare. Nel contempo mi è stata confermata la disponibilità, che il sottoscritto ha partecipato agli altri genitori, di attivare un corso di nuoto di ‘mantenimento’ per le atlete più grandi e si impegnavano, qualora ci fosse stata la disponibilità di alcune ragazze maggiorenni, di procedere all’attivazione di un corso di formazione per istruttore di nuoto per poi arrivare al brevetto di istruttore nuoto sincro, nonché la possibilità di avere un supervisire, a cedenza da definirsi, qualora le ragazze più grandi avessero condiviso la possibilità di autogestire gli allenamenti coreografici, in attesa di trovare nuovi allenatori. Di questi ultimi argomenti se ne è discusso giovedì alle 15.30, presso la Piscina Comunale con il signor Carbonara e, in sede di conversazione, mi ha confermato che sono stati individuati due istruttori di nuoto sincro disponibili ad incontrarsi domani per definire gli orari della futura programmazione sincro. Questo è dimostrazione di impegno e volontà, da parte della S.M, dei suoi collaboratori e dell’Assessore Platè, nel risolvere la problematica emersa negli ultimi giorni.
Fernando Altobello
(Cremona)

Presto arriveremo a tanto
E se le campane danno fastidio agli islamici?
Egregio direttore,
alcune settimane fa a Trescore Cremasco è scoppiata la ‘guerra’ dei decibel, le campane facevano troppo rumore. Una decina di famiglie che abitano a ridosso del campanile della chiesa parrocchiale hanno rivolto le proprie lamentele ufficiali al sindaco Angelo Barbati. Altri casi simili si sono verificati nella nostra provincia e che hanno visto i sindaci cercare di mediare mentre i parroci per nulla intenzionati a far tacere le campane. Sono le prime avvisaglie di uno scorcio di società che vedrà in un futuro non lontano una ‘guerra’ molto ma molto più cruenta, ma non saranno gli italiani coinvolti nelle querelle ma bensì i cittadini di fede islamica che, forti delle concessioni a loro fatte e in virtù dell’incremento demografico, saranno loro stessi ad ordinare ai parroci di non suonare più le campane per non urtare la loro sensibilità. Come non dar loro ragione ma sarà da lì che la situazione prenderà una piega molto pericolosa. Scenari simili si sono verificati in Libano, Bosnia e Kosovo e in molti altri stati dove la presenza islamica è molto elevata. A quel punto come reagirà il Papa? Ordinerà ai parroci di non suonare più le campane. Tutto è possibile.
Andrea Zecchini
(Camisano)