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Domenica 19 Febbraio 2017

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La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor - recensione PS4

La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor - recensione PS4
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Warner Bros è riuscita nel difficile compito di portare sugli schermi di tutto il mondo il miglior Batman di sempre… sarà così anche con la licenza de “Il Signore degli Anelli”?

 

C’è un conflitto perenne tra videogames e licenze ufficiali dei film. Nel caso di Batman è sempre stato così, o almeno lo era da quel piccolo capolavoro di Batman: Returns, realizzato per Super Nintendo (che conservo come l’oro), per poi essere bistrattato da ogni software house, fino a quando Warner Bros non affidò a Rocksteady Studios il compito di riportare in auge il brand. Esistono parentesi piacevoli, ma in questo caso parlando di trama e solo in parte nel gameplay, nel caso della storia di Star Wars: Force Unleashed, per altro scritta dallo stesso Lucas e che ci permette di comprendere cosa sia accaduto prima dell’inizio di “Una nuova speranza”. L’Ombra di Mordor, a livello evocativo, si comporta nello stesso identico modo dell’episodio sopraccitato, andando a solleticare tutti i richiami estetici a luoghi e personaggi incontrati nella pellicola di Jackson.


UN SOLIDO MONOLITO

Monolith Productions non è sicuramente uno sviluppatore di primo pelo, personalmente ho imparato a conoscerla con il primo bellissimo Blood (che recentemente ho ri-acquistato su gog.com), per poi renderle nuovamente omaggio con il particolarissimo (e violentissimo) Condemend e il genuino F.E.A.R.; è però con il titolo di questa recensione che si affaccia, a oltre vent’anni dall’inizio della sua carriera, con un titolo che non solo trasuda qualità, ma anche e soprattutto sia in grado di sfidare i giganti di questo periodo pre-natalizio, con un gioco tanto rischioso sulla carta, quanto grande nelle potenzialità.


DOPPIA PERSONALITA’

L’obiettivo al quale tutti aspiriamo, in un videogame, è quello di non dover sempre scegliere tra un guerriero agile e letale, con una spada potente ed invincibile, o un arciere silenzioso, che agisce nell’ombra, perfettamente celato negli anfratti irrangiubili di una torre e pronto a scagliare i suoi dardi. Per nostra fortuna in questo titolo non dovremo scegliere troppo, le due anime action più diffuse, convivranno perfettamente (in senso letterale) nel corpo del nostro avatar. Il buon Talion infatti è un ranger che vive nei pressi Gondor, a difesa del cancello nero di Gondor, il tutto scorre sereno e tranquillo… fino a quando… La morte coglie tutti di sorpresa, ma nel mondo della fantasia non sempre questa è definitiva. Nel caso poi del nostro eroe si ritrova in una sorta di limbo in compagnia dell’elfo Celebrimbor il quale, senza memoria, ma con una gran voglia di vendicarsi, è pronto a stringere un’improbabile alleanza.


LA MIA LAMA BERRA’ IL TUO SANGUE

Il meraviglioso doppiaggio italiano ci introduce quindi al gioco vero e proprio, un mattatore di premi nelle varie fiere dove era stato proposto e di certo carico di un gameplay che sposa alla perfezione un unione tra lo stile di Assassin’s Creed - nello stile alla Spider Man di muoversi lungo zone principalmente in verticale - ma anche il rodatissimo action set rubato dalla serie Arkham in cui Batman. Come il Cavaliere Oscuro, anche Talion potrà sferrare fendenti in una serie di attacchi a destra e a manca, non proprio come se fosse un quick time event, ma comunque attraverso il Free Flow System che aggancia i nemici in automatico e permette di eseguire mosse pronte all’uso. La “danza della morte” assume in questo modo una coreografia cinematografica in cui salterete da un orchetto all’altro con la grazie di una ballerina classica, asportando teste o tagliuzzando con la precisione chirurgica di un… chirurgo! Oltre alla trama principale, della quale non racconterò nulla, per la quale però sconsiglio di seguire pedissequamente solo gli intrighi principali, o rischiate che il sogno termini non oltre le dieci ore, suggerisco invece di andare in giro, essendo un open world e di fare esattamente quello che volete per scoprire che…


Innanzitutto girovare significa scoprire pezzi di trama disseminati qua e la, indizi ma anche uccisioni che permettono di accrescere i punti abilità e quindi di sbloccare nuovi modi di eliminare il nemico con una certa classe, ma anche di saggiare la bontà del nuovissimo Nemesis System! Il nome, azzeccatissimo, permetterà a molti dei personaggi che incontrerete (non è sempre così semplice e banale abbattere alcuni di loro!), di farli salire di rango qualora riuscissero ad abbattervi, insultandovi pure in un modo sempre più creativo o nel caso venissero sconfitti di fuggire o di intraprendere azioni random… insomma uno spasso che val la pena di scoprire. Nonostante le terre di Mordor per natura non siano ricche di vita, un appunto lo si potrebbe fare al paesaggio molto ripetitivo, che in un open world è un errore che sarebbe meglio cercare di evitare di commettere, ma in realtà si deve davvero studiare con il classico lanternino un motivo valido per non volerlo giocare.


COMMENTO FINALE

I fan tolkeniani brameranno di portare a casa un nuovo capitolo della saga, inedito quanto coeso alla trama intrecciata dal maestro del fantasy. Il doppiaggio del cast originale dei film, un’ottima recitazione e un gioco longevo quanto ammaliante, basteranno per regalare a tutti gli amanti degli action una delle produzioni più riuscite di un Natale ormai alle porte e per coloro che non lo acquistassero subito, di certo il suggerimento è di metterlo nella lista di Babbo Natale.

08 Ottobre 2014

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