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Mercoledì 13 Dicembre 2017

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18 settembre

Lettere al Direttore

IL CASO

PIACE QUESTA CREMO FATTA DI BUONI GIOCATORI
E DI GENTE CHE LOTTA FINO ALLA FINE, SEMPRE

Egregio direttore,
la partita con l’Alessandria dello scorso anno è stato l'unico vero anticipo di quanto ci si poteva aspettare quest'anno. Non venivamo da un bel periodo ma l'abbiamo portata a casa con la ‘voglia’. Voglia che ci ha fatto poi vincere il campionato. Era tanto che non avevamo più veri uomini in campo. Uomini che lottano, che hanno conquistato una promozione lottando ogni domenica. La partita con il Racing è stato l'ennesimo esempio di una squadra che non ha mai mollato e con voglia e cattiveria agonistica l'abbiamo portata a casa e abbiamo conquistato la serie B. I ‘te livi dit’ sentiti tutto l'anno allo stadio non c'erano più ma esistono ancora. Noi siamo cremonesi, un po’ difficili all'innamoramento (calcistico) perché martoriati da anni difficili, delusi da giocatori non veri uomini. Quindi i ‘te livi dit’ hanno prosperato per un decennio.
Ora abbiamo una buona squadra, che sta trascinando con sè il tifo rinato, come non si vedeva da anni. Lo Zini, il vecchio Zini tirato quasi completamente a nuovo è uno spettacolo!
A mio parere questo accade perché in campo vediamo cose diverse rispetto al passato. Vediamo professionisti, vediamo giocatori intensi, ottimi giocatori. Noi non vogliamo fenomeni (anche se a livello tecnico un paio o forse più in squadra a mio parere ci sono), prima vogliamo uomini che siano giocatori. A noi interessa questo.
I ‘te livi dit’, grandi intenditori di calcio, quelli che pensano di vedere Messi e CR7 tutte le domeniche stanno scomparendo o almeno si nascondono un po’. Magari riemergeranno ma sono convinto che saranno sempre meno se la Cremo giocherà sempre con il cuore in mano come ha fatto fino ad ora. Questo chiediamo a mister Tesser, preparare la squadra in modo che sia nelle condizioni di dare sempre tutto quello che ha. È bello andare allo stadio e uscirne sereni perché abbiamo visto la nostra squadra lottare. Noi ci saremo sempre a tifare, soffrire, urlare, gioire e disperarci. Quello che chiediamo ai nostri giocatori è di non mollare mai. Solo assieme si ottengono risultati. Noi fuori e voi in campo. I ‘te livi dit’ cortesemente si adeguino. Nel nome di Cremona.
mas65luc64@yahoo.it
(Cremona)

Dopo tanti anni di sofferenza in Lega Pro la promozione in serie B ha ridato entusiasmo al ‘popolo’ grigiorosso. Il gruppo guidato da Tesser è affiatato, gioca un buon calcio e già da queste prime partite ha fatto capire che in serie B ‘si sente a casa’. Ci sono tutti i presupposti per una buona stagione.

LA POLEMICA

C’È LA PARTITA ALLO ZINI E CI VA
DI MEZZO LA SPESA AL SUPERMERCATO

Gentile direttore,
siamo un Paese nel quale il concetto di democrazia è sempre più labile e arbitrario.
È sabato pomeriggio e allo Zini è in corso la partita della Cremonese. Come sempre quando c’è la partita, un’ampia - molto ampia - zona intorno allo stadio è chiusa al traffico e occorre girarvi attorno per arrivare a destinazione. Vorrei fare la spesa al supermercato Penny di via Opifici, ma non è possibile perché il parcheggio è interamente occupato da molti che si sono recati allo stadio. Con un ampio giro che passa da Porta Venezia e via Mantova, raggiungo il Lidl di via Cappuccini. Qui c’è un’altra sorpresa. Dopo la coda alla cassa, si scopre che dalla spesa va tolta la bottiglia di birra acquistata per il consumo in famiglia. Ordinanza del sindaco, dice la cassiera, mentre la partita è ormai conclusa.
Dunque, per una partita di calcio, un’ampia zona della città è blindata, un supermercato è inutilizzabile, e persino la normale spesa domestica ci va di mezzo. Per una partita di calcio, appunto. Qualcuno ha ancora il coraggio di dire che viviamo in un Paese sia pur vagamente normale?
L.G.
(Cremona)

