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Mercoledì 22 Novembre 2017

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20 agosto

Lettere al Direttore

IL CASO
Sì alla sicurezza, ma quei blocchi deturpano l'ambiente cittadino


Egregio direttore,
l'attentato compiuto dal terrorismo islamico a Barcellona ci ricorda che è in atto una guerra, destinata, probabilmente, a durare anni. Il cordoglio per i morti e la reazione degli spagnoli che urlano al mondo di non avere paura sono quanto di doveroso e logico aspettarsi.
Si stanno rinnovando gli inviti da parte delle istituzioni a non modificare le nostre abitudini, gli stili di vita, a reagire con fermezza e sicurezza a quel clima di terrore e di instabilità che gli atti di terrorismo vorrebbero creare. D’altronde, per chi ha visitato di recente le grandi città italiane ed ha avuto modo di vedere cosa significhi il livello di allerta di un solo grado inferiore a quello massimo tipico di un attacco in corso - cioè militari con fucili mitragliatori imbracciati e mezzi blindati nei punti ‘sensibili’ - non può non convenire che è difficile stare sereni.
Anche nella nostra provinciale Cremona quegli enormi blocchi antisfondamento, posizionati nei punti strategici della città, spostabili sulla sede stradale alla bisogna, atti a proteggere manifestazioni in centro, oltre a deturpare l’ambiente, togliere spazio altrimenti utilizzato, ricordano di continuo il rischio potenziale. E’ evidente che lo spostamento in zona di raccolta ed il successivo ricollocamento avrebbe dei costi, immagino sia per questo che è stato deciso di lasciarli in loco.
Mi domando però se, per impedire la transitabilità della sede stradale non sarebbe più opportuna la predisposizione di quei paracarri metallici a scomparsa (tipo quelli posizionati in largo Boccaccino) che, certo, avranno anche un bel costo, ma almeno sarebbero di utilizzo molto pratico e il senso di sicurezza percepito dal cittadino non subirebbe erosioni.
Luciano Losi
(Cremona)

Non starei troppo a sottilizzare. L’importante è che quei blocchi per la sicurezza siano al loro posto quando servono.

LA POLEMICA
Crema vietata alla bellezza: impari da Milano
Signor direttore,
non sono d’accordo con il rinnovato proposito della sindaca di Crema, Stefania Bonaldi, di non concedere l’uso di spazi pubblici per l’organizzazione di sfilate e concorsi di miss e mister. Tali eventi possono favorire l’impiego di alcuni giovani nei settori della moda, della pubblicità, del cinema o possono consentire loro di essere selezionati come hostess o steward per convegni, per fiere, per crociere, per grandi alberghi, per grandi eventi.
La bellezza e il portamento non sono in contrasto con nessun valore e si possono sposare anche con l’intelligenza, la serietà e la professionalità. L’occupazione giovanile deve essere la priorità di ogni buon amministratore al di là di posizioni manichee che mi fanno ricordare i talebani. Proviamo immaginare Milano se, dopo la crisi della grande industria, non si fosse convertita alla moda, alla pubblicità, al design, ai convegni, alle fiere diffuse.
Crema non può guardare alla Milano di una volta, ma a quella di oggi e di domani senza storcere il naso.
Enrico Villa
(Crema)

Caso Regeni
La ragion di Stato prevale sulla verità
Egregio direttore,
vorrei intervenire sul caso Regeni. Premetto tutta la mia solidarietà alla famiglia per la tragica uccisione del loro congiunto. Purtroppo la ragion di Stato deve prevalere sempre sul dolore comprensibilissimo della famiglia. Obtorto collo lo Stato ha dovuto riallacciare le relazioni diplomatiche senza tralasciare; è la formula la ricerca della ‘verità’ che il popolo conoscerà a suo tempo, ovvero almeno fra un trentennio. Questo passaggio ha permesso al governo di arginare l’invasione dei migranti. Sicuramente al Sisi ha convinto i due ‘galli’ libici ad aiutare l’Italia assumendosi loro di sorvegliare le proprie acque. Giocoforza l’interesse dei tre stati è preminente a quella dei Regni. Operare in paese dove la democrazia è opaca, comporta enormi rischi personali. Le critiche dell’Onu all’operato dell’Italia è quantomeno risibile; è da rispedire al mittente. Lo stesso vale per la scialba Boldrini miracolata dalla politica. L’Italia è stata ed è tuttora terra di spioni di ogni risma, tutti si avvalgono di coperture politiche più o meno lecite. Quanto il presidente del consiglio pone il segreto di Stato è per non sbugiardare se stesso, avendo dato la sua disponibilità alla copertura dei misfatti. La copertura politica dei propri agenti segreti è imperativa lo fanno tutti. Disgraziatamente tutti i Regeni di questo mondo devono rassegnarsi, conosceranno la verità nel 2050, è la prassi.
Domenico De Lorenzo
(Cremona)

