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Martedì 06 Dicembre 2016

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Titanfall 2 - recensione PC

Titanfall 2 - recensione PC
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Dal padre degli FPS della serie di Call of Duty arriva, dopo due anni di attesa, il seguito che spazza via qualsiasi concorrenza.

Mi ero sperticato in elogi, per il primo Titanfall, che potete leggere qui, in quanto uno dei padri di Call of Duty era riuscito a dare alla serie di giochi competitivi quel boost che ancora mancava, eppure non era stato abbastanza. In questo genere di titoli ci sono una miriade di finezze: armi da livellare, mappe da costruire e tutti i bilanciamenti in grado di dare al titolo onore e gloria oppure di passare nel dimenticatoio molto in fretta. Nel 2014 avevo trascorso qualche decina di ore in sua compagnia, amandolo profondamente, ma nella lotta con “Call of Duty: Advanced Warfare”, uscito nello stesso anno, ammetto che nel mio cuore il titolo Activision, alla lunga, aveva preso il posto del gioco EA. Quest’anno le cose sono cambiate, e di molto, proseguite nella lettura e vi dirò perché.

GIOIE
Il bilanciamento è un processo complesso, tra tutti gli elementi che compongono il gioco, ma uno di quegli aspetti che noterete per primo è il rapporto tra i vostri Titan e i piloti. Grazie all’innovazione di alcune armi infatti -la mia preferita è il lanciagranate- abbattere i “titani” diventerà molto più facile, senza contare che loro stessi avranno dei malus per eliminare gli avversari appiedati. Uno di questi, che riguarda le armi in generale in realtà, è la rapidità di espulsione dei colpi. In COD infatti quasi sempre questo aspetto è stato reso come secondario, o con minore importanza, appiattendo di fatto l’arsenale, ma in Titanfall 2 si dovranno fare parecchi test, prima di trovare la “sputapiombo” ideale, ma non solo, anche l’aumento di livello della stessa, e il relativo equipaggiamento aggiuntivo, può rappresentare svolte diverse nelle varie competizioni, oltre al fatto che si dovranno declinare le varie scelte all’interno dei livelli, molto diversi tra loro e per ciascuno sarebbe opportuno imbracciare l’arma opportuna. Il denaro virtuale che si accumula può essere speso per sbloccare in anticipo alcune armi (o alcuni Titan) prima del tempo, altrimenti dovrete aspettare che il vostro livello raggiunga le mete designate per poterle sbloccare.

Titanfall 2 presenta tutti gli elementi già noti di Call of Duty, ma cambia drasticamente l’esperienza totale. La verticalità dei livelli, che si sviluppano in circa due o tre piani sopra la base, al massimo, impongono che si debba controllare in ogni direzione, oltre al fatto che la possibilità di mimetizzarsi o l’ampiezza generosa delle mappe, non permette di prendere i livelli sottogamba, pena morte immediata ogni pochi istanti. Se poi immaginate che la velocità dei proiettili è pure variabile, oltre al fatto che non bastano un paio di colpi per uccidere un avversario, vi renderete conto che il livello di fatica è davvero alto, tanto che molto potrebbero subire un bel colpo, nei primi minuti di gioco, ma con un minimo di determinazione si intuisce abbastanza in fretta che queste caratteristiche, di cui sopra, non fanno altro che dare allo stesso gioco una profondità mai vista in un genere così immediato come questo.

DOLORI
Non è tutto perfetto, oltre ai punti di rinascita ad ora messi malissimo, c’è stata una partita ad esempio in cui per tre volte mi hanno “evocato” in bocca a due titan avversari linciandomi in pochi istanti, si nota comunque una curva generale di apprendimento piuttosto alta. Certamente la gioia del pieno controllo, che avviene nel giro di qualche tempo, rilascia endorfine a sufficienza per invogliare non solo a giocare sempre di più, ma a rendere questo titolo una droga dalla quale non si ha nessuna voglia di staccarsi, ma in tanti potrebbero mollare dopo poco. La velocità dei proiettili poi è sia un vantaggio che uno svantaggio. Da un lato infatti cambia la logica delle armi, rendendole tutte diverse e con una propria logica, dall’altro verso c’è da considerare che molte di queste saranno assolutamente inutili in alcune circostanze, contro altre e viceversa, per un bilanciamento equo, sulla carta, ma che fa venire un po’ il nervoso per la mancanza di un mezzo d’offesa definitivo (o almeno in tanti la penseranno così). Il numero di mappe presenti non è altissimo, ma è anche vero che ne verranno aggiunte altre e che queste saranno tutte gratuite, quindi alla fine non solo la cosa è compensata, ma ci guadagna pure.

Lascio per ultima la questione della campagna single player, bellissima e divertentissima, nonostante un’IA generale davvero sotto le scarpe, anche se comunque la posizione di alcune mappe rende piacevolissimi quasi tutti gli scontri. Di fatto i nemici verranno contro di voi in stile orda, o si terranno nascosti… esponendo per bene la testa giusto il tempo di darvi la possibilità di far schizzare via il loro elmetto, eppure vi posso assicurare che le situazioni di sottofondo sono davvero ben orchestrate e che avrete davvero più di un motivo di portare a termine la campagna in un numero di ore comprese tra le cinque e le otto, tutte variabili in base al vostro livello o meno di bravura. Sinceramente una delle migliori degli ultimi anni, ma è anche vero che se voi, come me, non vedete l’ora di fiondarvi nel multiplayer, non c’è nulla che vi trattenga dal gettarvi nella mischia… quindi buon gioco a tutti.

CONSIDERAZIONI FINALI
Il nome “Titanfall” è affiancato da un “2”, essendo un seguito, ma avrebbero dovuto impiegare il numero come elevamento a potenza. Non solo offre un giro di giostra in single player, palesando una delle migliori campagne degli ultimi anni, ma è nel multiplayer che la maturità raggiunta porta il giocatore a nuovi livelli di esperienza. Si potrebbe chiudere dicendo che effettivamente di buono, oltre a tutto il resto, ci sono i DLC gratis in prossima, per convincervi a comprarlo con una motivazione in più, ma nella realtà vi dirò che questo gioco è riuscito in pieno ad essere quello step evolutivo che COD, per scelta o pigrizia, non ha mai voluto fare, e quest’anno EA batte Activision, su questo fronte; benvenuta concorrenza.

06 Novembre 2016

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