E se il prossimo fosse Kim?
Uragani americani
con nomi italiani
Signor direttore,
il mio amico Franco è assillato dalla curiosità di sapere con quale criterio o logica scientifica gli uragani che avvengono in America vengono catalogati con nomi di donne italiane.
Per esempio l’ultimo ha il nome di Irma che anagrammato dà Armi.
Non vorrei creare falsi allarmismi, ma il supporre che il prossimo uragano che si abbatterà sull'America, proveniente dalla Corea del Nord sarà chiamato Kim potrebbe non essere un’idea fantascientifica, ma un devastante presentimento che coinvolgerebbe tutti noi con conseguenze catastrofiche.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Referendum regionale
Andrò a votare
E il mio voto sarà ‘No’
Signor direttore,
ho letto che anche a Cremona si è formato un comitato per il si al prossimo referendum regionale. Vorrei tornare sull’argomento con tre riflessioni.
La prima. Noto che è sempre più diffusa l'opinione che mette sullo stesso piano andare o non andare a votare (e persino il Presidente del Consiglio di allora ci ha opportunisticamente e deprecabilmente giocato quando si è trattato del recente referendum per le trivellazioni, così un altro che invitò anni fa ad andare al mare). Per me continua a valere un principio che ho appreso da ragazzo: il diritto dovere di voto va esercitato comunque. È conquista recente della gente normale dopo secoli di predominio di pochi privilegiati che decidevano per tutti, ed è costata moltissimo. Penso che la democrazia possa vivere davvero solo se è praticata da tutti in tutti i suoi aspetti, e il diritto dovere di voto sta alla base, senza se e senza ma, con quorum o senza quorum.
La seconda. Ritengo che un referendum consultivo che chiede se i lombardi vogliono tenere a Milano più soldi delle loro tasse invece di mandarli a Roma sia uno spreco e una facile campagna di propaganda. Vorrei sapere invece se la Regione ha avviato a tempo debito il percorso previsto in Costituzione (che non è referendario ma di trattativa nel merito tra il livello regionale e quello nazionale) chiedendo di esercitare maggiori e nuovi poteri ai sensi del titolo V art. 116 e 117. Se l'ha fatto: come ha risposto il governo? Se non l'ha fatto: il referendum fatto ora è demagogico!
La terza. Il Comitato per il Sì dovrebbe chiarire (nel merito e non per slogan) quali competenze e funzioni si vuole passino alla Regione, come essa intenderebbe esercitarle, con quali finalità e con quali ricadute. Sinora ciò è rimasto del tutto nel generico ma è dirimente. Da convinto regionalista ritengo che ci siano funzioni che sarebbe bene passassero alla Regione, ma vorrei sapere quali e per farne cosa. Per altre funzioni oggi penso sia meglio un esercizio a livello nazionale. Parlando di economia, di trasporti, di sanità e quant'altro, guardando ai meriti e demeriti di Roma e di Milano, non mi si può chiedere un si o un no a scatola chiusa...
Allo stato attuale queste riflessioni mi portano ad andare a votare ed a scegliere il ‘No’.
Giuseppe Azzoni
(Cremona)

Una scelta apprezzabile
Molto bello il diario
di viaggio dal Perù
Egregio direttore,
la ringrazio sentitamente per la pubblicazione del meraviglioso diario di viaggio in Perù a firma Cristiana Roffi. Oltre allo stile sciolto ed entusiasmante dell’autrice, ho molto apprezzato la scelta di pubblicare un giornale di viaggio ed auspico che questo diventi una rubrica fissa.
Francesca Ventura
(San Bassano)

Se manco mi cercate
Valgo 1 centesimo
ma rispettatemi
Gentile direttore,
abbandonata sull’asfalto rovente mi guardate, mi calpestate, mi scalciate, nessuno mi raccoglie. Già, sono solo una misera monetina da 1 centesimo! Cosa posso pretendere? Sì, una di quelle che odiate, che vi danno fastidio, che ingombrano, che dimenticate nei cassetti, che vorreste eliminare. Eppure, se vi manco potreste non poter compare il giornale, il caffè, e allora frugate nelle tasche, mi cercate disperatamente. D’accordo, sono di poco valore e forse neanche tanto bella, ma vi prego, non disprezzatemi. Ricordate le parole di Gogol? ‘Cominciare bisogna dal principio e non già dal mezzo: dal centesimo e non dal rublo...’.
Michele Massa
(Bologna)

Conti bloccati
Mossa per eliminare
una Lega in crescita
Signor direttore,
come fare per eliminare un avversario vincente? Si bloccano i conti bancari della Lega per presunte irregolarità risalenti ai tempi di Bossi, così i concorrenti politici rimangono due, il Pd e il M5S poiché Forza Italia senza la Lega non conta nulla, Ma che bello scoprire che i comunisti non ci sono più!
Giuliano Galassi
(Cremona)

Chiuso il ponte sul Po
Utile potenziare
il trasporto treno+bici
Signor direttore,
nella settimana della mobilità sostenibile (ma chi se ne accorge?), l’emergenza della chiusura del ponte può essere una buona occasione per sperimentare forme diverse e più dolci di mobilità. Tra le varie proposte (alcune fantasiose) per superare la crisi del ponte non ho ancora visto quella di potenziare il trasporto treno+bici.
Le stazioni da Piadena a Parma distano dai 4 ai 7 chilometri. Le stazioni sono nel cuore delle città che attraversano e la maggior parte delle destinazioni principali sono pertanto ‘a portata di bici’.
La linea Parma-Brescia è una delle poche in Regione che non è adibita al trasporto di biciclette.
Ma non tutti forse sanno che su tutti i treni regionali – anche quelli non segnalati con apposito pittogramma – viene ammesso il trasporto gratuito di una bicicletta pieghevole opportunamente chiusa, anche al di fuori dell’apposita sacca, delle dimensioni massime di cm 80x110x40, e che non arrechi pericolo o disagio agli altri viaggiatori.
Per le bici ‘normali’ invece si paga un supplemento di tre euro per l’intera giornata.
Questa proposta ha il vantaggio di non essere fantasiosa, di costare meno delle altre e di far bene alla salute e all’aria che respiriamo. E’ però necessario:
- un maggior numero di carrozze nelle corse normali, di cui almeno una adatta al trasporto di bici.
- corse aggiuntive almeno nella tratta Piadena-Parma, corse veloci per Parma negli orari di punta eliminazione della tariffa aggiuntiva per il trasporto di bici riattivazione dei depositi (gratuiti) di biciclette nelle stazioni stazioni decorose (bagni, biglietteria automatica, bar, pulizia, ecc.).
Angelo Angiolini
(Casalmaggiore)