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Parte Brasile 2014: tifosi negli stadi e rabbia nelle piazze

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Proteste in piazza per i mondiali in Brasile

luca puerari

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Ci siamo. Cominciano i mondiali di calcio in Brasile, un Paese diviso tra l'entusiasmo di un popolo che sogna il trionfo della Selecao verdeoro e le proteste di decine di migliaia di persone che chiedono dignità e diritti. 

Da mesi il Brasile è scosso dalle manifestazioni di piazza di chi sostiene che il campionato del mondo di calcio e poi le Olimpiadi del 2016 – pure assegnate a Rio de Janeiro - sono uno spreco di denaro pubblico e non avranno effetti reali e duraturi sull'economia. Il Paese, dopo anni di forte sviluppo, vive un momento delicato: non cresce più, l'inflazione vola, le disuguaglianze si fanno insostenibili, gli scandali e le ruberie hanno contrappuntato molte delle opere che sono state realizzate per la manifestazione. Alcuni impianti, a poche ore dall'inizio dei mondiali, non sono ancora stati consegnati. Un esempio vale per tutti: allo stadio di Manaus, quello dove sabato la nazionale azzurra giocherà la sua prima partita contro l'Inghilterra, si sta ancora lavorando e i responsabili dei cantieri ancora non hanno stabilito una data per la fine delle opere, soprattutto nei dintorni dell’impianto. La 'Arena Amazonia' è tra l’altro quella dove si è registrato il maggior numero di incidenti sul lavoro, con ben quattro operai morti dall’inizio della sua costruzione.


In questo clima di tensione sociale si comincia a giocare a pallone e da oggi l'aspetto tecnico, i gol, la tattica e le polemiche dentro uno spogliatoio prenderanno il sopravvento su tutto. 

Alla vigilia il gioco è quello di sempre: fare previsioni. Le domande sono quelle di sempre: chi vince? Quali sono le squadre favorite? Dove può arrivare l'Italia? Quale sarà la nazionale sorpresa del mondiale?

A fare i pronostici solitamente si fanno brutte figure ma corriamo il rischio. 

Quattro le squadre favorite, potremmo dire le ipotetiche semifinaliste: Brasile, Spagna, Germania e Argentina. Rigorosamente nell'ordine. Se arrivassero in fondo al mondiale nessuno potrebbe sorprendersi. 

L'Italia potrebbe ritagliarsi il ruolo di 'mina vagante'. Gli azzurri di Prandelli, una volta superato il girone - obiettivo minimo ma non scontato considerata la presenza di Inghilterra e Uruguay - potrebbero diventare un 'brutto cliente' per tutti, la classica squadra da evitare, abituata a lottare per certi traguardi. Più in generale, una spedizione che si concludesse ai quarti di finale potrebbe essere ritenuta certamente positiva. 

La sorpresa potrebbe essere il Belgio: è una nazionale che esprime un buon calcio, molto giovane ma composta da giocatori che militano in grandi club e dunque già collaudati sulla scena internazionale. Da tenere d'occhio anche il Giappone allenato da Zaccheroni, nazionale dinamica e tecnicamente dotata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI E FOTO

 

11 Giugno 2014

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