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Martedì 06 Dicembre 2016

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Rio 2016 è già in archivio, emozioni e volti restano

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luca puerari

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L'Olimpiade di Rio è già andata in archivio ma nella mente degli appassionati dello sport - che in queste due settimane hanno avuto la conferma di quanto i Giochi siano davvero un evento straordinario e unico – alcuni momenti e alcuni volti resteranno vivi a lungo.

Forse è sbagliato e antipatico fare la classifica delle emozioni ma in queste poche righe mi piace richiamare attimi che hanno segnato Rio 2016. E non solo in chiave italiana.

Le cadute possono essere diverse tra loro. Penso a Vincenzo Nibali e ad Elia Viviani. Il primo era in fuga nella gara in linea di ciclismo su strada e a 11 chilometri dalla medaglia è scivolato in discesa fratturandosi la clavicola. Poteva vincere… che sfortuna. Elia Viviani, invece, è caduto e poi è risalito in bicicletta nell'ultima delle sei prove dell'omnium su pista e con rinnovato furore agonistico ha vinto la medaglia d'oro. Straordinario, uno dei momenti più belli dei Giochi.

La bellezza del sorriso si declina in tanti modi. Quello dello squalo Michael Phelps, sempre più clamoroso dominatore dei Giochi (23 medaglie d'oro e altre di metallo 'meno' pregiato), che dopo uno dei suoi successi si arrampica sulle tribune per abbracciare la giovane moglie, il figlio di pochi mesi e la mamma che per lui è stata anche un padre. E poi cosa dire della bellezza del sorriso di Rachele Bruni che, dopo una cavalcata d'argento di 10 chilometri a nuoto in mare aperto, ha dedicato la sua medaglia alla compagna in un inno all'amore che non ha genere.

I tuffi in piscina e quelli che non ti aspetti. Ci sono i tuffi in piscina della nostra fantastica Tania Cagnotto e quelli di Shaunae Miller, veloce e bella bahamense, sulla pista di atletica. Tania Cagnotto ha chiuso il cerchio di una carriera magica conquistando il podio olimpico che per lei sembrava stregato: argento in coppia con Francesca Dellapé e bronzo (dietro le solite due cinesi) nella gara individuale dal trampolino da tre metri. Shaunae Miller ha sfruttato il regolamento nelle pieghe più nascoste e per vincere la medaglia d'oro dei 400 metri si è tuffata sul traguardo. Un successo che passerà alla storia e poco importa se ginocchia e gomiti si sono sbucciati.

Occhi increduli e occhi spiritati. I primi sono quelli di Niccolò Campriani, infallibile cecchino azzurro che da Rio torna a casa con due medaglie d'oro nel tiro, quando si è accorto di aver fatto il bis grazie ad un mezzo errore di un collega russo. I secondi sono quelli di Ivan Ivano Zaytsev, martello implacabile della nazionale italiana di pallavolo, che ha impallinato gli americani in una semifinale memorabile prima di arrivare all'argento nella finale persa con i brasiliani.

C'è anche chi ha vinto per 'manifesta superiorità'. Penso a Usain Bolt e Gregorio Paltrinieri. Lo sprinter giamaicano ha sgretolato senza fatica gli avversari vincendo 100, 200 metri e staffetta 4x100 e ha portato a nove le sue medaglie d'oro in tre edizioni delle Olimpiadi. Il nuotatore italiano ha dettato legge nei 1.500 metri di nuoto conquistando una medaglia d'oro che tutti, già prima della gara, gli avevano messo al collo. Doppiamente bravo!

22 Agosto 2016

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