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Lunedì 24 Settembre 2018

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CASALMAGGIORE. L'ANALISI

Quando una comunità sa rigenerarsi, la «post-sagra» di Fossacaprara

Il caso allo studio del sociologo Mauro Ferrari

Quando una comunità sa rigenerarsi, la «post-sagra» di Fossacaprara
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CASALMAGGIORE (Fossacaprara) - E’ una manifestazione particolare, che si distingue da tutte le altre per il suo programma che, ad esempio, esclude da sempre il liscio. Parliamo della ‘Sagra di Fossa’ che anche quest’anno si ripropone tra momenti culturali, tradizioni, giochi di paese (riscoperti o ‘inventati’) e gastronomia di qualità. OltreFossa, con il patrocinio del Comune, quest’anno organizza la 18esima edizione da venerdì 24 a domenica 26 agosto 2018.

Si tratta di un appuntamento cui poco meno di un anno fa — era metà settembre 2017 — il piadenese Mauro Ferrari, sociologo e dottore di ricerca all’università Cà Foscari di Venezia, attribuì l’inedita definizione di «post-sagra» durante una conferenza tenuta al ‘Tocatì’ di Verona, il festival internazionale dei giochi tradizionali e di strada che da qualche anno accoglie gli organizzatori della sagra di Fossa e mette in vetrina ‘Sburla la roda’.

«Post-sagra è un termine non ancora ‘brevettato’ che sto tarando su ciò che avviene a Fossacaprara, che si qualifica per una serie di differenze molto significative rispetto alle altre sagre. In queste ultime troviamo cibi quasi standardizzati, orchestre di liscio, balli individuali e di gruppo, pesche, tombole, lotterie e poco altro. Anche le poche feste di partito rimaste ormai sono così. A Fossa troviamo dimensioni diverse: 1) la festa è liscio-free, cosa che la rende unica nel suo genere; 2) c’è una dimensione culturale non trascurabile, con un concerto di musica classica e uno spettacolo teatrale; 3) c’è la dimensione culinaria come in altre sagre, ma declinata in un’attenzione alla qualità, al salvataggio di un piatto come i ‘gnoc alla mulinera’ che rischiava di scomparire, alla filiera corta, all’esaltazione di prodotti e produttori locali; 4) c’è poi la dimensione del gioco che nasconde un grande lavoro di ricerca con una positiva ‘invenzione’ della tradizione come ad esempio ‘Sburla la roda’: 5) ci sono poi i gadget, sempre diversi (le tovagliette, le magliette, le scodelle e si sta pensando ai portachiavi), che creano appartenenza e fidelizzazione». Insomma «questa post-sagra è una dimostrazione assolutamente straordinaria, nella sua ordinarietà, di come sia possibile rigenerare una comunità». Un paese di meno di 200 anime che ha saputo reinventarsi.