Dove sono finite le priorità?
Le lunghe vacanze dei nostri politici
Egregio direttore,
la chiusura di almeno due settimane ha concesso un minimo di sollievo ai lavoratori delle fabbriche (ma anche agli altri) per l’anticiclone Lucifero che, con i suoi 40° persistenti, si è abbattuto sulla nostra penisola. Anche Montecitorio chiude i battenti dal 4 agosto al 12 settembre. Ferie per tutti i lavoratori della politica che si godranno il meritato (?) riposo. Quaranta giorni di vacanza che paralizzeranno l’attività politica del Paese. Mi vien da pensare che tutta quella propaganda sulle priorità (nuova legge elettorale), sulle urgenze (ius soli), sulla delicatissima questione del testamento biologico e quant’altro non stiano, poi, tanto a cuore ai nostri soloni visto che tutte queste ferie non si sognano neppure di scaglionarle: chiudono la baracca e chi s’è visto s’è visto!
Bruno Tanturli
(Crema)

Aumenti tariffari Km
"Nessun rincaro per le tratte urbane"
Signor direttore,
in merito ad articoli riguardante l’aumento tariffario dei titoli di viaggio di Km, si precisa che la determina n. 2017/13 del 07/08/2017 dell’Agenzia per il trasporto pubblico locale del bacino di Cremona e Mantova ha variato le tariffe dei titoli di viaggio extraurbani a decorrere dal 09/08/2017 a seguito dei tagli delle risorse disposti dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Cremona. Nessun aumento è previsto per le tariffe urbane della città di Cremona.
L’aumento riguarda esclusivamente l’area urbana (per i comuni di Spinadesco, Casanova del Morbasco, Costa S.Abramo, Persichello, San Marino, Bonemerse, Bosco ex Parmigiano, Stagno Lombardo) in quanto per queste località viene impiegata la tariffa A1 dei titoli extraurbani.
Elena Colombo
(Presidente Km, Cremona)

Pubblico volentieri questa precisazione, che è molto utile per l’utenza, anche se, a onor del vero, il nostro giornale aveva riportato correttamente la notizia degli aumenti tariffari dei soli titoli extraurbani.

Adozioni a distanza
Con 15 euro si dona il futuro a un bambino
Signor direttore,
l’adozione a distanza è una forma di solidarietà molto diffusa. É un tipo di supporto più incisivo ed efficace di un aiuto occasionale. Riduce la mortalità infantile e permette a un bambino di continuare a vivere con la propria famiglia. L’adottante si impegna, a distanza, ad accompagnarlo nella crescita, rispondendo ai bisogni primari del bambino assicurando l’accesso a cibo nutriente, all’acqua potabile, all’istruzione e a cure sanitarie. L’aiuto più diffuso è rivolto a bambini e preadolescenti assistiti in un villaggio e che vivono con le loro famiglie nelle comunità di appartenenza impegnandosi con soli 50 centesimi al giorno, 0,50 x 30: 1 mese di cibo, scuola, salute per un bambino: 15 euro al mese. Il Centro Aiuti Etiopia ti propone una adozione a distanza, migliaia ne stiamo aiutando, decine di migliaia aspettano il vostro aiuto. Alcuni centri sono gestiti dai frati cappuccini, dalle suore orsoline o dalle suore francescane. Altri invece sono gestiti direttamente dal nostro staff locale, che si occupa delle comunicazioni tra il bambino e voi in Italia. La distribuzione del sostegno si concretizza con la consegna di un contributo economico alla famiglia del bambino, oppure con l’accoglienza presso strutture del Cae o della chiesa cattolica. Per ulteriori informazioni: inviare una e-mail a adozione.distanza@centroaiutietiopia.it , telefono 0323.497320, 392.9544913 . Il telefono della sezione di Cremona è 0374.341130.
Giuseppe Martinenghi
(Cremona)

