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Mercoledì 24 Maggio 2017

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Fantasy Life - recensione 3DS

Fantasy Life - recensione 3DS
Simone Marcocchi

Simone Marcocchi

Biografia Atterrato su questo mondo, con in mano un joystick collegato ad un Commodore 64, Simone Marcocchi prova a leggere la vita attraverso la passione per i videogiochi, il cinema e le tecnologie. Attualmente si occupa di marketing IT e web, ha collaborato con la testata Eurogamer.it, si è occupato di tecnologia per la rivista V+ e collabora con Multiplayer.it LinkedIn: /simonemarcocchimedia Twitter: @SimoneMarcocchi

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Esistono giochi totalizzanti, che creano realtà alternative nelle quali la routine e l’immedesimazione sono la parte più bella. Talvolta lo stile favolistico giapponese si unisce a quello occidentale: benvenuto Fantasy Life.


 

Ci sono le piogge acide e le bombe d’acqua, ma nel mondo della fantasia (e per fortuna sono lì) ci sono anche quelle di meteoriti. Nel regno incantato di Castele queste sono particolarmente pericolose, non tanto per poter essere colpiti o feriti ma perchè pare che questo eventi arrivi a mutare le forme di vita in qualcosa di malvagio e poco piacevole.


TRA TANTE SCELTE… SCELGO TUTTO!

Lo dico ogni volta che posso, e le occasioni in effetti non sono tantissime, che in ogni RPG che si rispetti odio profondamente dover fare delle scelte radicali sui miei personaggi, perchè mi piacerebbe poter intraprendere qualsiasi allineamento e ramo delle abilità (salvo poi nella maggior parte dei casi terminare il gioco più volte con tutte i protagonisti… ma questa è un’altra storia). Con Fantasy Life finalmente potrete dare libero sfogo a tutta la vostra creatività e voglia di scoprire quale animo sia più affine alla vostra condotta; qui infatti un mago potrà anche essere un paladino, si potrebbe dilettare di pesca e andare i miniera per cercare materiali preziosi con cui costruire armature.

Per ottenere tutto questo, naturalmente, dovrete lavorare e affinare la vostra arte, passare del tempo, acquisire punti abilità ed incrementare quelli che sono gli elementi più tangibili (e utili) per la vostra avventura. Avere un inventare capiente o poter indossare un’armatura più forte sono solo un paio di aspetti, ma perchè non usare una spada e combinarla con la magia?

L’avventura principale non vi creerà alcun tipo di problema, il troppo esile livello di difficoltà, molto, troppo (per i miei gusti) non limerà il divertimento, ma potrebbe spingervi meno a trascorrere del tempo nell’acquisizione di specializzazioni che sono lasciate alla vostra voglia di andare oltre, piuttosto che ad un bisogno intrinseco per il completamento della missione principale. Nonostante tutto è la curiosità il vero motore di gioco e questo si tramuterà in una leva imprescindibile, tanto da muovere un bambino quanto un adulto, di andare oltre. I maniaci del completismo, come il sottoscritto, ma anche coloro che amano soltanto passare del tempo aggiuntivo in compagnia della follia e grandissima simpatia dei personaggi di Reveria si troveranno molto presto a casa. E’ sicuro che non sarà un giro veloce, in quanto per terminare il tutto potrebbero non bastare trenta ore e prima di staccarvici per fare altro potreste impiegare molto più del doppio.

Ci vuole davvero tanta passione e il sistema che non impone mai nulla, riesce a giocare molto bene sui contenuti  e sulla quantità enorme di cose da fare, tanto che vi chiederete in continuazione quale sarà la prossima missione da portare a termine?


CONSIDERAZIONI FINALI

Sperimentare, giocare, girare, scoprire, sono gli aspetti più intriganti che ogni gioco dovrebbe avere. Non conta cosa gli sviluppatori abbiano scritto come storia, perchè saremo noi ad inventarcela giornalmente. E’ lo stile di Animal Crossing unito alla voglia di GDR e all’incanto di una favola. Difficilmente riuscirete a chiudere con questo gioco… anche dopo la presunta fine.

12 Ottobre 2014