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Sabato 03 Dicembre 2016

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Italia-Germania, "Non si giudica un giocatore da un calcio di rigore"

Italia-Germania,  "Non si giudica un giocatore dai calci di rigore"

Gli azzurri durante i calci di rigore

luca puerari

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In una sua famosissima canzone il 'principe' Francesco De Gregori cantava "non si giudica un giocatore da un calcio di rigore". E' vero. Nel caso dell'Italia di Conte eliminata ai quarti di finale di Uefa Euro 2016 dalla Germania i giocatori che non vanno giudicati da un calcio di rigore sono quattro: Zaza, Pellé, Bonucci e Darmian.

Parto dalla coda della partita dell'Italia con la Germania - amara, ma almeno questa volta senza veleni - per fare qualche considerazione sull'avventura azzurra e sull'eredità di Antonio Conte in nazionale ora che al suo posto subentra Gianpiero Ventura.

L'Italia è fuori da Euro 2016 ma senza rimpianti. Avere la consapevolezza di aver fatto tutto quello che era possibile fare è l'obiettivo che ogni sportivo e in genere ogni persona si deve porre prima dell'inizio di una qualsiasi avventura. In questo senso l'Italia di Conte ha centrato l'obiettivo alla grande.

Accompagnata da un comprensibile e razionale pessimismo alla vigilia della rassegna, la nazionale azzurra ha saputo appassionare decine di milioni di italiani, ha vinto il suo girone, ha battuto squadre più forti come il Belgio e soprattutto la Spagna e ha fatto partita alla pari per 120' contro i campioni del mondo della Germania, alzando bandiera bianca solo dopo una lunga serie di calci di rigore.

Non c'è niente su cui recriminare, le cose sono andate così. Si poteva fare meglio? Si poteva fare di più? Credo proprio di no. L'Italia ha fatto un grande Europeo.

Per capire la solidità del lavoro del ct Conte e dei giocatori è utile fare un passo indietro e pensare al gap che questa nazionale solo pochi mesi fa aveva con alcune delle squadre che ha battuto in Francia (Belgio e Spagna) o con la stessa Germania, costretta dagli azzurri alla 'lotteria' dei calci di rigore. Tecnicamente inferiore a tante squadre, l'Italia ha saputo trovare nell'organizzazione e nella magica alchimia del gruppo le risorse che le hanno consentito di esprimere un calcio fatto di intensità, ordine tattico e anche - a lunghi sprazzi - di buon gioco. Conte, una volta di più, ha dimostrato di essere un allenatore straordinario, capace di dare un gioco e una identità alla sua squadra e averlo fatto con la Nazionale è un valore aggiunto in quanto il tempo a disposizione per un Ct non è quello che un mister ha in una squadra di club. I giocatori hanno sposato senza riserve il progetto del tecnico e hanno pensato come gruppo. Giù il cappello.

Ora sulla panchina azzurra arriva Ventura, un maestro di calcio che nella sua carriera ha sempre fatto giocare bene le sue squadre e ha saputo far crescere e valorizzare i giovani. Una mossa non casuale della Federazione, considerato il fatto che l'età media della Nazionale di Conte era una delle più elevate del torneo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI  FOTO E VIDEO

04 Luglio 2016

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