il network

Giovedì 14 Dicembre 2017

Altre notizie da questa sezione

Blog


19 settembre

Lettere al Direttore (2)

Ne parlo con...

Cambio del medico di famiglia

Medici associati, regole rispettate
Gentilissimo direttore,
in riferimento alla lettera di un cittadino dal titolo: ‘Paziente penalizzato - Cambio del medico - Non c’è libertà’, pubblicata sul Suo quotidiano in data 14 settembre, si ritiene opportuno precisare quanto segue.
La richiesta da parte di un assistito di cambiare un medico di famiglia ‘associato’ con altri sanitari, scegliendo al suo posto un collega aderente alla stessa associazione, è regolata dall’Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale del 29 luglio del 2009 (art. 54 comma 4 lettera m). Tale normativa prevede che «non possono effettuarsi variazioni di scelta all’interno della forma associativa, senza la preventiva accettazione da parte del medico destinatario della nuova scelta». L’operatore dello sportello di ‘Scelta e Revoca’ ha pertanto agito correttamente, indicando al cittadino la necessità di ricevere, anticipatamente e per iscritto, la disponibilità del nuovo medico ad accettarlo.
Pur comprendendo il disagio manifestato dal cittadino, l’Ats conferma che le indicazioni nazionali, come sopra descritte, concedono di fatto al medico prescelto, facente parte di una medesima forma associativa, la discrezionalità di accettare o meno la richiesta dell’utente. Resta tuttavia alla persona la libertà di scelta tra vari altri medici di famiglia che non sono associati con il medico disdetto. A tal fine sempre l’ufficio ‘Scelta e Revoca’ è a disposizione per fornire tutte le informazioni.
Salvatore Mannino
(direttore generale Ats Val Padana)

Facebook, nuova funzione
Potremo congelare gli 'Amici' invadenti
Signor direttore,
Facebook sarebbe pronta a lanciare una nuova funzione che consentirà immediatamente agli utenti di mettere in secondo piano gli ‘amici’ un po’ troppo invadenti o fastidiosi per un tempo a propria scelta. Questa nuova opzione permetterà agli utenti di mettere in secondo piano ‘gli amici’ troppo invadenti o troppo attivi. L'opzione funzionerebbe anche per pagine o gruppi. Questa nuova funzionalità sarebbe attualmente in fase di test. Tuttavia Facebook non ha confermato se si tratta di un semplice test o se questo tasto ‘Snooze’ è stato realizzato per essere messo a disposizione al più presto.
Giovanni D'Agata
(presidente Sportello dei Diritti)

Valorizzò l’italiano
Prof fate conoscere Alfredo Panzini
Signor direttore,
Alfredo Panzini è stato fascista, se non altro per aver sottoscritto, nel 1925, il ‘Manifesto degli intellettuali fascisti’ e, in ogni caso, un fascista colto, che ha dato, come docente e come scrittore un suo indelebile contributo alla valorizzazione dell’italica lingua e dell’italica letteratura: bastino il suo ‘Dizionario Moderno, edizione 1905 e seguenti, e ‘La lanterna di Diogene’, racconto di un viaggio in bicicletta, in cinque giorni, da Milano a Bellaria.
Nato (a Senigallia, in provincia di Ancona) nel 1863, e morto a Roma nel 1939, lo si può dire anche fortunato, essendogli stati risparmiati gli infausti giorni del 25 luglio e dell’8 settembre 1943, nonché la tragedia di Piazzale Loreto del 28 aprile 1945. E, in questi giorni di fine settembre 2017, in cui si torna a demonizzare il fascismo, il carisma e lo spessore culturale del nostro Alfredo invitano, soprattutto attraverso gl’insegnanti, a farlo conoscere.
E magari a farsi un giro a Bellaria, per un ultimo bagno di stagione, e a vedere la Casa Rossa, dov’è custodita la sopracitata bicicletta.
gfm
(Mantova)

