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Lunedì 05 Dicembre 2016

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FIFA 17 - versione testata: Xbox One

FIFA 17 - versione testata: Xbox One
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Lo sport più amato in Italia incontra nuovamente il titolo videoludico che lo incarna al meglio, EA ci porta nel nuovo mondo di FIFA 17.

Questa volta il passo c’è ed è grande.

Per tanti, tantissimi giocatori, è fondamentale poter vedere riprodotte al meglio le fattezze dei propri beniamini sul campo di gioco. Ma il titolo EA si spinge ben oltre. In un teatro di voci che racchiude ben cinquecento cori da stadio, con un manto erboso perfettamente identico all’originale, si sfidano i ventidue “gladiatori del pallone” e questa volta, più di tutte le altre, ho potuto apprezzare un aspetto apparentemente secondario, ma che garantisce elasticità e classe al titolo, ovvero la fluidità assoluta dei giocatori in campo, mentre sfilano e si sfidano con un tocco rapido alla sfera di cuoio o con un trick di gambe che porta ad un assist.
Tutto questo è stato impreziosito da ben venti scansioni di allenatori della Premier League che si sbracciano nella loro zona, per cercare di aiutare la squadra in campo con i consigli utili.

STORY MODE
Lo si potrebbe anche chiamare “Il sogno”, ovvero Alex Hunter, che per dirla tutta non è un pivello di primo pelo, bensì il discendente di una famiglia che porta questo sport nel sangue e che per questo dovrà dimostrare che il DNA aveva perfettamente ragione. Attraverso una serie di dialoghi, e qui arriva lo zampino di BioWare, si avrà la possibilità di avere varie interazioni con i compagni sfruttando uno stile dialogico differente, più o meno aggressivo, che avrà ripercussioni anche in campo, così come la scelta e il tipo di allenamento che andremo a fare ci permetterà di avere la possibilità di dimostrare le nostre doti in partita. Curiosa la scelta, legata più ad un concetto di licenze e non altro, che il nostro Alex vestirà la divisa della propria squadra solo nella Premier League e quindi con le venti squadre del ventaglio.

La carriera allenatore funziona invece a balzelli, meglio del passato, ma non ancora liberamente esplorabile come tutti vorrebbero. Esiste un aspetto manageriale degli acquisti, ma tutto sarà vincolato e abbastanza blindato, senza quindi la possibilità di gestire in toto questi dati, ma è sicuro che si amplii la rosa di possibilità di vedere come i nostri risparmi vengano gestiti per impiegare nuove forze o come gli sponsor alimentino le casse del team. Con il Pro Club, amatissimo dal sottoscritto, con un perfetto stile rpg, avremo modo di “alimentare” le statistiche della nostra risorsa preferita in campo che dovrà guadagnare i propri punti esperienza dimostrando con i fatti di meritarli (e non più raggiungendo degli obiettivi specifici) con i relativi potenziamenti di conseguenza.

A livello di gameplay, come dicevo nell’introduzione, si vede un netto miglioramento non da poco, l’IA infatti ora muove il team avversario (e il nostro) in modo da riconoscere i punti deboli in cui attaccare o le minacce avversarie da contenere, così da poter intervenire di conseguenza. Di fatto comunque anche questo passo, così come le centinaia di sottigliezze e scelte acute nel rendere sia i falli che azioni apparentemente folli più interessanti, ci portano ad intendere che nei prossimi anni la sfida sarà comunque questa, ovvero incrementare sempre di più un’intelligenza artificiale che sia più variegata possibile, ma che sia anche in qualche maniera adesa al proprio ruolo e in qualche misura addirittura che ricalchi il ruolo del personaggio interpretato, come per altro già avviene alla perfezione per i giocatori più forti ed iconici.

CONSIDERAZIONI FINALI
FIFA 17 si impone con una certa prepotenza, strappando lo scettro e la corona ai suoi predecessori e superando di gran lunga sé stesso, dimostrando di essere il migliore della serie, fino ad oggi presente sul mercato. Un concentrato di tecnologia che, per una volta, non inciampa sul campo tra alti e bassi, ma palesa una qualità che viene dimostrata nei fatti non solo come orpello estetico, ma anche con una solida intelligenza artificiale in grado di gestire al meglio i vari aspetti. Restano curiosi alcuni bug, tra calci d’angolo e qualche punizione/rigore, ma in definitiva il miglior stacco dal passato, con una visibile e palpabile potenza della next gen.
Ricorda un po’ il primo FIFA della “nuova generazione”, quello del ‘96, in cui mi innamorai perdutamente di un videogioco che riproduceva uno sport che proprio non ho mai tollerato, tra la rosa delle squadre poi compariva anche la nostra Cremonese in Serie A.


09 Ottobre 2016

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