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Giovedì 15 Novembre 2018

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Soulcalibur VI - recensione PC

Soulcalibur VI - recensione PC
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Il grande ritorno di uno storico brand che Bandai Namco ha saputo mantenere vivo; il titolo è perfettamente a cavallo tra il suo storico inizio, la grande immediatezza nel gameplay ed una formula moderna e funzionale.

Il genere dei picchiaduro ha sofferto, per un certo periodo, un po’ di sofferenza, come a dirci che i giocatori volevano puntare su una tipologia di giochi diversi o che il mercato voleva puntare ad altro per attirare nuove leve… nulla di più sbagliato! Il 2018 sarà sicuramente ricordato come l’anno della rinascita di questo genere. Dopo il meraviglioso ritorno di Dragon Ball con quel capolavoro di FighterZ - sempre di Bandai Namco -, la software house che possiede praticamente la maggior parte dei titoli sul mercato di questo genere, fatta eccezione per Warner Bros con Injustice e Mortal Kombat e Capcom per la serie Street Fighter, ci porta a vivere nuovamente il titolo che è nato nel 1995 sotto l’egida Soul Edge, ma che tutti, in sala giochi prima e su console dopo, abbiamo amato e conosciuto come Soul Calibur.

Nell’anno di Tekken 7, che ha provato a riscrivere sé stesso, orientandosi agli e-sport, e per questo dovendo fare i conti con la propria natura buonista (a mio parere), la volta in cui torniamo a vivere sulle arena di Soul Calibur 6 - l’ultima volta che abbiamo visto un episodio di questa saga eravamo su PS3/Xbox 360, vediamo in che modo il brand prova convincere gli estimatori a provare questo nuovo episodio.

TUTTO MUSCOLI!
Il cervello c’è e si vede, ma gli improbabili personaggi di un Giappone alternativo del XVI secolo vogliono mostrare i muscoli e l’atletismo di eroi che si sfidano su un ring, tentando di abbattersi a vicenda per sfinimento (o per caduta dal quadrilatero), sfruttando ciascuno le proprie armi e tecniche di combattimento uniche, basate sulla velocità o sulla potenza. La Bilancia dell’anima è uno dei motivi per i quali vi divertirete maggiormente. Come per Injustice 2 infatti il giocatore vivrà un viaggio lunga una storia che segue le vicende dei personaggi in varie location sparse per il mondo. Il geniale concept però scende parecchio in profondità, considerando che le sfide possono incrementare le caratteristiche del proprio personaggio, nemmeno fosse un GDR, accrescere le nozioni alla base di ciascun elemento del roster. Tutto questo non è solo terribilmente divertente, ma è anche un ottimo motivo per allenarsi, tenendo conto che è presente una modalità tutorial più che approfondita per i neofiti o per chi avesse bisogno di togliere la ruggine dal proprio pad.


CONSIDERAZIONI FINALI
Personalmente ammetto che non ho apprezzato la politica scelta per Tekken, con un livello di tecnicismo che ha spostato l’ago della bilancia della serie verso un gioco ibrido che ne ha snaturato parte del concept. All’esatto opposto invece è stato fatto per Soul Calibur. La serie giova non solo di un comparto grafico moderno ma giocabile su tutte le configurazioni, ma anche di un’applicazione delle mosse che sarà gradita sia da chi ha fame di profondità, sia dai neofiti, mantenendo fede alla propria genia che risale ai tempi di Soul Edge. Il roster è sicuramente ricco di personaggi e la parte in single player è corposa e offre ai giocatori svariate ore di gameplay, anche se fa storcere il naso vedere la politica (condivisa da tutti i titoli concorrenti, per altro) di dover sborsare denaro extra per vedere qualche personaggio in più, tra cui Tira che è venduta singolarmente.


PRO
+ il ritorno della serie in grande spolvero
+ enorme profondità in single player
+ tecnicamente splendido ma scalabile su tutte le configurazioni

CONTRO
- la politica dei personaggi tramite DLC
- qualche bilanciamento da rivedere

Voto: 9

29 Ottobre 2018