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Lunedì 26 Giugno 2017

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Mario Kart 8 Deluxe - recensione Nintendo Switch

Mario Kart 8 Deluxe - recensione Nintendo Switch
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Mario Kart 8 è un capolavoro!
Non lo scrivo per togliere pathos al resto della recensione, ma già avevo avuto modo di parlare del mio incontro con la scuderia di buoni e cattivi, del mondo “mariesco” nel 2014 (nella recensione che trovate a questo link).

L’uso sconsiderato che ho fatto di MK8 in questo periodo mi ha fatto tornare la scimmia anche per il settimo capitolo per 3DS, a dimostrazione che la direzione intrapresa da Nintendo già al tempo era quella giusta, ma il plus, in questo caso, è sicuramente l’aggiunta dei campionati in DLC, ma non solo, scopriamoli insieme.

A TUTTA BIRRA!
In questa dimensione abbiamo sbloccato ogni singolo personaggio di gioco… salvo uno, che dovrete andare a scoprire solo dopo aver completato ogni singolo evento single player a disposizione, compreso il numero campionato 200cc, gare a tempo ecc. Per il resto i pezzi componibili per i vari kart, scopribili in modo randomico per ogni trenta monete raccolte, resta una bellissima esperienza ricalcata dai capitoli precedenti, con l’aggiunta delle moto che su 3DS non erano state aggiunte. Una delle novità dell’8 è che si potrà comunque fare un bel “ragequit” in qualunque punto del campionato per poterle comunque conservare ed accumulare, senza contare che la velocità acquisibile in derapata aggiunge anche la tonalità viola per un effetto di spinta maggiore. Il livello di difficoltà è forse sceso leggermente, la modalità 50cc è infatti più utile quasi a coloro che volessero scoprire le novità delle piste, analizzandole nei vari punti e scorciatoie e segreti, piuttosto di coloro che ne volessero trarre l’effettivo massimo divertimento, che si può sprigionare dal 150cc in poi. L’uso senza riserve della 200cc è un must per capire fino a che punto si è disposti a correre a velocità supersonica, ma soprattutto comprendere quanto sia importante la calibrazione e la customizzazione dei kart, modulando il personaggio giusto ai componenti ideali, adattati alla tipologia di piste del caso, che arriverete a capire se questo è effettivamente il gioco arcade più folle e divertente che abbiate mai avuto modo di provare. Sul fronte difficoltà, alla fine, anche nel più ostico dei livelli, c’è da dire che è abbastanza onesto, nulla di impossibile, se considerate che già la versione 3DS era accusata di essere molto edulcorata, sotto questo aspetto, e invece la versione 150cc è ben più tosta di questa, giusto per fare un paragone.

Non è una questione di grafica, ma in realtà un po’ lo è lo stesso, 1080p e 60 fps granitici su tv anche con due amici, scendendo a 30 dai tre contemporanei a video in poi, con giochi di luce e un lavoro poligonale eccelso, perfetto, che esalta il Bowser infuocato che emerge dalla lava, che richiama i riflessi di luce del sole quando spuntate dall’acqua… insomma, devo aggiungere altro?

ORE DI DERAPATE A CUORE APERTO
Una delle novità che cambia in parte il bilanciamento delle azioni, ma anche la considerazione che farete per la strategia di gioco è lo slot per il doppio gadget, che semplifica non di poco la vita a chi è in testa. Tenere pronta una “moneta” quando si è colpiti e se ne sono perse tre, riprendendo quindi rapidamente la velocità iniziale - che ricordo con fino a dieci monete otterrete un boost prestazionale - e avere già pronto un “guscio verde” o una “banana” di contrasto al “guscio rosso” o un “clacson” per quello blu, vi farà spesso dimenticare di avere troppa morbidezza nella scelta e nell’uso che farete di questi ultimi.

Mi ritrovo mediamente dai sei ai dieci gusci che mi colpiscono in ogni partita, ma paradossalmente accade di più nei livelli più bassi di difficoltà, quelli in cui arrivo a doppiare gli avversari e c’è maggiore “correttezza” ai livelli più alti, come se tutto fosse un’equazione matematica di equità e buon senso, ma forse in parte, facendo così è stato tolto una parte del “bello e cialtrone” ma è anche vero da un certo punto di vista chiunque potrà giocare, apprendere e divertirsi, una volta imparate le tecniche base, ed è giusto aggiungere che ci sono vari “veli” che nascondono molte chicche per gli appassionati.

In rete si raggiunge il massimo dell’apoteosi da competizione, con una pioggia di filtri che permette di settare ogni parametro e buttarsi in partite mozzafiato con poco sforzo. Il grosso limite attuale di Switch è e resta il fastidiosissimo uso del Wi-Fi che in molti casi, il mio compreso, non riesce a captare correttamente la rete nemmeno se si trova a pochi metri di distanza e con un router nuovissimo. Le modalità battaglia sono un piacevole divertissement ma, almeno nel mio modesto e personalissimo caso, non hanno la personalità del resto della produzione, anche la durata e l’attenzione che si può attribuirgli è sicuramente inferiore proprio nella misura in cui offre tutto il suo potenziale nelle primissime partite e tende a dar noia abbastanza in fretta.

Un’esplosione di colori, un’occasione per elevare il nuovissimo Nintendo Switch a livelli davvero altissimi, la combinazione perfetta da affiancare a Zelda, così da avere due esperienze potentissime ma molto distanti da loro e che ci danno il metro di quello che potrà esserci su Switch in futuro, considerando che queste due perle non sono state nemmeno create questa piattaforma, ma sono soltanto degli ottimi porting.

Ho la ferma convinzione che al prossimo E3 scopriremo che la “Grande N” ha in serbo qualcosa di speciale e di nuovo, ma anche che il periodo invernale sarà costellato di tante altre chicche come la portabilità di Donkey Kong Country, Super Mario 3D World (in combo con Captain Toad), il potentissimo Smash Bros. e così via. Manca un mesetto, state collegati e scopriamolo insieme.

CONSIDERAZIONI FINALI
Mario Kart 8 è il risultato di venticinque anni di evoluzione: estetica, tecnologica e di affinamento del gameplay. Chi lo possiede anche per Wii U, come il sottoscritto, con l’intero pacchetto di DLC non trova un reale beneficio addizionale con questo titolo su Switch, nello stesso tempo possedere la nuova ammiraglia di Nintendo, che permette di godere dei propri titoli anche in mobilità e non avere una delle pietre miliari della scorsa generazione, è un po’ un controsenso, imprescindibile poi per chi ama il genere. I record che sono stati raggiunti in questo primo periodo di vendite conferma che, finalmente, il pubblico ha messo la testa a posto e ha capito come “comportarsi” davanti a tanta bellezza. Questa è la versione finale, eppure qualcosa mi dice che qualcosa bolle ancora in pentola… una nuova serie di campionati? Lo scopriremo, nel frattempo preparate i vostri soldi e scendete in pista, lo scontro è senza esclusione di gusci.

10 Maggio 2017