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Giovedì 08 Dicembre 2016

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Germania, modello da seguire: il mito di Maradona irraggiungibile anche per Messi

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La Germania campione del Mondo

luca puerari

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Il Campionato del Mondo di calcio in Brasile è andato in archivio consegnandoci almeno due verità: alla fine ha vinto la squadra più forte, la Germania, e Maradona resta un mito irraggiungibile anche per il quattro volte Pallone d'oro Lionel Messi

La finale tra Germania e Argentina è stata una buona partita ed entrambe le formazioni hanno avuto diverse occasioni per vincerla anche entro i 90 minuti regolamentari. Ma nel complesso la gara l'hanno fatta i tedeschi (il possesso palla parla chiaro) e l'Argentina si è affidata alla sua arma migliore, il contropiede. Se Higuain non avesse sbagliato un gol per lui facile facile forse le cose sarebbero andate diversamente ma allora dovremmo ricordare anche il clamoroso palo colpito da Hoeweds allo scadere del primo tempo. La verità è che i se e i ma nella vita come nel calcio stanno a zero. Contano i fatti. E la Germania ha vinto il Mondiale coronando un torneo superlativo che ha avuto il suo vertice nella semifinale contro il Brasile nella quale gli uomini di Loew hanno cancellato dal campo una Selecao impresentabile a certi livelli. 

Il successo della Germania è il frutto di un lavoro di programmazione degno della costanza e della determinazione propria dei tedeschi. Un progetto partito nel 2004 quando sulla panchina della nazionale Loew era 'solo' il secondo di Klinsmann (ora commissario tecnico della nazionale americana) e passato attraverso la bruciante sconfitta del 2006, quando i Mondiali si giocarono in Germania e quando a trionfare fu l'Italia di Lippi. I tedeschi hanno cominciato a vincere proprio in quel momento di grande difficoltà; mantenendo la barra dritta hanno portato avanti la politica dei giovani e alla fine sono riusciti a costruire una squadra che gioca un buon calcio, un gruppo solido che può legittimamente guardare ai grandi appuntamenti dei prossimi anni con grandi aspettative. La carta d'identità gioca a loro favore e per quanto riguarda sapienza tattica e capacità tecnica in Brasile abbiamo visto abbastanza. 

Una grossa mano alla crescita della nazionale tedesca è arrivata dai club che hanno avuto la pazienza di aspettare tempi migliori. Aspettare, questo è il segreto: quello che in Italia le società non sono capaci o non riescono a fare. 

Chi segue il calcio ricorderà bene che la Bundesliga, il campionato tedesco, per anni è stato ritenuto la quarta forza in Europa dopo la Premier League inglese, la Liga spagnola e la Serie A italiana. I club della Bundesliga per anni hanno saputo resistere alle spese folli del mercato. Lo stesso Bayern, al di là delle stelle Ribery e Robben, sbarcati a Monaco molti anni fa prima di essere dei campioni assoluti, è squadra più che mai tedesca. I club hanno puntato sui giovani dei vivai, il Borussia Dortmund è l'esempio più clamoroso, e con i giovani resi sempre più forti dall'esperienza hanno cominciato a vincere anche a livello internazionale. Ora il calcio tedesco raccoglie i frutti di un lavoro serio. 

Per quanto riguarda Lionel Messi la storia è breve: per l'Argentina poteva diventare l'uomo della storia, poteva ergersi al livello del mito di Diego Armando Maradona ma, come spesso gli è successo nella sua fantastica carriera, nella notte decisiva è rimasto ai margini, frenato dal peso di essere l'erede del Pibe de oro. 

Messi è un fuoriclasse ma questo mondiale ha allargato la forbice che lo separa da Maradona. La più grande differenza tra i due è il carisma e la personalità, qualità che non puoi allenare: o le hai o non le hai. Maradona era il capitano della sua Argentina e nessuno poteva immaginare un capitano diverso da lui; Messi è il capitano della sua Argentina e tutti si chiedono come mai la fascia non sia sul braccio di Mascherano, unico vero leader dentro e fuori dal campo di questa Albiceleste.

Forse si spiega anche così l'amore senza limiti e quasi viscerale che il popolo argentino ha anche oggi per Diego e la grande ammirazione, per natura certe volte un po' freddina, che nutre per Messi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

 

 

14 Luglio 2014

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