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Mercoledì 24 Maggio 2017

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Gauntlet - recensione PC Steam

Gauntlet - recensione PC Steam
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Correva l’anno 1985 quando un cabinato con il nome Gauntlet apparve sul mercato... il suo compito era semplice: sconvolgere i giocatori ancora “analogici” di Dungeons & Dragons e farli innamorare di uno dei primi RPG digitali della storia.

 

Arrowhead è la bandiera di un team che assocerete immediatamente a quel piccolo capolavoro di genialità indie che porta il nome di Magicka. Devo ammettere che all’annuncio di Gauntlet (considerando i trascorsi con alti e bassi della serie) e dopo aver preso visione dei primi contenuti dimostrativi, la mia mente mi ha subito portato a pensare che potesse essere l’ennesimo clone di Diablo… bè, la verità è che risulta lontano anni luce dal titolo Blizzard ma, badate bene, non nella direzione sbagliata.


NON SOTTOVALUTATE LA POTENZA DI GAUNTLET

Si può trascorrere parecchio tempo in compagnia di un gioco, senza nemmeno sfiorarne la superficie o comprenderne il concept. Personalmente preferisco che nessun titolo mi spieghi cosa devo fare, bensì prendere saldamente il controllo del pad e scoprire giocando quale sia l’humus e la logica di fondo. Dopo aver passato alcune ore in single player, conscio che non sia la modalità migliore da scegliere per avventurarsi nelle profondità del dungeon, si è aperto uno spiraglio di luce in fondo al tunnel e tutto è diventato più chiaro.

Gauntlet ha la forte personalità di chi non vuole scendere a compromessi per nessuna ragione, scegliendo di non annacquare l’esperienza in nome di una potenziale apertura ad un pubblico più vasto. Non c’è una storia che vi possa interessare per scendere in campo, vi basterà prendere il controllo di uno dei quattro protagonisti disponibili per immergersi in modo diretto in questa classica ambientazione fantasy. Il vostro obiettivo è quello di sopravvivere ad orde di nemici, in puro stile Red Nation, sfruttando le abilità intrinseche dell’eroe in questione e l’abilità del giocatore, per restare in vita il più possibile e passare al livello successivo.


DUNGEON CRAWLER PER PASSIONE

Sul fronte della grafica si apprezzano immediatamente i colori pastosi e le texture che rivelano una cura particolare nel ricoprire le superfici e restituire al giocatore la sensazione di realismo nella modellazione dei corridoi scavati nella roccia o nelle ambientazioni più classiche delle strutture medioevali. Nonostante il piacere visivo stupisce pensare che, ad ora, non ci sia la possibilità di godere su PC della risoluzione in Full HD. Le fluide animazioni che muovono i vostri eroi vi permettono di vedere i risultati delle vostra gesta belliche sui nemici che vengono affettati, decapitati, bruciati, congelati e quanto di più devastante si possa fare o che vi venga in mente.


Il vostro scopo è quindi quello di immergervi in queste zone irte di pericoli, raccogliere i tesori e le chiavi che vi permettono di avanzare lungo i livelli e spazzare le orde nemiche. La morte non segnerà il Game Over, a patto che siate disposti a pedere parte del vostro oro, ma solo al completamento di un livello potrete conservare quello raccolto, con l’obiettivo di passare al capitolo successivo. Come ho detto più volte non ha molto senso giocare in single player in quanto l’intera esperienza è stata disegnata per dare il massimo in compagnia, eppure il sottoscritto si è prodigato di riuscirci lo stesso nonostante ne sia uscito con le ossa rotte. Sappiate che se anche doveste perdere in continuazione riuscirete ad accumulare esperienza utile a migliorare i passaggi successivi (es. raccogliere più oro o essere più letali) ma se sarete così tenaci da resistere nell’accumulo di oro, potrete spenderlo nel potenziamento del vostro equipaggiamento, che di fatto vi aiuterà non poco data l’esile possibilità di non cadere in battaglia.


I MIEI AMICI SPECIALI

La parte più divertente del gioco riguarda il modo di padroneggiare i vostri avatar, che li rende tutti e quattro radicalmente differenti, non solo per quanto riguarda l’aspetto o le abilità, ma anche un originale sistema di gestione delle loro azioni, che aggiunge all’esperienza un passo in più di profondità. Scopriamo insieme chi potremo impersonare:

  • GUERRIERO: Thor si avventa sui nemici con attacchi da mischia ed è anche l’unico del gruppo che vi sconsiglio di scegliere in single player, a causa dei suoi attacchi corpo a corpo che impone di avvicinarsi troppo ai nemici, lasciando troppo poco spazio di movimento per potersi esprimere al meglio. Di certo con un amico si dimostra essere una delle spalle più forti… in tutti i sensi.

  • MAGO: il buon Merlin è di chiara derivazione dal mondo di Magicka, in quanto i suoi poteri elementali come fuoco, ghiaccio ecc. possono essere combinati, usando i tasti del pad, per soluzioni devastanti. E’ davvero il più forte, per mia modesta impressione, ma richiede uno studio più profondo nella gestione dello stesso eroe, al fine di sfruttare il mix dei vari elementi per ottenere il risultato più devastante.

  • VALCHIRIA: se nessuno dei suoi compagni è banale, anche nel caso di Thyra dovrete fare delle scelte precise. Il suo scudo permette di rimbalzare qualsiasi attacco, ma non si potrà perdersi troppo nella gioia dell’apparente immortalità per il sopraggiungere della massa di nemici di varia natura che tenderà a falcidiarvi se fenderete la vostra spada per spazzar via la massa di creature.

  • ELFO: ho lasciato Questor per ultimo in quanto è il mio preferito. I suoi attacchi base con le frecce, che lancia a raffica inclinando la levetta destra nella direzione desiderata. Il fatto che possa rilasciare una bomba a distanza è sicuramente il metodo migliore per sbarazzarsi delle orde nemiche



CONCLUSIONI

Il solo nome basterebbe a catapultare chi ha qualche anno sulle spalle all’acquisto compulsivo; parlando seriamente posso dire che Gauntlet si sia dimostrato come un titolo solido e divertente, considerando che viene proposto ad un prezzo budget ed è forte di una personalità incalzante e ben definita nella sua struttura. La giocabilità richiama da vicino lo stile proibitivo dei cabinati di fine anni ‘80. Il titolo non è stato concepito per il giocatore singolo, o almeno non per tutte le classi, bensì per sfruttare, come nello spirito originale della versione datata 1985, il multiplayer, sia esso offline o online. Dopo aver sputato sangue in ogni dove ed essermi fisicamente infuriato come non mai, mi sono piegato al volere del gioco e l’ho trovato così seducente da non volermene più staccare (perfino in single player).

30 Settembre 2014