L'INTERVENTO
Referendum regionale inutile, ma c'è. Votiamo «Sì» per l'autonomia vera
Il 22 ottobre ci sarà il referendum sull’autonomia della Regione Lombardia. Ho detto in diverse sedi e anche al Presidente Maroni ciò che penso su questa iniziativa e credo sia giusto e doveroso renderlo pubblico. Anche per stimolare, spero, un dibattito civile e alto, che vada al di là degli schieramenti politici e si concentri sul tema, a mio avviso importante per la Regione e anche per il nostro territorio. Faccio una doverosa premessa. Penso che il referendum di ottobre sia inutile: il giorno dopo non cambierà nulla se non si mettono in campo azioni che potevano essere fatte indipendentemente dal referendum. Penso che il referendum sia strumentalizzato: dire che il referendum prevede che passino tutte le materie previste dalla legge è alludere a una prospettiva infattibile! E non si prendano in giro i cittadini lombardi e cremonesi: non esistono le S. Marino del nord e non esisteranno certo dopo il referendum.
Ma proprio perché il tema è importante e sostanziale e proprio perché l’autonomia - quella vera e seria - è tema caro al centrosinistra, usiamo la testa e non la pancia. Il progetto dell’autonomia lombarda, infatti, vale la pena ricordarlo, non è un’invenzione della Lega. Già nel 2007 il Governo Prodi e la Regione Lombardia, allora guidata da Roberto Formigoni, firmarono un’intesa per verificare la trasferibilità di alcune materie dallo Stato alla Regione. Iniziarono la trattativa, interrotta a causa della caduta del Governo Prodi e mai più ripresa dal successivo Governo di centrodestra in cui la Lega esprimeva ben quattro ministri: Bossi, Calderoli, Zaia e lo stesso Maroni. Dunque la serietà o meno della proposta credo debba essere valutata anche dalla tempestività di un referendum su temi, a mio parere, mai affrontati seriamente da chi ora lo indice a ridosso del voto regionale, modello ‘trampolino di lancio’ pre elettorale.
Lo strumento, dunque, è inutile e molto dispendioso! E anche strumentalizzato politicamente. Ma ora, volenti o nolenti, c’è. Il 22 ottobre si voterà. E il tema resta importante. Faccio una domanda: ci sarebbe bisogno di una Lombardia forte, che, nel pieno riconoscimento delle sue specificità e delle sue potenzialità, porti nella sua responsabilità regionale alcune materie importanti, diventando così capace di intervenire con più efficacia in alcuni ambiti, e aumenti la sua leadership in Italia e in Europa? La risposta per me è sì. Il Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, ha fatto proposte serie di ambiti sui quali concentrarsi per l’autonomia, ne cito uno: la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, perché siamo una regione con molti problemi di inquinamento e dobbiamo avere in mano le redini degli incentivi e della programmazione e perché il tema ha relazioni con materie già di competenza regionale come salute, agricoltura e consumo di suolo. Non abbiamo voluto il referendum, ma ora c’è: votare sì significa dire che ci impegniamo a fare ciò che non è stato fatto prima, a scegliere quali materie richiedere dentro l’autonomia rafforzata.
Questo è l’unico risultato serio e possibile in una complessiva e necessaria revisione del Titolo V, affossata (a mio avviso purtroppo) dall’ultimo referendum nazionale. Sì significa dire che ci impegniamo finalmente con il Governo, che si è più volte detto disponibile a lavorare in questa direzione, ma su temi precisi. La Regione ha scelto (a nostre spese) una strada per avere un plebiscito. Ma in effetti il plebiscito c'è già, non ha bisogno di conferme, il mandato dei lombardi è chiaro già ora ed è anche il mio ed è per questo che voto ‘sì’: la strada è quella dell'autonomia rafforzata, prevista in costituzione (articolo 116) proprio dal centrosinistra e per cui la Regione e il Governo devono sedersi a un tavolo con intenzioni concrete. Io sono per questa strada. Un percorso serio e non demagogico.
Ma costruttivo e verso una reale ed efficace autonomia. E anche sulla questione tasse e residuo fiscale occorre lavorare senza slogan, ma con la stessa serietà che può portare a risultati concreti. In sintesi una vera autonomia della Lombardia significa una Regione più protagonista nel suo rapporto con Roma, capace di gestire meglio e di più alcuni temi strategici, per essere davvero regione leader in Italia e in Europa e a vantaggio quindi dell’Italia e dell’Europa. E una vera autonomia significa anche maggiori autonomie dei territori lombardi più protagonisti in un rapporto nuovo con la Regione. Aumentare quindi le autonomie dei territori non per isolare, ma per capire meglio i problemi, risolverli con maggior efficacia, consolidare maggiormente vere alleanze tra territori aperti e vivi. Ci sono problemi non risolti da tempo, da troppo tempo. Per questo occorre ascoltare di più i territori e costruire un nuovo rapporto di collaborazione tra territori e Regione in grado di risolvere questi problemi. Per la nostra città penso al tema delle infrastrutture, treni, strade e ponti e allo sviluppo economico con una necessaria alleanza tra territorio e Regione ad esempio sul nostro sistema fieristico come polo di sviluppo cremonese, lombardo, italiano con fortissima vacazione internazionale. Risolvere questi problemi veri dei territori e farlo davvero significa vera autonomia.
Ed è per questo che con gli altri sindaci lombardi ci stiamo impegnando! E su questo lavoreremo insieme, anche con molti che magari hanno preso decisioni differenti rispetto al voto, ma che sono interessati a impegnarsi davvero per una Lombardia e per un’Italia più forti.
Gianluca Galimberti
(sindaco di Cremona)

       Le foto dei lettori


Signor direttore,
le invio la foto della calopsitta dentro un trasportino per gatti trovata il 31 agosto in zona Po e restituita al legittimo proprietario dopo 2 settimane, trovato tramite il Corpo Forestale in quanto l'uccello aveva un anellino alla zampa.
Daniele Lipreri
(Cremona)