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Mercoledì 19 Dicembre 2018

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Horizon Zero Dawn - recensione PS4 Pro

Horizon Zero Dawn - recensione PS4 Pro
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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In questi tempi di grandi cambiamenti, di attese, di illusioni e di titoli dalla qualità colossale, per questo il 2017 è partito alla grandissima, ammetto di non essere rapito, almeno da subito, da questo titolo… in realtà sbagliavo e di molto e di seguito vi dirò perché Horizon Zero Dawn sia un titolo da avere assolutamente nella propria collezione.

 

...CON ESTRATTI DI ALOY VERA
La vita selvaggia può essere spietata, per quanto bellissima, e il mondo della giovanissima Aloy, quando inizieremo a controllarla, la vede reietta tra i reietti. Se la popolazione del territorio è ridotta in modo talmente drastico da essere composta da sparuti gruppetti di persone che vivono in villaggi, almeno nei primi momenti, il tutto sottolinea quanto sia precaria la vita nel mondo di gioco, in cui le persone sopravvissute si sono ricostruite una vita, una religione e abitudini nuove, per quanto ormai vivano in quella situazione da molto tempo. Aloy però non è accettata dalla propria gente, per motivi che dovrete indagare, ma nonostante tutto, questo non ha intaccato il suo carattere e anzi è sempre pronta ad aiutare il prossimo, in side quest specifiche. Come in ogni open world che si rispetti, in stile Far Cry (ma non solo) si potranno incrementare le proprie risorse ed equipaggiamento (inventario, armi ecc.) senza contare che la nostra eroina preferita avrà la possibilità di incoccare diversi tipi di frecce o di creare trappole per le bestie.

Grazie ad un manufatto della “vecchia era tecnologica”, che Aloy indossa come un fermaglio per capelli, si potrà analizzare a livello spettrografico la zona adiacente alla protagonista, potendo comprendere quali siano i punti deboli delle bio-tec-bestie, così da colpire “lì dove fa più male. Teoricamente si possono studiare anche tattiche silenziose di assalto, per quanto una difficoltà non troppo elevata permetta di essere anche molto meno guardinghi del necessario, limando un po’ il divertimento generale, anche se la cattura di alcuni animali offre comunque un certo bisogno di impegno tale per cui si potranno soddisfare tutti i palati.

EROINE A CONFRONTO
Il primo impatto, soprattutto vicino ad un’altra pietra miliare del genere, ovvero il recente Zelda, ci porta a fare un confronto sulle due esclusive. Tralasciando inutili confronti, che avrebbero poco senso, è giusto sottolineare la differenza di impatto visivo; dove il titolo Nintendo offre un territorio fisicamente immenso e un senso di libertà e ampiezza di spazi aperti quasi infiniti, ci si deve scontrare con una resa grafica molto semplice, quasi povera in alcune texture, mentre l’esclusiva Sony ha territori dettagliatissimi, anche se non offre lo stesso livello di impatto sulla natura (come dar fuoco al legno o l’erba) ma a numero di poligoni ed effetti speciali il panorama è dettagliatissimo, al punto da farvi venir voglia di toccare ogni cosa, per quanto sembri reale.

AMBIENTE VIVO
Attendere per guardare un tramonto, camminare senza correre per osservare la luce che filtra tra i rami, correre vicino ai letti dei fiumi, per poi farsi un tuffo, ammirare le mandrie da lontano e magari anche avventarsi su alcune creature… dopo un po’ tutto diventerà automatico, ed è questa la parte più bella del gioco, dimenticare che ci siano delle missioni, principali e secondarie, lasciandosi cullare dal suono del vento e dal frinire degli uccelli. Sentirete sempre quando per caso, distratti, una delle bestie vi avrà scorti e vi vorrà caricare per eliminarvi, in altri casi decideranno di scappare loro, facendovi provare la stessa sensazione (prendendo la cosa con le molle) di un nativo americano, che si ritrova in una landa selvaggia con creature mitologiche. Uccidere quindi diventa fondamentale per sopravvivere, ma noi che non siamo cacciatori, ci possiamo anche divertire, e non poco, nella caccia random, magari lanciandoci da una zona sopraelevata, o uccidendo silenziosamente, come suggeriscono alcuni dei primi potenziamenti a disposizione per Aloy - recuperando parti di metallo utili non solo a noi, ma anche da rivendere per ottenere altro equipaggiamento- non c’è modo infatti di renderla più letale, dal punto di vista dei danni inferti, anche se in generale, come ho detto sopra, la curva di difficoltà non impensierisce mai, però aiuta a divertirsi in modo più profondo.


CONSIDERAZIONI FINALI
Una delle esclusive che attrae in modo involontario lo spettatore per la qualità grafica stratosferica, ma non è una vana chimera, un miraggio che attira lo stolto per mascherare le magagne del gameplay o di una storia troppo breve o con poca sostanza, è l’esatto opposto. La qualità visiva, unita ad un ottimo comparto audio riusciranno ad immergervi in un mondo post-apocalittico dal fascino originale e misterioso; una preistoria rivista e corretta in cui i mastodonti sono tornati ad abitare la Terra; figli di una tecnologia che prima ha reso schiavo l’uomo e poi l’ha schiacciato sotto le proprie zampe, nemmeno fosse lo Skynet di Terminator. Longevo, ma senza farvi perdere ore e ore nel nulla, basteranno una sessantina di ore per portare a termine il tutto con l’ottenimento del trofeo di platino e uno sfondo esclusivo. Non è particolarmente impegnativo, anzi, forse questo potrebbe essere segnalato come difetto (nonostante abbia alzato non poco l’asticella della difficoltà), però diverte nel suo modo originale di essere fruito, tra colpi diretti, trappole e passeggiate tra il lussureggiante ambiente di gioco. Ha già totalizzato un record nelle vendite tra le nuove IP di casa Sony e io non posso che sostenere questo risultato come pienamente meritato.

20 Marzo 2017