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Lunedì 19 Novembre 2018

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Nioh - recensione PS4

Nioh - recensione PS4
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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NiOh è entrato nelle nostre vite (e nella nostra PlayStation 4) con ben tre demo e personalmente mi sono lasciato incantare dal gameplay per quasi trenta ore complessive, solo per sbloccare i DLC relativi e tutto questo prima della sua uscita nei negozi.

Come lo stesso team di Koei Tecmo ha più volte raccontato, il concept del gioco ha avuto un iter complesso, con tre differenti idee che hanno portato poi ad un mix delle stesse nel parto finale che abbiamo potuto ammirare. Un progetto rischioso, quando non si hanno le idee chiarissime e alcuni tentennamenti e test li abbiamo potuto vedere anche tra una beta e l’altra -come la fragilità dell’equipaggiamento che andava riparato o sostituito, poi scomparsa nelle versioni successive-, ma il risultato è un capolavoro senza precedenti.

VESTITO DI SOULS CON NINJA GAIDEN NEL CUORE
Koei Tecmo ebbe modo di visionare diversi concept, circa tre in realtà, per testare un nuovo tipo di gioco che sarebbe dovuto uscire, di cui avevano certezza soltanto nel nome. Forti di un DNA che porta il nome di Ninja Gaiden, ma consci del successo mondiale della serie Souls, decisero di studiare un modello che unisse la loro (vera) anima racchiudendola nell’involucro della serie Bandai Namco. Dei soulslike infatti il nostro Nioh ha ereditato il concept di morte-non-morte ovvero della possibilità di tornare a riprendere le le anime (o meglio gli amrita in questo caso) fondamentali per livellare il proprio personaggio. Ma non è nelle sole statistiche classiche di ogni rpg che si può circoscrivere l’esperienza maturata, bensì nell’uso proprio delle armi, ciascuna delle quali può sbloccare dei punti che permettono nuove combo e tipologie di colpi, che potremo liberamente spendere in quelle che generalmente scegliamo di utilizzare più di frequente. Le armi poi hanno un livello di crescita esponenziale nella loro “letalità”, che aumenta in base all’utilizzo, ma può essere maggiore il grado di crescita in base alla rarità dell’arma stessa. Il discorso sul fronte armature è invece simile ai vari souls, bonus a parte la scelta che dovrete fare è sempre quella di una maggiore rapidità o una stazza imponente, sebbene l’ago della bilancia faccia propendere quasi sempre per avere migliori benefici nella velocità. Oltre a tutto questo avrete anche dalla vostra la magia e un potere che può essere scatenato ogni volta che si vuole, che aiuta la devastazione del nemico e che si ricarica in base a quante morti si fanno. Se il gioco in singolo offre un livello di sfida impegnativo, ecco che in due la cosa può essere estremamente semplice, soprattutto nel caso dei boss, molto più dei titoli From Software, ecco quindi che è consigliabile non evocare nessuno, almeno nelle prime run, per godersi appieno il gioco così come è stato pensato.

NEO NIOH
Nioh non è per tutti, forse, ma non vuole nemmeno esserlo, anche se il suo valore universale è iscritto nel piacere di gioco, che attraversa il giocatore come un brivido caldo, dal momento in cui afferra il pad a quando lo deposita qualche ora dopo, dimentico del tempo speso davanti allo schermo. Per quanto in tanti credano che sia difficile anche nella versione “base” della storia principale, in realtà era più tosto nelle versioni preliminari, con nemici posti giusto in quei luoghi atti a sorprenderci, più numerosi in certe aree ristrette e anche più cattivi, per quanto non siano rimasti come beoti a guardarci, ma è sicuro che prima erano peggio. Il piacere della sfida però non si è attenuato, il lavoro degli sviluppatori è stato di limare qualcosa in meno, per restituircelo con gli interessi nelle missioni “Crepuscolo”, ovvero due missioni giornaliere, che cambiano ogni giorno, di due differenti livelli di difficoltà che dovremo controllare e affrontare (salvo che non le abbiamo già fatte), e che saranno fondamentali per ottenere il platino, ma anche per acquisire equipaggiamento differente e migliore e farmare molte più anime. In pratica è una modalità in cui tutto un livello resta invariato nella sua forma geografica, ma con nemici più forti e riposizionati in altro modo.

Se vogliamo analizzare il fronte tecnico e storia ci siamo poco, anche se forse saranno in pochi a notarlo, di certo però ripensando a God of War 3, su questi ultimi due aspetti, il titolo Koei Tecmo ne esce sconfitto, ma è anche importante sottolineare come quasi sicuramente il budget tra i due progetti sia differente, per quanto al pubblico la cosa interessi poco, pagando la stessa moneta.

Nioh si è dimostrato la meravigliosa lettera d’amore, scritta da chi ama gli action, a tutti gli estimatori del genere. Ha riscritto, si potrebbe quasi dire, il genere, distanziando qualsiasi concorrente, sul fattore gameplay, di qualche misura.

CONSIDERAZIONI FINALI
Se avete amato, come il sottoscritto, Ninja Gaiden per la prima Xbox, ponendolo sul piedistallo più alto della propria hall of fame videoludica, potrete gioire: NiOh è lo step evolutivo di quel gameplay. Il più alto livello di personalizzazione di un action, nella storia dei videogiochi lo pone ad essere vicino ad un rpg, dotato di uno dei metodi più più profondi per spingere il giocatore a fare e rifare gli stessi livelli aggiungendo sempre qualcosa di nuovo e di diverso. Una complessità sempre calibrata ed onesta, anche se dotato di una curva di apprendimento piuttosto elevata -che potrebbe far desistere i meno audaci-, ma in grado di premiare coloro che avranno la forza di resistere.

05 Marzo 2017