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Mercoledì 23 Maggio 2018

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Illusoria

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Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Ci sono dei generi che non passano mai di moda, a volte si evolvono sfruttando la terza dimensione e altre volte rimangono così, con l'originale concept che ha sbalordito milioni di utenti per moltissimi anni. Stiamo parlando dei platform che, dopo tanti anni non sono mai passati di moda e che, fondamentalmente, abbiamo visto e giocato in tutte le salse. I programmatori di Under the Bridge provano a dare la loro personalissima interpretazione a questo genere ritornando alle origini del genere, qundo impazzavano i Super Mario Bros. e i Pitfall. In un regno incantato dove tutto può accadere, un malefico marionettista minaccia di distruggere il mondo e solo un eroe prescelto può impedire tutto questo. La trama non è sicuramente originale anche se, effettivamente, di malefici marionettisti non se ne sono visti molti nella storia dei videogiochi, ma in effetti potremmo anche dire che in un gioco del genere conta poco la storia. Se si fosse trattato di una principessa da salvare, come nella più antica tradizione videoludica, in fondo sarebbe stato lo stesso. Ovviamente l'eroe prescelto siamo noi, e dovremo comandare un ragazzino attraverso molteplici livelli, perché in fondo anche noi giocatori siamo un pò marionettisti e ci mancherebbe solo di scoprire che siamo proprio noi quelli che vogliono distruggere il mondo.

Il gameplay è totalmente ispirato ai vecchi platform che hanno riempito le giornate di tanti giocatori negli anni '80 e '90. Potremo muoverci a destra e sinistra, saltare, correre e arrampicarci su sporgenze, per salire su piattaforme più alte, o anche su scale e piante che funzioneranno come scale. Ad un certo punto della nostra avventura potremo anche fare uso della magia cominciando a padroneggiare scudi di energia e palle di fuoco per tenere a bada le creature che cercheranno di frenare il nostro cammino verso la meta e che saranno diversificate di livello in livello (e sempre più cattive). Come in ogni buon platform che si rispetti, la morte sarà più facile da raggiungere di quanto si pensi, e un salto calcolato male e preso con troppa leggerezza potrebbe far splattare il nostro eroe in un tripudio di sangue e pezzi di corpo. Quì troviamo già quello che, a nostro avviso, rende il gioco troppo semplice. Infatti dopo una prematura dipartita verremo resuscitati in un punto appena precedente della mappa, ma la cosa che da fastidio non è tanto ripetere all'infinito una sezione di gioco, quanto proprio il fatto di non assistere mai ad un game over. Potremo quindi andare avanti a tentativi nelle zone più ostiche senza essere mai costretti a ripetere il livello all'infinito, dando quella sensazione di poter affrontare le varie zone con una certa leggerezza, tanto potremo rifarle quante volte vogliamo senza dover ricominciare. tecnicamente il gioco è molto semplice ma, nella sua semplicità, molto curato. I requisiti per giocare a Illusoria sono davvero bassi, ma tuttavia gli scenari, i personaggi, i nemici e alcuni effetti speciali come il fuoco sono realizzati con una discreta cura. Menzione particolare va ai fondali che, a differenza di tutto il resto che sembra preso da un cartone animato e dove ogni frame di animazione è stato disegnato a mano proprio come si faceva negli anni '90, sono realizzati come dei dipinti e possiamo assicurarvi che appagano l'occhio di chi li guarda. Anche il comparto sonoro è realizzato con una certa cura, con musiche epiche che incalzano il giocatore nei momenti più concitati o aiutano ad entrare nell'atmosfera fantasy del gioco, strizzando l'occhio a momenti ironici quando compaiono alcuni personaggi secondari. Per quanto riguarda la giocabilità non siamo a livelli altissimi, il personaggio non soffre di inerzia tipica dei titoli come quelli della saga di Mario, permettendo di calcolare ogni mossa, ma a volteil controllo sui salti ci è sembrato poco preciso, in un genere dove la precisione dovrebbe essere la cosa principale. Comunque ci farete l'abitudine quasi subito e poi riuscirete a conviverci senza problemi.

In definitiva il titolo si lascia giocare, non è sicuramente il migliore esponente del suo genere e soprattutto il più originale, ma i livelli sono ben costruiti e la sfida rimane sempre alta lungo tutti i 12 livelli del gioco che, tra l'altro, sono in grado di offrire una bella durata a tutta l'avventura. Manca la presenza di un game over che aiuterebbe ad alzare l'asticella della concentrazione, ma sicuramente se state cercando un piacevole passatempo costellato da fondali evocativi e belli da vedere e con un gameplay semplice e allo stesso tempo efficace, Illusoria potrebbe essere quello che state cercando.

09 Giugno 2017