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Domenica 23 Settembre 2018

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Brawlout - recensione PC

Brawlout - recensione PC
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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I picchiaduro, si sa, sono uno dei generi più antichi e longevi del mondo dei videogiochi. Fin dai primi anni '80 milioni di giocatori si sono sfidati prima in sala giochi e poi sulle piattaforme casalinghe, rovinando amicizie a suon di pugni (o in alcuni casi di armi da taglio) con una formula standard che prevedeva quasi sempre 2 lottatori su un piano bidimensionale a darsele di santa ragione per azzerare la barra energetica avversaria. Questa formula di gioco è andata avanti per molti anni, ma ad un certo punto si è sentito il bisogno di innovare, di aggiungere qualcosa anche in funzione del fatto che nel mondo videoludico è entrata in gioco la terza dimensione. Sono stati introdotti combattimenti con più di 2 lottatori contemporaneamente, gli scontri sono stati portati su più livelli creando arene vastissime, ma non era ancora abbastanza. Nel 1999 Nintendo, da grande innovatrice quale è sempre stata, pubblicò su Ultra 64 un titolo che racchiudeva tutte le innovazioni del genere ai personaggi storici dei propri brand. Fu così che vide la luce Smash Bros Brawl, dove i combattenti si sfidavano, in arene con dislivelli e diversi piani di altezza, a chi buttava giù dal piano di gioco il proprio avversario. Con il tempo la saga si è evoluta e, oltre all'aumento dei personaggi utilizzabili, aumentarono anche i lottatori su schermo fino a 4 contemporaneamente che davano vita a delle vere e proprie guerre a suon di combinazioni di pugni e colpi speciali.

Questa saga ha conquistato milioni di fans in tutto il mondo ma, nonostante tutto, è affetta da un grosso problema che sembra irrisolvibile, e cioè il fatto di non aver mai sconfinato su altre macchine oltre a quelle Nintendo. Ma a distanza di 18 anni dal primo capitolo della fortunata saga i ragazzi di Angry Mob Games devono aver pensato che sia giunto il momento che anche i possessori di altri sistemi debbano poter godere delle meccaniche innovative e molto funzionali di Smash Bros Brawl. Ci piace pensare che Brawlout sia nato così, che dei talentuosi programmatori si siano ritrovati una sera a darsele di santa ragione con Super Mario, Pikachu e una moltitudine di altri personaggi e che, ad un certo punto, abbiano deciso di comune accordo di provare a portare l'idea della saga Smash Bros su Pc, Xbox One e Ps4, perché altri milioni di giocatori ne potessero godere. Il concept che sta alla base di Brawlout è infatti lo stesso, un clone che ha però una propria identità ben distinta, che trasuda dal suo codice la frase “Anch'io voglio dire la mia”. Perché in fondo possiamo dire liberamente che nell'universo videoludico non è disdicevole copiare, ammesso che lo si faccia bene. Ma basta con i convenevoli perché è ora di parlare un po' di questo titolo uscito il 20 Aprile su Pc grazie a Steam e nel corso dell'anno su Ps4 e Xbox One.

Ci troviamo di fronte ad un brawler competitivo in stile (se per caso ho dimenticato di dirlo) Smash Bros Brawl, nel quale potremo scegliere il nostro lottatore da un roster di 9 personaggi, ognuno con caratteristiche e mosse uniche, e dovremo fronteggiare i nostri avversari in scontri fino a 4 giocatori contemporaneamente in cui il nostro scopo sarà quello di scagliare i nemici oltre il limite dell'arena per eliminarli dal combattimento. Fin qui tutto semplice, basterebbe pigiare i tasti come dei forsennati nella speranza di piazzare qualche buona combo che ci permetta di essere gli ultimi a restare sul ring. Beh, niente di più sbagliato, perché il sistema di controllo è tanto complesso quanto appagante pur utilizzando pochi tasti. Abbiamo il salto, il colpo normale, quello forte e quello speciale, ma mischiando a dovere questi comandi, possiamo dare vita a sequenze di attacco incredibili che ci porteranno non solo a sopravvivere, ma a umiliare i nostri avversari tirando fuori delle combo mai viste. Ovviamente il sistema non è facile da padroneggiare perché prevede una certa dose di precisione e sangue freddo, oltre ad una piccola dose di fortuna (quella non guasta mai) che ci permetta di mettere a segno la nostra furia omicida mentre gli avversari proveranno a farlo con noi. Dicevamo che i personaggi sono 9, un po' pochi se pensiamo agli standard odierni, ma guardando altri picchiaduro in circolazione possiamo dire che qui la varietà c'è davvero. Avremo l'uomo falco che può letteralmente volare, L'uomo di ghiaccio votato a raffreddare i bollenti spiriti, il licantropo veloce e dagli artigli letali, la rana wrestler a 4 braccia veloce e combattiva. Insomma, ce n'è per tutti i gusti e ognuno può trovare il suo personaggio ideale. Ma se i personaggi possono sembrare pochi, le modalità di gioco non mancano, visto che potremo scegliere tra lo story mode, il combattimento veloce online o offline, la pratica per imparare le combo e, ovviamente, il multiplayer online che, in fondo, è il vero cuore del gioco.

Tecnicamente il titolo è fatto molto bene e, nonostante tutto, su Pc è possibile utilizzarlo al meglio anche con macchine non molto performanti, togliendo al massimo qualche dettaglio. Gli sfondi delle arene sono molto allegri, colorati e ricchi di dettagli, perché in fondo è vero che siamo qui per darcele di santa ragione, ma se lo facciamo divertendoci è anche meglio. Anche i personaggi sono ben realizzati pur nella loro semplicità, sia a livello grafico che nelle animazioni e, dopo poche partite, sarete anche in grado di capire cosa sta per fare un avversario solo da alcuni movimenti. Ovviamente questo richiederà anche un occhio molto allenato perché i combattimenti sono veloci e frenetici, spesso sembrerà di assistere solamente ad una grande rissa nonostante ogni giocatore stia cercando di seguire uno schema ben preciso. E tutto questo è dannatamente divertente, perché vi invoglia a continuare a giocare per superare i vostri limiti per uscire indenni da questo massacro digitale.

CONSIDERAZIONI FINALI
In definitiva i ragazzi di Angry Mob Games centrano il bersaglio confezionando sì un titolo clone di un'altra famosa saga, ma facendolo incredibilmente bene. Ogni cosa è dove dovrebbe essere e buttare giù il vostro avversario è difficile ma vi porterà involontariamente a diventare degli strateghi del combattimento. Che siate alla ricerca di un titolo di lotta profondo o semplicemente un gioco per passare delle serate tra amici (sempre che lo rimaniate anche dopo le botte virtuali), dovreste dare una possibilità a questo Brawlout.

Articolo realizzato in collaborazione con Sergio Bulfari

26 Aprile 2017