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Mercoledì 24 Maggio 2017

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The Evil Within: The Assignment - DLC per PS4

Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Arriva il primo DLC, della trilogia che ci è stata promessa. Vediamo come si comporta la prima avventura, che vuole espandere il mondo gioco.

 

The Evil Within avrebbe dovuto riscrivere gli standard dei vari survival horror, o almeno quelli di cui si è occupato Mikami in prima persona, che riguardavano i vari step in avanti, ogni volta che prendeva lui le redini di Resident Evil. Avrebbe dovuto, dicevo, e ci mancava davvero poco lavoro in più per poterlo rendere tale, ma moltisisme sono state le magagne, alcune trascurabili, altre meno.


Questa volta vestiremo i panni succinti di Juli Kidman, in un episodio che, come dall’incipit, ci riporta, finalmente, in una di quelle atmosfere tipicamente alla Resident Evil (i primi, anzi il primo o lo zero). La torcia non tragga in inganno, non avrà il ruolo di Silent Hill, o meglio è l’espediente ideale per aumentare tensione e paura, allo stato solido, ma siamo molto lontani dal gameplay della cittadina maledetta. Il tutto funziona a meraviglia per un tempo che si aggira tra le tre ore ma non supera di certo le cinque - anche volendo analizzare ogni centimetro quadrato, come ho fatto io -  circondato da mostri e nemici. Fa sicuramente maggiore impressione quando ciò che temiamo non è contrastabile, non lo possiamo fermare e non abbiamo i mezzi adeguati per terminare la sua avanzata. Di questo si nutre questo DLC e spesso, molto spesso, dovremo aggirare ciò che potrebbe portare ad una fine imminente la nostra vita, il tutto nella penombra artificiale di giochi di luce perfetti… per mettervi addosso una strizza incredibile.

Il lavoro grafico è stato chiaramente rivisto e migliorato, sia sul fronte delle texture che su quello particellare che comprende anche le luci. Tra le nuove leve, scelte per il bestiario, si aggiungono elementi inediti e per molti di essi potremo anche scegliere di non scappare, ma di eliminarli, uscendo allo scoperto da un rifugio sicuro, ma eliminando la minaccia in modo definitivo.


Non è sicuramente semplicissimo, ma non per questo è un difetto, anzi lo si apprezza di più e lo si gioca in silenzio assoluto per non perdere la concentrazione. Peccato per la durata e speriamo che il prossimo contenuto non ci faccia attendere così tanto e che possa godere di una maggiore longevità.


CONCLUSIONI

Una indagine ad alto tasso di tensione e di paura. Grafica più rifinita, enigmi interessanti e una trama più coesa con l’ambiente circostante, oltre ad essere meno fumosa e folle. Lo scopo è proprio acuire i sensi e stare all’erta. Decisamente più stealth, come forse avrebbe dovuto essere anche il gioco originale, sembra ricalcare in tutto e per tutto una sorta di risultato per le critiche che sono state mosse al titolo principale. Ora aspettiamo i prossimi due… ma per ora diciamo: buona la prima!


17 Marzo 2015