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Venerdì 24 Febbraio 2017

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The Last of Us Remastered - recensione versione PS4

The Last of Us Remastered - recensione versione PS4
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Il primo assaggio del futuro di Naughty Dog passa attraverso il remake di The Last of Us, il capolavoro, apice qualitativo della vecchia generazione, si comporta come una fenice: fa morire l’old gen e riparte dalla next gen.

 

Adoro lo stile con il quale vengono raccontati gli eventi attraverso il filtro dei personaggi. Ciascuno infatti ha una propria ragione per odiare il mondo in cui si trova, ma nondimento una per lottare e restare in vita. Lo scorso anno parlai del gioco in questa occasione, ma il fatto stesso che in questo capitolo ci sia anche il DLC Left behind è sicuramente un valore aggiunto non di poco conto, anche considerando quanto gli sviluppatori siano riusciti a concentrare in poche ore il dramma e lo stupore dei due giovani protagonisti di questa mini-avventura.


Il fatto stesso che il gioco abbia la bellezza di texture in alta definizione, dotate di un frame rate a 60 fps rende questa nuova incarnazione decisamente più apprezzabile, soprattutto nelle fasi di combattimento, ma qualora si scegliesse di scendere a 30 fps, con le risorse aggiuntive che vengono ad essere sbloccate, ne guadagnerà nella qualità delle ombre (già splendide e profonde). Una felice novità riguarda anche un primo approccio del nuovo motore grafico, che vedrà la luce con il prossimo Uncharted 4, che viene sfruttato parzialmente anche qui per dar corpo ad alcune componenti di gioco, ma di sicuro i volti sono quelli che ne beneficeranno maggiormente. Se la “modailità foto” (ovvero la possibilità di eseguire screenshot cambiando inquadratura) sia simpatica per tutti gli amanti del gioco originale, il ricco ”making of” del gioco ci aiuterà ancora di più a godere del lavoro svolto.


SINGOLO DA PAURA!

Avanzare con l’acqua alla gola, fisicamente, o sentire il respiro “tratteggiato” di un Clicker vi farà salire l’angoscia ogni volta che ne scorgerete uno… la maggior parte delle volte però non sarete così fortunati e il branco è decisamente aggressivo (per quanto uno solo basti a spedirvi all’altro mondo in una manciata di secondi). I Runner non saranno di certo più amabili e se è per questo, come vuole la letteratura del genere, nemmeno gli esseri umani sopravvissuti saranno teneri con voi, anzi chi ancora imbraccia un fucile o un pezzo di legno, tenterà di eliminarvi in ogni modo; tutto è ostile in questo mondo, la natura per prima, la stessa che, una volta mutata, si è presa una bella rivincita con tutto ciò che cammina. Se i disincantati protagonisti sono riusciti a restare in vita fino al momento in cui li incontrerete, sappiate che per ovvie ragioni hanno dovuto imparare l’uso di armi improvvisate, oltre a quelle standard, dovendole anche potentemente modificare per incrementarne la letale utilità. Il nostro zaino infatti, oltre a contenere bombe, coltelli o medikit, ci permetterà di imbracciare armi da fuoco di varia natura e di accrescerne il potenziale bellico. Girare quindi per i livelli e cercarne parti utili per questo scopo diventa quindi fondamentale, soprattutto perchè se sceglierete di giocare la modalità “Realismo” potrebbe fare la differenza tra la vita e la morte.

Qualora poi voleste andare oltre la storia principale sarà incluso anche il DLC single player Left Behind, una piccola perla di ambientazioni, esplorazioni e ricca componente di storia, ricca di flashback che difficilmente potrà mancare dall’essere intrapresa da chi abbia amato questo titolo. In qualsiasi modo lo giocherete sappiate che il fatto stesso che esista il game+ (ovvero la possibilità di ricominciare con tutte le armi e i potenziamenti acquisiti) varrà sicuramente il secondo giro che permetta di proseguire il ramo delle statistiche.


IN COMPAGNIA SI FA IL GIOCO DEL SILENZIO

La modalità multiplayer non è mai stata banale, ma i tanti “pack” che si sono resi disponibili tramite DLC fanno piacevolmente la loro comparsa in questa versione GOTY che aggiunge anche i Territori abbandonati al già corposo set esistente. Questa interpretazione online del gioco non è una rivisitazione in chiave COD dello stesso, bensì ricalca il concetto di stealth e di sopravvivenza con pochissime risorse che si avvicina all’esperienza a giocatore singolo. Avremo naturalmente la possibilità di potenziare sia le armi che le specializzazioni, come da tradizione; oltre che divertentissimo dovrete sudare le proverbiali sette camicie per vedere crescere il livello del vostro personaggio, inoltre la parola d’ordine è coordinamento, i lupi solitari fanno sempre una brutta fine, qui più che altrove.


Esistono storie con ambientazioni simili che si vivono nei libri, nelle serie tv o nei videogiochi, questa è sicuramente una di quelle che lascia un segno indelebile e la bellezza di tutto questo è aver provato l’orrore sulla propria pelle e in prima persona.


CONSIDERAZIONI FINALI

Se siete nuovi acquirenti di una piattaforma made in Sony non potrete sottrarvi da un’acquisto obbligato. Il titolo in questione riesce a stimolare alla perfezione sia dal punto di vista narrativo, sia per un gameplay maggiormente raffinato; avere tra le mani la versione GOTY che presenta anche tutte le migliorie e i contenuti già rilasciati per PS3 rendono questo gioco un ottimo inizio per la nuova ammiraglia e sbloccare tutti i trofei sarà solo una scusa per rigiocare The Last of Us l’ennesima volta… e sarà sempre un piacere.


03 Agosto 2014

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