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Domenica 11 Dicembre 2016

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Ratchet & Clank - recensione PS4

Ratchet & Clank - recensione PS4
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Ratchet & Clank sono tornati, con un motore grafico talmente stupefacente che è impossibile che Sony si possa fermare solo a questo capitolo. Gameplay inossidabile per un capolavoro del tempo, che per fortuna non è invecchiato di un solo giorno.

Interi generi videoludici: strizzati, clonati, abusati e sfruttati fino all’ultimo pixel a disposizione, sono quasi scomparsi e uno di questi è proprio quel genere di action/platform di cui il brand Ratchet & Clank è stato indiscusso leader come pochi altri. Non mi addentro in pipponi di varia natura sul perché ciò sia accaduto e con quali motivazioni, ma è sicuro che saluto con grandissima gioia il ritorno di un titolo che ha fatto la storia di PS2 e che ritorna in grande spolvero.

LOMBAX & ROBOT
Le coppie migliori sono sempre quelle apparentemente più distanti tra loro, come personalità e genere, in questo caso ci troviamo un abitante di Veldin, della razza lombax e un robot che diventeranno presto amici inseparabili, dalla battuta pronta e con il colpo sempre in canna. Sono eroi casuali ma comunque decisi a risolvere i problemi che li coinvolgono, per salvare niente meno che l’intera galassia. Un platform sì, nella sua ultima “generazione” in tre dimensioni, ma comunque in qualche modo figlio del concept di quel bellissimo Rayman 2. In questo caso però si riesce a coniugare il lato platform a quello di uno sparatutto, cambiandone quindi in parte la natura, con una caratterizzazione e dialoghi d’antologia e un aspetto tecnico che già nei primi anni del 2000 faceva disarticolare la mascella a molti. Di rado però, oggigiorno, mi trovo così visceralmente stupito dell’aspetto tecnico come in questo caso. Dai filmati degni delle migliori produzioni hollywoodiane, tra i migliori film d’animazione, alla grafica in-game che vi farò spesso soffermare sull’ambiente circostante solo per ammirare il panorama.

DUE COME NOI
Nonostante manchi ancora molto al 29 giugno, giorno in cui il film basato sul duo, amatissimo da tutti i gamer, approderà al cinema, potremo avere ben più di uno stralcio all’interno della storia che andremo ad interpretare. Grafica stellare, ma anche doppiaggio da urlo e super professionale, scene ben recitate e la stessa ironia che abbiamo imparato ad amare nel 2002, che magicamente in questo action-platform (più action che platform) ciascuno di questi elementi è stato riportato ed esaltato nel nuovo motore grafico. Un remake, di certo non un remaster, eppure ogni cosa è rimasta al proprio posto, come la nostra mente ce lo fa ricordare. Certo usare armi da mischia contro i mostri cartooneschi può sembrare un’operazione banale, ma il Game Over può giungere in fretta, se sottovalutiamo le schiere nemiche. Dosare le armi che abbiamo a disposizione -o meglio le munizioni, che troviamo spesso in giro, ma non così tanto da sprecarle senza farne un uso accurato- è un must-do. Ogni mondo ha le proprie peculiarità e nemici specifici, con una storia davvero simpatica che ci costringe a cambiare pianeta, ma la regola d’ingaggio resta la stessa.

Certo non ricorderete questo titolo per la sua difficoltà estrema, su questo voglio essere chiaro, ma è propria la frizzante simpatia dei protagonisti, che amiamo da una vita, a stabilire il giusto feeling con il giocatore, al punto che questa produzione è riuscita a battere ogni record di qualsiasi capitolo precedente nelle vendite. Vedere il pelo di Ratchet, le superfici metalliche, le città sempre splendide e colorate, i tornei avvincenti, come mini-game in cui affrontare sfide diverse -tipo la gara degli overboard- e pensare che per assurdo siamo a 30 fps (ma granitici e perfetti!) non può che regalare grandi emozioni, agli amanti della serie del passato, e rappresentare eroi fondamentali anche per i più piccoli, che si affacciano da poco sulla scena videoludica con un pad in mano.

Per qualcuno la durata può forse essere un neo, difficilmente supererete le dieci ore di gioco, anche volendo perdervi un po’ via, almeno per una run tesa a raggiungere i titoli di coda il più rapidamente possibile, ma è anche vero che il gioco in questione è proposto quasi a metà del prezzo, gronda qualità e non trascorrere altre ore per sbloccare ogni cosa è un vero peccato.


CONSIDERAZIONI FINALI
Magari a tanti fa molta rabbia vedere così tanti remake. Ammetto che nel mio caso condivido la parte in cui ci si lamenta della mancanza di esclusive di gran caratura e moderne, ma anche che Sony ha ridato vita a capolavori, recenti o meno, che dovevano essere più diffusi possibile, che sia GoW 3 o le serie di Naughty Dog. In questo caso poi si sono superati. Il progetto nostalgia è da lacrime agli occhi, un qualità incredibile per questo progetto, al punto da sembrare inedito e freschissimo, per chi non lo conoscesse, un amico di lunga data che non è invecchiato di un giorno, per tutti gli altri. Dimentichiamo di Knack… ah l’avete già fatto, al prezzo proposto è un acquisto obbligato, sia che vogliate bene a Ratchet & Clank, sia che vogliate bene a voi stessi.

04 Maggio 2016

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