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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Organizzare un concerto. Quando si battono le avversità

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I Superio sul palco del TorreLive Festival

Fabio Guerreschi

Fabio Guerreschi

Biografia

Fabio Guerreschi è laureto in sociologia all’Università di Trento ed è un giornalista del quotidiano ‘La Provincia’ di Cremona. E’ appassionato di metal, rock, blues e… dintorni, di fantascienza e di letteratura americana. Mail: fabio.guerreschi26@gmail.com Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100008920786679 Instagram: https://instagram.com/fabioguerreschi/

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Un’estate strana e balorda (vedi il post del 17 luglio 2014). Ma interessante. E con tanti debutti, tra cui lo StraEvil ad Asola, il B.P.M. Festival di Azzanello e il LiveTorre Festival di Torre de’ Picenardi.

Tutto molto strano, c’è la crisi e si mettono a organizzare eventi? Non ci sono soldi e mettono in piedi concerti e altro? Molto strano, a meno che non abbiano deciso di usare il cervello. Allora si spiega tutto. Si spiega l’intelligenza nel fare le cose, la determinazione nel raggiungere gli obiettivi, la fatica nell’organizzare le giornate, l’impegno nel far quadrare tutti gli aspetti della manifestazione, la consapevolezza di partire da zero. 

Ma intelligenza, determinazione, fatica, impegno e consapevolezza hanno dei nemici e la strategia dei nemici è la solita: screditare. Anche senza un motivo (in realtà il motivo c’è ma lo scopriremo tra un po’). Vi racconto un po’ di cose sul TorreLive Festival, solo perché è una manifestazione che ho avuto la fortuna di osservare da vicino (e i miei studi sociologici in questi casi hanno sempre il sopravvento). Un gruppo di ragazzi dai 16 ai 24 anni (o meglio un branco di lupi affamati di vita: Giulia Bertoletti, Chiara Benna, Marta Boccaccia, Marcello Volpi, Francesca Galletti, Enrico Galletti, Filippo Bigozzi, Giulia Rongoni, Luca Ferrari, Lorenzo Panzi, Gianluca Panzi, Francesca Garavelli, Luca Geroldi, Alisea Geroldi, Alessandra Dordoni, Roberta Dordoni, Lorenzo Zanetti, Nicola Ruffini, Matteo Fornasari, Michele Riccio, Giulia Urbani, Sara Triachini, Thomas Bona, Andrea Galetti, Isabella Montagna, Debora Maffezzoni, Adriana Ruffini, Giacomo Volpi, Eleonora Codignola, Elisa Goi) dal nulla si inventa quattro giorni di musica, convegni e mostre. Iniziano a lavorare, raccogliendo anche diverse collaborazioni inaspettate e dosi industriali di simpatia. Si presentano a un’associazione del paese per avere in prestito sedie e tavoli.

Ma qui scoppia un vero e proprio ‘caso’. Non l’avessero mai fatto. Questa associazione (che forse ritiene di aver il monopolio in paese delle iniziative legate al divertimento e al tempo libero) si rifiuta categoricamente di dare una mano, cioè di prestare sedie e tavoli (capirai che sforzo) e anzi inizia una ‘campagna’ (anche su Facebook e presumo che qualcuno o qualcuna sia andato incontro a qualche problema ben più grande di un semplice prestito di sedie e tavoli, perché scrivere le proprie opinioni è una cosa, offendere è un’altra) per screditare l’iniziativa (in modo squallido) con motivi (e accuse) a dir poco ridicole (e che potremmo classificare nella categoria ‘ma senti da che pulpito viene la predica’).

Addirittura qualcuno o qualcuna dell’associazione, incrociando per strada un organizzatore del TorreLive, lo guarda in maniera trucida (sarà un metallaro o una metallara? Non mi risulta. Noi siamo veramente brutti, sporchi e cattivi) e con occhi iniettati di sangue e voce perentoria e profonda lancia l’anatema: «Spero che piova per tre giorni».

E tutto questo succede in un paese di poco più di 1.700 anime. Poi magari le stesse persone che lanciano le ‘maledizioni’ vanno al bar, danno un’occhiata distratta al telegiornale di turno e diventano candidi portatori di pace, pretendendo che israeliani e palestinesi la piantino di spararsi addosso.

Mah… Ma forse c’è una chiave di lettura di tutto questo. Da una parte c’è entusiasmo, freschezza ed energia; dall’altra forse un po’ di stanchezza, logoramento, frustrazione e soprattutto paura che il proprio potere (piccolo, ma importante per chi non ne ha mai avuto ma ne è affascinato) sia messo in discussione, in pericolo. «Nooooooo! Un nuovo gruppo in paese, perché non vengono a lavorare per noi, siamo già avviati, accontentiamo tutti, siamo bravi. Nooooooo! Vogliono la mia poltrona, maledetti, non l’avrete mai, è mia, mia, mia, mia, mia, mia…» disse l’oscura entità.

Però il branco di lupi affamato di vita, pur rimanendo stupito dalla reazione dell’associazione ‘regina della piazza’ (regina di cosa? A Torre de’ Picenardi? Ma stanno scherzando? Risposta: ‘No non stanno scherzando, è tutto vero!’) si sono ‘arresi’ alla situazione… facendosi prestare tavoli e sedie da associazioni dei paesi vicini (con, presumo, grande stupore da parte loro nel sapere tutta la vicenda). In fondo è una bella storia, anche se piena di squallore e di basso profilo intellettuale (mi sembra tutte da un lato), perché intelligenza, determinazione, fatica, impegno e consapevolezza finalizzati a un obiettivo, portano comunque a qualche risultato, altri atteggiamenti portano a… beh, decidete voi dove.

Due considerazioni:

1) ci sono esigenze nuove e nuovi bisogni che i condottieri illuminati dovrebbero capire (non so se questo è il caso);

2) esiste la libertà di associarsi e mi sembra che anche la Costituzione italiana ne faccia un breve cenno (scusate la facile ironia).

Per la fotogallery del TorreLive Festival grazie a Stefano Ferrarezzo, Enrico Galletti e Adriana Ruffini.

In un prossimo post invece vi racconterò la storia di un fallimento.

25 Settembre 2014

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