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Venerdì 09 Dicembre 2016

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Rockismi

Piccola guida all'ascolto in tre tappe

Piccola guida all'ascolto in tre tappe

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Fabio Guerreschi

Fabio Guerreschi

Biografia

Fabio Guerreschi è laureto in sociologia all’Università di Trento ed è un giornalista del quotidiano ‘La Provincia’ di Cremona. E’ appassionato di metal, rock, blues e… dintorni, di fantascienza e di letteratura americana. Mail: fabio.guerreschi26@gmail.com Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100008920786679 Instagram: https://instagram.com/fabioguerreschi/

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Calendario dei post

 

Nell’aula magna ‘Midian’ di Cremona, tre serate per capire il metal italiano e quanto ha dato a tutto il genere. Le lezioni di ascolto si svolgono nelle serate del 28 marzo, del 4 e 11 aprile.

 

Sentiamo i pareri di chi ha già seguito le lezioni.

 

Lezione 1. Come il metal può essere prog/power

 

In cattedra i Vision Divine

 

 

«Riff dal sapore progressive si fondono con sfuriate al limite del thrash, melodie decisamente retrò si evolvono in atmosfere oniriche e “spaziali”. Oltre al meticoloso lavoro delle chitarre e delle tastiere, non va dimenticata la prestazione vocale di Fabio Lione: ogni sfumatura della sua potente voce viene messa in evidenza in un fantastico mix di maestosità ed eleganza. Gli anni di esperienza dei componenti della band danno frutti sorprendenti, aiutati anche da una produzione perfetta, dove ogni suono trova il suo posto senza alcuna sbavatura».

Stefano Vianello su truemetal.it 

 

Lezione 2. Come il metal può essere trash/black/death

 

In cattedra i Necrodeath

 


 

«I Necrodeath sono senza dubbio tra gli alfieri/pionieri della scena estrema italiana, con la loro miscela mefitica di thrash e black che, nella seconda metà degli anni ottanta, poteva tranquillamente considerarsi come l’avanguardia del genere (e non solo sul suolo italico)».

Orso Comellini su truemetali.it

 

Lezione 3. Come il metal può essere hard/heavy

 

In cattedra gli  Ancillotti

 


 

«Aggressivo, rombante, contraddistinto da una sezione ritmica dinamitarda e da riff impetuosi, 'The Chain Goes On' è una botta di adrenalina sparata dritta nel cervello, una frustata di vitalità che ci saremmo aspettati da un combo tedesco oppure statunitense. E invece ecco che il tricolore sventola orgoglioso anche in territori heavy e power, facendo bella mostra di sé in ogni circostanza del disco venga chiamato in causa. Per quanto nelle corde del gruppo di Prato ci siano ampi riferimenti al passato, le strutture sonore non scadono mai nel puro revival, ma rimangono vive e potenti grazie all'ottimo lavoro di tutti e quattro i membri della band, in primis il vecchio vocalist, elegante ed epico come tradizione impone!».

Mattia Medelin su http://graffitimusicali.blogspot.it/

07 Marzo 2015

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