E' una dittatura criminale
Signor Noci, vada  6 mesi in Venezuela
Signor direttore,
leggendo una lettera firmata da Sergio Noci dal titolo ‘Maduro ha fermato un golpe stile Cia’ è apparsa un'analisi, molto distorta, fatta da una persona che sicuramente non conosce la realtá che si sta vivendo in Venezuela con questa dittatura criminale affamata di potere solo per difendere una banda di delinquenti che ha ridotto un popolo alla fame e che continua a dilapidare e a distruggere il Paese più ricco dell’America Latina. Come siamo arrivati fin qui?
In un Paese dove la libertà di espressione é quasi nulla, in un Paese dove i giornali e giornalisti che non la pensano come il governo sono perseguiti, in un Paese dove il 90% dei media sono controllati dallo Stato la censura la fa lo Stato stesso. Per i venezuelani, l’unica forma di sapere se succede qualcosa é sui social. L’autore afferma che piú di otto milioni di venezuelani hanno «reagito con coraggio enorme e si sono recati alle urne per fermare il golpismo violento delle destre al soldo del capitalismo nordamericano». La giornata elettorale è stata segnata da gravissimi episodi di violenza e repressione, e il risultato dimostra soltanto che è rimasta una minoranza dei venezuelani ad avere ancora fiducia nell’attuale governo, non sono stati più di due milioni e mezzo i venezuelani che hanno fatto ‘l’eroico gesto’ di andare a votare per la Asamblea nacional constituyente’. I piú di otto milioni di voti sono stati raggiunti manipolando i risultati. La stessa Smarmatic, societá che fornisce tutte le apparecchiature elettroniche allo Stato Venezuelano, ha dichiarato che le cifre finali sono state manipolate. In Venezuela si continua a lottare per la libertà. Sono saliti a piú di 150 le vittime di questa lotta. Tutto è iniziato quando il Tribunale supremo di giustizia (Tsj) che è stato nominato a Natale del 2015. I chavisti avevano perso le elezioni, e hanno dunque voluto utilizzare la maggioranza che ancora avevano fino ai primi giorni di gennaio per indicare tutti i membri del Tribunale. Era una violazione della Costituzione
. Da lì è incominciato il non riconoscimento dei poteri dell'Assemblea Nazionale, cui i giudici supremi illegittimi hanno tolto sia il bilancio, sia gli stipendi dei deputati. Ogni legge che l’Assemblea ha votato è stata dichiarata incostituzionale dal Tsj. Poi hanno bloccato il processo referendario che l’opposizione aveva avviato per votare sulla destituzione anticipata di Maduro. Poi hanno fatto slittare illegalmente le elezioni amministrative. Poi il Tsj ha deciso di assumere le funzioni dell’Assemblea nazionale. Invito il signor Sergio Noci a visitare il Venezuela e viverci, non dico molto, sei mesi, perché si renda conto della realtá.
Angelo Crincoli
(Cremona)

Cantiere a Soresina
Prima di tutto vengono le regole
Signor direttore,
al di là dell'ottima tinteggiatura del tetto esterno del ‘Mercato dei bozzoli’ e fermo restando che il mio unico pensiero è e sarà sempre che la prevenzione sui luoghi di lavoro non vada mai subordinata a niente, mi congratulo con l'architetto Bassorizzi Bruno per avere informato tutti (con la sua risposta del 19 agosto u.s.) di non aver imparato che chiunque entra in un cantiere deliberato ed aperto a circa sei metri fuori terra per la manutenzione (tinteggiatura) della copertura sovrastante ha questi obblighi: deve essere un soggetto autorizzato con comunicazione scritta e pubblicata ben visibile all'ingresso del cantiere che deve essere preventivamente transennato per mantenere intatta l’incolumità dei terzi che non possono entrarvi; chiunque vi acceda, seppur autorizzato, deve essere munito di casco protettivo e di imbracatura omologati e salva vita, quindi non con in testa un kepì francese in tessuto (...)
Alberto Nolli
(Soresina)