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Mercoledì 13 Dicembre 2017

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Da una periferia scozzese alla Coppa dei Campioni...passando per Fatima

Il prodigio di Lisbona, il nuovo libro di Paolo Gulisano

Il prodigio di Lisbona, il nuovo libro di Paolo Gulisano

genere letture

Autore: Paolo Gulisano          Editore: Elledici          Pagg.: 184         Prezzo: € 11,90

Aggiungi al calendario http://www.laprovinciacr.it/cultura/cultura/178282/il-prodigio-di-lisbona-il-nuovo-libro-di-paolo-gulisano.html 13/12/2017 06:07:46 13/12/2017 06:07:46 40 Il prodigio di Lisbona, il nuovo libro di Paolo Gulisano Autore: Paolo Gulisano          Editore: Elledici          Pagg.: 184         Prezzo: € 11,90 false DD/MM/YYYY

In questa favola realmente accaduta, una favola sportiva per la precisione, che ha inizio in una periferia scozzese e giunge sino alla Coppa dei Campioni, passando curiosamente attraverso Fatima, si parlerà anche di Cremona, poiché tra i protagonisti de Il prodigio di Lisbona...compare anche il campione cremonese Aristide Guarneri.

Può sembrare una commistione di generi letterari, ma non è così: con il suo ultimo romanzo, Il prodigio di Lisbona-Da una periferia scozzese alla Coppa dei Campioni… passando per Fatima, edito dalla Elledici, il dott. Paolo Gulisano riesce a raccontare, in realtà, una favola realmente accaduta, una favola sportiva per la precisione, che ha inizio in una periferia scozzese e giunge sino alla Coppa dei Campioni, passando curiosamente attraverso Fatima.

Tutto ebbe inizio per un nobile ideale: quello di raccogliere fondi per i diseredati, che popolavano le misere periferie di Glasgow, dove, dalla metà dell’Ottocento, si erano rifugiate decine di migliaia di irlandesi in cerca di un lavoro come minatori, muratori, operai, lavori pesanti, abituati a vivere in tuguri ed in quartieri-ghetto, oltre tutto discriminati anche a causa della loro fede, essendo cattolici in un Paese di anglicani.

Al loro fianco c’era solo la Chiesa con santi sacedoti, che, con grossi sacrifici, edificarono per loro strutture, punti di aggregazione e scuole. Così, in Scozia, presso una parrocchia di questi immigrati, quella intitolata a St. Mary, il 6 novembre 1887 fratello Walfrid, religioso marista, originario a sua volta di una Contea irlandese, quella di Sligo, fondò una squadra, il Celtic Foot Ball Club, proponendosi con essa di organizzare partite e tornei per raccogliere soldi da destinare ai poveri, soprattutto ai più piccoli: una squadra d’oratorio, dunque, rivelatasi però in grado addirittura, il 25 maggio 1967, con ragazzini presi quasi tutti dal settore giovanile, di sconfiggere l’Inter, all’epoca considerata la più forte squadra al mondo con campioni come Facchetti e Mazzola, coordinati dal carismatico Mister argentino Helenio Herrera, soprannominato “il Mago”, nonché di conquistare, nella finale disputata presso lo Stadio Nazionale di Lisbona, il titolo di Campione d’Europa.

Lo stesso nome, Celtic, fu scelto per richiamare le comune radici storico-culturali delle popolazioni scozzesi e irlandesi. Ma subito la formazione biancoverde venne soprannominata “la squadra dei cattolici”, benché la militanza qui non avesse preclusioni, a differenza dei Rangers, formazione di protestanti unionisti, che per oltre un secolo esclusero dalle proprie fila qualsiasi giocatore cattolico.

Ma il livello agonistico è solo lo spunto, per conoscere ed entrare in contatto con vicende accadute su scenari importanti, drammatici, come quelli della Seconda Guerra Mondiale, col campo di concentramento per ebrei e antifascisti di Fossoli di Carpi o le scorribande delle brigate comuniste e le loro tante vittime innocenti, incontrando peraltro, nella loro umanità, personaggi realmente esistiti come Giovannino Guareschi, Attilio Giordani ed il cremonese Aristide Guarneri o Frank Duff col suo movimento della Legione di Maria, ed altri invece frutto di fantasia, come Antonio e la famiglia Azzoni, nella loro umanità e con i loro entusiastici ideali, con i loro sentiti valori, con la loro profonda fede. Anche sul campo, quelle che si affrontano sul campo non sono solo due squadre, di ragazzini da una parte e campioni dall’altra: sono persone, ciascuna con la propria storia, con i propri Valori, con le proprie speranze, con i propri sogni.

Il romanzo fa conoscere il giornalista Peter Smyth ed alcuni ragazzi ribelli ed in cerca di identità, che si aggregarono ad un pellegrinaggio a Fatima col solo obiettivo, in realtà, di raggiungere quasi gratis il Portogallo ed assistere proprio a quella finale di calcio: ebbene, proprio loro, alla fine, scopersero di essere divenuti “cercatori di Verità”.

Già negli intenti dell’Autore, questo romanzo intende essere un contributo a quella “Letteratura della Gioia”, auspicata da Chesterton, “papà” di opere indimenticabili come Padre Brown.

Paolo Gulisano, 58 anni, medico, da molti anni svolge, con lusinghieri riscontri ed innegabile successo, un impegno culturale come saggista e scrittore, attento tanto al genere fantasy quanto ai miti e alle leggende irlandesi, dai grandi temi letterali a quelli storici e filosofici. Collabora con diversi quotidiani e periodici. E’ considerato uno dei massimi esperti di cultura inglese e, precisamente, di Tolkien, l’autore della saga de Il Signore degli Anelli. I suoi testi vengono tradotti anche all’estero. Ha co-fondato anche la Società Chestertoniana Italiana e ne è vicepresidente.